Camera dei deputati - XV Legislatura - Dossier di documentazione (Versione per stampa)
Autore: Servizio Studi - Dipartimento ambiente
Altri Autori: Ufficio Rapporti con l'Unione Europea
Titolo: Emergenza rifiuti in Campania - A.C. 2826 - D.L. 61/2007 - (Iter parlamentare)
Riferimenti:
DL n. 61 del 11-MAY-07   AC n. 2826/XV
Serie: Progetti di legge    Numero: 203    Progressivo: 1
Data: 25/06/2007
Descrittori:
CAMPANIA   RIFIUTI E MATERIALE DI SCARTO
SCARICHI E DISCARICHE   SMALTIMENTO DI RIFIUTI
Organi della Camera: VIII-Ambiente, territorio e lavori pubblici


Camera dei deputati

XV LEGISLATURA

SERVIZIO STUDI

Progetti di legge

Emergenza rifiuti in Campania

A.C. 2826 - D.L. 61/2007

 

 

(Iter parlamentare)

 

 

 

 

 

n. 203/1

 

 

25 giugno 2007

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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I dossier del Servizio studi sono destinati alle esigenze di documentazione interna per l'attività degli organi parlamentari e dei parlamentari. La Camera dei deputati declina ogni responsabilità per la loro eventuale utilizzazione o riproduzione per fini non consentiti dalla legge.

 

File: Am0087a.doc


INDICE

Iter parlamentare

§      A.S. N. 1566, Conversione in legge del decreto-legge 11 maggio 2007, n. 61, recante interventi straordinari per superare l’emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella regione Campania e per garantire l’esercizio dei propri poteri agli enti ordinariamente competenti3

§      Esame in sede referente  25

-       Commissione  Territorio, ambiente, beni ambientali (13ª)

Seduta del 29 maggio 2007  25

Seduta del 30 maggio 2007  29

Seduta del 30 maggio 2007 pomeridiana  33

Seduta del 6 giugno 2007  37

Seduta del 7 giugno 2007  41

Seduta del 7 giugno 2007 pomeridiana  45

Seduta del 12 giugno 2007 pomeridiana  67

Seduta del 12 giugno 2007 notturna  81

Seduta del 13 giugno 2007  89

Seduta del 13 giugno 2007 1ª pomeridiana  93

Seduta del 13 giugno 2007 2ª pomeridiana  99

§      Esame in sede consultiva  135

-       Commissione  Affari costituzionali (1ª)

Seduta del 17 maggio 2007  135

Seduta del 29 maggio 2007  137

Seduta del 29 maggio 2007 pomeridiana  139

Seduta del 5 giugno 2007  141

Seduta del 12 giugno 2007  145

Seduta del 19 giugno 2007  147

-       Commissione  Giustizia (2ª)

Seduta del 30 maggio 2007  149

-       Commissione  Bilancio (5ª)

Seduta del 29 maggio 2007  151

Seduta del 5 giugno 2007  153

Seduta del 6 giugno 2007 e allegato  155

Seduta del 12 giugno 2007  161

Seduta del 13 giugno 2007  165

Seduta del 19 giugno 2007  167

Seduta del 20 giugno 2007  169

-       Finanze e tesoro (6ª)

Seduta del 6 giugno 2007  171

-       Industria, commercio e turismo (10ª)

Seduta del 29 maggio 2007  173

-       Igiene e sanità (12ª)

Seduta del 6 giugno 2007  177

Seduta del 13 giugno 2007 Sottocommissione  179

Seduta del 13 giugno 2007  181

-       Questioni regionali

Seduta del 31 maggio 2007  185

§      Esame in Assemblea  189

Seduta del 14 giugno 2007  189

Seduta del 19 giugno 2007  243

Seduta del 20 giugno 2007  335

Seduta del 20 giugno 2007 pomeridiana  429

 

 

 


Iter parlamentare

 


SENATO DELLA REPUBBLICA

                               XV LEGISLATURA                            

N. 1566

DISEGNO DI LEGGE

presentato dal Presidente del Consiglio dei ministri

(PRODI)

di concerto col Ministro dell’economia e delle finanze

(PADOA-SCHIOPPA)

COMUNICATO ALLA PRESIDENZA L’11 MAGGIO 2007

 

Conversione in legge del decreto-legge 11 maggio 2007, n. 61, recante interventi straordinari per superare l’emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella regione Campania e per garantire l’esercizio dei propri poteri agli enti ordinariamente competenti

 

 


Conversione in legge del decreto-legge 11 maggio 2007, n. 61, recante interventi straordinari per superare l’emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella regione Campania e per garantire l’esercizio dei propri poteri agli enti ordinariamente competenti

———–

Onorevoli Senatori. – Il presente decreto-legge è finalizzato a fronteggiare il contesto emergenziale in atto nella regione Campania, relativo allo smaltimento dei rifiuti, al fine di evitare danni alla salute della popolazione e situazioni di pericolo per l’ordine pubblico, al tempo stesso individuando soluzioni coerenti a garantire il passaggio alla gestione ordinaria.

    Il settore dei rifiuti nella regione Campania versa in una situazione di grave crisi, che risulta essere da ultimo aggravata a causa, in particolare, delle oggettive difficoltà di individuare discariche ove poter conferire i rifiuti solidi urbani e della mancanza di valide alternative per lo smaltimento dei rifiuti fuori regione.

    Con questo provvedimento d’urgenza vengono in particolare previste misure in grado di superare le principali criticità legate all’attuale gestione del ciclo di smaltimento dei rifiuti, individuando per via normativa i siti, suddivisi su base provinciale, ove saranno realizzate le prossime discariche e prevedendo contestualmente, oltre che appropriate misure compensative sul piano ambientale, il divieto di utilizzare, nella scelta di eventuali ulteriori siti di discarica, alcune zone già interessate in passato dallo smaltimento dei rifiuti al punto da considerarsi del tutto sature.

    Sono poi previste ulteriori misure nei confronti dei consorzi di bacino della regione Campania, finalizzate ad implementare i livelli di raccolta differenziata, e sono infine individuate misure volte a favorire un maggiore coinvolgimento nel ciclo di gestione e smalti mento della regione da parte sia dei presidenti delle province sia dei prefetti.

*  *  *

    Articolo 1 – Con il comma 1 vengono individuati i siti da destinare a discarica per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani o speciali non pericolosi anche provenienti dalle attività di selezione, trattamento e raccolta dei rifiuti solidi urbani, fino alla cessazione dello stato di emergenza. Nella elencazione manca la provincia di Caserta, in quanto già dotata di una discarica di livello provinciale in località Lo Uttaro.

    Con il comma 2 si dispone un limite temporale all’utilizzo del sito di Serre in provincia di Salerno, in attesa che si provveda alla realizzazione di un nuovo sito di smaltimento rifiuti che sarà individuato dal presidente della stessa provincia.

    Il comma 3 stabilisce che l’utilizzo di una cava ubicata nel comune di Terzigno in provincia di Napoli è consentito fino al funzionamento a regime del termovalorizzatore di Acerra. Al fine di assicurare adeguate misure di mitigazione ambientale, è altresì previsto che il Commissario delegato provveda alla ricomposizione morfologica della predetta cava e adotti, mediante la predisposizione di un apposito piano d’intesa con il presidente della regione Campania, sentito il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, le necessarie misure di mitigazione ambientale, ivi compresa la bonifica e messa in sicurezza dei siti di smaltimento incontrollato di rifiuti esistenti nel medesimo territorio.

    Il comma 4 consente l’uso degli impianti di trattamento e dei siti adibiti a discarica, anche in deroga alla normativa vigente in materia ambientale, paesaggistico – territoriale e igienico-sanitaria, che, per il suo carattere generale può determinare rigidità nell’azione di emergenza, fermo restando l’obbligo al Commissario di adottare misure in concreto idonee a preservare comunque la salute umana e l’ambiente.

    Con il comma 5 si rinvia a specifiche ordinanze di protezione civile l’individuazione di apposite ed ulteriori misure compensative in favore dei comuni previsti al comma 1.

    Articolo 2 – Con il comma 1 si dispone la sostituzione del comma 2 dell’articolo 3 del decreto-legge 9 ottobre 2006, n. 263, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 dicembre 2006, n. 290, introducendo, tra l’altro, la possibilità in capo al Commissario delegato di utilizzare gli impianti, le cave dismesse o abbandonate e le discariche che presentano volumetrie disponibili, anche laddove risultino sottoposti a sequestro da parte dell’autorità giudiziaria. In questo caso il Commissario delegato assume la gestione fino alla scadenza del contesto emergenziale, adottando le indispensabili misure finalizzate a garantire la protezione della salute umana e dell’ambiente. Per consentire, nel rispetto della normativa ambientale e igienico-sanitaria, l’utilizzo ininterrotto e comunque non oltre la cessazione dello stato d’emergenza dei siti individuati, si dispone infine la non sottoponibilità a sequestro degli stessi fino alla cessazione dello stato di emergenza. Alle attività previste dal comma si provvede nell’ambito delle risorse finanziarie disponibili nella contabilità speciale del Commissario delegato.

    Il comma 2, adottato al fine di consentire un maggiore monitoraggio della situazione legata all’emergenza rifiuti in Campania ed in particolare per incrementare le attività di presidio dei siti da destinare a discarica, prevede l’aumento a non più di trenta unità dei componenti del nucleo istituito ai sensi dell’articolo 1, comma 8, del decreto-legge 30 novembre 2005, n. 245, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 gennaio 2006, n. 21. Le attività previste nel comma 2 non comportano ulteriori oneri a carico della finanza pubblica in quanto il personale ivi richiamato è già appartenente alla pubblica amministrazione.

    Articolo 3 – L’articolo stabilisce che non possono essere ulteriormente localizzati nuovi siti di smaltimento finale di rifiuti nel territorio circostante a quello della discarica «Masseria Riconta», a partire dalla data di entrata in vigore del presente decreto, in assenza di interventi di riqualificazione o di opere di bonifica del territorio dell’area «Flegrea», ricompresa nei comuni di Giugliano in Campania, Villaricca, Qualiano e Quarto in provincia di Napoli.

    Articolo 4 – L’articolo, rifacendosi a quanto già previsto dall’articolo 5 dell’ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3564 del 9 febbraio 2007, disciplina alcuni aspetti legati all’attività dei consorzi di bacino.

    In particolare, con il comma 1 è previsto l’obbligo in capo ai comuni della regione Campania di avvalersi, in via esclusiva, per lo svolgimento del servizio di raccolta differenziata, dei consorzi costituiti nei bacini identificati con la legge della regione Campania 10 febbraio 1993, n. 10. È altresì previsto che i predetti comuni utilizzino i soli lavoratori assegnati in base all’ordinanza del Ministro dell’interno delegato al coordinamento della protezione civile n. 2948 del 25 febbraio 1999.

    Il comma 2 salvaguarda l’efficacia e la validità dei contratti per l’affidamento della raccolta del rifiuto sia differenziato sia indifferenziato, comunque non prorogabili, già stipulati, alla data di entrata in vigore del presente decreto, tra i comuni e gli altri soggetti, anche privati.

    Il comma 3 attribuisce al Commissario delegato il potere di sciogliere od accorpare i consorzi di bacino, qualora questi non abbiano assunto iniziative utili – entro novanta giorni dall’adozione dell’apposita ordinanza commissariale e conformemente alle indicazioni ivi contenute – all’incremento significativo dei livelli di raccolta differenziata.

    Articolo 5 – L’articolo autorizza i prefetti della regione Campania, per quanto di competenza, anche ai sensi del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, ad assumere ogni necessaria determinazione per assicurare piena effettività agli interventi ed alle iniziative poste in essere dal Commissario delegato, al fine di garantire il superamento dell’emergenza in atto nella medesima regione.

    Articolo 6 – In un’ottica di provincializzazione del ciclo integrato di smaltimento dei rifiuti nella regione Campania, con il comma 1 è prevista, al fine di consentire il rientro nelle competenze ordinarie in materia di smaltimento dei rifiuti, la nomina dei Presidenti delle province della medesima regione quali sub-commissari per l’emergenza rifiuti, al fine di attuare le iniziative necessarie ad assicurare la realizzazione del ciclo di gestione e smalti mento dei rifiuti in ambito provinciale. Non essendo a riguardo previsto alcun compenso a favore dei predetti Presidenti di provincia nel ruolo di sub-commissari. il presente comma non comporta nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

    Il comma 2 prevede l’abrogazione del comma 3 dell’articolo 1 del decreto-legge 9 ottobre 2006, n. 263, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 dicembre 2006, n. 290, relativo all’avvalimento da parte del Commissario delegato di tre sub-commissari e di una apposita Commissione. Con il presente comma si realizza, pertanto, un’economia di spesa a carico della contabilità speciale del Commissario delegato, anche al fine di supportare le iniziative di cui al presente decreto.

    Allo scopo di favorire concretamente il passaggio alla gestione ordinaria del settore dello smaltimento dei rifiuti, responsabilizzando gli enti territoriali, il comma 3 prevede che, con appositi decreti del Presidente del Consiglio dei ministri, adottati ai sensi dell’articolo 5, comma 1, della legge 24 febbraio 1992, n. 225, su proposta del Commissario delegato, si provvede alla revoca della dichiarazione dello stato di emergenza anche in ambito provinciale.

    Articolo 7 – L’articolo prevede che i comuni della regione Campania per un periodo di cinque anni decorrente dal 1º gennaio 2008, ai fini della tassa di smaltimento dei rifiuti solidi urbani. individuano misure tariffarie che assicurano complessivamente la copertura integrale dei costi di gestione del servizio di smaltimento dei rifiuti. A tale fine, per i comuni inadempienti si applica la procedura per lo scioglimento dei consigli comunali sulla base dell’esplicito richiamo all’articolo 141, comma 1, lettera a), del testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo18 agosto 2000, n. 267.

    Articolo 8 – Il comma 1 dispone che dall’attuazione del decreto non derivano nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato.

    Il comma 2 prevede, altresì, che il Commissario delegato, per le attività di pertinenza dello stesso, provvede nell’ambito delle risorse disponibili sulla contabilità speciale.

    Articolo 9 – Attesa la difficoltà di attuare nell’immediato il Piano di cui all’articolo 3, comma 1-ter, del decreto-legge 9 ottobre 2006, n. 263, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 dicembre 2006, n. 290, con l’articolo 9 si rimette al Commissario delegato, sentita la Consulta regionale per la gestione dei rifiuti nella regione Campania ed il Commissario delegato per la bonifica, il compito di adottare un Piano per la realizzazione di un ciclo industriale integrato dei rifiuti che prevede alcune iniziative prioritarie.

    Articolo 10 – L’articolo stabilisce l’entrata in vigore del decreto-legge dal giorno stesso della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

    Infine, si precisa che il presente decreto non è corredato della relativa relazione tecnica atteso che l’adozione dello stesso determina invarianza di spesa.



Allegato

(Previsto dall’articolo 17, comma 30,

della legge 15 maggio 1997, n. 127)

TESTO INTEGRALE DELLE NORME ESPRESSAMENTE

MODIFICATE O ABROGATE DAL DECRETO-LEGGE

Decreto-legge 9 ottobre 2006, n. 263

Misure straordinarie per fronteggiare l’emergenza nel settore dei rifiuti nella regione Campania. Misure per la raccolta differenziata.

        Art. 1. - (Individuazione e poteri del Commissario delegato). – 1. Al Capo del Dipartimento della protezione civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri sono assegnate le funzioni di Commissario delegato per l’emergenza nel settore dei rifiuti nella regione Campania per il periodo necessario al superamento di tale emergenza e comunque non oltre il 31 dicembre 2007.

        1-bis. Con ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri, ai sensi della legge 24 febbraio 1992, n. 225, nel rispetto dei princìpi generali dell’ordinamento giuridico e senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, sono precisati gli ulteriori poteri del Commissario delegato, necessari per il superamento dell’emergenza, non previsti dalle presenti norme e necessari alla loro rapida ed efficace attuazione, coordinando, e modificando se necessario, gli effetti delle precedenti ordinanze emanate per l’emergenza nel settore dei rifiuti in Campania.

        2. Il Commissario delegato, per il perseguimento degli obiettivi di cui al presente decreto, oltre ad esercitare i poteri conferiti dalle ordinanze di protezione civile emanate per fronteggiare il medesimo contesto emergenziale, adotta, nell’osservanza dei principi generali dell’ordinamento, gli indispensabili provvedimenti per assicurare ogni forma di tutela degli interessi pubblici primari delle popolazioni interessate e il concorso immediato delle Amministrazioni e degli Enti pubblici, nonchè di ogni altra istituzione, organizzazione e soggetto privato, il cui apporto possa comunque risultare utile, utilizzando le strutture operative nazionali del Servizio nazionale della protezione civile senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

        3. Il Commissario delegato, anche per l’esercizio delle funzioni previste dal presente decreto, si avvale di tre sub-commissari, dei quali uno con funzioni vicarie, uno dotato di comprovata e specifica esperienza nel settore della raccolta differenziata, individuato d’intesa con il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, ed uno a cui delegare ulteriori e specifici compiti nell’ambito di determinati settori di intervento. Per il perseguimento degli obiettivi previsti dal presente decreto è costituita dal Commissario delegato una Commissione composta da cinque soggetti di qualificata e comprovata esperienza nella soluzione delle emergenze ambientali.

        4. Al fine dell’invarianza della spesa, per l’attuazione del comma 3 e per facilitare il rientro nella gestione ordinaria una volta cessato lo stato di emergenza, con ordinanze di protezione civile adottate ai sensi dell’articolo 5 della legge 24 febbraio 1992, n. 225, è ridotto l’attuale organico della struttura commissariale, contestualmente alla nomina dei tre sub-commissari e all’istituzione della Commissione di cui al predetto comma 3, in modo da assicurare comunque la soppressione di un numero di posizioni effettivamente occupate ed equivalenti sul piano finanziario, tenuto anche conto di quanto previsto dall’articolo 29, comma 3, del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248.

... Omissis ...

        Art. 3. - (Affidamento del servizio di smaltimento dei rifiuti sulla base delle migliori tecnologie disponibili). – 1. In relazione al sopravvenuto aggravamento del contesto emergenziale nel territorio della regione Campania, per l’attuazione degli obiettivi di cui al presente decreto relativi allo smaltimento dei rifiuti sulla base delle migliori tecnologie immediatamente disponibili, il Commissario delegato ridefinisce con l’esclusiva assistenza dell’Avvocatura generale dello Stato le condizioni per l’affidamento del servizio di smaltimento dei rifiuti nella regione Campania. Conseguentemente è annullata la procedura di gara indetta dal Commissario di Governo per l’emergenza rifiuti nella regione Campania con propria ordinanza n. 281 del 2 agosto 2006.

        1-bis. All’articolo 1, comma 7, del decreto-legge 30 novembre 2005, n. 245, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 gennaio 2006, n. 21, il primo periodo è sostituito dal seguente: «In funzione del necessario passaggio di consegne ai nuovi affidatari del servizio, ivi comprese quelle relative al personale ed agli eventuali beni mobili ed immobili che appare utile rilevare, tenuto conto dell’effettiva funzionalità, della vetustà e dello stato di manutenzione, fino al momento dell’aggiudicazione dell’appalto di cui al comma 2, e comunque entro il 31 dicembre 2007, le attuali affidatarie del servizio di smaltimento dei rifiuti nella regione Campania sono tenute ad assicurarne la prosecuzione e provvedono alla gestione delle imprese ed all’utilizzo dei beni nella loro disponibilità, nel puntuale rispetto dell’azione di coordinamento svolta dal Commissario delegato».

        1-ter. Il Commissario delegato, d’intesa con la regione Campania e con il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, sentite le province ed i comuni interessati dall’emergenza, aggiorna il Piano regionale di gestione dei rifiuti, integrandolo con le misure e gli interventi previsti dalle norme del presente decreto. Per le attività di cui al presente comma il Commissario delegato si avvale delle strutture operative nazionali del Servizio nazionale della protezione civile nonché del concorso delle amministrazioni e degli enti pubblici.

        2. Fino all’individuazione dell’affidatario per lo smaltimento dei rifiuti nella regione Campania, il Commissario delegato, con le necessarie garanzie ambientali e sanitarie, individua in termini di somma urgenza, fatta salva la normativa antimafia, anche mediante affidamenti diretti a soggetti diversi dalle attuali società affidatarie del servizio, garantendo in ogni caso l’affidabilità di tali soggetti in ordine alla regolare ed efficace gestione del servizio, le soluzioni ottimali per lo smaltimento dei rifiuti e per l’eventuale smaltimento delle balle di rifiuti trattati dagli impianti di selezione dei rifiuti della regione nelle cave dismesse, abbandonate o già poste sotto sequestro con provvedimento dell’autorità giudiziaria, previa revoca del provvedimento di sequestro da parte della medesima autorità, anche al fine della loro ricomposizione morfologica.

 


 


DISEGNO DI LEGGE

Art. 1.

    1. È convertito in legge il decreto-legge 11 maggio 2007, n. 61, recante interventi straordinari per superare l’emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella regione Campania e per garantire l’esercizio dei propri poteri agli enti ordinariamente competenti.

    2. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.


Decreto-legge 11 maggio 2007, n. 61, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 108 dell’11 maggio 2007

Interventi straordinari per superare l’emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella regione Campania e per garantire l’esercizio dei propri poteri agli enti ordinariamente competenti

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

        Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione;

        Ritenuta la straordinaria necessità ed urgenza di attuare un quadro di adeguate iniziative volte al definitivo superamento dell’emergenza nel settore dei rifiuti in atto nel territorio della regione Campania;

        Considerata la gravità del contesto socio-economico-ambientale derivante dalla situazione di emergenza in atto, suscettibile di compromettere gravemente i diritti fondamentali della popolazione della regione Campania, attualmente esposta al pericolo di epidemie e altri pregiudizi alla salute;

        Considerate le possibili ripercussioni sull’ordine pubblico;

        Tenuto conto della necessità e dell’assoluta urgenza di individuare discariche utilizzabili per conferire i rifiuti solidi urbani prodotti nella regione Campania;

        Considerato il rischio di incendi dei rifiuti attualmente stoccati presso gli impianti di selezione e trattamento, ovvero abbandonati sull’intero territorio campano, e della conseguente emissione di sostanze inquinanti nell’atmosfera;

        Tenuto conto dell’imminente paralisi della gestione del servizio di smaltimento dei rifiuti nella regione Campania;

        Ravvisata l’esigenza di disporre per legge l’individuazione e la realizzazione delle discariche necessarie per lo smaltimento dei rifiuti a fronte dell’impossibilità di provvedervi in via amministrativa;

        Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze;

        Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione dell’11 maggio 2007;

emana

il seguente decreto-legge:

Articolo 1.

(Apertura discariche e messa in sicurezza)

        1. Entro il termine dello stato di emergenza, fissato dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data 25 gennaio 2007, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 27 del 2 febbraio 2007, per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani o speciali non pericolosi anche provenienti dalle attività di selezione, trattamento e raccolta dei rifiuti solidi urbani nella regione Campania, sono attivati i siti da destinare a discarica presso i seguenti comuni: Serre in provincia di Salerno, Savignano Irpino in provincia di Avellino, Terzigno in provincia di Napoli e Sant’Arcangelo Trimonte in provincia di Benevento.

        2. L’utilizzo del sito di Serre in provincia di Salerno è consentito fino alla realizzazione di un nuovo sito idoneo per lo smaltimento dei rifiuti individuato dal Presidente della provincia di Salerno.

        3. L’uso del sito ubicato nel comune di Terzigno di cui al comma 1 è consentito fino al completamento delle attività di collaudo ed alla messa in esercizio a regime del termovalorizzatore di Acerra. Il Commissario delegato assicura la ricomposizione morfologica del sito utilizzato e l’adozione delle occorrenti misure di mitigazione ambientale, ivi compresa la bonifica e messa in sicurezza dei siti di smaltimento incontrollato di rifiuti esistenti nel medesimo territorio, mediante la predisposizione di un apposito piano da adottarsi d’intesa con il Presidente della regione Campania, sentito il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare.

        4. L’utilizzo dei siti di cui al presente articolo è disposto nel rispetto dei princìpi fondamentali dell’ordinamento, anche in deroga alle specifiche disposizioni vigenti in materia ambientale, paesaggistico-territoriale, di pianificazione per la difesa del suolo, nonché igienico-sanitaria, fatto salvo l’obbligo del Commissario delegato di assicurare le occorrenti misure volte alla tutela della salute e dell’ambiente.

        5. Con apposite ordinanze del Presidente del Consiglio dei Ministri, adottate ai sensi dell’articolo 5, comma 2, della legge 24 febbraio 1992, n. 225, possono essere definite ulteriori misure compensative in favore dei comuni di cui al comma 1.

Articolo 2.

(Affidamento del servizio di smaltimento dei rifiuti)

        1. All’articolo 3 del decreto-legge 9 ottobre 2006, n. 263, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 dicembre 2006, n. 290, il comma 2 è sostituito dal seguente: «2. Il Commissario delegato, con le necessarie garanzie ambientali e sanitarie, individua in via di somma urgenza, fatta salva la normativa antimafia, anche mediante affidamenti diretti a soggetti diversi dalle attuali società affidatarie del servizio e, ove occorra, in deroga all’articolo 113, comma 6, del testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e all’articolo 202 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, le soluzioni ottimali per il trattamento e per lo smaltimento dei rifiuti e per l’eventuale smaltimento delle balle di rifiuti trattati dagli impianti di selezione e trattamento dei rifiuti della regione. Il Commissario delegato può altresì utilizzare, previa requisizione, gli impianti, le cave dismesse o abbandonate, le discariche che presentano volumetrie disponibili, con le modalità di cui all’articolo 5, comma 2, del decreto-legge 9 ottobre 2006, n. 263, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 dicembre 2006, n. 290, anche sottoposti a provvedimenti di sequestro da parte dell’autorità giudiziaria; l’efficacia di detti provvedimenti è sospesa dal momento dell’adozione del provvedimento di requisizione da parte del Commissario delegato e fino alla cessazione dello stato d’emergenza; in tali casi il Commissario delegato assume la gestione fino alla cessazione dello stato di emergenza e adotta le necessarie misure di protezione volte ad assicurare la tutela della salute e dell’ambiente, nonché la progressiva eliminazione delle situazioni di pericolo eventualmente esistenti. I siti così individuati sono sottratti all’adozione di misure cautelari reali fino alla cessazione dello stato d’emergenza».

        2. Tenuto conto della grave situazione in atto nel territorio della regione Campania in materia di rifiuti, al fine di consentire anche l’espletamento delle attività di presidio dei siti da destinare a discarica, il personale di cui all’articolo 1, comma 8, del decreto-legge 30 novembre 2005, n. 245, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 gennaio 2006, n. 21, è elevato a non più di trenta unità.

Articolo 3.

(Divieto di localizzazione di nuovi siti di smaltimento finale di rifiuti

in alcuni comuni della provincia di Napoli)

        1. Dalla data di entrata in vigore del presente decreto ed in assenza di interventi di riqualificazione o di opere di bonifica del territorio dell’area «Flegrea» – ricompresa nei comuni di Giugliano in Campania, Villaricca, Qualiano e Quarto in provincia di Napoli, per il territorio con termine a quello della discarica «Masseria Riconta» – non possono essere ulteriormente localizzati nuovi siti di smaltimento finale di rifiuti.

Articolo 4.

(Consorzi di bacino)

        1. I comuni della regione Campania sono obbligati ad avvalersi, in via esclusiva, per lo svolgimento del servizio di raccolta differenziata, dei consorzi costituiti ai sensi dell’articolo 6 della legge della regione Campania 10 febbraio 1993, n. 10, che utilizzano i lavoratori assegnati in base all’ordinanza del Ministro dell’interno delegato al coordinamento della protezione civile n. 2948 del 25 febbraio 1999, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 50 del 2 marzo 1999.

        2. Sono fatti salvi, limitatamente alla durata ivi prevista, i contratti già stipulati alla data di entrata in vigore del presente decreto, tra i comuni e i soggetti, anche privati, per l’affidamento della raccolta sia del rifiuto differenziato che indifferenziato.

        3. Qualora i consorzi non adottino le misure prescritte da una specifica ordinanza commissariale, nel termine di novanta giorni dalla sua adozione, per l’incremento significativo dei livelli di raccolta differenziata degli imballaggi primari e della frazione organica, dei rifiuti ingombranti, nonché della frazione valorizzabile di carta, plastica, vetro, legno, metalli ferrosi e non ferrosi, il Commissario delegato può disporre l’accorpamento dei consorzi, ovvero il loro scioglimento.

Articolo 5.

(Attuazione di misure emergenziali)

        1. AI fine di assicurare il conseguimento dell’obiettivo del superamento dell’emergenza in atto nel territorio della regione Campania, i prefetti della regione Campania, per quanto di competenza, anche ai sensi del regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, assumono ogni necessaria determinazione per assicurare piena effettività agli interventi ed alle iniziative poste in essere dal Commissario delegato.

Articolo 6.

(Nomina a sub-commissari dei Presidenti delle province)

        1. AI fine di accelerare le iniziative dirette alla tempestiva restituzione dei poteri agli enti ordinariamente competenti, in un quadro di autosufficienza degli ambiti provinciali, i Presidenti delle province della regione Campania sono nominati sub-commissari ed attuano d’intesa con il Commissario delegato le iniziative necessarie ad assicurare la piena realizzazione del ciclo di gestione e smaltimento dei rifiuti in ambito provinciale.

        2. Il comma 3 dell’articolo 1 del decreto-legge 9 ottobre 2006, n. 263, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 dicembre 2006, n. 290, è abrogato.

        3. Con appositi decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri, adottati ai sensi dell’articolo 5, comma 1, della legge 24 febbraio 1992, n. 225, su proposta del Commissario delegato, si provvede alla revoca della dichiarazione dello stato d’emergenza anche limitatamente a singoli ambiti provinciali che presentano sufficiente dotazione impiantistica per assicurare in via ordinaria il ciclo dei rifiuti.

Articolo 7.

(Tariffe)

        1. In deroga all’articolo 238 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, i comuni della regione Campania adottano immediatamente le iniziative urgenti per assicurare che, a decorrere dal 1º gennaio 2008 e per un periodo di cinque anni, ai fini della tassa di smaltimento dei rifiuti solidi urbani, siano applicate misure tariffarie per garantire complessivamente la copertura integrale dei costi di gestione del servizio di smaltimento dei rifiuti. Ai comuni che non provvedono nei termini previsti si applicano le disposizioni di cui all’articolo 141, comma 1, lettera a), del testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267.

Articolo 8.

(Clausola di invarianza della spesa)

        1. Dall’attuazione del presente decreto non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato.

        2. Il Commissario delegato provvede alle attività di sua pertinenza previste dal presente decreto nell’ambito delle risorse disponibili sulla contabilità speciale.

Articolo 9.

(Piano per il ciclo integrato dei rifiuti)

        1. All’articolo 3 del decreto-legge 9 ottobre 2006, n. 263, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 dicembre 2006, n. 290, il comma 1-ter è sostituito dal seguente: «1-ter. In sostituzione del Piano regionale di gestione dei rifiuti, il Commissario delegato adotta, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente comma, sentita la Consulta regionale per la gestione dei rifiuti nella regione Campania, nonché il Commissario per la bonifica, il Piano per la realizzazione di un ciclo industriale integrato dei rifiuti per la regione Campania. Il Piano prevede, in armonia con la legislazione comunitaria, le priorità delle azioni di prevenzione nella produzione, riutilizzo, riciclaggio del materiale, recupero di energia e smaltimento e contiene l’indicazione del numero e della rispettiva capacità produttiva degli impianti che dovranno operare per ciascuna provincia, ovvero per ciascuno degli ambiti territoriali interprovinciali che potranno essere individuati d’intesa fra le province interessate.».

Articolo 10.

(Entrata in vigore)

        1. Il presente decreto entra in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e sarà presentato alle Camere per la conversione in legge.

        Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

        Dato a Roma, addì 11 maggio 2007.

NAPOLITANO

Prodi – Padoa-Schioppa

Visto, il Guardasigilli: Mastella

 


TERRITORIO, AMBIENTE, BENI AMBIENTALI (13ª)

Martedì 29 maggio 2007

77ª Seduta

 

IN SEDE REFERENTE 

(1566) Conversione in legge del decreto-legge 11 maggio 2007, n. 61, recante interventi straordinari per superare l' emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella regione Campania e per garantire l' esercizio dei propri poteri agli enti ordinariamente competenti

(Esame e rinvio)

 

      Il relatore, senatore CONFALONIERI (RC-SE) , fa presente che il decreto-legge n. 61 del 2007 è espressione dello sforzo che il Governo sta compiendo, attraverso il Commissario delegato, per far fronte a quella situazione di gravissimo ed intollerabile degrado che va impropriamente sotto il nome di emergenza rifiuti in Campania.

L'articolo 1 del decreto in conversione stabilisce, al comma 1, che entro il termine dello stato di emergenza rifiuti - fissato al momento al 31 dicembre 2007 - sono attivati i siti da destinare a discarica presso i seguenti comuni: Serre in provincia di Salerno, Savignano Irpino in provincia di Avellino, Terzigno in provincia di Napoli e Sant’Arcangelo Trimonte in provincia di Benevento.  Il comma 2 consente l’utilizzo del sito di Serre fino alla realizzazione di un nuovo sito idoneo per lo smaltimento dei rifiuti individuato dal Presidente della provincia di Salerno. Il comma 3 consente l’uso del sito di Terzigno fino al completamento delle attività di collaudo ed alla messa in esercizio a regime del termovalorizzatore di Acerra. Sempre ai sensi del comma 3, il Commissario delegato assicura la ricomposizione morfologica del sito e l’adozione delle occorrenti misure di mitigazione ambientale, ivi compresa la bonifica e messa in sicurezza dei siti di smaltimento incontrollato di rifiuti esistenti nel medesimo territorio, mediante la predisposizione di un apposito piano da adottarsi d’intesa con il Presidente della regione Campania, sentito il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare. Il comma 4 precisa che l’utilizzo dei quattro siti è disposto nel rispetto dei princìpi fondamentali dell’ordinamento, anche in deroga alle specifiche disposizioni vigenti in materia ambientale, paesaggistico-territoriale, di pianificazione per la difesa del suolo, nonché igienico-sanitaria, fatto salvo l’obbligo del Commissario delegato di assicurare le occorrenti misure volte alla tutela della salute e dell’ambiente. Il comma 5 stabilisce che con apposite ordinanze di protezione civile possono essere definite ulteriori misure compensative in favore dei comuni sede dei quattro siti.

L'articolo 2 disciplina l'affidamento del servizio di smaltimento dei rifiuti  e il comma 1 va a sostituire il comma 2 dell'articolo 3 del decreto-legge n. 263 del 2006 al fine di prevedere che il Commissario delegato, con le necessarie garanzie ambientali e sanitarie, individua in via di somma urgenza, fatta salva la normativa antimafia, anche mediante affidamenti diretti a soggetti diversi dalle attuali società affidatarie del servizio, le soluzioni ottimali per il trattamento e per lo smaltimento dei rifiuti e per l’eventuale smaltimento delle balle di rifiuti trattati dagli impianti di selezione e trattamento dei rifiuti della regione. Si prevede che il Commissario delegato possa derogare sia alla normativa dettata dal decreto legislativo n. 152 del 2006 sulla necessità dell'affidamento mediante gara, sia alle disposizioni del testo unico degli enti locali che non ammettono alla gara le società  di capitali a partecipazione integralmente pubblica e le società che gestiscono servizi pubblici locali per affidamento diretto o senza procedura ad  evidenza pubblica. Il Commissario delegato può altresì utilizzare, previa requisizione, gli impianti, le cave dismesse o abbandonate, le discariche che presentano volumetrie disponibili, anche sottoposti a provvedimenti di sequestro da parte dell’autorità giudiziaria. L’efficacia dei provvedimenti di sequestro è sospesa dal momento dell’adozione del provvedimento di requisizione da parte del Commissario delegato e fino alla cessazione dello stato d’emergenza. In tali casi il Commissario delegato assume la gestione fino alla cessazione dello stato di emergenza e adotta le necessarie misure di protezione volte ad assicurare la tutela della salute e dell’ambiente, nonché la progressiva eliminazione delle situazioni di pericolo eventualmente esistenti. I siti così individuati sono sottratti all’adozione di misure cautelari reali fino alla cessazione dello stato d’emergenza. Il comma 2 eleva a non più di trenta unità il personale di forze di polizia (originariamente 15 unità) da assegnare al Dipartimento della protezione civile anche per attività di presidio delle discariche da realizzare.

L'articolo 3 vieta la localizzazione di nuovi siti di smaltimento finale di rifiuti in assenza di interventi di riqualificazione o di opere di bonifica del territorio dell’area «Flegrea», ricompresa nei comuni di Giugliano in Campania, Villaricca, Qualiano e Quarto in provincia di Napoli, per il territorio circostante alla discarica «Masseria Riconta». L'articolo 4, al comma 1, obbliga i comuni della regione Campania ad avvalersi, in via esclusiva, per lo svolgimento del servizio di raccolta differenziata, dei consorzi costituiti ai sensi dell’articolo 6 della legge della regione Campania n. 10 del 1993 e che utilizzano i lavoratori assegnati in base all’ordinanza di protezione civile n. 2948 del 1999. Il comma 2 fa salvi i contratti, già stipulati alla data di entrata in vigore del presente decreto, tra i comuni e i soggetti, anche privati, per l’affidamento della raccolta sia differenziata che indifferenziata. Ai sensi del comma 3, il Commissario delegato può disporre l’accorpamento ovvero lo scioglimento dei consorzi che non adottino le misure, che saranno prescritte da una specifica ordinanza commissariale, per l’incremento significativo dei livelli di raccolta differenziata degli imballaggi primari e della frazione organica, dei rifiuti ingombranti, nonché della frazione valorizzabile di carta, plastica, vetro, legno, metalli ferrosi e non ferrosi.

L'articolo 5 stabilisce che i prefetti della regione Campania, per quanto di competenza, anche ai sensi del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, assumono ogni necessaria determinazione per assicurare piena effettività agli interventi ed alle iniziative poste in essere dal Commissario delegato. L'articolo 6 reca al comma 1  la nomina dei Presidenti delle province della regione Campania a sub-commissari e prevede che essi attuano, d’intesa con il Commissario delegato, le iniziative necessarie ad assicurare la piena realizzazione del ciclo di gestione e smaltimento dei rifiuti in ambito provinciale. Conseguentemente il comma 2 sopprime i 3 subcommissari e la commissione di esperti per le emergenze ambientali di cui al decreto-legge n. 263 del 2006. Il comma 3 stabilisce che, con appositi decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri su proposta del Commissario delegato, si provvede alla revoca della dichiarazione dello stato d’emergenza anche limitatamente a singoli ambiti provinciali che presentano sufficiente dotazione impiantistica per assicurare in via ordinaria il ciclo dei rifiuti.

L'articolo 7 prevede che i comuni campani devono assicurare che, a decorrere dal 1º gennaio 2008 e per un periodo di cinque anni, la tassa di smaltimento dei rifiuti solidi urbani garantisca complessivamente la copertura integrale dei costi di gestione del servizio di smaltimento dei rifiuti. I consigli dei comuni che non provvedono nei termini previsti possono essere sciolti per grave violazione di legge. L'articolo 8 dispone che dall’attuazione del decreto-legge non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato e che il Commissario delegato provvede alle attività di sua pertinenza nell’ambito delle risorse disponibili sulla contabilità speciale. L'articolo 9 stabilisce che, in sostituzione del Piano regionale di gestione dei rifiuti, il Commissario delegato entro novanta giorni adotta, sentita la Consulta regionale per la gestione dei rifiuti nella regione Campania e il Commissario per la bonifica, il Piano per la realizzazione di un ciclo industriale integrato dei rifiuti per la regione Campania.

Fa presente, infine, che non possono essere sottaciute le perplessità che destano rispettivamente il comma 1 dell'articolo 1, che prevede l'utilizzo come discarica di un sito all'interno del Parco nazionale del Vesuvio, il comma 4 dell'articolo 1, che autorizza il Commissario delegato ad utilizzare i siti anche in deroga alle disposizioni vigenti in materia ambientale, paesaggistico-territoriale, di pianificazione per la difesa del suolo e igienico-sanitaria, e l'articolo 9, che appare in grado di realizzare una intromissione dello Stato nella sfera di competenze costituzionalmente spettante alla regione.

 

Il presidente SODANO propone di fissare il termine di presentazione degli emendamenti per le ore 19 di martedì 5 giugno 2007.

 

La Commissione conviene.

 

Il seguito dell'esame è quindi rinviato.


TERRITORIO, AMBIENTE, BENI AMBIENTALI (13ª)

Mercoledì 30 maggio 2007

78ª Seduta

 

Interviene il sottosegretario di Stato per i rapporti con il Parlamento e le riforme istituzionali D'Andrea.     

 

La seduta inizia alle ore 8,50.

 

 

IN SEDE REFERENTE 

(1566) Conversione in legge del decreto-legge 11 maggio 2007, n. 61, recante interventi straordinari per superare l' emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella regione Campania e per garantire l' esercizio dei propri poteri agli  enti ordinariamente competenti

(Seguito dell'esame e rinvio)

 

            Riprende l’esame del provvedimento in titolo sospeso nella seduta di ieri.

 

            Si apre la discussione generale.

 

      La senatrice DE PETRIS (IU-Verdi-Com) rileva che all’origine dell’ennesimo decreto-legge sui rifiuti in Campania stanno  una serie di errori strategici commessi anche nell’ultima fase dell’emergenza  e la perdurante assenza di un piano integrato capace di organizzare con efficacia, in tutte le sue fasi ed articolazioni, il ciclo dei rifiuti.

            La considerazione dell’ampiezza e dell’intensità dei poteri attribuiti al Commissario delegato con il decreto-legge n. 263 del 2006 induce a ritenere che la pur rilevante gravità della situazione determinatasi nelle scorse settimane in Campania non rendeva necessario ricorrere ad un nuovo provvedimento normativo d’urgenza e che all’origine dell’adozione del decreto-legge in conversione sta essenzialmente l’intento di sottrarre l’azione del Commissario ai limiti derivanti da provvedimenti già adottati dall’autorità giudiziaria. Peraltro, di assai dubbia costituzionalità appare proprio la scelta, recata dal comma 1 dell’articolo 2 del decreto in conversione, di sospendere l’efficacia dei provvedimenti di sequestro adottati dall’autorità giudiziaria e di sottrarre all’adozione di misure cautelari reali i siti individuati dal Commissario. Occorre riflettere attentamente sul fatto che in conseguenza della normativa dettata dal comma 1 dell’articolo 2 l’autorità giudiziaria si trova nella condizione di non poter disporre il sequestro di siti all’interno dei quali sono commessi reati.

            Discutibili risultano poi le scelte di individuare i siti da destinare a discarica facendo riferimento alla dimensione comunale, anziché a quella provinciale, e  di consentire al Commissario delegato di utilizzare i siti adibiti a discarica anche in  deroga alle disposizioni vigenti in materia ambientale, paesaggistico-territoriale, igienico-sanitaria e di pianificazione per la difesa del suolo. A quest’ultimo riguardo, appare comunque necessario che il Governo fornisca quanto prima una puntuale valutazione dell’impatto ambientale ed igienico-sanitario derivante dall’apertura dei quattro siti individuati dall’articolo 1 del decreto in conversione.

            Un altro profilo del provvedimento in esame che suscita particolare preoccupazione è quello rappresentato dalla collocazione di una discarica all’interno del Parco nazionale del Vesuvio; scelta questa che provocherà sicuramente l’apertura di un procedimento di infrazione comunitaria e che contrasta apertamente con l’impegno profuso negli anni scorsi per liberare il territorio di quel parco dalla presenza di discariche abusive.

            L’articolo 1 del decreto in conversione consente l’uso del sito ubicato nel comune di Terzigno sino al completamento delle attività di collaudo ed alla messa in esercizio a regime del termovalorizzatore di Acerra; questa previsione appare alquanto aleatoria, giacché si ha ragione di ritenere che la messa in funzione di quel termovalorizzatore, nonostante le ingenti somme sinora spese per esso, non risolverà assolutamente il problema dello smaltimento dei rifiuti prodotti nella città di Napoli.

            Preoccupazione desta anche l’articolo 9 del decreto, là dove prevede, senza fare alcun riferimento alla promozione ed all’incremento della raccolta differenziata, l’adozione da parte del Commissario delegato di un piano per la realizzazione di un ciclo industriale integrato dei rifiuti.

Il Commissario deve finalmente predisporre un piano integrato di gestione dei rifiuti, che non si limiti a fare riferimento ad impianti di incenerimento dall’incerta data di completamento e dall’altrettanto incerta capacità di contribuire allo smaltimento dei rifiuti prodotti in Campania, ma che affronti in tutta la sua globalità e complessità il ciclo dei rifiuti prevedendo un numero adeguato di impianti di compostaggio, un efficace sistema di raccolta differenziata ed un’impiantistica ben calibrata ed efficiente.

            Del tutto irrealistica risulta poi la clausola di invarianza della spesa recata dall’articolo 8 del decreto in conversione, tanto più che una recente ordinanza di protezione civile prevede per il solo sito di Macchia Soprana una spesa pari a tre milioni di euro.

 

            Il senatore FERRANTE (Ulivo) ricorda che nel corso dell’esame del precedente decreto-legge sull’emergenza rifiuti in Campania i Gruppi parlamentari di maggioranza convennero sulla valutazione di considerare quel provvedimento come l’ultimo della lunga serie degli interventi normativi di urgenza in materia e fa presente che oggi non si può non esprimere una certa sofferenza di fronte ad un nuovo decreto-legge che interviene sempre sull’emergenza rifiuti in Campania.

            Peraltro, all’origine di questo nuovo provvedimento d’urgenza stanno sia le ulteriori conseguenze della negativa eredità proveniente dalle gestioni commissariali del passato, sia gli effetti di forme di irresponsabilità purtroppo presenti a livello di amministrazioni locali.

            Oggi non è certo possibile ignorare le responsabilità dei commissari nominati negli ultimi tredici anni, da Rastrelli a Bassolino, la cui azione non ha mai intaccato quel circolo vizioso dei rifiuti, incentrato sulla mancata realizzazione degli impianti previsti, che ha oggettivamente favorito in Campania le attività delle organizzazioni criminali. Né è possibile dimenticare che i sette impianti di produzione di CDR realizzati in questi anni producono solo balle di rifiuti tal quali  e  che i precedenti commissari hanno chi stipulato, chi tenuto fermo quel contratto capestro con la Fibe  che l’attuale Commissario si è meritoriamente impegnato a risolvere.

            E’ comprensibile che, memori della negativa esperienza del passato, i cittadini e gli amministratori locali della Campania nutrano una forte diffidenza rispetto all’apertura di nuove discariche, ma si deve anche rilevare che troppo spesso a cavalcare la protesta popolare sono sindaci che non si impegnano a promuovere e a sostenere la raccolta differenziata. Certo è, però, che il Commissario delegato deve perseguire l’individuazione dei siti per gli impianti di compostaggio con la stessa tenace determinazione con la quale si è impegnato a reperire i siti per le discariche.

            Appare opportuno modificare le disposizioni relative al sito di Terzigno, al fine di esplicitare che si tratta di un’area rientrante nel territorio di un parco nazionale e pertanto meritevole di particolare tutela, e quelle relative all’individuazione dei siti da destinare a discarica, non apparendo sufficiente il mero riferimento al territorio di questo o quel comune.

            Sottolinea, infine, la necessità di modificare ogni disposizione invasiva delle attribuzioni della magistratura e di invitare il Governo ad allegare al provvedimento in esame una relazione tecnica contenente la specifica e particolareggiata indicazione della collocazione territoriale dei siti da destinare a discarica.

 

           

            Il presidente SODANO fa presente che un attento confronto tra le normative rispettivamente dettate dal decreto-legge n. 263 del 2006 e da quello in conversione consentirebbe di comprendere con maggiore precisione le ragioni che, a distanza di pochi mesi, hanno determinato l’adozione di un nuovo provvedimento normativo d’urgenza sull’emergenza rifiuti in Campania.

 

            Il seguito dell’esame è rinviato ad altra seduta.

 

            La seduta termina alle ore 9,25.

 


TERRITORIO, AMBIENTE, BENI AMBIENTALI (13ª)

Mercoledì 30 maggio 2007

79ª Seduta pomeridiana

 

Presidenza del Presidente

SODANO 

 

            Intervengono il sottosegretario di Stato per i rapporti con il Parlamento e le riforme istituzionali D'Andrea e il sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare Dettori.

 

            Interviene, ai sensi dell'articolo 48 del Regolamento, il dottor Gianfranco Mascazzini, direttore del Servizio della qualità della vita del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, accompagnato dall'architetto Anna Maria Maggiore e dall'ingegner Lucia Mostacchini.       

 

            La seduta inizia alle ore 14,40.

IN SEDE REFERENTE  

 

 (1566) Conversione in legge del decreto-legge 11 maggio 2007, n. 61, recante interventi straordinari per superare l' emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella regione Campania e per garantire l' esercizio dei propri poteri agli enti ordinariamente competenti

(Seguito dell'esame e rinvio)

 

            Prosegue l'esame del disegno di legge in titolo, sospeso nella seduta antimeridiana, durante la quale è stata aperta la discussione generale.

 

      Il senatore MUGNAI (AN) rileva che il decreto-legge n. 61 del 2007 - che pur dovrebbe avviare a soluzione l'emergenza rifiuti in Campania, che dura da circa 14 anni - presenta gravi criticità, anche se talune disposizioni partono da presupposti corretti. E' quindi condivisibile la responsabilizzazione dei presidenti delle province, come pure l'avvio del nuovo piano del ciclo integrato dei rifiuti, sebbene quest'ultimo riproduca in modo incompleto alcune disposizioni del decreto legislativo n. 152 del 2006 poste a garanzia della tutela ambientale. Ciò, peraltro, può nascondere la possibilità di procedere ad affidamenti non supportati dalle necessarie garanzie di trasparenza.

            Suscitano poi perplessità le norme che, senza coinvolgimento degli enti locali, individuano i siti per le discariche provinciali, scegliendo in alcuni casi parchi o aree naturalistiche. Inoltre, appare criticabile l'articolo 2, comma 1, che prevede l'utilizzazione di cave abbandonate anche sottoposte a sequestro giudiziario. Sono altresì da considerarsi in modo negativo le disposizioni che consentono di aumentare l'importo della tassa di smaltimento dei rifiuti solidi urbani in quanto ciò vanifica il passaggio al cosiddetto sistema tariffario e comporta un danno nei confronti dei cittadini che si troveranno a pagare di più per un servizio non efficiente.

            Dopo aver rilevato le difficoltà che si stanno determinando per aver individuato i siti delle discariche in aree poste all'interno di aree protette, evidenzia che in questi anni in Campania non si è proceduto a quel piano impiantistico che avrebbe contribuito allo smaltimento dei rifiuti che si sono accumulati. In tal senso, si è manifestata una paralisi nella realizzazione dei termovalorizzatori, impianti che chiudono correttamente il ciclo di smaltimento dei rifiuti. Appare pertanto paradossale che tali impianti che bruciano rifiuti in sicurezza siano contestati quando poi per le strade campane continuano i roghi di rifiuti che diffondono diossina.

 

            Ad avviso del senatore LIBE' (UDC)  l'ennesimo decreto-legge varato per affrontare l'emergenza nel settore dei rifiuti in Campania dimostra l'incapacità non solo degli enti che in via ordinaria dovrebbero provvedere alla corretta gestione dei rifiuti, ma anche dell'attuale gestione commissariale su cui si erano concentrate grandi aspettative. A tale riguardo, esprime la propria personale delusione nei confronti delle attività intraprese negli ultimi mesi, che non sono state in grado di risolvere una situazione che, nella sua estrema drammaticità, lede la dignità dei cittadini campani. Pur non mettendo in discussione le qualità professionali dell'attuale Commissario delegato per l'emergenza rifiuti, si deve tuttavia evidenziare che egli non è riuscito a conseguire i risultati attesi, nonostante i poteri straordinari che lo stesso Parlamento gli aveva in qualche modo riconosciuto in occasione del precedente decreto-legge. Infatti, si ha la fondata impressione che il Commissario delegato sia stato più sensibile nei confronti del Governo che delle comunità locali e dello stesso Parlamento. L'assenza del piano regionale per i rifiuti è poi la prova dell'inefficienza dell'attuale amministrazione regionale.

            Nel merito del decreto-legge in esame, profonde riserve suscita la previsione di poter utilizzare cave dismesse ed abbandonate anche sottoposte a sequestro giudiziario, come anche l'articolo 7 che configura un aumento della tariffa che scarica le conseguenze dello stato emergenziale sui cittadini onesti. Ugualmente criticabile è l'articolo 8, che prevede la clausola di inviarianza delle spese, poiché appare poco credibile che non siano necessarie ulteriori risorse finanziarie. Inoltre, risulta indispensabile individuare con maggiore precisione i siti delle discariche; a tale riguardo, peraltro, non sembrano essere state prese in considerazione dalla gestione commissariale altre ipotesi, mentre permane un'incertezza sulla realizzazione dei termovalorizzatori.

            Alla luce di tali motivazioni, preannuncia l'orientamento negativo della propria parte politica sulla conversione del disegno di legge in titolo.

 

            Il senatore SCOTTI (FI) rileva che, pur nella consapevolezza della estrema gravità della situazione campana, non appare opportuno intralciare la conversione in legge del decreto-legge n. 61 del 2007, al di là delle diverse considerazioni di merito che si possono avere sulle sue singole disposizioni. Infatti, allo stato attuale, occorre consentire al Commissario delegato la possibilità di tentare di risolvere un'emergenza resa ancora più acuta dagli oltre 7 milioni di ecoballe e dalla presenza di enormi quantitativi di rifiuti nelle strade.

            Rispetto a tali considerazioni iniziali, resta indubbia la grave responsabilità che ricade sull'amministrazione regionale che, in particolare, non ha compreso che il superamento dell'emergenza richiede una combinazione di varie misure: l'utilizzo delle discariche, il compostaggio ed il riciclaggio dei rifiuti, la realizzazione di un combustibile da rifiuti di qualità, nonché l'impiego degli impianti di termovalorizzazione.

            Emerge altresì il fallimento dell'ideologia ambientalista così tanto cara al Ministro dell'ambiente che, da una parte, non manca di esprimere la propria contrarietà alla realizzazione dei termovalorizzatori e, dall'altra, accetta la previsione del comma 4 dell'articolo 1, che stabilisce l'utilizzazione dei siti anche in deroga alle norme in materia ambientale ed igienico-sanitaria. Ritiene infine non giustificabile la clausola di invarianza della spesa di cui all'articolo 8, tenuto conto delle enormi risorse finanziarie fin qui spese per tale emergenza.

 

            Il presidente SODANO rinvia quindi il seguito dell'esame.


TERRITORIO, AMBIENTE, BENI AMBIENTALI (13ª)

Mercoledì 6 giugno 2007

82ª Seduta

 

Presidenza del Presidente

SODANO 

 

Interviene il sottosegretario di Stato per i rapporti con il Parlamento e le riforme istituzionali D'Andrea. 

 

            La seduta inizia alle ore 14,40.

 

IN SEDE REFERENTE 

(1566) Conversione in legge del decreto-legge 11 maggio 2007, n. 61, recante interventi straordinari per superare l' emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella regione Campania e per garantire l' esercizio dei propri poteri agli enti ordinariamente competenti

(Seguito dell'esame e rinvio)

 

            Prosegue l’esame del provvedimento in titolo sospeso nella seduta del 30 maggio scorso.

 

      Il senatore BELLINI (SDSE), condividendo quanto rilevato dal senatore Ferrante in ordine alle implicazioni di natura politica derivanti dalla perdurante fase emergenziale in Campania, ravvisa che, al di là delle responsabilità imputabili agli enti locali, si impone su tale vicenda una specifica attenzione da parte dell’intera comunità nazionale e, quindi, dello Stato su tale vicenda. L’ennesimo decreto-legge varato per dare risposta a tale situazione dovrebbe quantomeno prevedere un termine di scadenza oltre il quale si ripristinerebbe la gestione ordinaria in quanto dopo quattordici anni di gestione commissariale nulla può essere considerato davvero straordinario.

            In tal senso, il commissario delegato dovrebbe adoperarsi per realizzare le condizioni per un pronto rientro nella gestione ordinaria, con il coinvolgimento delle amministrazioni locali a cui competono le scelte in materia di gestione e smaltimento dei rifiuti. In tale direzione, si muove l’articolo 6 del decreto-legge in esame, sebbene sarebbe auspicabile un ulteriore coinvolgimento da parte delle province. Inoltre, appare indispensabile che la struttura commissariale, oltre a collaborare con le amministrazioni locali, eserciti il potere di scioglimento nei confronti dei consorzi di bacino inadempienti.

            Infine, ritiene necessario superare quanto stabilito dal comma 4 dell’articolo 1, anche in deroga alle disposizioni vigenti in materia ambientale, nonché igienico-sanitaria.

 

            Ad avviso del senatore MOLINARI (Aut) ci si dovrebbe porre la domanda di fondo se competa ad una legge l’individuazione dei siti per le discariche, necessari per superare la fase emergenziale. Infatti, la struttura commissariale, le Regioni, le Province e i Comuni, nonché i consorzi di bacino, non sono stati in grado di agire efficacemente, tanto che ora spetta addirittura al Parlamento pronunciarsi sulla localizzazione dei siti che, peraltro, così tante resistenze incontra in ambito locale.

            Pur condividendo la prospettiva di un maggiore raccordo tra la struttura commissariale e le amministrazioni locali, ritiene irrealistico un superamento della fase emergenziale entro la fine di quest’anno; inoltre, quanto previsto dall’articolo 6, comma 3 – circa la revoca della dichiarazione dello stato di emergenza anche limitatamente a singoli ambiti provinciali – potrebbe creare ulteriori difformità nei territori campani.

            Per quanto attiene l’adozione del piano per il ciclo integrato dei rifiuti si segnala l’esigenza di un coinvolgimento da parte della Regione senza la quale tale strumento non potrà risultare davvero efficace, mentre, suscita perplessità la clausola di invarianza della spesa poiché il trasferimento del personale e le varie iniziative previste dal decreto-legge non sono realizzabili in mancanza di un’adeguata copertura finanziaria.

 

            Il senatore PIGLIONICA (Ulivo) osserva che per il Parlamento costituisce ormai un appuntamento costante l’esame dell’ennesimo decreto-legge che tenta di affrontare l’emergenza del settore rifiuti in Campania: in oltre quattordici anni di fase emergenziale si è registrato un considerevole aumento del costo di smaltimento dei rifiuti, con conseguenti plusvalenze e vantaggi che naturalmente verrebbero meno se lo stato emergenziale  terminasse. E’ d’altro canto significativo che la stessa Corte dei conti, analizzando in via generale il funzionamento delle gestioni commissariali, abbia constatato l’esistenza delle stesse patologie: contabilità approssimativa, affidamenti diretti e consulenze onerose, tanto da far sorgere il dubbio che lo stesso commissariato agisca più per il proprio mantenimento che per superare la situazione emergenziale. E’ chiaro quindi che, di fronte a tale impietosa analisi, lo strumento del commissariamento appare di per sé inidoneo a risolvere l’emergenza nel settore dei rifiuti.

            Con riferimento specifico alla regione Campania la struttura commissariale non si è mostrata impermeabile nei confronti delle infiltrazioni della malavita organizzata, mentre la stratificazione delle varie ordinanze e normative ha complicato il quadro delle competenze. In relazione alla localizzazione dei siti, il Parlamento chiama a pronunciarsi sulle disposizioni dettate dal decreto-legge in esame, dovrebbe essere messo quantomeno nelle condizioni di poter conoscere le relazioni tecniche sui diversi siti individuati. Rileva inoltre che costituisce un errore concentrare l’attenzione sempre sugli stessi siti relativi alle discariche, come è accaduto per la discarica di Parapoti che qualche anno fa ci si impegnò a chiudere in maniera definitiva. In tal senso, non possono sorprendere le resistenze da parte delle comunità locali degli stessi territori che sono chiamati a sopportare tali sacrifici.

            Infine, manifesta seri dubbi su quanto previsto dall’articolo 2 che consente al commissario delegato di utilizzare impianti e cave, anche sottoposti a provvedimenti di sequestro da parte dell’autorità giudiziaria, provvedimenti la cui efficacia è sospesa  dal momento dell’adozione della requisizione da parte del commissario delegato e fino al termine dello stato di emergenza; analoghi dubbi sono da avanzare anche su chi sarà chiamato a gestire il termovalorizzatore di Acerra.

 

            Il senatore D'ALI' (FI) chiede se sono già pervenute le relazioni tecniche richieste al Dipartimento per la protezione civile.

 

            Il presidente  SODANO ricorda che, nel corso dell'audizione svoltasi il 31 maggio scorso, la dottoressa Di Gennaro e l'avvocato Aiello hanno preannunciato la trasmissione da parte del Dipartimento della Protezione civile di una relazione tecnica sui siti individuati come sede di discariche, di un cronoprogramma relativo all'attuale fase di emergenza e di una relazione tecnica sulla copertura finanziaria degli interventi che saranno effettuati di qui al 31 dicembre 2007; tali documenti non sono ancora pervenuti alla Commissione.

            Per quanto concerne i contenuti del decreto in conversione, occorre innanzitutto esaminare con particolare attenzione le disposizioni recate dal comma 1 dell'articolo 2, anche al fine di rispettare rigorosamente l'ambito di competenza costituzionalmente riservato all'Autorità giudiziaria. Parimenti una specifica attenzione va riservata all'articolo 1 nella parte in cui prevede l'apertura di una discarica all'interno del parco nazionale del Vesuvio; al riguardo, dal dibattito in Commissione è emerso l'orientamento di stabilire che in tale sito di smaltimento possa essere recapitata soltanto frazione organica realmente stabilizzata, così da contribuire alla gestione del ciclo dei rifiuti campano intaccando, però, il meno possibile le caratteristiche peculiari di un'area protetta così importante.

            Occorre approfittare dell'occasione rappresentata dalla conversione del decreto-legge n. 61 per creare effettivamente le condizioni per il passaggio alla gestione ordinaria; passaggio che deve avvenire sulla base di un piano integrato di gestione, di una puntuale definizione delle rispettive competenze di tutti i soggetti istituzionali in campo e di una responsabile ed equilibrata individuazione delle discariche e dei siti di stoccaggio. A quest'ultimo proposito va ricordato che le proteste delle popolazioni locali sono state spesso originate dal fatto che le discariche in questi anni sono state aperte per lo più sempre nelle stesse aree e che con troppa leggerezza siti temporanei sono stati mantenuti in attività per vari anni.

            E' opportuno, inoltre, modificare l'articolo 7 del decreto al fine di precisare che gli introiti della tassa o tariffa devono coprire interamente i costi della sola gestione ordinaria del ciclo di smaltimento dei rifiuti solidi urbani.

 

            Il senatore SCOTTI (FI) sottolinea la necessità di esaminare con attenzione la portata normativa dell'articolo 4 del decreto e ricorda che la realizzazione di un efficace sistema di raccolta differenziata richiede anche un'azione di sensibilizzazione culturale.

           

            Il seguito dell'esame è quindi rinviato.

 

            La seduta termina alle ore 15,35.

 


TERRITORIO, AMBIENTE, BENI AMBIENTALI (13ª)

Giovedì 7 giugno 2007

83ª Seduta

 

Presidenza del Presidente

SODANO 

 

Interviene il sottosegretario di Stato per i rapporti con il Parlamento e le riforme istituzionali D'Andrea. 

 

            La seduta inizia alle ore 14,40.

 

IN SEDE REFERENTE 

(1566) Conversione in legge del decreto-legge 11 maggio 2007, n. 61, recante interventi straordinari per superare l' emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella regione Campania e per garantire l' esercizio dei propri poteri agli enti ordinariamente competenti

(Seguito dell'esame e rinvio)

 

            Riprende l’esame del provvedimento in titolo sospeso nella seduta pomeridiana di ieri.

 

      Il senatore PONTONE (AN) evidenzia che l’intera responsabilità della situazione determinata dall’emergenza nel settore dei rifiuti non è da attribuirsi alla popolazione campana, bensì agli amministratori locali, in particolare il presidente della regione ed il sindaco di Napoli che si è incredibilmente risentita nel momento in cui i sindaci di Torino e Venezia hanno dichiarato che si sarebbero dimessi qualora si fossero trovati di fronte ad analoghe situazioni.

            Quello che viene riportato quotidianamente dagli organi di stampa è un vero e proprio bollettino di guerra che coinvolge tutto il territorio campano; eppure, di fronte a tale scenario, sorprende che il Ministro della salute abbia negato qualsiasi allarmismo per quanto concerne le ricadute di carattere sanitario.

            Nel complesso, il decreto-legge in esame lascia molto a desiderare, in quanto il previsto coinvolgimento degli ambiti provinciali non dovrebbe andare disgiunto da elementari principi di solidarietà regionale, bastando citare come unico dato che la provincia di Napoli, pur coprendo soltanto l’8 per cento del territorio, presenta il 60 per cento di tutti gli abitanti della regione. Appare inoltre ingiustificabile la previsione di conferire i rifiuti in aeree protette, come quella del Vesuvio, e risulta intollerabile un aumento delle stesse tariffe quando i cittadini già pagano per un servizio di smaltimento che non è all’altezza.

            Dopo aver ricordato che sarebbe opportuno introdurre delle penalità a carico dei comuni che non provvedono alla raccolta differenziata, fa presente che la situazione scaturita dall’ennesima fase emergenziale potrà essere veramente rimossa solo allontanando dal governo locale gli amministratori che ne sono responsabili.

 

            Il presidente SODANO dichiara chiusa la discussione generale.

 

            Il relatore, senatore CONFALONIERI (RC-SE) , traendo una sintesi dalla discussione generale e da una prima sommaria disamina degli emendamenti sui quali si riserva di esprimersi in modo più articolato in sede di espressione dei pareri, sottolinea che è stata colta la rilevanza del decreto-legge in titolo, sebbene se ne auspichi una serie di correzioni che non dovrebbero comunque stravolgerne il significato e le finalità. Difatti, l’obiettivo è quello di restituire al commissario delegato i poteri necessari per agire di fronte ad una condizione tanto complessa quanto intollerabile, anche per evitare che ulteriori emergenze si aggiungano a quella determinata dal mancato smaltimento dei rifiuti. Questo ulteriore intervento emergenziale non evita comunque una riflessione sulle responsabilità pregresse poiché, ad di là dei commissari che si sono avvicendati, si è pensato soltanto a fronteggiare l’emergenza senza delineare una strategia utile per ripristinare la gestione ordinaria.

            Nel merito, le disposizioni che hanno suscitato maggiore attenzione sono quelle contenute all’articolo 1, commi 1 e 4, relativi, rispettivamente, al conferimento dei rifiuti ed alle deroghe poste alla legislazione vigente in materia ambientale ed igienico-sanitaria, ed all’articolo 2, in ordine al quale bisogna trovare un equilibrio tra l’esigenza di utilizzare da subito alcuni siti ed il rispetto delle decisioni dell’autorità giudiziaria. Ci si è poi soffermati sia sull’articolo 4, per quanto riguarda il ruolo dei consorzi, sia sull’articolo 7 poiché risulta ingiustificabile che i cittadini campani, che già pagano per lo smaltimento ordinario dei rifiuti, si facciano carico anche dei costi della emergenza. Inoltre, l’articolo 9 prospetta il superamento della fase emergenziale mediante un piano per il ciclo integrato dei rifiuti che, secondo molti, dovrebbe corrispondere ai piani già realizzati altrove, facendo sì che davvero tale decreto-legge sia l’ultimo provvedimento necessario per affrontare l’ennesima emergenza.

            In conclusione, esprime l’auspicio che la Commissione possa sostenere con grande convinzione tale decreto-legge, anche opportunamente modificato, in modo che le disposizioni in esso contenute possano trovare un maggiore sostegno negli ambiti territoriali interessati.

 

            Il sottosegretario D’ANDREA, nel condividere le valutazioni del relatore circa l’opportunità di migliorare il testo del decreto-legge senza stravolgimenti, evidenzia che uno degli aspetti maggiormente criticati è l’utilizzazione degli impianti e delle cave che risultano essere sottoposte a provvedimenti di sequestro da parte dell’autorità giudiziaria, provvedimenti per lo più adottati per contrastare l’invadenza della malavita organizzata. Questa è la ragione per cui la requisizione di una cava dismessa che altrove non solleverebbe tanto disagio, in Campania risulta invece così problematica. In tal senso, anche in considerazione del dibattito che su tale punto si è sviluppato presso la Commissione affari costituzionali, auspica il raggiungimento di una soluzione equilibrata.

            Rileva altresì che l’esigenza di superare la stagione dell’emergenza in vista di un ritorno alla gestione ordinaria potrebbe essere soddisfatta attraverso un richiamo alle disposizioni contenute nel precedente decreto-legge, in modo che si delinei una strategia di uscita dall’emergenza senza intralciare l’attività del commissario delegato.

            Dopo aver sottolineato che molte critiche sono state concentrate sul comma 4 dell’articolo 1, per l’ampiezza delle deroghe rispetto alla legislazione vigente, dichiara che il Governo, nel riservarsi di presentare alcune proposte correttive, è disponibile a collaborare con la Commissione per un miglioramento del testo dell’articolato, nella convinzione che vada comunque mantenuto uno stretto raccordo con la struttura commissariale, tenuta a realizzare concretamente gli obiettivi del decreto-legge in titolo.

 

            Il presidente SODANO sottolinea la necessità di attuare un monitoraggio costante da parte del Parlamento sull’andamento degli interventi, al fine di evitare che lo stato di emergenza si protragga oltre il termine al momento stabilito.

 

            Si passa quindi all'esame degli ordini del giorno e degli emendamenti, a partire da quelli presentati all'articolo 1, pubblicati in allegato al resoconto della seduta.

 

            Il senatore D'ALI' (FI) illustra gli emendamenti 1.1, 1.2, 1.8, 1.9, 1.11, 1.12, 1.23, 1.24, 1.26, 1.33, 1.40 e 1.0.1, evidenziando innanzitutto l'opportunità di apportare le modifiche indispensabili per evitare l'insorgere di un rilevante problema di copertura finanziaria.

            La stessa relazione tecnica presentata dal Dipartimento della protezione civile appare insufficiente, giacché essa fa riferimento soltanto alle somme disponibili presso lo stesso Dipartimento e non al complesso delle risorse indispensabili per l'attuazione degli interventi previsti dal decreto.

            Esiste, inoltre, il grave ed inaccettabile rischio che gli ingenti oneri straordinari connessi all'emergenza, e determinati dall'inefficienza delle pubbliche amministrazioni, finiscano con il gravare sui cittadini campani. Altri rischi da scongiurare, e che il decreto in conversione appare invece in grado di determinare, sono quelli di un'ulteriore deresponsabilizzazione delle istituzioni locali e di una pericolosa invasione della sfera di competenza costituzionalmente riservata alla magistratura.

           

            Il seguito dell'esame è quindi rinviato.


TERRITORIO, AMBIENTE, BENI AMBIENTALI (13ª)

Giovedì 7 giugno 2007

84ª Seduta pomeridiana

 

Presidenza del Presidente

SODANO 

 

            Interviene il sottosegretario di Stato per i rapporti con il Parlamento e le riforme istituzionali D'Andrea. 

 

            La seduta inizia alle ore 14,40.

 

IN SEDE REFERENTE 

(1566) Conversione in legge del decreto-legge 11 maggio 2007, n. 61, recante interventi straordinari per superare l' emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella regione Campania e per garantire l' esercizio dei propri poteri agli enti ordinariamente competenti

(Seguito dell'esame e rinvio)

Il presidente SODANO avverte che, non essendovi senatori iscritti a parlare, tutti gli emendamenti e gli ordini del giorno presentati al decreto-legge – pubblicati in allegato al resoconto delle sedute odierne - si intendono illustrati.

 

            Il seguito dell’esame è quindi rinviato.

 

            La seduta termina alle 14,45.


EMENDAMENTI E ORDINE DEL GIORNO AL DISEGNO DI LEGGE (AL TESTO DEL DECRETO-LEGGE)  

 

N° 1566

 

G/1566/1/13

 

FERRANTE, MONGIELLO, PIGLIONICA, SCARPETTI, PALUMBO, MOLINARI, RONCHI

Il Senato,

        premesso che:

            il presente decreto-legge è finalizzato a fronteggiare il contesto emergenziale in atto nella regione Campania, relativo allo smaltimento dei rifiuti, al fine di evitare danni alla salute della popolazione e situazioni di pericolo e al tempo stesso individuando soluzioni coerenti a garantire il passaggio alla gestione ordinaria,

        impegna il Governo:

            a presentare alle Commissioni Parlamentari competenti entro 30 giorni dall'approvazione del presente decreto, le relazioni tecniche relative ai quattro siti individuati, evidenziando l'indispensabile rispetto delle norme di salvaguardia ambientale e sanitarie.

Art. 1

1.1

IZZO, D'ALI', GIULIANO, MORRA, DI BARTOLOMEO, SCOTTI, MALVANO

Sopprimere l'articolo.

1.2

D'ALI', DI BARTOLOMEO, SCOTTI

Sopprimere l'articolo

1.3

LIBE'

Sopprimere l'articolo

 1.4

LIBE'

Il comma 1 è soppresso

1.5

SODANO

Al comma 1, sopprimere le seguenti parole: «o speciali non pericolosi anche».

1.6

DE PETRIS

Al comma 1, dopo le parole: «destinare a discarica» inserire le seguenti: «, assicurando, in conformità con la normativa comunitaria, la valutazione dell'impatto ambientale nonchè la valutazione di incidenza, ove richiesta,».

1.7

DE PETRIS

Al comma 1, sostituire le parole da: «presso i seguenti comuni» fino alla fine del comma, con le seguenti: «presso le province di Salerno, Avellino, Napoli e Benevento».

        Conseguentemente, al medesimo articolo 1:

            a) sopprimere il comma 2

            b) al comma 3, sopprimere il primo periodo.

1.8

IZZO, D'ALI', GIULIANO, MORRA, DI BARTOLOMEO, SCOTTI, MALVANO

Al comma 1, sopprimere le parole: «Serre in provincia di Salerno,».

1.9

IZZO, D'ALI', GIULIANO, MORRA, SCOTTI, MALVANO

Al comma 1, sopprimere le parole: «Savignano Irpino in provincia di Avellino,».

1.10

MORRA, SCOTTI, IZZO, MALVANO

Al comma 1, sopprimere le parole: «Savignano Irpino in provincia di Avellino».

1.11

IZZO, D'ALI', GIULIANO, MORRA, DI BARTOLOMEO, SCOTTI, MALVANO

Al comma 1, sopprimere le parole: «,Terzigno in provincia di Napoli».

1.12

IZZO, D'ALI', GIULIANO, MORRA, DI BARTOLOMEO, SCOTTI, MALVANO

Al comma 1, sopprimere le parole: «e Sant'Arcangelo Trimonte in provincia di Benevento».

1.13

DE PETRIS

Dopo il comma 1 aggiungere il seguente:

        «1-bis. Nell'individuazione delle aree da destinare a siti di stoccaggio o discariche, il Commissario delegato dovrà tenere conto del carico e degli impatti ambientali gravanti sulle aree su cui già insistono discariche, siti di stoccaggio o altri impianti, previa verifica di assoggettabilità dei siti individuati a valutazione di impatto ambientale. La messa in sicurezza delle aree è comunque attuata in conformità alla normativa vigente, assicurando l'informazione, il coinvolgimento e la partecipazione delle comunità e degli enti locali territoriali.».

1.14

MORRA, SCOTTI, IZZO, MALVANO

Dopo il comma 1 inserire il seguente comma:

        1-bis. Prima della attivazione dei siti di cui al comma 1, o di altri da destinare a discarica situati in Campania e allocati in prossimità di centri abitati ricadenti in altre regioni, il commissario delegato adotta ogni provvedimento di concerto con i presidenti delle regioni confinanti».

1.15

MORRA, SCOTTI, IZZO, MALVANO

Dopo il comma 1, inserire il seguente:

        «1-bis. Prima della attivazione dei siti di cui al comma 1, o di altri da destinare a discarica situati in Campania e allocati in prossimità di centri abitati ricadenti in altre regioni, il commissario delegato adotta ogni provvedimento sentiti i presidenti delle regioni confinanti».

1.16

LIBE'

Il comma 2 è soppresso.

1.17

SODANO

Al comma 2, dopo le parole: «L'utilizzo del sito» inserire le seguenti: «di Macchia Soprana presso il comune di Serre».

1.18

LIBE'

Il comma 3 è soppresso.

1.19

SODANO, BELLINI

Il comma 3 è sostituito dal seguente:

        «3. L'uso del sito ubicato all'interno del Parco nazionale del Vesuvio, nel comune di Terzigno di cui al comma 1, è consentito per il solo recapito di frazione organica stabilizzata di qualità accertata ed esclusivamente ai fini di ricomposizione morfologica del sito medesimo. Il Commissario delegato assicura la ricomposizione morfologica del sito utilizzato e l'adozione delle occorrenti misure di mitigazione ambientale, ivi compresa la bonifica e messa in sicurezza dei siti di smaltimento incontrollato di rifiuti esistenti nel territorio del comune di Terzigno, mediante la predisposizione di un piano da adottarsi di intesa con il Presidente della regione Campania e con il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare».

1.20

DE PETRIS

Al comma 3, dopo le parole: «è consentito» inserire le seguenti: «esclusivamente per la frazione organica stabilizzata (F.O.S.) utilizzabili per il ripristino ambientale e».

1.21

DE PETRIS

Al comma 3, primo periodo, aggiungere, in fine, le seguenti parole: «nel pieno rispetto della normativa nazionale e comunitaria in materia di aree protette e con autorizzazione del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, che può fissare limiti, condizioni e prescrizioni ulteriori».

1.22

FERRANTE, MONGIELLO, PIGLIONICA, SCARPETTI, PALUMBO, MOLINARI, RONCHI

Al comma 3, dopo le parole: «a regime del termovalorizzatore di Acerra» aggiungere le seguenti: «in considerazione del fatto che il sito è ubicato in area protetta, Parco nazionale del Vesuvio».

1.23

IZZO, D'ALI', GIULIANO, MORRA, DI BARTOLOMEO, SCOTTI, MALVANO

Al comma 3, sostituire il secondo periodo con il seguente: «Il commissario per l'emergenza rifiuti in Campania, una volta assunte anche le competenze per l'emergenza idrica e per le bonifiche, dovrà predisporre in tempi brevi, sentito il Presidente della regione Campania ed il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, un apposito Piano di misure di mitigazione ambientale e ricomposizione morfologica dei siti utilizzati, ivi compresa la bonifica e messa in sicurezza dei siti di smaltimento incontrollato di rifiuti esistenti nel territorio della regione Campania. A questo scopo, i sindaci comunicano al Commissario, entro 15 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, i siti da bonificare».

1.24

IZZO, D'ALI', GIULIANO, MORRA, DI BARTOLOMEO, SCOTTI, MALVANO

Al comma 3, sostituire il secondo periodo con il seguente: «Il commissario per l'emergenza rifiuti in Campania dovrà predisporre in tempi brevi, sentito il Presidente della regione Campania ed il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, un apposito Piano di misure di mitigazione ambientale e ricomposizione morfologica dei siti utilizzati, ivi compresa la bonifica e messa in sicurezza dei siti di smaltimento incontrollato di rifiuti esistenti nel territorio della regione Campania. A questo scopo, i sindaci comunicano al Commissario, entro 15 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, i siti da bonificare».

1.25

FERRANTE, MONGIELLO, PIGLIONICA, SCARPETTI, PALUMBO, MOLINARI, RONCHI

Al comma 3, dopo le parole: «Il Commissario delegato assicura» aggiungere le seguenti: «il conferimento esclusivamente di F.O.S. al fine della».

1.26

IZZO, D'ALI', GIULIANO, MORRA, SCOTTI, MALVANO

Al comma 3, secondo periodo, sopprimere le parole da: «, ivi compresa la bonifica» fino alla fine del comma.

1.27

DE PETRIS

Al comma 3, sostituire la parola: «sentito» con le seguenti: «d'intesa con».

1.28

VIESPOLI, PONTONE, PARAVIA, CORONELLA, MUGNAI, BATTAGLIA ANTONIO

Al comma 3, aggiungere, in fine, il seguente periodo: «Nel medesimo Piano sono previste opere di bonifica e interventi di riqualificazione nelle aree dei comuni di cui al successivo articolo 3».

1.29

LEONI, STEFANI

Dopo il comma 3, inserire il seguente:

        «3-bis. Il Commissario delegato promuove a livello regionale, oltre alle iniziative di informazione di cui all'articolo 2 del decreto-legge 9 ottobre 2006, n. 263, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 dicembre 2006, n. 290, una ulteriore campagna informativa volta a sensibilizzare i cittadini sui problemi e sui costi legati allo smaltimento dei rifiuti nella regione Campania e sui costi di smaltimento dei rifiuti attraverso la raccolta differenziata, nonché sui comportamenti individuali che contribuiscono a diffondere una corretta gestione del sistema dei rifiuti».

1.30

SODANO, BELLINI

Sopprimere il comma 4.

1.31

LIBE'

Il comma 4 è soppresso.

1.32

STEFANI, LEONI

Sopprimere il comma 4.

1.33

IZZO, D'ALI', GIULIANO, MORRA, DI BARTOLOMEO, SCOTTI, MALVANO

Al comma 4, sopprimere le parole da: «anche in deroga» fino alla fine del comma.

1.34

DE PETRIS

Al comma 4, sopprimere le parole: «anche in deroga delle specifiche disposizioni vigenti in materia ambientale, paesaggistico-territoriale, di pianificazione per la difesa del suolo, nonché igienico-sanitaria».

1.35

STEFANI, LEONI

Al comma 4, sopprimere le parole: «anche in deroga delle specifiche disposizioni vigenti in materia ambientale, paesaggistico-territoriale, di pianificazione per la difesa del suolo, nonché igienico-sanitaria».

1.36

LIBE'

Al comma 4 sono soppresse le parole: «di pianificazione per la difesa del suolo, nonché igienico-sanitaria».

1.37

DE PETRIS

Al comma 4, sopprimere le parole: «di pianificazione per la difesa del suolo,»

1.38

LEONI, STEFANI

Al comma 4, dopo le parole: «anche in deroga alle specifiche disposizioni vigenti in materia ambientale, paesaggistico-territoriale, di pianificazione per la difesa del suolo, nonché igienico sanitaria» inserire le seguenti: «da decidere caso per caso con apposito provvedimento del Commissario delegato».

1.39

LEONI, STEFANI

Sopprimere il comma 5.

1.40

IZZO, D'ALI', GIULIANO, MORRA, SCOTTI, MALVANO

Al comma 5 aggiungere, in fine, le seguenti parole: «e dei comuni confinanti con l'area interessata dall'impianto di discarica».

1.41

MORRA, SCOTTI, IZZO, MALVANO

Alla fine del comma 5 aggiungere le seguenti parole: «e di tutti quei comuni, anche se appartenenti ad altre regioni, i cui centri abitati sono limitrofi alle discariche».

1.0.1

IZZO, D'ALI', GIULIANO, MORRA, DI BARTOLOMEO, SCOTTI, MALVANO

        Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 1-bis.

        1. I poteri e le competenze del Commissario per l'emergenza idrica e del Commissario per le bonifiche sono trasferiti al Commissario per l'emergenza rifiuti in Campania. Conseguentemente è disposta la decadenza del Commissario per l'emergenza idrica e del Commissario per le bonifiche».

1.0.2

MONGIELLO, DE PETRIS

Dopo l'articolo 1, inserire il seguente:

«Art. 1-bis.

        1. Il Commissario delegato, qualora le discariche situate in Campania siano allocate in prossimità di centri abitati ricadenti in altre regioni, adotta ogni provvedimento d'intesa con i presidenti delle regioni confinanti.»

1.0.3

SODANO, BELLINI

Dopo l'articolo 1, inserire il seguente:

«Art. 1-bis.

        1. Il Commissario delegato, qualora le discariche situate in Campania siano allocate in prossimità di centri abitati ricadenti in altre regioni, adotta ogni provvedimento d'intesa con i presidenti delle regioni confinanti.»

Art. 2

2.1

IZZO, D'ALI', GIULIANO, MORRA, SCOTTI, MALVANO

Sopprimere l'articolo.

2.2

LIBE'

Sopprimere l'articolo.

2.3

LIBE'

Il comma 1 è soppresso.

2.4

IZZO, D'ALI', GIULIANO, MORRA, DI BARTOLOMEO, SCOTTI, MALVANO

Al comma 1, sopprimere le parole da: «Il Commissario delegato, con le necessarie garanzie ambientali e sanitarie,» fino a: «trattamento dei rifiuti della regione».

2.5

LEONI, STEFANI

Al comma 1, sopprimere le parole: «in deroga all'articolo 113, comma 6, del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e».

2.6

STEFANI, LEONI

Al comma 1, sopprimere le parole: «e all'articolo 202 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n.  152».

2.7

SODANO, BELLINI

Al comma 1, capoverso 2, al primo periodo sostituire le parole: «trattati dagli impianti di selezione e trattamento dei rifiuti della regione» con le seguenti: «prodotte a decorrere dalla data del 15 dicembre 2005 trattati dagli impianti di selezione e trattamento dei rifiuti della regione in conformità al Piano di cui all'articolo 9».

2.8

STEFANI, LEONI

Al comma 1, dopo le parole: «smaltimento delle balle di rifiuti trattati dagli impianti di selezione e trattamento dei rifiuti della regione» inserire le seguenti: «nell'ambito del territorio regionale».

2.9

DE PETRIS

Al comma 1, nel capoverso comma «2» alla fine del primo periodo aggiungere le seguenti parole: «, in modo da garantire in ogni caso l'affidabilità di tali soggetti in ordine alla regolare ed efficace gestione del servizio».

2.10

VIESPOLI, PONTONE, PARAVIA, CORONELLA, MUGNAI, BATTAGLIA ANTONIO, MALVANO

Al comma 1, capoverso 2, prima delle parole: «Il Commissario delegato», anteporre le seguenti: «A decorrere dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, il Commissario delegato è altresì nominato Commissario straordinario per le bonifiche e la tutela delle acque per la Regione Campania in sostituzione dell'attuale Commissario».

2.11

SODANO, BELLINI

Al comma 1, al capoverso 2, al secondo periodo sostituire la parola: «previa» con le seguenti: «anche tramite».

2.12

CORONELLA, VIESPOLI, PONTONE, PARAVIA, MUGNAI, BATTAGLIA ANTONIO

Al comma 1, dopo le parole: «dismesse o abbandonate» aggiungere le seguenti: «ad esclusione dei territori oggetto di attività di riqualificazione e bonifica ambientale ai sensi della legge 426 del 1998».

2.13

BARBATO

Al comma 1 dell'articolo 2 del decreto-legge 11 maggio 2007, n. 61 dopo le parole: «volumetrie disponibili,» aggiungere le seguenti: «ad eccezione di quelle presenti nel territorio del Comune di Acerra,».

2.14

IZZO, D'ALI', GIULIANO, MORRA, SCOTTI, MALVANO

Al comma 1, sopprimere le parole da: «anche sottoposti a provvedimenti di sequestro», fino alla fine del comma.

2.15

MORRA, SCOTTI, IZZO, MALVANO

Al comma 1, capoverso 2, secondo periodo, sopprimere le parole da: «anche sottoposti a provvedimenti,» fino alla fine del comma.

2.16

D'ALI', SCOTTI

Al comma 1, capoverso 2, secondo periodo, sopprimere le parole da: «anche sottoposti a provvedimenti di sequestro da parte» sino alla fine del comma.

2.17

VIESPOLI, PONTONE, PARAVIA, CORONELLA, MUGNAI, BATTAGLIA ANTONIO

Al comma 1 sopprimere le seguenti parole: «anche sottoposti a provvedimenti di sequestro da parte dell'Autorità giudiziaria; l'efficacia di detti provvedimenti è sospesa dal momento dell'adozione del provvedimento di requisizione da parte del Commissario delegato e fino alla cessazione dello stato di emergenza;».

2.18

DE PETRIS

Al comma 1 sostituire le parole: «, anche sottoposti a provvedimenti di sequestro da parte dell'Autorità giudiziaria; l'efficacia di detti provvedimenti è sospesa dal momento dell'adozione del provvedimento di requisizione da parte del Commissario delegato e fino alla cessazione dello stato d'emergenza» con le seguenti: «richiedendo a tal fine la revoca degli eventuali provvedimenti di sequestro da parte dell'Autorità giudiziaria fino alla cessazione dello stato d'emergenza».

2.19

DE PETRIS

Al comma 1, dopo le parole: «provvedimenti di sequestro da parte dell'Autorità giudiziaria» aggiungere le seguenti: «non motivati da concreti ed imminenti gravi pericoli di ordine ambientale o sanitario e qualora l'utilizzo non pregiudichi le indagini».

2.20

STEFANI, LEONI

Al comma 1, dopo le parole: «anche sottoposti a provvedimenti di sequestro da parte dell'autorità giudiziaria» inserire le seguenti: «ad eccezione delle cave o delle discariche nelle quali si sospetta il deposito illecito di rifiuti pericolosi».

2.21

DE PETRIS

Al comma 1, sostituire le parole: «, l'efficacia di detti provvedimenti è sospesa dal momento dell'adozione del provvedimento di requisizione da parte del Commissario delegato e fino alla cessazione» con le seguenti: «l'Autorità giudiziaria provvede alla revoca dei provvedimenti di sequestro eventualmente emessi previa istanza motivata da parte del Commissario delegato, e comunque non oltre la cessazione».

2.22

FERRANTE, MONGIELLO, PIGLIONICA, SCARPETTI, PALUMBO, MOLINARI, RONCHI

Al comma 1, dopo le parole: «, nonché la progressiva eliminazione delle situazioni di pericolo eventualmente esistenti» sono soppresse le seguenti parole: «I siti così individuati sono sottratti all'adozione di misure cautelari reali fino alla cessazione dello stato d'emergenza».

2.23

DE PETRIS

Al comma 1, sopprimere le parole: «I siti così individuati sono sottratti all'adozione di misure cautelari reali fino alla cessazione dello stato d'emergenza».

2.24

SODANO, BELLINI

Al comma 1, al capoverso 2, sopprimere l'ultimo periodo.

2.25

DE PETRIS

Al comma 1, ultimo periodo, aggiungere, in fine, le seguenti parole: «a meno che questi non siano motivati da concreti ed imminenti gravi pericoli di ordine ambientale o sanitario e qualora l'utilizzo non pregiudichi le indagini».

2.26

DE PETRIS

Al comma 1, aggiungere, in fine, il seguente periodo: «Il Commissario straordinario, preliminarmente alla requisizione, assicura la ricognizione delle cave dismesse della regione, selezionando su tale base quelle che non presentano profili di rischio dal punto di vista ambientale e sanitario. L'individuazione delle aree e dei siti di cui è svolta d'intesa con il Ministero dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare, ove necessario, d'intesa con il Commissario delegato per la bonifica e la tutela delle acque nella regione Campania».

2.27

MORRA, SCOTTI, IZZO, MALVANO

Dopo il comma 1 inserire il seguente comma:

        «1-bis. Per l'utilizzazione delle discariche situate in Campania e allocate in prossimità di centri abitati ricadenti in altre regioni, il Commissario delegato adotta ogni provvedimento sentiti i Presidenti delle regioni confinanti».

2.28

MORRA, SCOTTI, IZZO, MALVANO

Dopo il comma 1 inserire il seguente comma:

        «1-bis. Per l'utilizzazione delle discariche situate in Campania e allocate in prossimità di centri abitati ricadenti in altre regioni, il Commissario delegato adotta ogni provvedimento di concerto con i Presidenti delle regioni confinanti».

2.29

LIBE'

Il comma 2 è soppresso.

2.30

STEFANI, LEONI

Sopprimere il comma 2.

2.31

LEONI, STEFANI

Al comma 2 sostituire le parole da: «il personale di cui all'articolo 1» fino alla fine del comma, con le seguenti: «il Commissario delegato può utilizzare, attraverso procedure di mobilità, il personale in servizio presso i comuni campani».

2.32

IZZO, D'ALI', GIULIANO, MORRA, SCOTTI

Al comma 2, sostituire le parole: «è elevato a non più di», con le seguenti: «non può superare le».

2.33

LEONI, STEFANI

Al comma 2 aggiungere, in fine, le seguenti parole: «attraverso procedure di mobilità del personale in servizio presso i comuni campani».

Art. 3

3.1

IZZO, D'ALI', GIULIANO, MORRA, SCOTTI, MALVANO

Sopprimere l'articolo.

3.2

D'ALI', SCOTTI

Sopprimere l'articolo

3.3

SODANO, BELLINI

Sostituire l'articolo con il seguente:

«Art. 3

1. Dalla data di entrata in vigore del presente decreto e sino al completamento degli interventi di riqualificazione o delle opere di bonifica non possono essere ulteriormente localizzati nuovi siti di smaltimento finale di rifiuti nelle aree della regione Campania su cui già insistono discariche, siti di stoccaggio o altri impianti in stato di saturazione, salve eventuali localizzazioni definite d'intesa con il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare».

3.4

IZZO, D'ALI', GIULIANO, MORRA, DI BARTOLOMEO, SCOTTI, MALVANO

Dopo le parole: «Masseria Riconta», inserire le seguenti: «, nel territorio dell'Area ''Nolana'' ricompresa nei Comuni di Casamarciano, Tufino, Comisano, Palma Campania in provincia di Napoli – e nei Comuni della Regione nei cui territori negli ultimi 10 anni sono stati realizzati impianti di discarica di rifiuti, o di C.D.R., o di deposito di ecoballe».

3.5

VIESPOLI, PONTONE, PARAVIA, CORONELLA, MUGNAI, BATTAGLIA ANTONIO

Al comma 1, dopo le parole: «Masseria Riconta» aggiungere le seguenti: «Parapoti e Ariano Irpino».

3.6

PALUMBO

Al comma 1, sopprimere la parola: «finale».

        Conseguentemente alla rubrica dell'articolo 3 sopprimere la parola: «finale».

3.7

DE PETRIS

Al comma 1, aggiungere, in fine, il seguente periodo: «Non possono in ogni caso essere localizzati nuovi siti di smaltimento di rifiuti all'interno di aree protette o siti di bonifica di interesse nazionale»

3.8

PALUMBO

Dopo il comma 1 aggiungere il seguente:

        «1-bis. Entro 3 mesi dall'entrata in vigore del presente decreto-legge, il Ministro dell'Ambiente promuove una intesa istituzionale tra lo Stato, la regione Campania, la provincia di Napoli e i comuni interessati con l'obiettivo di precisare tempi, modalità e risorse finanziarie necessarie alla riqualificazione e alla bonifica del territorio di cui al comma precedente».

3.9

PALUMBO

Dopo il comma 1 aggiungere il seguente:

        «Entro 3 mesi dall'entrata in vigore del presente Decreto-Legge, il Ministro dell'Ambiente presenta il piano di riqualificazione e bonifica del territorio di cui al comma precedente precisando tempi, modalità e risorse finanziarie necessarie all'attuazione del predetto piano».

3.10

BARBATO

All'articolo 3 del decreto-legge 11 maggio 2007, n. 61 aggiungere, in fine, il seguente comma:

        «2. Il divieto di cui al comma 1, in assenza di interventi di riqualificazione dell'area quale ''area di mitigazione ambientale'' si applica anche al territorio del Comune di Acerra».

Art. 4.

Art. 4

4.1

IZZO, D'ALI', GIULIANO, MORRA, SCOTTI, MALVANO

Sopprimere l'articolo.

4.2

LIBE'

L'articolo 4 è soppresso.

4.3

IZZO, D'ALI', GIULIANO, MORRA, SCOTTI, MALVANO

Al comma 1, sostituire le parole: «sono obbligati ad avvalersi, in via esclusiva,», con le seguenti: «possono avvalersi, previa certificazione di efficienza ed affidabilità rilasciata dal Commissario straordinario».

4.4

D'ALI', SCOTTI

Al comma 1, sostituire le parole: «sono obbligati ad» con la parola: «possono» e conseguentemente eliminare le parole: «in via esclusiva».

4.5

BELLINI, SODANO

Al comma 1, dopo le parole: «raccolta differenziata» inserire le seguenti: «e indifferenziata».

4.6

IZZO, D'ALI', GIULIANO, MORRA, SCOTTI, MALVANO

Al comma 1, sostituire le parole: «che utilizzano» con le seguenti: «con alle dipendenze».

4.7

IZZO, D'ALI', GIULIANO, MORRA, DI BARTOLOMEO, SCOTTI, MALVANO

Sostituire i commi 2 e 3 con i seguenti:

        «2. Qualora i consorzi non siano in grado nell'immediato di prendere in capo la gestione della raccolta differenziata dei rifiuti ed adottare le misure necessarie per l'incremento significativo dei livelli di raccolta degli imballaggi primari e della frazione organica, dei rifiuti ingombranti, nonché della frazione valorizzabile di carta, plastica, vetro, legno, metalli ferro si e non ferrosi, viene meno l'obbligatorietà da parte dei comuni ad avvalersi dei consorzi per la raccolta differenziata. I comuni provvederanno, visto il carattere di urgenza e la necessità di non interruzione del servizio, e fino alla costituzione degli ATO, ai sensi dell'articolo 198, comma 1, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152.

        3. Il soggetto affidatario del servizio integrato di raccolta differenziata protempore è individuato ai sensi del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163.

        4. I comuni provvedono alla stabilizzazione del personale impiegato presso i consorzi ai sensi dell'articolo 3 comma 4 dell'ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3529 del 30 giugno 2006.

        5. Il Commissario delegato può disporre l'accorpamento dei consorzi inattivi, ovvero il loro scoglimento».

4.8

IZZO, D'ALI', GIULIANO, MORRA, SCOTTI, MALVANO

Al comma 2, sostituire le parole: «, limitatamente alla durata ivi prevista, i contratti già stipulati», con le seguenti: «i contratti già stipulati, nonché quelli in corso di esecuzione anche con eventuali proroghe concordate tra le parti,».

4.9

IZZO, D'ALI', GIULIANO, MORRA, SCOTTI, MALVANO

Al comma 2, sostituire le parole: «, limitatamente alla durata ivi prevista, i contratti già stipulati», con le seguenti: «i contratti già stipulati, nonché quelli comunque in corso di esecuzione,».

4.10

D'ALI', SCOTTI

Sopprimere il comma 3.

4.11

IZZO, D'ALI', GIULIANO, MORRA, SCOTTI, MALVANO

Al comma 3, sostituire la parola: «significativo» con la seguente: «almeno del 10 per cento».

4.12

DE PETRIS

Al comma 3, aggiungere, in fine, i seguenti periodi:

        «In particolare dovranno essere assunte misure tali, anche attraverso sistemi di raccolta differenziata a domicilio, da consentire di raggiungere l'obiettivo minimo di raccolta differenziata di cui ai commi 1108 e 1109 della legge 27 dicembre 2006 n. 296. Entro il termine della gestione commissariale, il Commissario delegato, attraverso i presidenti delle province sub-commissari delegati, verifica le misure adottate per il conseguimento degli obiettivi incentivando la raccolta differenziata attraverso adeguate ed efficaci campagne di informazione e mobilitazione dei cittadini, promosse anche su proposta di enti, istituzioni ed associazioni di cittadini interessati».

4.13

SODANO, BELLINI

Dopo il comma 3 aggiungere il seguente:

        «3-bis. I consorzi predispongono, entro trenta giorni dall'entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, appositi piani economico-finanziari, che sono approvati dal Commissario delegato e che contengono tutti gli elementi indispensabili ai fini della valutazione della congruità e della sostenibilità dei costi, dei ricavi e degli investimenti anche con riferimento ai riflessi tariffari sulle utenze domestiche».

Art. 5

5.1

DE PETRIS

Sopprimere l'articolo.

5.2

DE PETRIS

Sostituire l'articolo con il seguente:

«Art. 5.

1. Il Commissario delegato individua le modalità operative che assicurino il pieno coinvolgimento degli enti locali interessati dall'emergenza, garantendo il raccordo istituzionale anche per la formulazione delle proposte relative alla soluzione delle problematiche locali relative al trattamento dei rifiuti. Ai fini dell'utilizzazione dei siti di cui al presente decreto, si provvede ai necessari rilievi topografici, indagini geologiche, geognostiche e geofisiche. La progettazione della messa in sicurezza e della bonifica è comunque sottoposta ad approvazione del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, assicurando il coordinamento con il Commissario delegato per la bonifica e la tutela delle acque nella regione Campania».

5.3

SODANO, BELLINI

Al comma 1, sostituire le parole: «poste in essere» con le seguenti: «previsti dal presente decreto e che sono attuati».

5.4

STEFANI, LEONI

Dopo il comma 1 inserire il seguente:

        «1-bis. I giovani che prestano il servizio civile ai sensi della legge 6 marzo 2001, n. 64, ed i militari di truppa che abbiano contratto ferma prefissata nelle Forze Armate e siano residenti nei comuni della regione Campania, vengono, a domanda, impiegati fino al 31 dicembre 2007, dal Commissario delegato per l'emergenza rifiuti della Campania presso i comuni di residenza».

Art. 6

6.1

IZZO, D'ALI', GIULIANO, MORRA, SCOTTI, MALVANO

Al comma 1, dopo le parole: «della regione Campania», aggiungere le seguenti: «e il sindaco di Napoli, limitatamente al proprio territorio comunale,».

6.2

D'ALI', SCOTTI

Al comma 1, dopo le parole: «sono nominati sub-commissari» aggiungere le parole: «a titolo gratuito».

6.3

BELLINI

Al comma 1, sostituire la parola: «attuano» con le seguenti: «esercitano la programmazione degli interventi».

6.4

DE PETRIS

Al comma 1, aggiungere, in fine, le seguenti parole: «con particolare riferimento all'impiantistica e alla raccolta differenziata».

6.5

SODANO, BELLINI

Al comma 1, sopprimere la parola: «piena» e aggiungere, in fine, le seguenti parole: «, con particolare riferimento alla esigenza di incrementare la raccolta differenziata».

6.6

LEONI, STEFANI

Al comma 1, aggiungere, in fine, il seguente periodo: «Il Commissario delegato definisce in accordo con i presidenti delle province, i tempi, i criteri e le modalità per procedere all'attuazione della normativa vigente sulla raccolta differenziata dei rifiuti e alla riorganizzazione delle competenze in materia di gestione dei rifiuti nella regione Campania, anche al termine dello stato di emergenza».

6.7

STEFANI, LEONI

Al comma 3, aggiungere, in fine, le seguenti parole: «Alla scadenza del periodo di emergenza, il 1º gennaio 2008, decadono le gestioni commissariali nominate ai sensi dell'articolo 5 della legge 24 febbraio 1992, n. 225, e ai sensi del decreto-legge 9 ottobre 2006, n. 263, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 dicembre 2006, n. 290, e del presente decreto e la responsabilità dello svolgimento del servizio dello smaltimento dei rifiuti viene ripristinata in capo agli enti territoriali competenti».

6.8

PALUMBO

Dopo il comma 1, aggiungere il seguente:

        «6-bis. I sub-commissari di cui al comma precedente, possono assumere le iniziative volte a conseguire le finalità di cui al presente decreto-legge, nell'ambito delle direttive impartite dal Commissario delegato»

Art. 7

7.1

IZZO, D'ALI', GIULIANO, MORRA, SCOTTI

Sopprimere l'articolo.

7.2

D'ALI', SCOTTI

Sopprimere l'articolo.

7.3

VIESPOLI, PONTONE, PARAVIA, CORONELLA, MUGNAI, BATTAGLIA ANTONIO

Sopprimere l'articolo.

7.4

DE PETRIS

Sostituire l'articolo 7, con il seguente:

«Art. 7.

1. In raccordo con la regione e gli enti territoriali interessati, il Commissario straordinario, attraverso i sub-commissari presidenti delle province, assicura l'attivazione di misure atte a consentire il conseguimento degli obiettivi di raccolta differenziata previsti dalla legislazione vigente, anche attraverso idonee misure tariffarie di incentivazione».

7.5

SODANO, BELLINI

Al comma 1, al primo periodo, dopo le parole: «rifiuti solidi urbani» inserire le seguenti: «o della relativa tariffa» e aggiungere alla fine del periodo le seguenti parole: «indicati in appositi piani economico-finanziari redatti tenendo conto anche delle indicazioni contenute nei piani economico-finanziari predisposti dai consorzi di cui all'articolo 4 e approvati dal Commissario delegato, ad eccezione dei costi relativi agli interventi di emergenza o comunque eccedenti l'ordinaria gestione del servizio di smaltimento dei rifiuti solidi urbani.».

7.6

IZZO, D'ALI', GIULIANO, MORRA, SCOTTI, MALVANO

Al comma 1, primo periodo, sostituire la parola: «integrale» con la seguente: «almeno del 50 per cento».

7.7

D'ALI', SCOTTI

Dopo le parole: «costi di gestione del servizio» inserire la parola: «ordinario».

7.8

IZZO, D'ALI', GIULIANO, MORRA, SCOTTI, MALVANO

Dopo il primo periodo, inserire il seguente: «La differenza che si determinerà tra il costo integrale di gestione del servizio di smaltimento dei rifiuti e l'incasso della tassa di smaltimento dei rifiuti solidi urbani incassata da ciascun Comune è posta a carico del commissariato, nell'ambito delle risorse disponibili sulla contabilità speciale, sino alla esistenza dello stesso e successivamente è posta a carico della regione Campania per un periodo di cinque anni, a decorrere dal 1º gennaio 2008».

        Conseguentemente, ai maggiori oneri si provvede, fino a concorrenza, mediante corrispondente riduzione di tutti gli stanziamenti di spesa corrente del bilancio dello Stato, con esclusione dei soli stanziamenti determinati direttamente per legge, della spesa obbligatoria e degli interessi sui titoli del debito pubblico.

7.9

BELLINI

Al comma 1, sostituire l'ultimo periodo con il seguente: «Nel caso in cui i comuni non provvedano nei termini previsti o non raggiungano gli obiettivi prefissati di raccolta differenziata si procede alla nomina di commissari ad acta.».

7.10

SODANO

Al comma 1, al secondo periodo, dopo le parole: «nei termini previsti», inserire le seguenti: «o che non raggiungano gli obiettivi prefissati di raccolta differenziata».

7.0.1

VIESPOLI, PONTONE, PARAVIA, CORONELLA, MUGNAI, BATTAGLIA ANTONIO

Dopo l'articolo 7, aggiungere il seguente:

«Art. 7-bis.

(Misure per la raccolta differenziata)

        1. I comuni della Campania che alla data del 31 dicembre 2008 non incrementano di almeno il 10 per cento della raccolta differenziata realizzata alla data del 31 dicembre 2007, sono sciolti per grave violazione di legge, ai sensi dell'articolo 141, comma 1, lettera a), del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267.».

7.0.2

VIESPOLI, PONTONE, PARAVIA, CORONELLA, MUGNAI, BATTAGLIA ANTONIO

Dopo l'articolo 7, aggiungere il seguente:

«Art. 7-bis.

(Rimborsi)

        1. Nei periodi di irregolare effettuazione del servizio di spazzamento e raccolta dei rifiuti solidi urbani, la tariffa viene commisurata per i medesimi periodi al 40 per cento di quella determinata per l'anno di riferimento. L'adozione di ordinanze commissariali o sindacali costituisce prova di irregolare effettuazione del servizio.».

7.0.3

VIESPOLI, PONTONE, PARAVIA, CORONELLA, MUGNAI, BATTAGLIA ANTONIO

Dopo l'articolo 7, aggiungere il seguente:

«Art. 7-bis.

(Misure per la raccolta differenziata)

        1. I comuni della Campania che entro il 31 dicembre 2007 non hanno avviato la raccolta differenziata sono sciolti per grave violazione di legge, ai sensi dell'articolo 141, comma 1, lettera a), del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267.».

Art. 8

8.1

IZZO, D'ALI', GIULIANO, MORRA, SCOTTI, MALVANO

Sopprimere l'articolo.

8.2

IZZO, D'ALI', GIULIANO, MORRA, SCOTTI, MALVANO

Sostituire il comma 1 con il seguente:

        «1. Agli oneri derivanti dal presente decreto, pari a 100 milioni di euro, si provvede, fino a concorrenza, mediante corrispondente riduzione di tutti gli stanziamenti di spesa corrente del bilancio dello Stato, con esclusione dei soli stanziamenti determinati direttamente per legge, della spesa obbligatoria e degli interessi sui titoli del debito pubblico.».

Art. 9

9.1

IZZO, D'ALI', GIULIANO, MORRA, SCOTTI, MALVANO

Sopprimere l'articolo.

9.2

SODANO, BELLINI

Al comma 1, sostituire il primo periodo del capoverso 1-ter con il seguente: «Il Commissario delegato adotta, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente comma, d'intesa con il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e con la Consulta regionale per la gestione dei rifiuti nella regione Campania, sentito il Commissario per la bonifica, il Piano per la realizzazione di un ciclo integrato dei rifiuti per la regione Campania.».

9.3

VIESPOLI, PONTONE, PARAVIA, CORONELLA, MUGNAI, BATTAGLIA ANTONIO

Al comma 1, sopprimere le parole: «,nonchè il Commissario per la bonifica».

9.4

BELLINI

Al comma 1, al capoverso sostituire le parole: «per ciascuna provincia, ovvero per ciascuno degli ambiti territoriali interprovinciali che potranno essere individuati d'intesa fra le province interessate» con le seguenti: «in regione Campania».

9.5

DE PETRIS

Al comma 1, aggiungere, in fine, il seguente periodo: «Per le attività di cui al presente comma il Commissario delegato si avvale delle strutture operative nazionali del Servizio nazionale della protezione civile nonché del concorso delle amministrazioni e degli enti pubblici.».

9.6

DE PETRIS

Al comma 1, aggiungere, in fine, il seguente periodo: «Il Piano, oltre al conseguimento degli obiettivi di raccolta differenziata, assicura anche la piena tracciabilità del ciclo dei rifiuti, l'utilizzo delle migliori tecnologie disponibili, metodi di trattamento biologico ed un elevato livello di tutela ambientale e sanitaria».

9.7

DE PETRIS

Al comma 1, primo periodo, aggiungere, in fine, le seguenti parole: «d'intesa con la regione Campania e con il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, sentite le province ed i comuni interessati dall'emergenza».

9.8

VIESPOLI, PONTONE, PARAVIA, CORONELLA, MUGNAI, BATTAGLIA ANTONIO

Dopo il comma 1, aggiungere il seguente:

        «1-bis. Le province provvedono entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto alla individuazione delle zone idonee alla localizzazione degli impianti di smaltimento dei rifiuti, così come previsto dall'articolo 197, comma 1, lettera d), del decreto legislativo 3 aprile 2006 numero 152. Alle province che non provvedono nei termini previsti si applicano le disposizioni di cui all'articolo 141, comma 1, lettera a), del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267».

9.0.1

IZZO, D'ALI', GIULIANO, MORRA, SCOTTI, MALVANO

Dopo l'articolo, aggiungere il seguente:

«Art. 9-bis.

        Al fine di contrastare il fenomeno del traffico illecito di rifiuti è istituita una task force operativa presieduta dal Prefetto di Napoli e composta da tutte le forze dell'ordine che promuove un'operazione territoriale dedicata al pattugliamento delle aree a rischio 24 ore al giorno».

 


TERRITORIO, AMBIENTE, BENI AMBIENTALI (13ª)

Giovedì 12 giugno 2007

85ª Seduta pomeridiana

 

Presidenza del Presidente

SODANO 

 

            Interviene il sottosegretario di Stato per i rapporti con il Parlamento e le riforme istituzionali D'Andrea. 

 

            La seduta inizia alle ore 14,30.

 

IN SEDE REFERENTE 

(1566) Conversione in legge del decreto-legge 11 maggio 2007, n. 61, recante interventi straordinari per superare l' emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella regione Campania e per garantire l' esercizio dei propri poteri agli enti ordinariamente competenti

(Seguito dell'esame e rinvio)

Riprende l’esame del provvedimento in titolo, sospeso nella seduta pomeridiana del 7 giugno scorso.

 

      Il presidente SODANO (RC-SE) avverte che è pervenuto il parere espresso dalla Commissione bilancio sugli emendamenti trasmessi e che la Commissione affari costituzionali ha espresso parere non ostativo salve le considerazioni già formulate in ordine al testo del decreto-legge in esame.

           

            Si procede all'esame dell'ordine del giorno n. 1, in ordine al quale il senatore  PIGLIONICA (Ulivo) fa presente che esso potrebbe essere ritirato nel momento in cui saranno rese disponibili le relazioni tecniche sui siti individuati dall'articolo 1.

 

            Il senatore  IZZO (FI) evidenzia che l'ordine del giorno n. 1 mette giustamente in risalto l'esigenza di acquisire le relazioni tecniche sui siti.

 

            Il senatore  MORRA (FI) ritiene che i contenuti dell'ordine del giorno in esame dovrebbero essere estesi anche alle discariche sottoposte a sequestro giudiziario in modo che ne sia valutata l'agibilità sotto il profilo tecnico ambientale.

 

            Il senatore  Antonio BATTAGLIA (AN) concorda con le osservazioni espresse dal senatore Morra.

 

            Il presidente SODANO(RC-SE), dopo avere ricordato che sono già pervenute le relazioni tecniche riguardanti i siti di Terzigno e Sant'Arcangelo Trimonte, propone che l'ordine del giorno n. 1 sia accantonato in attesa che siano trasmesse alla Commissione le relazioni tecniche sugli ulteriori siti individuati dall'articolo 1 del decreto-legge in esame.

           

            La Commissione conviene quindi sull'accantonamento dell'ordine del giorno n. 1.

           

            Il relatore, senatore  CONFALONIERI (RC-SE) presenta ed illustra gli emendamenti 1.100 - che propone una sostituzione integrale del comma 1 dell'articolo 1 - 1.200 e 4.100 e, limitatamente agli emendamenti presentati all'articolo 1, esprime parere favorevole sugli emendamenti 1.19, 1.30, 1.31, 1.32. ed esprime altresì parere favorevole sugli emendamenti 1.0.2 e 1.0.3 invitando però i presentatori a riformularli sostituendo le parole "d'intesa con"  con le altre "sentiti".

            Invita i presentatori a ritirare gli emendamenti 1.1, 1.2, 1.3, 1.4, 1.5, 1.6, 1.7, 1.8, 1.9, 1.10, 1.11, 1.12, 1.13, 1.14, 1.15, 1.16, 1.17, 1.18, 1.20, 1.21, 1.22, 1.23, 1.24, 1.25, 1.26, 1.27, 1.28, 1.29, 1.33, 1.34, 1.35, 1.36, 1.37, 1.38, 1.39, 1.40, 1.41 e 1.0.1, vari dei quali sono comunque assorbiti dall'emendamento 1.100; altrimenti il parere sarebbe contrario.

 

            Il sottosegretario  D'ANDREA esprime parere conforme a quello del relatore.

 

            Previa verifica del prescritto numero legale, la Commissione respinge l'emendamento 1.1, identico agli emendamenti 1.2 e 1.3, nonché l'emendamento 1.4.

           

            Si passa quindi alla votazione dell'emendamento 1.100, presentato dal relatore.

 

            Il senatore IZZO(FI), nell'esprimere il proprio dissenso sull'emendamento 1.100, rileva che nello stesso non viene preso in considerazione anche lo smaltimento dei rifiuti speciali non pericolosi.

 

            Il senatore  MUGNAI (AN) si associa alle valutazioni espresse dal senatore Izzo.

 

            Il senatore Antonio BATTAGLIA(AN), nell'aderire alle osservazioni espresse dal senatore Izzo, coglie occasione per sottolineare che i fatti stanno dimostrando l'ennesimo fallimento nella gestione dell'emergenza nel settore rifiuti in Campania.

 

            Il relatore senatore CONFALONIERI (RC-SE) riformula l'emendamento 1.100 nell'emendamento 1.100 (testo 2), nel senso di inserire dopo le parole "per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani" le seguenti: "e speciali non pericolosi".

 

            Il presidente SODANO (RC-SE) ritira gli emendamenti 1.5, 1.17 ed avverte che gli emendamenti 1.8, 1.9, 1.10, 1.11 e 1.12, in quanto riferibili all'emendamento 1.100 (testo 2), sono stati trasformati rispettivamente nei seguenti subemendamenti: 1.100 (testo 2)/1, 1.100 (testo 2)/2, 1.100 (testo 2)/3,  1.100 (testo 2)/4 e  1.100 (testo 2)/5.

 

            La senatrice  DE PETRIS (IU-Verdi-Com) ritira gli emendamenti 1.6, 1.7, 1.13 ed 1.27.

 

            Il senatore MORRA (FI) ritira l'emendamento 1.14.

 

            Il senatore  IZZO (FI) fa proprio l'emendamento 1.13 e manifesta la propria contrarietà in merito all'emendamento 1.100 (testo 2).

 

            La Commissione, con distinte votazioni, respinge i subemendamenti 1.100 (testo 2)/1 e  1.100 (testo 2)/2,  identico al subemendamento 1.100 (testo 2)/3, 1.100 (testo 2)/4 e 1.100 (testo 2)/5, ed approva l'emendamento 1.100 (testo 2).

 

           Il presidente SODANO (RC-SE) avverte che è stata trasmessa dal Ministero dell'ambiente una relazione sui siti individuati nell'articolo 1 del decreto-legge, relazione che sarà sottoposta ai competenti organi dell'Unione europea.

 

            La Commissione respinge quindi l'emendamento 1.13.

 

            Il senatore MORRA (FI) riformula l'emendamento 1.15 nell'emendamento 1.15 (testo 2), avente contenuto analogo all'emendamento 1.0.2 e fa presente che su tale nuovo testo potrebbero convergere anche i presentatori dell'emendamento 1.0.2.

 

            Il presidente SODANO (RC-SE) ritiene che tale emendamento non risulti convincente alla luce dell'approvazione dell'emendamento 1.100 (testo 2), con particolare riferimento alla sua collocazione testuale, che potrebbe avere riflessi in sede attuativa.

 

            Il senatore PIGLIONICA (Ulivo) ed il relatore, senatore CONFALONIERI(RC-SE), fanno presente che l'emendamento 1.15 (testo 2) potrebbe essere più utilmente collocato alla fine del comma 1 dell'articolo 2.

 

            Il sentore MORRA (FI) fa presente ai senatori Piglionica e Confalonieri che nella collocazione da loro richiamata è già presente l'emendamento 2.27 il quale, a differenza dell'emendamento 1.15 (testo 2), si riferisce soltanto alle discariche già utilizzate.

 

            Il senatore MUGNAI (AN) rileva che dovrebbe essere ricercata una diversa formulazione dell'emendamento in modo tale che possa essere mantenuto all'articolo 1.

 

            Il sottosegretario D'ANDREA esprime parere contrario sull'emendamento 1.15 (testo 2).

 

            Il presidente SODANO (RC-SE) osserva che la normativa proposta con l'emendamento 1.15 (testo 2) dovrebbe essere collocata all'interno dell'articolo 2.

 

            La senatrice MONGIELLO (Ulivo) sottolinea la necessità di prevedere che per le discariche allocate in prossimità di centri abitati ricadenti in altre regioni il commissario delegato proceda sentiti i presidenti delle regioni confinanti.

 

            Il senatore IZZO (FI) fa presente che le esigenze in vista delle quali è stato presentato l'emendamento 1.15 (testo 2) potranno essere soddisfatte attraverso l'approvazione dell'emendamento 2.27, opportunamente riformulato.

 

            Il senatore  MORRA (FI) ritira l'emendamento 1.15 (testo 2) sottolineando la necessità di approvare l'emendamento 2.27 in una nuova formulazione che consenta di soddisfare anche le esigenze che avevano condotto alla presentazione dell'emendamento 1.15 (testo 2).

 

            Dopo che sono stati sottoscritti dal senatore IZZO(FI), gli emendamenti 1.16 ed 1.18, con separate votazioni, sono respinti dalla Commissione.

 

            La Commissione approva quindi l'emendamento 1.19, restando conseguentemente assorbiti o preclusi gli emendamenti 1.20, 1.21, 1.22 e 1.25.

 

            Il presidente SODANO(RC-SE), stante l'imminente inizio dei lavori dell'Assemblea, rinvia il seguito dell'esame del disegno di legge.

 

CONVOCAZIONE DELL'UFFICIO DI PRESIDENZA DI DOMANI E POSTICIPAZIONE DELLA SEDUTA POMERIDIANA DI DOMANI

 

            Il presidente SODANO(RC-SE), avverte che domani, mercolèdì 13 giugno, avrà luogo alle ore 14, 30 una riunione dell'Ufficio di Presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi per la programmazione dei lavori.

            Pertanto, la seduta pomeridiana di domani, già convocata per le ore 14,30, avrà inizio invece alle ore 14,45.

 

            La seduta termina alle ore 16,55.

 


 

 EMENDAMENTI E ORDINE DEL GIORNO AL DISEGNO DI LEGGE  

N° 1566

G/1566/1/13

FERRANTE, MONGIELLO, PIGLIONICA, SCARPETTI, PALUMBO, MOLINARI, RONCHI

Il Senato,

        premesso che:

            il presente decreto-legge è finalizzato a fronteggiare il contesto emergenziale in atto nella regione Campania, relativo allo smaltimento dei rifiuti, al fine di evitare danni alla salute della popolazione e situazioni di pericolo e al tempo stesso individuando soluzioni coerenti a garantire il passaggio alla gestione ordinaria,

        impegna il Governo:

            a presentare alle Commissioni Parlamentari competenti entro 30 giorni dall'approvazione del presente decreto, le relazioni tecniche relative ai quattro siti individuati, evidenziando l'indispensabile rispetto delle norme di salvaguardia ambientale e sanitarie.

1.1

IZZO, D'ALI', GIULIANO, MORRA, DI BARTOLOMEO, SCOTTI, MALVANO

Sopprimere l'articolo.

1.2

D'ALI', DI BARTOLOMEO, SCOTTI

Sopprimere l'articolo

1.3

LIBE'

Sopprimere l'articolo

1.4

LIBE'

Il comma 1 è soppresso

1.100 (già emendamento 1.8</SPAN< NOTANUMEM>)

IZZO, D'ALI', GIULIANO, MORRA, DI BARTOLOMEO, SCOTTI, MALVANO

All'emendamento 1.100 (testo 2), sopprimere le parole: «Serre in provincia di Salerno,».

1.100 (già emendamento 1.9</SPAN< NOTANUMEM>)

IZZO, D'ALI', GIULIANO, MORRA, SCOTTI, MALVANO

All'emendamento 1.100 (testo 2), sopprimere le parole: «Savignano Irpino in provincia di Avellino,».

1.100 (già emendamento 1.10</SPAN< NOTANUMEM>)

MORRA, SCOTTI, IZZO, MALVANO

All'emendamento 1.100 (testo 2), sopprimere le parole: «Savignano Irpino in provincia di Avellino».

1.100 (già emendamento 1.11</SPAN< NOTANUMEM>)

IZZO, D'ALI', GIULIANO, MORRA, DI BARTOLOMEO, SCOTTI, MALVANO

All'emendamento 1.100 (testo 2), sopprimere le parole: «,Terzigno in provincia di Napoli».

1.100 (già emendamento 1.12</SPAN< NOTANUMEM>)

IZZO, D'ALI', GIULIANO, MORRA, DI BARTOLOMEO, SCOTTI, MALVANO

Al'emendamento 1.100 (testo 2), sopprimere le parole: «e Sant'Arcangelo Trimonte in provincia di Benevento».

1.100

Il Relatore

Sostituire il comma 1 con il seguente:

    «1. Entro il termine dello stato di emergenza fissato dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri in data 25 gennaio 2007, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 27 del 2 febbraio 2007, per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani provenienti dalle attività di selezione, trattamento e raccolta di rifiuti solidi urbani nella regione Campania, anche al fine di evitare l'insorgere di nuove situazioni emergenziali, sono attivati, anche in deroga a specifiche disposizioni vigenti in materia ambientale, paesaggistico-territoriale, di pianificazione per la difesa del suolo, nonché igienico-sanitaria, nel rispetto dei principi fondamentali in materia di tutela della salute e dell'ambiente e salvo l'obbligo per il Commissario delegato di assicurare le misure occorrenti alla tutela della salute e dell'ambiente, i siti da destinare a discarica presso i seguenti comuni: Serre in provincia di Salerno, Savignano Irpino in provincia di Avellino, Terzigno in provincia di Napoli e Sant'Arcangelo Trimonte in provincia di Benevento».

1.100 (testo 2)

Il Relatore

Sostituire il comma 1 con il seguente:

    «1. Entro il termine dello stato di emergenza fissato dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri in data 25 gennaio 2007, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 27 del 2 febbraio 2007, per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani e speciali non pericolosi provenienti dalle attività di selezione, trattamento e raccolta di rifiuti solidi urbani nella regione Campania, anche al fine di evitare l'insorgere di nuove situazioni emergenziali, sono attivati, anche in deroga a specifiche disposizioni vigenti in materia ambientale, paesaggistico-territoriale, di pianificazione per la difesa del suolo, nonché igienico-sanitaria, nel rispetto dei principi fondamentali in materia di tutela della salute e dell'ambiente e salvo l'obbligo per il Commissario delegato di assicurare le misure occorrenti alla tutela della salute e dell'ambiente, i siti da destinare a discarica presso i seguenti comuni: Serre in provincia di Salerno, Savignano Irpino in provincia di Avellino, Terzigno in provincia di Napoli e Sant'Arcangelo Trimonte in provincia di Benevento».

1.5

SODANO

Al comma 1, sopprimere le seguenti parole: «o speciali non pericolosi anche».

1.6

DE PETRIS

Al comma 1, dopo le parole: «destinare a discarica» inserire le seguenti: «, assicurando, in conformità con la normativa comunitaria, la valutazione dell'impatto ambientale nonchè la valutazione di incidenza, ove richiesta,».

1.7

DE PETRIS

Al comma 1, sostituire le parole da: «presso i seguenti comuni» fino alla fine del comma, con le seguenti: «presso le province di Salerno, Avellino, Napoli e Benevento».

        Conseguentemente, al medesimo articolo 1:

            a) sopprimere il comma 2

            b) al comma 3, sopprimere il primo periodo.

1.8

IZZO, D'ALI', GIULIANO, MORRA, DI BARTOLOMEO, SCOTTI, MALVANO

Al comma 1, sopprimere le parole: «Serre in provincia di Salerno,».

1.9

IZZO, D'ALI', GIULIANO, MORRA, SCOTTI, MALVANO

Al comma 1, sopprimere le parole: «Savignano Irpino in provincia di Avellino,».

1.10

MORRA, SCOTTI, IZZO, MALVANO

Al comma 1, sopprimere le parole: «Savignano Irpino in provincia di Avellino».

1.11

IZZO, D'ALI', GIULIANO, MORRA, DI BARTOLOMEO, SCOTTI, MALVANO

Al comma 1, sopprimere le parole: «,Terzigno in provincia di Napoli».

1.12

IZZO, D'ALI', GIULIANO, MORRA, DI BARTOLOMEO, SCOTTI, MALVANO

Al comma 1, sopprimere le parole: «e Sant'Arcangelo Trimonte in provincia di Benevento».

1.13

DE PETRIS

Dopo il comma 1 aggiungere il seguente:

        «1-bis. Nell'individuazione delle aree da destinare a siti di stoccaggio o discariche, il Commissario delegato dovrà tenere conto del carico e degli impatti ambientali gravanti sulle aree su cui già insistono discariche, siti di stoccaggio o altri impianti, previa verifica di assoggettabilità dei siti individuati a valutazione di impatto ambientale. La messa in sicurezza delle aree è comunque attuata in conformità alla normativa vigente, assicurando l'informazione, il coinvolgimento e la partecipazione delle comunità e degli enti locali territoriali.».

1.14

MORRA, SCOTTI, IZZO, MALVANO

Dopo il comma 1 inserire il seguente comma:

        1-bis. Prima della attivazione dei siti di cui al comma 1, o di altri da destinare a discarica situati in Campania e allocati in prossimità di centri abitati ricadenti in altre regioni, il commissario delegato adotta ogni provvedimento di concerto con i presidenti delle regioni confinanti».

1.15

MORRA, SCOTTI, IZZO, MALVANO

Dopo il comma 1, inserire il seguente:

        «1-bis. Prima della attivazione dei siti di cui al comma 1, o di altri da destinare a discarica situati in Campania e allocati in prossimità di centri abitati ricadenti in altre regioni, il commissario delegato adotta ogni provvedimento sentiti i presidenti delle regioni confinanti».

1.15 (testo 2)

MONGIELLO, DE PETRIS

Dopo il comma 1, inserire il seguente:

        «1-bis. Il Commissario delegato, qualora le discariche situate in Campania siano allocate in prossimità di centri abitati ricadenti in altre regioni, adotta ogni provvedimento d'intesa con i presidenti delle regioni confinanti.»

1.16

LIBE'

Il comma 2 è soppresso.

1.17

SODANO

Al comma 2, dopo le parole: «L'utilizzo del sito» inserire le seguenti: «di Macchia Soprana presso il comune di Serre».

1.18

LIBE'

Il comma 3 è soppresso.

1.19

SODANO, BELLINI, DE PETRIS, FERRANTE, MONGIELLO, PIGLIONICA, SCARPETTI, PALUMBO, MOLINARI, RONCHI

Il comma 3 è sostituito dal seguente:

        «3. L'uso del sito ubicato all'interno del Parco nazionale del Vesuvio, nel comune di Terzigno di cui al comma 1, è consentito per il solo recapito di frazione organica stabilizzata di qualità accertata ed esclusivamente ai fini di ricomposizione morfologica del sito medesimo. Il Commissario delegato assicura la ricomposizione morfologica del sito utilizzato e l'adozione delle occorrenti misure di mitigazione ambientale, ivi compresa la bonifica e messa in sicurezza dei siti di smaltimento incontrollato di rifiuti esistenti nel territorio del comune di Terzigno, mediante la predisposizione di un piano da adottarsi di intesa con il Presidente della regione Campania e con il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare».

1.20

DE PETRIS

Al comma 3, dopo le parole: «è consentito» inserire le seguenti: «esclusivamente per la frazione organica stabilizzata (F.O.S.) utilizzabili per il ripristino ambientale e».

1.21

DE PETRIS

Al comma 3, primo periodo, aggiungere, in fine, le seguenti parole: «nel pieno rispetto della normativa nazionale e comunitaria in materia di aree protette e con autorizzazione del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, che può fissare limiti, condizioni e prescrizioni ulteriori».

1.22

FERRANTE, MONGIELLO, PIGLIONICA, SCARPETTI, PALUMBO, MOLINARI, RONCHI

Al comma 3, dopo le parole: «a regime del termovalorizzatore di Acerra» aggiungere le seguenti: «in considerazione del fatto che il sito è ubicato in area protetta, Parco nazionale del Vesuvio».

1.23

IZZO, D'ALI', GIULIANO, MORRA, DI BARTOLOMEO, SCOTTI, MALVANO

Al comma 3, sostituire il secondo periodo con il seguente: «Il commissario per l'emergenza rifiuti in Campania, una volta assunte anche le competenze per l'emergenza idrica e per le bonifiche, dovrà predisporre in tempi brevi, sentito il Presidente della regione Campania ed il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, un apposito Piano di misure di mitigazione ambientale e ricomposizione morfologica dei siti utilizzati, ivi compresa la bonifica e messa in sicurezza dei siti di smaltimento incontrollato di rifiuti esistenti nel territorio della regione Campania. A questo scopo, i sindaci comunicano al Commissario, entro 15 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, i siti da bonificare».

1.24

IZZO, D'ALI', GIULIANO, MORRA, DI BARTOLOMEO, SCOTTI, MALVANO

Al comma 3, sostituire il secondo periodo con il seguente: «Il commissario per l'emergenza rifiuti in Campania dovrà predisporre in tempi brevi, sentito il Presidente della regione Campania ed il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, un apposito Piano di misure di mitigazione ambientale e ricomposizione morfologica dei siti utilizzati, ivi compresa la bonifica e messa in sicurezza dei siti di smaltimento incontrollato di rifiuti esistenti nel territorio della regione Campania. A questo scopo, i sindaci comunicano al Commissario, entro 15 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, i siti da bonificare».

1.25

FERRANTE, MONGIELLO, PIGLIONICA, SCARPETTI, PALUMBO, MOLINARI, RONCHI

Al comma 3, dopo le parole: «Il Commissario delegato assicura» aggiungere le seguenti: «il conferimento esclusivamente di F.O.S. al fine della».

1.26

IZZO, D'ALI', GIULIANO, MORRA, SCOTTI, MALVANO

Al comma 3, secondo periodo, sopprimere le parole da: «, ivi compresa la bonifica» fino alla fine del comma.

1.27

DE PETRIS

Al comma 3, sostituire la parola: «sentito» con le seguenti: «d'intesa con».

1.28

VIESPOLI, PONTONE, PARAVIA, CORONELLA, MUGNAI, BATTAGLIA ANTONIO

Al comma 3, aggiungere, in fine, il seguente periodo: «Nel medesimo Piano sono previste opere di bonifica e interventi di riqualificazione nelle aree dei comuni di cui al successivo articolo 3».

1.29

LEONI, STEFANI

Dopo il comma 3, inserire il seguente:

        «3-bis. Il Commissario delegato promuove a livello regionale, oltre alle iniziative di informazione di cui all'articolo 2 del decreto-legge 9 ottobre 2006, n. 263, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 dicembre 2006, n. 290, una ulteriore campagna informativa volta a sensibilizzare i cittadini sui problemi e sui costi legati allo smaltimento dei rifiuti nella regione Campania e sui costi di smaltimento dei rifiuti attraverso la raccolta differenziata, nonché sui comportamenti individuali che contribuiscono a diffondere una corretta gestione del sistema dei rifiuti».

1.30

SODANO, BELLINI

Sopprimere il comma 4.

1.31

LIBE'

Il comma 4 è soppresso.

1.32

STEFANI, LEONI

Sopprimere il comma 4.

1.33

IZZO, D'ALI', GIULIANO, MORRA, DI BARTOLOMEO, SCOTTI, MALVANO

Al comma 4, sopprimere le parole da: «anche in deroga» fino alla fine del comma.

1.34

DE PETRIS

Al comma 4, sopprimere le parole: «anche in deroga delle specifiche disposizioni vigenti in materia ambientale, paesaggistico-territoriale, di pianificazione per la difesa del suolo, nonché igienico-sanitaria».

1.35

STEFANI, LEONI

Al comma 4, sopprimere le parole: «anche in deroga delle specifiche disposizioni vigenti in materia ambientale, paesaggistico-territoriale, di pianificazione per la difesa del suolo, nonché igienico-sanitaria».

1.36

LIBE'

Al comma 4 sono soppresse le parole: «di pianificazione per la difesa del suolo, nonché igienico-sanitaria».

1.37

DE PETRIS

Al comma 4, sopprimere le parole: «di pianificazione per la difesa del suolo,»

1.38

LEONI, STEFANI

Al comma 4, dopo le parole: «anche in deroga alle specifiche disposizioni vigenti in materia ambientale, paesaggistico-territoriale, di pianificazione per la difesa del suolo, nonché igienico sanitaria» inserire le seguenti: «da decidere caso per caso con apposito provvedimento del Commissario delegato».

1.39

LEONI, STEFANI

Sopprimere il comma 5.

1.40

IZZO, D'ALI', GIULIANO, MORRA, SCOTTI, MALVANO

Al comma 5 aggiungere, in fine, le seguenti parole: «e dei comuni confinanti con l'area interessata dall'impianto di discarica».

1.41

MORRA, SCOTTI, IZZO, MALVANO

Alla fine del comma 5 aggiungere le seguenti parole: «e di tutti quei comuni, anche se appartenenti ad altre regioni, i cui centri abitati sono limitrofi alle discariche».

1.200

Il Relatore

Al comma 5 aggiungere in fine le seguenti parole: «a valere sugli importi incassati con le tariffe di smaltimento».

1.0.1

IZZO, D'ALI', GIULIANO, MORRA, DI BARTOLOMEO, SCOTTI, MALVANO

        Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 1-bis.

        1. I poteri e le competenze del Commissario per l'emergenza idrica e del Commissario per le bonifiche sono trasferiti al Commissario per l'emergenza rifiuti in Campania. Conseguentemente è disposta la decadenza del Commissario per l'emergenza idrica e del Commissario per le bonifiche».

1.0.2

MONGIELLO, DE PETRIS

Dopo l'articolo 1, inserire il seguente:

«Art. 1-bis.

        1. Il Commissario delegato, qualora le discariche situate in Campania siano allocate in prossimità di centri abitati ricadenti in altre regioni, adotta ogni provvedimento d'intesa con i presidenti delle regioni confinanti.»

1.0.3

SODANO, BELLINI

Dopo l'articolo 1, inserire il seguente:

«Art. 1-bis.

        1. Il Commissario delegato, qualora le discariche situate in Campania siano allocate in prossimità di centri abitati ricadenti in altre regioni, adotta ogni provvedimento d'intesa con i presidenti delle regioni confinanti.»


TERRITORIO, AMBIENTE, BENI AMBIENTALI (13ª)

Martedì 12 giugno 2007

86ª Seduta notturna

 

Presidenza del Presidente

SODANO 

 

            Interviene il sottosegretario di Stato per i rapporti con il Parlamento e le riforme istituzionali D'Andrea. 

 

            La seduta inizia alle ore 20.45

 

IN SEDE REFERENTE 

(1566) Conversione in legge del decreto-legge 11 maggio 2007, n. 61, recante interventi straordinari per superare l' emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella regione Campania e per garantire l' esercizio dei propri poteri agli enti ordinariamente competenti

(Seguito dell'esame e rinvio)

 

 Riprende l’esame del provvedimento in titolo, sospeso nella seduta pomeridiana di oggi.  

 

      Il senatore IZZO (FI) riformula l'emendamento 1.23 nell'emendamento 1.23 (testo 2) e l'emendamento 1.24 nell'emendamento 1.24 (testo 2), evidenziando la necessità di elaborare un apposito piano recante misure di mitigazione e ricomposizione morfologica dei siti utilizzati.

 

            Il relatore, senatore CONFALONIERI (RC-SE), esprime parere contrario sull'emendamento 1.23 (testo 2).

 

            Il sottosegretario D'ANDREA esprime parere conforme a quello del relatore.

 

            Il senatore PALUMBO (Ulivo) ritiene che lo spirito dell'emendamento 1.23 (testo 2) risulti ragionevole.

 

            Il senatore GIULIANO (FI) dichiara il proprio sostegno all'emendamento 1.23 (testo 2), sottolineando la necessità che il Commissario per i rifiuti in Campania assuma anche le competenze per le bonifiche.

 

            Posto ai voti, l'emendamento 1.23 (testo 2) è respinto.

 

            Il relatore, senatore CONFALONIERI (RC-SE) invita i senatori firmatari a ritirare l'emendamento 1.24 (testo 2) sul quale altrimenti il parere sarebbe contrario, in quanto, pur comprendendo le finalità dell'emendamento, ritiene che la struttura commissariale non possa essere caricata di ulteriori responsabilità oltre quelle già previste dal decreto-legge in titolo.

 

            Il senatore IZZO (FI) insiste perché sia posto ai voti l'emendamento 1.24 (testo 2).

 

            Il senatore PIGLIONICA (Ulivo) manifesta la propria contrarietà nei confronti di tale emendamento, in quanto gli interventi di bonifica sono già previsti dalla normativa vigente.

 

            Il senatore CORONELLA (AN), nel ricordare che la situazione emergenziale in Campania è sull'orlo della catastrofe, anche per gli insuccessi riscontrati nella realizzazione delle bonifiche, ritiene condivisibile l'emendamento 1.24 (testo 2) che ha lo scopo di ricondurre ad un unico soggetto le competenze anche per quanto riguarda le bonifiche.

 

            Il senatore GIULIANO (FI), nel dichiarare il proprio assenso all'emendamento 1.24 (testo 2), fa presente al senatore Piglionica che se fosse stata rispettata davvero la legge non ci si troverebbe in Campania di fronte all'ennesima emergenza.

 

            Il senatore PALUMBO (Ulivo) dichiara il proprio voto di astensione sull'emendamento 1.24 (testo 2).

 

            Posto ai voti l'emendamento 1.24 (testo 2) è quindi respinto.

 

            Il presidente SODANO, dopo aver ricordato che gli emendamenti 1.26 e 1.27 sono preclusi o assorbiti per effetto della approvazione dell'emendamento 1.19, avverte che si passerà alla votazione dell'emendamento 1.28.

 

            Il relatore, senatore CONFALONIERI (RC-SE), invita i presentatori a ritirare l'emendamento 1.28 affinché esso sia trasformato in un ordine del giorno da presentarsi in Assemblea; in caso contrario, permarrebbe il giudizio negativo su tale proposta.

 

            Il senatore VIESPOLI (AN) raccomanda l'approvazione dell'emendamento 1.28, ricordando che le misure di bonifica e di riqualificazione dovrebbero essere estese anche ad altre aree e non solo a Terzigno, così come stabilito in virtù dell'emendamento 1.19, in precedenza approvato.

 

            Il senatore PIGLIONICA (Ulivo) sottolinea che l'emendamento 1.28 non può essere posto in relazione con l'emendamento 1.19, che si riferisce ad un parco nazionale tanto da prevedere il coinvolgimento del Ministero dell'ambiente. Semmai, i contenuti dell'emendamento 1.28 potrebbero essere presi in considerazione quando si affronterà l'articolo 3.

 

            Il presidente SODANO, ritenendo valide le ragioni addotte dal senatore Piglionica, propone che l'emendamento 1.28 sia accantonato affinché lo stesso possa essere esaminato insieme agli emendamenti riferiti all'articolo 3 del decreto-legge in esame.

 

            La Commissione dispone quindi l'accantonamento dell'emendamento 1.28.

 

            Posto ai voti, è successivamente respinto l'emendamento 1.29, fatto proprio dal senatore IZZO(FI).

 

            Previo voto di astensione del senatore IZZO (FI), la Commissione approva l'emendamento 1.30, identico agli emendamenti 1.31 e 1.32, risultando conseguentemente preclusi gli emendamenti 1.33, 1.34, 1.35, 1.36, 1.37 e 1.38.

 

            Posto ai voti, è quindi respinto l'emendamento 1.39, al quale il senatore IZZO (FI) ha apposto la propria firma.

 

            Il relatore, senatore CONFALONIERI (RC-SE), ed il sottosegretario D'ANDREA ribadiscono il proprio parere contrario sugli emendamenti 1.40 e 1.41, anche in considerazione dell'emendamento 1.200, formulato per recepire un rilievo espresso dalla Commissione bilancio sul testo del decreto-legge.

 

            Il senatore D'ALI' (FI) ritiene che sarebbe preferibile la soppressione del comma 5 dell'articolo 1, giacché non è accettabile che ulteriori misure compensative possano essere poste in qualche modo a carico dei cittadini.

 

            Il presidente SODANO ritiene in linea di principio convincenti le valutazioni espresse dal senatore D'Alì.

 

            La senatrice MONGIELLO (Ulivo) ritiene che gli emendamenti 1.40 e 1.41 dovrebbero essere trasformati in appositi ordini del giorno.

 

            Il senatore IZZO (FI) invita la Commissione ad approvare l'emendamento 1.40, che cerca di trovare una soluzione per i comuni confinanti con le aree interessate da discariche.

 

            Il senatore MORRA (FI) esprime alcune valutazioni critiche sulla formulazione del comma 5 dell'articolo 1, nel quale si dovrebbe fare riferimento alle sole misure compensative già previste ex lege.

 

            Il senatore PIGLIONICA (Ulivo) ritiene che ulteriori misure compensative dovrebbero essere poste a carico della regione.

 

            Con separate votazioni, la Commissione respinge quindi gli emendamenti 1.40 e 1.41.

 

            Dopo che il senatore MOLINARI (Aut) ha espresso le proprie perplessità sull'emendamento 1.200, formulato dal relatore per recepire i rilievi espressi dalla Commissione bilancio sul comma 5 dell'articolo 1 del decreto-legge, su proposta del PRESIDENTE , la Commissione dispone l'accantonamento dell'emendamento 1.200.

 

            Previa dichiarazione di voto favorevole del senatore IZZO (FI), la Commissione respinge l'emendamento 1.0.1.

 

            Dopo che la senatrice MONGIELLO (Ulivo) ed il PRESIDENTE , recependo un suggerimento dato dal relatore nella precedente seduta, hanno riformulato rispettivamente gli emendamenti 1.0.2 ed 1.0.3 negli emendamenti 1.0.2 (testo 2) e 1.0.3 (testo 2), la Commissione ne dispone l'accantonamento, in modo che tali proposte siano esaminate insieme all'emendamento 2.27.

 

            Si procede quindi all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 2 del decreto-legge in esame.

 

            Il relatore, senatore CONFALONIERI (RC-SE), esprime parere favorevole sugli emendamenti 2.7, 2.9, 2.11, 2.22, 2.23, 2.24, 2.32, nonché sull'emendamento 2.26, invitando però i presentatori a riformulare tale ultima proposta nel senso di sopprimere il secondo periodo, da "L'individuazione delle aree" a "Campania".

            Invita il presentatore a trasformare l'emendamento 2.13 in un ordine del giorno e invita altresì i presentatori a ritirare gli emendamenti 2.1, 2.2, 2.3, 2.4, 2.5, 2.6, 2.8, 2.10, 2.12, 2.14, 2.15, 2.16, 2.17, 2.18, 2.19, 2.20, 2.21, 2.25, 2.27, 2.28, 2.29, 2.30, 2.31, 2.33; altrimenti il parere sarebbe contrario.

 

            Il sottosegretario D'ANDREA esprime parere conforme a quello del relatore.

 

            Su richiesta del senatore D'ALI' (FI), il PRESIDENTE dà lettura del parere espresso dalla Commissione giustizia che ha svolto valutazioni specifiche in merito all'articolo 2, comma 1.

 

            Con separate votazioni, la Commissione respinge l'emendamento 2.1, di identico contenuto dell'emendamento 2.2 e, dopo che il senatore IZZO (FI) vi ha apposto la propria firma, l'emendamento 2.3.

 

            Posti ai voti, con separate votazioni, sono quindi respinti anche gli emendamenti 2.4 e, previa apposizione della firma del senatore IZZO (FI), 2.5 e 2.6.

 

            Previa dichiarazione favorevole del presidente SODANO e l'astensione del senatore IZZO (FI), la Commissione approva poi l'emendamento 2.7.

 

            Dopo che il senatore IZZO (FI) vi ha apposto la propria firma, l'emendamento 2.8, posto ai voti, è respinto.

 

            In esito a distinte votazioni, la Commissione approva poi l'emendamento 2.9 e respinge l'emendamento 2.10.

 

            Posti separatamente ai voti, è quindi approvato l'emendamento 2.11, mentre è respinto l'emendamento 2.12.

 

            Previa apposizione della propria firma da parte del senatore IZZO (FI), posto ai voti, è respinto l'emendamento 2.13.

 

            Si passa quindi alla votazione dell'emendamento 2.14, identico agli emendamenti 2.15 e 2.16.

 

            Il senatore D'ALI' (FI) ritiene che si debba in qualche modo tener conto del parere espresso dalla Commissione giustizia per evitare che nella utilizzazione di impianti o cave sottoposti a provvedimenti dell'autorità giudiziaria si possano creare contenziosi con la stessa.

 

            Il senatore VIESPOLI (AN) fa presente che una delle ragioni della elaborazione del comma 1 dell'articolo 2 nasce dall'esperienza del sito di Difesa Grande, la cui utilizzazione fu bloccata a causa di un intervento dell'autorità giudiziaria.

 

            Il presidente SODANO, pur comprendendo le argomentazioni sostenute dai senatori D'Alì e Viespoli, sottolinea che per venire incontro alle esigenze prospettate dalla Commissione giustizia sono state presentate alcune proposte volte a sopprimere l'ultimo periodo del comma 1 dell'articolo 2.

 

            Con distinte votazioni, la Commissione respinge gli emendamenti 2.14, identico agli emendamenti 2.15 e 2.16, 2.17, 2.18 e 2.19.

 

            Dopo che il senatore MORRA (FI) lo ha sottoscritto, l'emendamento 2.20, posto ai voti, è respinto.

 

            Posto ai voti, è quindi respinto l'emendamento 2.21.

 

            Successivamente, la Commissione approva l'emendamento 2.22, identico agli emendamenti 2.23 e 2.24, risultando conseguentemente precluso l'emendamento 2.25.

 

            La senatrice DE PETRIS (IU-Verdi-Com) riformula l'emendamento 2.26 nell'emendamento 2.26 (testo 2), recependo il suggerimento del relatore.

 

            Posto ai voti, è quindi approvato l'emendamento 2.26 (testo 2).

 

            Il senatore MORRA (FI) riformula l'emendamento 2.27 nell'emendamento 2.27 (testo 2) in modo analogo al contenuto degli emendamenti 1.0.2 (testo 2) e 1.0.3 (testo 2).

 

            Il presidente SODANO avverte che gli emendamenti 1.0.2 (testo 2) e 1.0.3 (testo 2), precedentemente accantonati, sono stati ritirati e che i rispettivi presentatori hanno aggiunto la firma all'emendamento 2.27 (testo 2).

           

            Previo parere favorevole del relatore e del rappresentante del Governo, la Commissione approva quindi l'emendamento 2.27 (testo 2), risultando conseguentemente precluso l'emendamento 2.28.

 

            In esito a distinte votazioni, la Commissione respinge gli emendamenti 2.29, identico all'emendamento 2.30, e 2.31.

 

            Con separate votazioni, risulta quindi approvato l'emendamento 2.32, mentre è respinto l'emendamento 2.33.

 

            Il presidente SODANO rinvia quindi il seguito dell'esame del disegno di legge in titolo.

 

            La seduta termina alle ore 22.

 


TERRITORIO, AMBIENTE, BENI AMBIENTALI (13ª)

Mercoledì 13 giugno 2007

87ª Seduta

 

Presidenza del Presidente

SODANO 

 

Interviene il sottosegretario di Stato per i rapporti con il Parlamento e le riforme istituzionali D'Andrea. 

 

            La seduta inizia alle ore 8,40.

 

IN SEDE REFERENTE 

(1566) Conversione in legge del decreto-legge 11 maggio 2007, n. 61, recante interventi straordinari per superare l' emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella regione Campania e per garantire l' esercizio dei propri poteri agli enti ordinariamente competenti

(Seguito dell'esame e rinvio)

 

 

            Riprende l’esame del provvedimento in titolo, sospeso nella seduta notturna di ieri.

 

Si passa all’esame degli emendamenti presentati all’articolo 3 del decreto-legge.

 

      Il presidente  SODANO ritiene utile che, prima che il relatore ed il rappresentante del Governo esprimano il proprio parere, sia svolta un’ulteriore riflessione dalla Commissione sui contenuti dell’articolo 3, che prevede il divieto di localizzazione di nuovi siti di smaltimento finale di rifiuti in alcuni comuni della provincia di Napoli. Infatti, da una parte vi è l’esigenza, tradottasi in alcuni emendamenti, di estendere tale divieto anche ad altre aree che negli ultimi anni sono state particolarmente sacrificate, dall’altra vi è la necessità di non precludere l’organizzazione di determinati siti.

 

            Il senatore PALUMBO(Ulivo), dopo aver ricordato le finalità dell’emendamento 3.6 da lui presentato, invita a riflettere sull’approvazione di eventuali proposte che potrebbero affievolire la portata prescrittiva dell’articolo 3. A tal fine, riformula gli emendamenti 3.8 e 3.9 negli emendamenti 3.8 (testo 2) e 3.9 (testo 2).

 

            Il senatore D'ALI'(FI), nel dichiarare che i senatori di Forza Italia ritengono preferibile che l’articolo 3 venga soppresso, coglie l’occasione per auspicare una precisazione lessicale circa la parola "con termine" contenuta nel medesimo articolo.

 

            Il senatore  VIESPOLI (AN) fa presente che l’emendamento 3.5 da lui presentato ha lo scopo di estendere il divieto di localizzazione ad altre aree oltre a quelle individuate nell’articolo 3.

 

            Il senatore  PIGLIONICA (Ulivo) sottolinea l’esigenza di evitare ulteriori inserimenti di aree nell’articolo 3, sebbene la sua soppressione potrebbe costituire motivo di apprensione per alcune comunità territoriali.

 

            Ad avviso del senatore MUGNAI (AN) dovrebbero essere accolte quelle proposte che, modificando l’articolo 3, affermano un generale principio che vieta la localizzazione di nuovi siti in aree già particolarmente utilizzate nel passato.

 

            Il senatore  LIBE' (UDC) ritiene che le aree utilizzate per i siti di smaltimento dei rifiuti siano sempre le medesime.

 

            Il senatore  MORRA (FI) sottolinea come il Commissario delegato non abbia alcun vero potere decisionale; pertanto, non sarebbe ragionevole affidargli la scelta di individuare le aree oggetto del divieto di localizzazione.

 

            Il relatore, senatore CONFALONIERI(RC-SE), tenendo conto delle valutazioni fin qui espresse, fa presente che l’emendamento 3.7, opportunamente riformulato, potrebbe costituire una valida soluzione.

 

            La senatrice  DE PETRIS (IU-Verdi-Com) riformula quindi l’emendamento 3.7 nell’emendamento 3.7 (testo 2), cogliendo l’occasione per affermare la valenza del principio che stabilisce che presso aree protette non devono essere utilizzati siti di smaltimento dei rifiuti.

 

            Dopo che sono state espresse alcune perplessità da parte del sottosegretario D’ANDREA su tale emendamento, il senatore   FERRANTE (Ulivo) precisa che con questa proposta non si pongono dei problemi nei confronti dei siti già utilizzati, ma si afferma un divieto di localizzare i siti in aree protette.

 

            Il senatore  VIESPOLI (AN) non comprende come la maggioranza, così sensibile nell’estendere giustamente il divieto di localizzazione ad aree protette, non avverta tale necessità anche nei riguardi di quelle aree che sono state particolarmente sovraccaricate negli ultimi anni a causa dell’attivazione dei siti di smaltimento.

 

Il relatore, senatore  CONFALONIERI(RC-SE), invita i presentatori a ritirare gli emendamenti 1.28, accantonato nella seduta notturna di ieri,  3.1, 3.2, 3.4, 3.5, 3.6,  3.8 (testo 2), 3.9 (testo 2), 3.10; altrimenti il parere sarebbe contrario.

Invita altresì il proponente a modificare l’emendamento 3.3, nel senso di prevedere anche un riferimento al territorio contermine a quello della discarica di Masseria Riconta.

 

Il presidente SODANO riformula l’emendamento 3.3 nell’emendamento 3.3. (testo 2), recependo il suggerimento del relatore.

 

Il relatore, senatore CONFALONIERI (RC-SE) , esprime quindi parere favorevole sull’emendamento 3.7 (testo 2) che di fatto recepisce anche il contenuto dell’emendamento 3.3 (testo 2).

 

Il presidente SODANO ritira quindi l’emendamento 3.3 (testo 2).

 

Il sottosegretario D’ANDREA esprime parere conforme a quello del relatore sugli emendamenti riferiti all’articolo 3.

 

La Commissione respinge l'emendamento 3.1, di identico contenuto dell'emendamento 3.2.

 

Previa dichiarazione di voto favorevole da parte del senatore  IZZO(FI), posto ai voti, è respinto l’emendamento 3.4.

 

Dopo che i senatori  IZZO (FI) e  MORRA (FI) vi hanno apposto la propria firma, risulta altresì respinto anche l’emendamento 3.5.

 

Il senatore  PALUMBO (Ulivo) ritira gli emendamenti 3.6, 3.8 (testo 2) e 3.9 (testo 2) riservandosi di trasformarli in appositi ordini del giorno durante l’esame in Assemblea.

 

In esito a distinte votazioni, la Commissione approva l’emendamento 3.7 (testo 2) e respinge l’emendamento 1.28 che era stato in precedenza accantonato.

 

Il presidente SODANO fa proprio l’emendamento 3.10 e lo ritira in vista della presentazione di un ordine del giorno in Assemblea.

 

Stante l’imminente inizio dei lavori dell’Assemblea, il seguito dell’esame del disegno di legge in titolo è rinviato.

 

SCONVOCAZIONE DELL'UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI ED ANTICIPAZIONE DELLA SEDUTA POMERIDIANA 

 

Il presidente  SODANO avverte che la riunione dell’Ufficio di Presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi, già convocata per le ore 14,30 non avrà più luogo. Pertanto, la seduta pomeridiana di oggi, prevista per le ore 14,45, avrà inizio invece alle ore 14,30.

 

La seduta termina alle ore 9,30.


TERRITORIO, AMBIENTE, BENI AMBIENTALI    (13ª) 

 

MERCOLEDÌ 13 GIUGNO 2007

88ª Seduta (1ª pomeridiana) 

 

Presidenza del Presidente

SODANO 

 

            Interviene il sottosegretario di Stato per i rapporti con il Parlamento e le riforme istituzionali D'Andrea. 

 

            La seduta inizia alle ore 14,40.

 

 

 IN SEDE REFERENTE 

(1566) Conversione in legge del decreto-legge 11 maggio 2007, n. 61, recante interventi straordinari per superare l' emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella regione Campania e per garantire l' esercizio dei propri poteri agli enti ordinariamente competenti

(Seguito dell'esame e rinvio)

 

            Riprende l'esame del disegno di legge in titolo, sospeso nella seduta antimeridiana.

 

            Si procede all'esame degli emendamenti presentati all'articolo 4.

 

      Il relatore, senatore CONFALONIERI (RC-SE)   esprime parere favorevole sull'emendamento 4.13, nonché sull'emendamento 4.12, invitando però la presentatrice a riformularne il primo periodo nel seguente modo: "In particolare dovranno essere assunte misure che tengano conto, anche attraverso sistemi di raccolta differenziata a domicilio, dell'obiettivo minimo di raccolta differenziata di cui ai commi 1108 e 1109 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296".

Esprime altresì parere favorevole sugli emendamenti 4.5 e 4.6, mentre invita i presentatori a ritirare gli emendamenti 4.1, 4.2, 4.3, 4.4, 4.6, 4.7, 4.8, 4.9, 4.10, 4.11; altrimenti il parere sarebbe contrario.

 

Il sottosegretario D'ANDREA esprime parere conforme con quello del relatore, sebbene per quanto concerne l'emendamento 4.5 dovrebbe essere individuata una formulazione più attenuata.

 

            Il presidente SODANO  riformula l'emendamento 4.5 nell'emendamento 4.5 (testo 2), accogliendo i suggerimenti del relatore e del rappresentante del Governo.

 

            Si procede quindi alla votazione dell'emendamento 4.1, identico all'emendamento 4.2.

 

            Il senatore D'ALI' (FI) raccomanda la soppressione dell'articolo 4 in quanto esso risulta lesivo delle competenze degli enti locali, configurando in capo agli stessi l'obbligo di avvalersi, in via esclusiva, dei consorzi per lo svolgimento del servizio di raccolta differenziata.

 

            Il senatore LIBE' (UDC) si associa alle considerazioni espresse dal senatore D'Alì anche perchè non si comprendono le ragioni per far gravare ancora una volta sui comuni e sulle popolazioni locali i costi derivanti dall'inadempimento dei consorzi.

 

            Il senatore IZZO (FI) si associa alle valutazioni formulate dai senatori D'Alì e Libè.

 

            Il senatore MUGNAI (AN) , nel dichiararsi favorevole alla soppressione dell'articolo 4, rileva che il meccanismo obbligatorio da esso configurato non ha funzionato; eppure, il comma 3 del medesimo articolo non prospetta alcun intervento efficace nel caso in cui i consorzi si siano rivelati inadempienti.

 

            Il presidente SODANO ricorda incidentalmente che uno degli obiettivi dell'articolo 4 è anche quello di porre termini stringenti a carico dei consorzi.

 

            Con distinte votazioni, la Commissione respinge l'emendamento 4.1, identico all'emendamento 4.2.

 

            Il senatore IZZO (FI) dichiara il proprio voto favorevole sull'emendamento 4.3 che attenua il meccanismo obbligatorio posto a carico dei comuni nella utilizzazione dei consorzi.

 

            Il senatore VIESPOLI (AN) dichiara il proprio sostegno all'emendamento 4.3 in quanto occorre responsabilizzare maggiormente i comuni nel servizio della raccolta differenziata.

 

            Posto ai voti, l'emendamento 4.3 è respinto.

 

            Il senatore D'ALI' (FI) raccomanda l'approvazione dell'emendamento 4.4 che si prefigge lo scopo di evitare futuri contenziosi  a seguito della lesione delle prerogative costituzionalmente riconosciute agli enti locali.

 

            Il senatore LIBE' (UDC) , dopo avervi apposto la propria firma, dichiara di condividere le finalità dell'emendamento 4.4, ribadendo le preoccupazioni sull'aumento dei costi a causa del cattivo funzionamento dei consorzi.

 

            Il senatore MUGNAI (AN) esprime il proprio voto favorevole sull'emendamento 4.4, ricordando che la Commissione affari costituzionali, nel suo parere, ha raccomandato di individuare soluzioni alternative anche in modo da salvaguardare il ruolo degli enti locali. Tuttavia, tale ruolo rischia di essere gravemente ridimensionato a causa del meccanismo obbligatorio introdotto dall'articolo 4.

 

            Il senatore PIGLIONICA (Ulivo) , nell'annunciare il proprio voto contrario sull'emendamento 4.4, ricorda che i comuni non hanno più la privativa sullo smaltimento dei rifiuti in seguito al decreto legislativo n. 152 del 2006.

 

            Dopo che il senatore IZZO (FI) vi ha aggiunto la propria firma, posto ai voti, l'emendamento 4.4 viene respinto.

 

            Il senatore VIESPOLI (AN) , nell'esprimere il proprio voto contrario sull'emendamento 4.5 (testo 2) fa presente che la normativa nazionale deve essere integrata con quella regionale.

           

            Il senatore SCOTTI (FI) osserva che bisognerebbe rendere possibile la raccolta differenziata attraverso un maggiore coinvolgimento della popolazione.

 

            Il senatore FERRANTE (Ulivo) rileva incidentalmente che, stante l'inserimento dell'esame del decreto-legge nel calendario dei lavori dell'Assemblea, a partire dalla seduta pomeridiana di oggi, occorrerebbe fare in modo che l'iter in Commissione possa concludersi, votando il mandato al relatore, senza per questo naturalmente comprimere gli spazi di discussione.

 

            Il senatore LEONI (LNP) , non condividendo le valutazioni del senatore Ferrante, ritiene che non si possa imporre per legge una serie di obiettivi per il raggiungimento della raccolta differenziata in quanto essa dovrebbe essere prima adeguatamente preparata affinché la popolazione sia pronta ad accogliere quella che in primo luogo rappresenta una svolta culturale.

 

            Il presidente SODANO ritira l'emendamento 4.5 (testo 2).

 

            Il senatore VIESPOLI (AN) , pur comprendendo le difficoltà in cui si dibatte la maggioranza - la quale non può certo pretendere che l'opposizione abdichi al proprio ruolo - ribadisce la necessità che il decreto-legge in esame sia corretto. Tuttavia, di fronte a tale obiettivo il Commissario delegato non sembra disponibile poichè ha reagito negativamente all'approvazione di un emendamento che consente l'utilizzazione di un sito posto presso il parco del Vesuvio per il solo recapito della frazione organica stabilizzata. In merito alle dichiarazioni rese dal Commissario delegato, sarebbe auspicabile un chiarimento da parte del rappresentante del Governo.

 

            Il presidente SODANO ricorda di aver stigmatizzato le dichiarazioni rese dal Commissario delegato che non agevolano i lavori della Commissione.

 

            Il sottosegretario D'ANDREA tiene a precisare che il Commissario delegato, come gli ha riferito in un colloquio, non era nemmeno a conoscenza dell'approvazione dell'emendamento 1.19. Più in generale, il Commissario ha posto un problema circa l'eventuale difficoltà di non poter disporre di ulteriori discariche per il superamento della fase acuta dell'emergenza.

           

            Il presidente SODANO esprime le sue perplessità sull'emendamento 4.6 che potrebbe creare problemi nella utilizzazione dei lavoratori da parte dei consorzi.

 

            Il senatore IZZO (FI) fa presente che lo spirito dell'emendamento è quello di favorire l'impiego dei lavoratori socialmente utili senza per questo configurare un obbligo di loro assunzione.

 

            Ad avviso del senatore MUGNAI (AN) sarebbe opportuno comprendere quanti sono i lavoratori socialmente utili e in quali rapporti essi si trovino con i consorzi.

 

            Il senatore VIESPOLI (AN) si dichiara a favore dell'emendamento 4.6.

           

            Il senatore BRUNO (Ulivo) non condivide l'emendamento in esame in quanto potrebbe impedire l'utilizzazione dei lavoratori da parte di alcuni consorzi.

 

            Dopo che il RELATORE ed il RAPPRESENTANTE del Governo hanno ribadito il proprio parere contrario, l'emendamento 4.6, posto ai voti, è respinto.

 

            Il senatore IZZO (FI) raccomanda l'approvazione dell'emendamento 4.7.

 

            Posto ai voti, l'emendamento 4.7 è quindi respinto.

 

            Il senatore IZZO (FI) riformula l'emendamento 4.8 nell'emendamento 4.8 (testo 2), invitando la Commissione ad approvarlo in quanto esso mira a salvaguardare i contratti già stipulati da parte dei consorzi.

 

            Il senatore MUGNAI (AN) dichiara il proprio sostegno all'emendamento 4.8 (testo 2).

 

            Con il parere favorevole del RELATORE e del RAPPRESENTANTE del Governo, l'emendamento 4.8 (testo 2) è approvato, restando conseguentemente assorbito l'emendamento 4.9.

 

            L'emendamento 4.10, posto ai voti, è respinto dalla Commissione.

 

            Il senatore D'ALI' (FI) in merito all'emendamento 4.11, prospetta una sua riformulazione volta alla soppressione della parola "significativo".

 

            Il senatore VIESPOLI (AN) ritiene che debbano essere indicati incrementi specifici nelle percentuali di raccolta differenziata, non essendo sufficiente un generico richiamo agli obiettivi indicati dalla normativa vigente.

 

            La senatrice DE PETRIS (IU-Verdi-Com) fa presente al senatore Viespoli che sarebbe opportuno, in linea con quanto proposto dall'emendamento 4.12, avviare il ciclo integrato dei rifiuti in modo da favorire il raggiungimento degli obiettivi di raccolta differenziata posti dalla normative vigente.

 

            Il presidente SODANO, stante l'imminente inizio dei lavori dell'Assemblea, rinvia il seguito dell'esame del disegno di legge.

 

            La seduta termina alle ore 16,30.


TERRITORIO, AMBIENTE, BENI AMBIENTALI    (13ª) 

 

MERCOLEDÌ 13 GIUGNO 2007

89ª Seduta ( 2a pomeridiana) 

 

Presidenza del Presidente

SODANO 

indi del Vice Presidente

RONCHI 

indi del Presidente

SODANO 

 

            Interviene il sottosegretario di Stato per i rapporti con il Parlamento e le riforme istituzionali D'Andrea.   

 

            La seduta inizia alle ore 17,45.

 

IN SEDE REFERENTE 

 

 (1566) Conversione in legge del decreto-legge 11 maggio 2007, n. 61, recante interventi straordinari per superare l' emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella regione Campania e per garantire l' esercizio dei propri poteri agli enti ordinariamente competenti

(Seguito e conclusione dell'esame)

 

            Riprende l’esame del disegno di legge in titolo sospeso nella seduta pomeridiana.

 

      Il presidente SODANO (RC-SE) avverte di aver rappresentato al Presidente del Senato la necessità di un proseguimento dell’esame del disegno di legge in titolo al fine di consentire la conclusione del suo iter in conclusione.

 

            Il Presidente del Senato ha quindi consentito alla Commissione di continuare i propri lavori, proseguendo nell’esame degli emendamenti che saranno pubblicati in allegato al resoconto della seduta.

 

            Il relatore, senatore CONFALONIERI (RC-SE) ritira l’emendamento 1.200 e riformula l’emendamento 4.100 nell’emendamento 4.100 (testo 2).

 

            Il presidente SODANO (RC-SE) , dopo aver ricordato che si sta esaminando l’emendamento 4.11 ritiene che lo stesso debba essere riformulato in modo tale che l’incremento dei livelli di raccolta differenziata non si traduca paradossalmente in un danno nei confronti di quelle aree che già registrano buoni risultati in tale raccolta.

 

            Il senatore IZZO (FI) riformula l’emendamento 4.11 nell’emendamento 4.11 (testo 2).

 

            La senatrice DE PETRIS (IU-Verdi-Com) riformula l’emendamento 4.12 nell’emendamento 4.12 (testo 2).

 

            Il senatore GIULIANO (FI) esprime le proprie perplessità in merito all’emendamento 4.12 (testo 2).

 

            Previo parere favorevole del RELATORE e del RAPPRESENTANTE del Governo, con separate votazioni, la Commissione approva l’emendamento 4.100 (testo 2) e gli emendamenti 4.11 (testo 2) e 4.12 (testo 2).

 

            Su proposta del presidente SODANO, la Commissione dispone l’accantonamento dell’emendamento 4.13, che verrà esaminato prima di passare all’esame degli emendamenti riferiti all’articolo 7.

 

            Si passa all’esame degli emendamenti riferiti all’articolo 5.

 

            La senatrice DE PETRIS (IU-Verdi-Com) ritira gli emendamenti 5.1 e 5.2.

 

            Previo parere favorevole del RELATORE e del RAPPRESENTANTE del Governo, la Commissione, con distinte votazioni, approva l’emendamento 5.3 e respinge l’emendamento 5.4, dopo che allo stesso ha aggiunto firma il senatore IZZO (FI).

 

            Si procede quindi all’esame degli emendamenti riferiti all’articolo 6.

 

            Il senatore IZZO (FI) raccomanda l’approvazione dell’emendamento 6.1, che mira a responsabilizzare, nel ruolo di subcommissario, il sindaco della città di Napoli, limitatamente al proprio territorio.

 

            Previo parere contrario del RELATORE e del RAPPRESENTANTE del Governo, posto ai voti, l’emendamento 6.1 è quindi respinto.

 

            La Commissione approva quindi l’emendamento 6.2.

 

            Il relatore, senatore CONFALONIERI (RC-SE), esprime parere favorevole sull’emendamento 6.3, invitando il presentatore a riformularlo nel senso di prevedere la sostituzione della parola "attuano" con le parole "programmano e attuano".

 

            Il senatore BELLINI (SDSE) riformula l’emendamento 6.3 nell’emendamento 6.3 (testo 2), avente lo scopo di coinvolgere i presidenti delle province della regione Campania, in qualità di subcommissari, nella programmazione ed attuazione degli interventi.

 

            Il senatore VIESPOLI (AN) manifesta la propria contrarietà su tale emendamento rilevando che dovrebbe essere svolta una riflessione preliminare sul ruolo dei presidenti delle province anche alla luce della normativa regionale.

 

            Il senatore LIBE' (UDC) rileva che i presidenti delle province sono tenuti ad attuare le misure necessarie per realizzare un corretto ciclo di smaltimento dei rifiuti.

 

            Il senatore IZZO (FI) sottolinea che ciascun ambito provinciale dovrebbe agire d’intesa con il Commissario delegato.

 

            Il senatore BRUNO (Ulivo) coglie l’occasione per esprimere alcune riserve sull’emendamento, in quanto se i presidenti delle province sono chiamati ad attuare gli interventi non si comprende la ragione per cui deve essere coinvolto il Commissario delegato.

 

            Previo parere favorevole del RELATORE e del RAPPRESENTANTE del Governo, posto ai voti, la Commissione approva l’emendamento 6.3 (testo 2).

 

            Il relatore, senatore CONFALONIERI (RC-SE), esprime parere favorevole sull’emendamento 6.4, invitando la presentatrice a riformularlo, nel senso di prevedere, alla fine del comma 1, l’aggiunta delle seguenti parole "con particolare riferimento all’impiantistica e all’esigenza di incrementare la raccolta differenziata".

 

La senatrice DE PETRIS (IU-Verdi-Com) riformula l’emendamento 6.4 nell’emendamento 6.4 (testo 2).

 

Col parere favorevole del RAPPRESENTANTE del Governo, la Commissione approva l’emendamento 6.4 (testo 2), risultando conseguentemente assorbito l’emendamento 6.5.

 

Gli emendamenti 6.6 e 6.7 sono dichiarati decaduti, in assenza dei rispettivi proponenti.

 

Il senatore PALUMBO (Ulivo) ritira l’emendamento 6.8.

 

Il presidente SODANO avverte che, prima di passare all’esame degli emendamenti presentati all’articolo 7, si procederà all’esame dell’emendamento 4.13, in precedenza accantonato.

 

Il senatore BRUNO (Ulivo) evidenzia l’opportunità di riformulare l’emendamento 4.13 nel senso di prevedere un termine di novanta giorni anziché di trenta.

 

Il presidente SODANO (RC-SE) riformula l’emendamento 4.13 nell’emendamento 4.13 (testo 2).

 

Il senatore VIESPOLI (AN) esprime le proprie perplessità su tale proposta in quanto bisognerebbe prendere in considerazione il raccordo tra il comma 3 dell’articolo 4 e l’articolo 7, relativo alle tariffe per garantire la copertura dei costi dello smaltimento dei rifiuti.

 

Il senatore GIULIANO (FI) , pur ritenendo meritevole tale proposta, ritiene che la stessa possa comportare alcune conseguenze negative.

 

Previo parere favorevole del RELATORE e del RAPPRESENTANTE del Governo, posto ai voti, l’emendamento 4.13 (testo 2) è approvato.

 

Si passa quindi all’esame degli emendamenti riferiti all’articolo 7, nonché di quelli volti ad aggiungere un articolo aggiuntivo dopo lo stesso.

 

Il senatore BELLINI (SDSE) riformula l’emendamento 7.9 nell’emendamento 7.9 (testo 2).

 

Il relatore, senatore CONFALONIERI (RC-SE), esprime parere favorevole sull'emendamento 7.5 invitando i presentatori a riformularlo nel senso di eliminare le parole da "ad eccezione dei costi" a "rifiuti solidi urbani".

Sugli emendamenti 7.9 (testo 2) e 7.10 invita il rappresentante del Governo a fornire un chiarimento in merito alla previsione dello scioglimento dei comuni che non provvedono nei termini previsti. Inoltre, sembrerebbe opportuno stabilire la sanzione - non necessariamente lo scioglimento, ma piuttosto la nomina di commissari ad acta – sia per l'ipotesi della mancata copertura integrale dei costi di gestione che per quella del mancato conseguimento degli obiettivi di raccolta differenziata.

Invita i presentatori a ritirare gli emendamenti 7.1, 7.2, 7.3, 7.4, 7.6, 7.7, 7.8, 7.0.1, 7.0.2, 7.0.3, altrimenti il parere sarebbe contrario.

 

Il RAPPRESENTANTE del GOVERNO esprime parere conforme a quello del relatore, riservandosi di fornire i chiarimenti richiesti sugli emendamenti 7.9 (testo 2) e 7.10 quando gli stessi saranno posti in votazione.

 

In esito a distinte votazioni, la Commissione respinge l’emendamento 7.1, identico agli emendamenti 7.2 e 7.3.

 

La senatrice DE PETRIS (IU-Verdi-Com) ritira l’emendamento 7.4.

 

Il senatore MOLINARI (Aut) fa presente che appare preferibile mantenere nella formulazione dell’articolo 7, comma 1, la parola "immediatamente".

 

Il presidente SODANO riformula l’emendamento 7.5 nell’emendamento 7.5 (testo 2).

 

La Commissione, con separate votazioni, approva l’emendamento 7.5 (testo 2) e respinge l’emendamento 7.6.

 

Il senatore D'ALI' (FI) raccomanda l’approvazione dell’emendamento 7.7, in quanto, così come del resto proposto dall’emendamento 8.2, non si può lasciare indeterminata la copertura delle spese derivanti dalla fase emergenziale.

 

Il senatore IZZO (FI) aggiunge la propria firma all’emendamento 7.7, cogliendo l’occasione per osservare che il costo di smaltimento nella fase emergenziale non può ricadere sui cittadini.

 

Il senatore PIGLIONICA (Ulivo) dichiara il proprio dissenso sull’emendamento 7.7, in quanto a suo avviso è arbitrario distinguere i costi dello smaltimento ordinario da quelli dello smaltimento straordinario.

 

Posti separatamente ai voti, gli emendamenti 7.7 e 7.8 sono respinti.

 

Il sottosegretario D'ANDREA osserva che gli emendamenti 7.9 (testo 2) e 7.10, così come formulati, risulterebbero inapplicabili.

 

Il senatore FERRANTE (Ulivo) coglie l’occasione per ricordare che il secondo periodo della comma 1 dell’articolo 7 prevede meccanismi sanzionatori a carico di quei comuni che non provvedono nei termini alla applicazione di misure tariffarie idonee a garantire complessivamente la copertura integrale dei costi di gestione. In ogni caso, una sanzione consistente nella nomina di commissari ad acta nei confronti dei comuni inadempienti risulterebbe più efficace rispetto alla sanzione dello scioglimento del consiglio comunale.

 

Il senatore VIESPOLI (AN) non comprende come da parte della maggioranza – che ha sempre manifestato un particolare rigore nei confronti degli obiettivi della raccolta differenziata - si possa poi rinunciare a sostenere la sanzione dello scioglimento nei confronti dei comuni inadempienti.

 

Anche ad avviso del senatore MUGNAI (AN) tale proposta costituirebbe un passo indietro rispetto alle previsioni contenute nell’ultima legge finanziaria.

 

Posti separatamente ai voti, gli emendamenti 7.9 (testo 2) e 7.10 sono respinti.

 

Dopo che il senatore VIESPOLI (AN) dichiara il proprio voto favorevole, posti ai voti, gli emendamenti 7.0.1 e 7.0.2 sono respinti.

 

Risulta altresì respinto l’emendamento 7.0.3.

 

Si passa quindi all’esame degli emendamenti presentati all’articolo 8.

 

Il relatore, senatore CONFALONIERI (RC-SE) , invita i presentatori a ritirare gli emendamenti 8.1 e 8.2, altrimenti il parere sarebbe contrario.

 

Il RAPPRESENTANTE DEL GOVERNO esprime parere conforme a quello del relatore.

 

Con separate votazioni, la Commissione respinge gli emendamenti 8.1 e 8.2.

 

            Si procede quindi all’esame degli emendamenti presentati all’articolo 9, nonché di quelli volti ad aggiungere un articolo aggiuntivo dopo lo stesso.

 

            Il relatore, senatore CONFALONIERI (RC-SE) esprime parere favorevole sugli emendamenti  9.2 e 9.6.

            Esprime parere favorevole sull'emendamento 9.4  invitando il presentatore a riformularlo nel senso di sopprimere, anziché sostituire, l’ultima parte del capoverso 1-ter del comma 1.

Esprime parere favorevole sull'emendamento 9.5 invitando la presentatrice a riformularlo nel senso di sostituire le parole "Per le attività" con le seguenti: "Per la redazione del Piano".

Invita i presentatori a ritirare gli emendamenti 9.1, 9.3, 9.7, 9.8, 9.0.1, altrimenti il parere sarebbe contrario.

 

            Il RAPPRESENTANTE DEL GOVERNO esprime parere conforme a quello del relatore.

 

            Il presidente SODANO (RC-SE) riformula l’emendamento 9.2 nell’emendamento 9.2 (testo 2).

 

            Il senatore BELLINI (SDSE) riformula l’emendamento 9.4 nell’emendamento 9.4 (testo 2).

 

            La senatrice DE PETRIS (IU-Verdi-Com) riformula l’emendamento 9.5 nell’emendamento 9.5 (testo 2).

 

Posto ai voti, è respinto l’emendamento 9.1.

 

Il RAPPRESENTANTE DEL GOVERNO fa presente che desta qualche perplessità la configurazione procedurale prevista dall’emendamento 9.2 (testo 2).

 

Il senatore RONCHI (Ulivo) , con riferimento all’emendamento 9.2 (testo 2), osserva che non appare assolutamente impropria la previsione nel caso di specie di una intesa tra Commissario delegato e Ministro dell’ambiente.

 

La senatrice DE PETRIS (IU-Verdi-Com) ritira l’emendamento 9.7 e ricorda che tutte le ordinanze commissariali relative agli stati di emergenza nelle diverse regioni prevedono che i piani per i rifiuti siano adottati d’intesa con il Ministro dell’ambiente.

 

Il senatore FERRANTE (Ulivo) sottolinea la rilevanza e la delicatezza delle questioni sottese all’emendamento 9.2 (testo 2).

 

Il senatore MOLINARI (Aut) rileva che in vista dell’avvento della gestione ordinaria si potrebbe anche ipotizzare di prevedere che il piano per i rifiuti sia adottato dalla regione.

 

Il RAPPRESENTANTE DEL GOVERNO si riserva di approfondire le questioni sottese all’emendamento 9.2 (testo 2).

 

Posto ai voti, è approvato l’emendamento 9.2 (testo 2), mentre l’emendamento 9.3 risulta conseguentemente precluso.

 

Con distinte votazioni sono quindi approvati gli emendamenti 9.4 (testo 2), 9.5 (testo 2) e 9.6.

 

Con distinte votazioni sono quindi respinti gli emendamenti 9.8 e 9.0.1.

 

Il senatore FERRANTE (Ulivo) ritira l’ordine del giorno n. 1, precedentemente accantonato.

 

La Commissione conferisce quindi mandato al relatore a riferire in senso favorevole all’Assemblea sul testo del decreto-legge in esame, con gli emendamenti approvati, autorizzandolo altresì a richiedere di poter svolgere la relazione orale e ad apportare eventuali modifiche necessarie in sede di coordinamento formale.

 

La seduta termina alle ore 20,30.

EMENDAMENTI E ORDINE DEL GIORNO AL DISEGNO DI LEGGE (AL TESTO DEL DECRETO-LEGGE) 

N° 1566

G/1566/1/13

FERRANTE, MONGIELLO, PIGLIONICA, SCARPETTI, PALUMBO, MOLINARI, RONCHI

Il Senato,

        premesso che:

            il presente decreto-legge è finalizzato a fronteggiare il contesto emergenziale in atto nella regione Campania, relativo allo smaltimento dei rifiuti, al fine di evitare danni alla salute della popolazione e situazioni di pericolo e al tempo stesso individuando soluzioni coerenti a garantire il passaggio alla gestione ordinaria,

        impegna il Governo:

            a presentare alle Commissioni Parlamentari competenti entro 30 giorni dall'approvazione del presente decreto, le relazioni tecniche relative ai quattro siti individuati, evidenziando l'indispensabile rispetto delle norme di salvaguardia ambientale e sanitarie.

Art. 1

1.1

IZZO, D'ALI', GIULIANO, MORRA, DI BARTOLOMEO, SCOTTI, MALVANO

Sopprimere l'articolo.

1.2

D'ALI', DI BARTOLOMEO, SCOTTI

Sopprimere l'articolo

1.3

LIBE'

Sopprimere l'articolo

1.4

LIBE'

Il comma 1 è soppresso

1.100 (già emendamento 1.8</SPAN< NOTANUMEM>)

IZZO, D'ALI', GIULIANO, MORRA, DI BARTOLOMEO, SCOTTI, MALVANO

All'emendamento 1.100 (testo 2), sopprimere le parole: «Serre in provincia di Salerno,».

1.100 (già emendamento 1.9</SPAN< NOTANUMEM>)

IZZO, D'ALI', GIULIANO, MORRA, SCOTTI, MALVANO

All'emendamento 1.100 (testo 2), sopprimere le parole: «Savignano Irpino in provincia di Avellino,».

1.100 (già emendamento 1.10</SPAN< NOTANUMEM>)

MORRA, SCOTTI, IZZO, MALVANO

All'emendamento 1.100 (testo 2), sopprimere le parole: «Savignano Irpino in provincia di Avellino».

1.100 (già emendamento 1.11</SPAN< NOTANUMEM>)

IZZO, D'ALI', GIULIANO, MORRA, DI BARTOLOMEO, SCOTTI, MALVANO

All'emendamento 1.100 (testo 2), sopprimere le parole: «,Terzigno in provincia di Napoli».

1.100 (già emendamento 1.12</SPAN< NOTANUMEM>)

IZZO, D'ALI', GIULIANO, MORRA, DI BARTOLOMEO, SCOTTI, MALVANO

Al'emendamento 1.100 (testo 2), sopprimere le parole: «e Sant'Arcangelo Trimonte in provincia di Benevento».

1.100

Il Relatore

Sostituire il comma 1 con il seguente:

    «1. Entro il termine dello stato di emergenza fissato dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri in data 25 gennaio 2007, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 27 del 2 febbraio 2007, per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani provenienti dalle attività di selezione, trattamento e raccolta di rifiuti solidi urbani nella regione Campania, anche al fine di evitare l'insorgere di nuove situazioni emergenziali, sono attivati, anche in deroga a specifiche disposizioni vigenti in materia ambientale, paesaggistico-territoriale, di pianificazione per la difesa del suolo, nonché igienico-sanitaria, nel rispetto dei principi fondamentali in materia di tutela della salute e dell'ambiente e salvo l'obbligo per il Commissario delegato di assicurare le misure occorrenti alla tutela della salute e dell'ambiente, i siti da destinare a discarica presso i seguenti comuni: Serre in provincia di Salerno, Savignano Irpino in provincia di Avellino, Terzigno in provincia di Napoli e Sant'Arcangelo Trimonte in provincia di Benevento».

1.100 (testo 2)

Il Relatore

Sostituire il comma 1 con il seguente:

    «1. Entro il termine dello stato di emergenza fissato dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri in data 25 gennaio 2007, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 27 del 2 febbraio 2007, per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani e speciali non pericolosi provenienti dalle attività di selezione, trattamento e raccolta di rifiuti solidi urbani nella regione Campania, anche al fine di evitare l'insorgere di nuove situazioni emergenziali, sono attivati, anche in deroga a specifiche disposizioni vigenti in materia ambientale, paesaggistico-territoriale, di pianificazione per la difesa del suolo, nonché igienico-sanitaria, nel rispetto dei principi fondamentali in materia di tutela della salute e dell'ambiente e salvo l'obbligo per il Commissario delegato di assicurare le misure occorrenti alla tutela della salute e dell'ambiente, i siti da destinare a discarica presso i seguenti comuni: Serre in provincia di Salerno, Savignano Irpino in provincia di Avellino, Terzigno in provincia di Napoli e Sant'Arcangelo Trimonte in provincia di Benevento».

1.5

SODANO

Al comma 1, sopprimere le seguenti parole: «o speciali non pericolosi anche».

1.6

DE PETRIS

Al comma 1, dopo le parole: «destinare a discarica» inserire le seguenti: «, assicurando, in conformità con la normativa comunitaria, la valutazione dell'impatto ambientale nonchè la valutazione di incidenza, ove richiesta,».

1.7

DE PETRIS

Al comma 1, sostituire le parole da: «presso i seguenti comuni» fino alla fine del comma, con le seguenti: «presso le province di Salerno, Avellino, Napoli e Benevento».

        Conseguentemente, al medesimo articolo 1:

            a) sopprimere il comma 2

            b) al comma 3, sopprimere il primo periodo.

1.8

IZZO, D'ALI', GIULIANO, MORRA, DI BARTOLOMEO, SCOTTI, MALVANO

Al comma 1, sopprimere le parole: «Serre in provincia di Salerno,».

1.9

IZZO, D'ALI', GIULIANO, MORRA, SCOTTI, MALVANO

Al comma 1, sopprimere le parole: «Savignano Irpino in provincia di Avellino,».

1.10

MORRA, SCOTTI, IZZO, MALVANO

Al comma 1, sopprimere le parole: «Savignano Irpino in provincia di Avellino».

1.11

IZZO, D'ALI', GIULIANO, MORRA, DI BARTOLOMEO, SCOTTI, MALVANO

Al comma 1, sopprimere le parole: «,Terzigno in provincia di Napoli».

1.12

IZZO, D'ALI', GIULIANO, MORRA, DI BARTOLOMEO, SCOTTI, MALVANO

Al comma 1, sopprimere le parole: «e Sant'Arcangelo Trimonte in provincia di Benevento».

1.13

DE PETRIS

Dopo il comma 1 aggiungere il seguente:

        «1-bis. Nell'individuazione delle aree da destinare a siti di stoccaggio o discariche, il Commissario delegato dovrà tenere conto del carico e degli impatti ambientali gravanti sulle aree su cui già insistono discariche, siti di stoccaggio o altri impianti, previa verifica di assoggettabilità dei siti individuati a valutazione di impatto ambientale. La messa in sicurezza delle aree è comunque attuata in conformità alla normativa vigente, assicurando l'informazione, il coinvolgimento e la partecipazione delle comunità e degli enti locali territoriali.».

1.14

MORRA, SCOTTI, IZZO, MALVANO

Dopo il comma 1 inserire il seguente comma:

        1-bis. Prima della attivazione dei siti di cui al comma 1, o di altri da destinare a discarica situati in Campania e allocati in prossimità di centri abitati ricadenti in altre regioni, il commissario delegato adotta ogni provvedimento di concerto con i presidenti delle regioni confinanti».

1.15

MORRA, SCOTTI, IZZO, MALVANO

Dopo il comma 1, inserire il seguente:

        «1-bis. Prima della attivazione dei siti di cui al comma 1, o di altri da destinare a discarica situati in Campania e allocati in prossimità di centri abitati ricadenti in altre regioni, il commissario delegato adotta ogni provvedimento sentiti i presidenti delle regioni confinanti».

1.15 (testo 2)

MONGIELLO, DE PETRIS

Dopo il comma 1, inserire il seguente:

        «1-bis. Il Commissario delegato, qualora le discariche situate in Campania siano allocate in prossimità di centri abitati ricadenti in altre regioni, adotta ogni provvedimento d'intesa con i presidenti delle regioni confinanti.»

1.16

LIBE'

Il comma 2 è soppresso.

1.17

SODANO

Al comma 2, dopo le parole: «L'utilizzo del sito» inserire le seguenti: «di Macchia Soprana presso il comune di Serre».

1.18

LIBE'

Il comma 3 è soppresso.

1.19

SODANO, BELLINI, DE PETRIS, FERRANTE, MONGIELLO, PIGLIONICA, SCARPETTI, PALUMBO, MOLINARI, RONCHI

Il comma 3 è sostituito dal seguente:

        «3. L'uso del sito ubicato all'interno del Parco nazionale del Vesuvio, nel comune di Terzigno di cui al comma 1, è consentito per il solo recapito di frazione organica stabilizzata di qualità accertata ed esclusivamente ai fini di ricomposizione morfologica del sito medesimo. Il Commissario delegato assicura la ricomposizione morfologica del sito utilizzato e l'adozione delle occorrenti misure di mitigazione ambientale, ivi compresa la bonifica e messa in sicurezza dei siti di smaltimento incontrollato di rifiuti esistenti nel territorio del comune di Terzigno, mediante la predisposizione di un piano da adottarsi di intesa con il Presidente della regione Campania e con il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare».

1.20

DE PETRIS

Al comma 3, dopo le parole: «è consentito» inserire le seguenti: «esclusivamente per la frazione organica stabilizzata (F.O.S.) utilizzabili per il ripristino ambientale e».

1.21

DE PETRIS

Al comma 3, primo periodo, aggiungere, in fine, le seguenti parole: «nel pieno rispetto della normativa nazionale e comunitaria in materia di aree protette e con autorizzazione del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, che può fissare limiti, condizioni e prescrizioni ulteriori».

1.22

FERRANTE, MONGIELLO, PIGLIONICA, SCARPETTI, PALUMBO, MOLINARI, RONCHI

Al comma 3, dopo le parole: «a regime del termovalorizzatore di Acerra» aggiungere le seguenti: «in considerazione del fatto che il sito è ubicato in area protetta, Parco nazionale del Vesuvio».

1.23

IZZO, D'ALI', GIULIANO, MORRA, DI BARTOLOMEO, SCOTTI, MALVANO

Al comma 3, sostituire il secondo periodo con il seguente: «Il commissario per l'emergenza rifiuti in Campania, una volta assunte anche le competenze per l'emergenza idrica e per le bonifiche, dovrà predisporre in tempi brevi, sentito il Presidente della regione Campania ed il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, un apposito Piano di misure di mitigazione ambientale e ricomposizione morfologica dei siti utilizzati, ivi compresa la bonifica e messa in sicurezza dei siti di smaltimento incontrollato di rifiuti esistenti nel territorio della regione Campania. A questo scopo, i sindaci comunicano al Commissario, entro 15 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, i siti da bonificare».

1.23 (testo 2)

IZZO, D'ALI', GIULIANO, MORRA, DI BARTOLOMEO, SCOTTI, MALVANO

Dopo il comma 3, inserire il seguente: «3-bis. Il commissario per l'emergenza rifiuti in Campania, una volta assunte anche le competenze per l'emergenza idrica e per le bonifiche, dovrà predisporre in tempi brevi, sentito il Presidente della regione Campania ed il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, un apposito Piano di misure di mitigazione ambientale e ricomposizione morfologica dei siti utilizzati, ivi compresa la bonifica e messa in sicurezza dei siti di smaltimento incontrollato di rifiuti esistenti nel territorio della regione Campania. A questo scopo, i sindaci comunicano al Commissario, entro 15 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, i siti da bonificare».

1.24

IZZO, D'ALI', GIULIANO, MORRA, DI BARTOLOMEO, SCOTTI, MALVANO

Al comma 3, sostituire il secondo periodo con il seguente: «Il commissario per l'emergenza rifiuti in Campania dovrà predisporre in tempi brevi, sentito il Presidente della regione Campania ed il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, un apposito Piano di misure di mitigazione ambientale e ricomposizione morfologica dei siti utilizzati, ivi compresa la bonifica e messa in sicurezza dei siti di smaltimento incontrollato di rifiuti esistenti nel territorio della regione Campania. A questo scopo, i sindaci comunicano al Commissario, entro 15 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, i siti da bonificare».

1.24 (testo 2)

IZZO, D'ALI', GIULIANO, MORRA, DI BARTOLOMEO, SCOTTI, MALVANO

Dopo il comma 3, inserire il seguente: «3-bis. Il commissario per l'emergenza rifiuti in Campania dovrà predisporre in tempi brevi, sentito il Presidente della regione Campania ed il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, un apposito Piano di misure di mitigazione ambientale e ricomposizione morfologica dei siti utilizzati, ivi compresa la bonifica e messa in sicurezza dei siti di smaltimento incontrollato di rifiuti esistenti nel territorio della regione Campania. A questo scopo, i sindaci comunicano al Commissario, entro 15 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, i siti da bonificare».

1.25

FERRANTE, MONGIELLO, PIGLIONICA, SCARPETTI, PALUMBO, MOLINARI, RONCHI

Al comma 3, dopo le parole: «Il Commissario delegato assicura» aggiungere le seguenti: «il conferimento esclusivamente di F.O.S. al fine della».

1.26

IZZO, D'ALI', GIULIANO, MORRA, SCOTTI, MALVANO

Al comma 3, secondo periodo, sopprimere le parole da: «, ivi compresa la bonifica» fino alla fine del comma.

1.27

DE PETRIS

Al comma 3, sostituire la parola: «sentito» con le seguenti: «d'intesa con».

1.28

VIESPOLI, PONTONE, PARAVIA, CORONELLA, MUGNAI, BATTAGLIA ANTONIO

Al comma 3, aggiungere, in fine, il seguente periodo: «Nel medesimo Piano sono previste opere di bonifica e interventi di riqualificazione nelle aree dei comuni di cui al successivo articolo 3».

1.29

LEONI, STEFANI

Dopo il comma 3, inserire il seguente:

        «3-bis. Il Commissario delegato promuove a livello regionale, oltre alle iniziative di informazione di cui all'articolo 2 del decreto-legge 9 ottobre 2006, n. 263, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 dicembre 2006, n. 290, una ulteriore campagna informativa volta a sensibilizzare i cittadini sui problemi e sui costi legati allo smaltimento dei rifiuti nella regione Campania e sui costi di smaltimento dei rifiuti attraverso la raccolta differenziata, nonché sui comportamenti individuali che contribuiscono a diffondere una corretta gestione del sistema dei rifiuti».

1.30

SODANO, BELLINI

Sopprimere il comma 4.

1.31

LIBE'

Il comma 4 è soppresso.

1.32

STEFANI, LEONI

Sopprimere il comma 4.

1.33

IZZO, D'ALI', GIULIANO, MORRA, DI BARTOLOMEO, SCOTTI, MALVANO

Al comma 4, sopprimere le parole da: «anche in deroga» fino alla fine del comma.

1.34

DE PETRIS

Al comma 4, sopprimere le parole: «anche in deroga delle specifiche disposizioni vigenti in materia ambientale, paesaggistico-territoriale, di pianificazione per la difesa del suolo, nonché igienico-sanitaria».

1.35

STEFANI, LEONI

Al comma 4, sopprimere le parole: «anche in deroga delle specifiche disposizioni vigenti in materia ambientale, paesaggistico-territoriale, di pianificazione per la difesa del suolo, nonché igienico-sanitaria».

1.36

LIBE'

Al comma 4 sono soppresse le parole: «di pianificazione per la difesa del suolo, nonché igienico-sanitaria».

1.37

DE PETRIS

Al comma 4, sopprimere le parole: «di pianificazione per la difesa del suolo,»

1.38

LEONI, STEFANI

Al comma 4, dopo le parole: «anche in deroga alle specifiche disposizioni vigenti in materia ambientale, paesaggistico-territoriale, di pianificazione per la difesa del suolo, nonché igienico sanitaria» inserire le seguenti: «da decidere caso per caso con apposito provvedimento del Commissario delegato».

1.39

LEONI, STEFANI

Sopprimere il comma 5.

1.40

IZZO, D'ALI', GIULIANO, MORRA, SCOTTI, MALVANO

Al comma 5 aggiungere, in fine, le seguenti parole: «e dei comuni confinanti con l'area interessata dall'impianto di discarica».

1.41

MORRA, SCOTTI, IZZO, MALVANO

Alla fine del comma 5 aggiungere le seguenti parole: «e di tutti quei comuni, anche se appartenenti ad altre regioni, i cui centri abitati sono limitrofi alle discariche».

1.200

Il Relatore

Al comma 5 aggiungere in fine le seguenti parole: «a valere sugli importi incassati con le tariffe di smaltimento».

1.0.1

IZZO, D'ALI', GIULIANO, MORRA, DI BARTOLOMEO, SCOTTI, MALVANO

        Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 1-bis.

        1. I poteri e le competenze del Commissario per l'emergenza idrica e del Commissario per le bonifiche sono trasferiti al Commissario per l'emergenza rifiuti in Campania. Conseguentemente è disposta la decadenza del Commissario per l'emergenza idrica e del Commissario per le bonifiche».

1.0.2

MONGIELLO, DE PETRIS

Dopo l'articolo 1, inserire il seguente:

«Art. 1-bis.

        1. Il Commissario delegato, qualora le discariche situate in Campania siano allocate in prossimità di centri abitati ricadenti in altre regioni, adotta ogni provvedimento d'intesa con i presidenti delle regioni confinanti.»

1.0.2 (testo 2)

MONGIELLO, DE PETRIS

Dopo l'articolo 1, inserire il seguente:

«Art. 1-bis.

        1. Il Commissario delegato, qualora le discariche situate in Campania siano allocate in prossimità di centri abitati ricadenti in altre regioni, adotta ogni provvedimento sentiti i presidenti delle regioni confinanti.»

1.0.3

SODANO, BELLINI

Dopo l'articolo 1, inserire il seguente:

«Art. 1-bis.

        1. Il Commissario delegato, qualora le discariche situate in Campania siano allocate in prossimità di centri abitati ricadenti in altre regioni, adotta ogni provvedimento d'intesa con i presidenti delle regioni confinanti.»

1.0.3 (testo 2)

SODANO, BELLINI

Dopo l'articolo 1, inserire il seguente:

«Art. 1-bis.

        1. Il Commissario delegato, qualora le discariche situate in Campania siano allocate in prossimità di centri abitati ricadenti in altre regioni, adotta ogni provvedimento sentiti i presidenti delle regioni confinanti.»

 

Art. 2

2.1

IZZO, D'ALI', GIULIANO, MORRA, SCOTTI, MALVANO

Sopprimere l'articolo.

2.2

LIBE'

Sopprimere l'articolo.

2.3

LIBE'

Il comma 1 è soppresso.

2.4

IZZO, D'ALI', GIULIANO, MORRA, DI BARTOLOMEO, SCOTTI, MALVANO

Al comma 1, sopprimere le parole da: «Il Commissario delegato, con le necessarie garanzie ambientali e sanitarie,» fino a: «trattamento dei rifiuti della regione».

2.5

LEONI, STEFANI

Al comma 1, sopprimere le parole: «in deroga all'articolo 113, comma 6, del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e».

2.6

STEFANI, LEONI

Al comma 1, sopprimere le parole: «e all'articolo 202 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n.  152».

2.7

SODANO, BELLINI

Al comma 1, capoverso 2, al primo periodo sostituire le parole: «trattati dagli impianti di selezione e trattamento dei rifiuti della regione» con le seguenti: «,prodotte a decorrere dalla data del 15 dicembre 2005, trattati dagli impianti di selezione e trattamento dei rifiuti della regione in conformità al Piano di cui all'articolo 3, comma 1-ter».

2.8

STEFANI, LEONI

Al comma 1, dopo le parole: «smaltimento delle balle di rifiuti trattati dagli impianti di selezione e trattamento dei rifiuti della regione» inserire le seguenti: «nell'ambito del territorio regionale».

2.9

DE PETRIS

Al comma 1, nel capoverso comma «2» alla fine del primo periodo aggiungere le seguenti parole: «, in modo da garantire in ogni caso l'affidabilità di tali soggetti in ordine alla regolare ed efficace gestione del servizio».

2.10

VIESPOLI, PONTONE, PARAVIA, CORONELLA, MUGNAI, BATTAGLIA ANTONIO, MALVANO

Al comma 1, capoverso 2, prima delle parole: «Il Commissario delegato», anteporre le seguenti: «A decorrere dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, il Commissario delegato è altresì nominato Commissario straordinario per le bonifiche e la tutela delle acque per la Regione Campania in sostituzione dell'attuale Commissario».

2.11

SODANO, BELLINI

Al comma 1, al capoverso 2, al secondo periodo sostituire la parola: «previa» con le seguenti: «anche tramite».

2.12

CORONELLA, VIESPOLI, PONTONE, PARAVIA, MUGNAI, BATTAGLIA ANTONIO

Al comma 1, dopo le parole: «dismesse o abbandonate» aggiungere le seguenti: «ad esclusione dei territori oggetto di attività di riqualificazione e bonifica ambientale ai sensi della legge 426 del 1998».

2.13

BARBATO

Al comma 1 dell'articolo 2 del decreto-legge 11 maggio 2007, n. 61 dopo le parole: «volumetrie disponibili,» aggiungere le seguenti: «ad eccezione di quelle presenti nel territorio del Comune di Acerra,».

2.14

IZZO, D'ALI', GIULIANO, MORRA, SCOTTI, MALVANO

Al comma 1, sopprimere le parole da: «anche sottoposti a provvedimenti di sequestro», fino alla fine del comma.

2.15

MORRA, SCOTTI, IZZO, MALVANO

Al comma 1, capoverso 2, secondo periodo, sopprimere le parole da: «anche sottoposti a provvedimenti,» fino alla fine del comma.

2.16

D'ALI', SCOTTI

Al comma 1, capoverso 2, secondo periodo, sopprimere le parole da: «anche sottoposti a provvedimenti di sequestro da parte» sino alla fine del comma.

2.17

VIESPOLI, PONTONE, PARAVIA, CORONELLA, MUGNAI, BATTAGLIA ANTONIO

Al comma 1 sopprimere le seguenti parole: «anche sottoposti a provvedimenti di sequestro da parte dell'Autorità giudiziaria; l'efficacia di detti provvedimenti è sospesa dal momento dell'adozione del provvedimento di requisizione da parte del Commissario delegato e fino alla cessazione dello stato di emergenza;».

2.18

DE PETRIS

Al comma 1 sostituire le parole: «, anche sottoposti a provvedimenti di sequestro da parte dell'Autorità giudiziaria; l'efficacia di detti provvedimenti è sospesa dal momento dell'adozione del provvedimento di requisizione da parte del Commissario delegato e fino alla cessazione dello stato d'emergenza» con le seguenti: «richiedendo a tal fine la revoca degli eventuali provvedimenti di sequestro da parte dell'Autorità giudiziaria fino alla cessazione dello stato d'emergenza».

2.19

DE PETRIS

Al comma 1, dopo le parole: «provvedimenti di sequestro da parte dell'Autorità giudiziaria» aggiungere le seguenti: «non motivati da concreti ed imminenti gravi pericoli di ordine ambientale o sanitario e qualora l'utilizzo non pregiudichi le indagini».

2.20

STEFANI, LEONI, MORRA

Al comma 1, dopo le parole: «anche sottoposti a provvedimenti di sequestro da parte dell'autorità giudiziaria» inserire le seguenti: «ad eccezione delle cave o delle discariche nelle quali si sospetta il deposito illecito di rifiuti pericolosi».

2.21

DE PETRIS

Al comma 1, sostituire le parole: «, l'efficacia di detti provvedimenti è sospesa dal momento dell'adozione del provvedimento di requisizione da parte del Commissario delegato e fino alla cessazione» con le seguenti: «l'Autorità giudiziaria provvede alla revoca dei provvedimenti di sequestro eventualmente emessi previa istanza motivata da parte del Commissario delegato, e comunque non oltre la cessazione».

2.22

FERRANTE, MONGIELLO, PIGLIONICA, SCARPETTI, PALUMBO, MOLINARI, RONCHI

Al comma 1, dopo le parole: «, nonché la progressiva eliminazione delle situazioni di pericolo eventualmente esistenti» sono soppresse le seguenti parole: «I siti così individuati sono sottratti all'adozione di misure cautelari reali fino alla cessazione dello stato d'emergenza».

2.23

DE PETRIS

Al comma 1, sopprimere le parole: «I siti così individuati sono sottratti all'adozione di misure cautelari reali fino alla cessazione dello stato d'emergenza».

2.24

SODANO, BELLINI

Al comma 1, al capoverso 2, sopprimere l'ultimo periodo.

2.25

DE PETRIS

Al comma 1, ultimo periodo, aggiungere, in fine, le seguenti parole: «a meno che questi non siano motivati da concreti ed imminenti gravi pericoli di ordine ambientale o sanitario e qualora l'utilizzo non pregiudichi le indagini».

2.26

DE PETRIS

Al comma 1, aggiungere, in fine, il seguente periodo: «Il Commissario straordinario, preliminarmente alla requisizione, assicura la ricognizione delle cave dismesse della regione, selezionando su tale base quelle che non presentano profili di rischio dal punto di vista ambientale e sanitario. L'individuazione delle aree e dei siti di cui è svolta d'intesa con il Ministero dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare, ove necessario, d'intesa con il Commissario delegato per la bonifica e la tutela delle acque nella regione Campania».

2.26 (testo 2)

DE PETRIS

Al comma 1, aggiungere, in fine, il seguente periodo: «Il Commissario delegato, preliminarmente alla requisizione, assicura la ricognizione delle cave dismesse della regione, selezionando su tale base quelle che non presentano profili di rischio dal punto di vista ambientale e sanitario.».

2.27

MORRA, SCOTTI, IZZO, MALVANO

Dopo il comma 1 inserire il seguente comma:

        «1-bis. Per l'utilizzazione delle discariche situate in Campania e allocate in prossimità di centri abitati ricadenti in altre regioni, il Commissario delegato adotta ogni provvedimento sentiti i Presidenti delle regioni confinanti».

2.27 (testo 2)

MORRA, SODANO, MONGIELLO, SCOTTI, IZZO, MALVANO, DE PETRIS, BELLINI

Dopo il comma 1 inserire il seguente comma:

        «1-bis. Il Commissario delegato, qualora le discariche situate in Campania siano allocate in prossimità di centri abitati ricadenti in altre regioni, adotta ogni provvedimento sentiti i Presidenti delle regioni confinanti».

2.28

MORRA, SCOTTI, IZZO, MALVANO

Dopo il comma 1 inserire il seguente comma:

        «1-bis. Per l'utilizzazione delle discariche situate in Campania e allocate in prossimità di centri abitati ricadenti in altre regioni, il Commissario delegato adotta ogni provvedimento di concerto con i Presidenti delle regioni confinanti».

2.29

LIBE'

Il comma 2 è soppresso.

2.30

STEFANI, LEONI

Sopprimere il comma 2.

2.31

LEONI, STEFANI

Al comma 2 sostituire le parole da: «il personale di cui all'articolo 1» fino alla fine del comma, con le seguenti: «il Commissario delegato può utilizzare, attraverso procedure di mobilità, il personale in servizio presso i comuni campani».

2.32

IZZO, D'ALI', GIULIANO, MORRA, SCOTTI

Al comma 2, sostituire le parole: «è elevato a non più di», con le seguenti: «non può superare le».

2.33

LEONI, STEFANI

Al comma 2 aggiungere, in fine, le seguenti parole: «attraverso procedure di mobilità del personale in servizio presso i comuni campani».

Art. 3

3.1

IZZO, D'ALI', GIULIANO, MORRA, SCOTTI, MALVANO

Sopprimere l'articolo.

3.2

D'ALI', SCOTTI

Sopprimere l'articolo

3.3

SODANO, BELLINI

Sostituire l'articolo con il seguente:

«Art. 3

1. Dalla data di entrata in vigore del presente decreto e sino al completamento degli interventi di riqualificazione o delle opere di bonifica non possono essere ulteriormente localizzati nuovi siti di smaltimento finale di rifiuti nelle aree della regione Campania su cui già insistono discariche, siti di stoccaggio o altri impianti in stato di saturazione, salve eventuali localizzazioni definite d'intesa con il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare».

3.3 (testo 2)

SODANO, BELLINI

Sostituire l'articolo con il seguente:

«Art. 3

1. Dalla data di entrata in vigore del presente decreto e sino al completamento degli interventi di riqualificazione o delle opere di bonifica non possono essere ulteriormente localizzati nuovi siti di smaltimento finale di rifiuti nel territorio contermine a quello della discarica di Masseria Riconta e nelle aree della regione Campania su cui già insistono discariche, siti di stoccaggio o altri impianti in stato di saturazione, salve eventuali localizzazioni definite d'intesa con il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare».

3.4

IZZO, D'ALI', GIULIANO, MORRA, DI BARTOLOMEO, SCOTTI, MALVANO

Dopo le parole: «Masseria Riconta», inserire le seguenti: «, nel territorio dell'Area ''Nolana'' ricompresa nei Comuni di Casamarciano, Tufino, Comisano, Palma Campania in provincia di Napoli – e nei Comuni della Regione nei cui territori negli ultimi 10 anni sono stati realizzati impianti di discarica di rifiuti, o di C.D.R., o di deposito di ecoballe».

3.5

VIESPOLI, PONTONE, PARAVIA, CORONELLA, MUGNAI, BATTAGLIA ANTONIO

Al comma 1, dopo le parole: «Masseria Riconta» aggiungere le seguenti: «Parapoti e Ariano Irpino».

3.6

PALUMBO

Al comma 1, sopprimere la parola: «finale».

        Conseguentemente alla rubrica dell'articolo 3 sopprimere la parola: «finale».

3.7

DE PETRIS

Al comma 1, aggiungere, in fine, il seguente periodo: «Non possono in ogni caso essere localizzati nuovi siti di smaltimento di rifiuti all'interno di aree protette o siti di bonifica di interesse nazionale»

3.7 (testo 2)

DE PETRIS

Al comma 1, sostituire le parole: «del territorio» con le seguenti: «nel territorio» e sostituire le parole da «con termine» sino alla fine con le seguenti: «contermine a quello della discarica "Masseria Riconta" - e nelle aree protette e nei siti di bonifica di interesse nazionale, fatto salvo quanto previsto dall'articolo 1, comma 1, non possono essere localizzati ulteriori siti di smaltimento finale di rifiuti»

3.8

PALUMBO

Dopo il comma 1 aggiungere il seguente:

        «1-bis. Entro 3 mesi dall'entrata in vigore del presente decreto-legge, il Ministro dell'Ambiente promuove una intesa istituzionale tra lo Stato, la regione Campania, la provincia di Napoli e i comuni interessati con l'obiettivo di precisare tempi, modalità e risorse finanziarie necessarie alla riqualificazione e alla bonifica del territorio di cui al comma precedente».

3.8 (testo 2)

PALUMBO

Dopo il comma 1 aggiungere il seguente:

        «1-bis. Entro 3 mesi dall'entrata in vigore del presente decreto-legge, il Ministro dell'Ambiente promuove una intesa istituzionale tra lo Stato, la regione Campania, la provincia di Napoli e i comuni interessati con l'obiettivo di precisare tempi e modalità necessari alla riqualificazione e alla bonifica del territorio di cui al comma precedente».

3.9

PALUMBO

Dopo il comma 1 aggiungere il seguente:

        «Entro 3 mesi dall'entrata in vigore del presente decreto-legge, il Ministro dell'ambiente presenta il piano di riqualificazione e bonifica del territorio di cui al comma precedente precisando tempi, modalità e risorse finanziarie necessarie all'attuazione del predetto piano».

3.9 (testo 2)

PALUMBO

Dopo il comma 1 aggiungere il seguente:

        «Entro 3 mesi dall'entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto-legge, il Commissario delegato d'intesa con il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare presenta un piano di riqualificazione e bonifica dei siti di smaltimento ubicati nel territorio di cui al comma precedente ».

3.10

BARBATO

All'articolo 3 del decreto-legge 11 maggio 2007, n. 61 aggiungere, in fine, il seguente comma:

        «2. Il divieto di cui al comma 1, in assenza di interventi di riqualificazione dell'area quale ''area di mitigazione ambientale'' si applica anche al territorio del Comune di Acerra».

Art. 4.

Art. 4

4.1

IZZO, D'ALI', GIULIANO, MORRA, SCOTTI, MALVANO

Sopprimere l'articolo.

4.2

LIBE'

L'articolo 4 è soppresso.

4.3

IZZO, D'ALI', GIULIANO, MORRA, SCOTTI, MALVANO

Al comma 1, sostituire le parole: «sono obbligati ad avvalersi, in via esclusiva,», con le seguenti: «possono avvalersi, previa certificazione di efficienza ed affidabilità rilasciata dal Commissario straordinario».

4.4

D'ALI', SCOTTI

Al comma 1, sostituire le parole: «sono obbligati ad» con la parola: «possono» e conseguentemente eliminare le parole: «in via esclusiva».

4.5

BELLINI, SODANO

Al comma 1, dopo le parole: «raccolta differenziata» inserire le seguenti: «e indifferenziata».

4.5 (testo 2)

BELLINI, SODANO

Al comma 1, dopo le parole: «raccolta differenziata» inserire le seguenti: «e eventualmente indifferenziata».

4.6

IZZO, D'ALI', GIULIANO, MORRA, SCOTTI, MALVANO

Al comma 1, sostituire le parole: «che utilizzano» con le seguenti: «con alle dipendenze».

4.7

IZZO, D'ALI', GIULIANO, MORRA, DI BARTOLOMEO, SCOTTI, MALVANO

Sostituire i commi 2 e 3 con i seguenti:

        «2. Qualora i consorzi non siano in grado nell'immediato di prendere in capo la gestione della raccolta differenziata dei rifiuti ed adottare le misure necessarie per l'incremento significativo dei livelli di raccolta degli imballaggi primari e della frazione organica, dei rifiuti ingombranti, nonché della frazione valorizzabile di carta, plastica, vetro, legno, metalli ferro si e non ferrosi, viene meno l'obbligatorietà da parte dei comuni ad avvalersi dei consorzi per la raccolta differenziata. I comuni provvederanno, visto il carattere di urgenza e la necessità di non interruzione del servizio, e fino alla costituzione degli ATO, ai sensi dell'articolo 198, comma 1, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152.

        3. Il soggetto affidatario del servizio integrato di raccolta differenziata protempore è individuato ai sensi del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163.

        4. I comuni provvedono alla stabilizzazione del personale impiegato presso i consorzi ai sensi dell'articolo 3 comma 4 dell'ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3529 del 30 giugno 2006.

        5. Il Commissario delegato può disporre l'accorpamento dei consorzi inattivi, ovvero il loro scoglimento».

4.8

IZZO, D'ALI', GIULIANO, MORRA, SCOTTI, MALVANO, LIBE'

Al comma 2, sostituire le parole: «, limitatamente alla durata ivi prevista, i contratti già stipulati», con le seguenti: «i contratti già stipulati, nonché quelli in corso di esecuzione anche con eventuali proroghe concordate tra le parti,».

4.8 (testo 2)

IZZO, D'ALI', GIULIANO, MORRA, SCOTTI, MALVANO, LIBE'

Al comma 2, sostituire le parole: «, limitatamente alla durata ivi prevista, i contratti già stipulati alla», con le seguenti: «i contratti già stipulati, nonché quelli in corso di esecuzione anche con eventuali proroghe già concordate tra le parti prima della».

4.9

IZZO, D'ALI', GIULIANO, MORRA, SCOTTI, MALVANO

Al comma 2, sostituire le parole: «, limitatamente alla durata ivi prevista, i contratti già stipulati», con le seguenti: «i contratti già stipulati, nonché quelli comunque in corso di esecuzione,».

4.10

D'ALI', SCOTTI

Sopprimere il comma 3.

4.11

IZZO, D'ALI', GIULIANO, MORRA, SCOTTI, MALVANO

Al comma 3, sostituire la parola: «significativo» con la seguente: «almeno del 10 per cento».

4.11 (testo 2)

IZZO, D'ALI', GIULIANO, MORRA, SCOTTI, MALVANO

Al comma 3, sopprimere la parola: «significativo».

4.100

Il Relatore

Al comma 3, dopo la parola: «può» inserire le seguenti: «proporre alla Regione di ».

4.100 (testo 2)

Il Relatore

Al comma 3, sostituire le parole: «Qualora i consorzi» con le seguenti: «Il Commissario delegato propone alla Regione di disporre l'accorpamento dei consorzi ovvero il loro scioglimento, qualora i consorzi. ».

Conseguentemente sopprimere al comma 3 le seguenti parole:«, il Commissario delegato può disporre l'accorpamento dei consorzi, ovvero il loro scioglimento».

4.12

DE PETRIS

Al comma 3, aggiungere, in fine, i seguenti periodi:

        «In particolare dovranno essere assunte misure tali, anche attraverso sistemi di raccolta differenziata a domicilio, da consentire di raggiungere l'obiettivo minimo di raccolta differenziata di cui ai commi 1108 e 1109 della legge 27 dicembre 2006 n. 296. Entro il termine della gestione commissariale, il Commissario delegato, attraverso i presidenti delle province sub-commissari delegati, verifica le misure adottate per il conseguimento degli obiettivi incentivando la raccolta differenziata attraverso adeguate ed efficaci campagne di informazione e mobilitazione dei cittadini, promosse anche su proposta di enti, istituzioni ed associazioni di cittadini interessati».

4.12 (testo 2)

DE PETRIS, IZZO, MONGIELLO

Al comma 3, aggiungere, in fine, il  seguente periodo:

        «In particolare dovranno essere assunte misure tali, anche attraverso sistemi di raccolta differenziata a domicilio, da raggiungere l'obiettivo minimo di raccolta differenziata di cui ai commi 1108 e 1109 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2006 n. 296.».

4.13

SODANO, BELLINI

Dopo il comma 3 aggiungere il seguente:

        «3-bis. I consorzi predispongono, entro trenta giorni dall'entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, appositi piani economico-finanziari, che sono approvati dal Commissario delegato e che contengono tutti gli elementi indispensabili ai fini della valutazione della congruità e della sostenibilità dei costi, dei ricavi e degli investimenti anche con riferimento ai riflessi tariffari sulle utenze domestiche».

4.13 (testo 2)

SODANO, BELLINI

Dopo il comma 3 aggiungere il seguente:

        «3-bis. I consorzi predispongono, entro novanta giorni dall'entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, appositi piani economico-finanziari, che sono approvati dal Commissario delegato e che contengono tutti gli elementi indispensabili ai fini della valutazione della congruità e della sostenibilità dei costi, dei ricavi e degli investimenti anche con riferimento ai riflessi tariffari sulle utenze domestiche».

Art. 5

5.1

DE PETRIS

Sopprimere l'articolo.

5.2

DE PETRIS

Sostituire l'articolo con il seguente:

«Art. 5.

1. Il Commissario delegato individua le modalità operative che assicurino il pieno coinvolgimento degli enti locali interessati dall'emergenza, garantendo il raccordo istituzionale anche per la formulazione delle proposte relative alla soluzione delle problematiche locali relative al trattamento dei rifiuti. Ai fini dell'utilizzazione dei siti di cui al presente decreto, si provvede ai necessari rilievi topografici, indagini geologiche, geognostiche e geofisiche. La progettazione della messa in sicurezza e della bonifica è comunque sottoposta ad approvazione del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, assicurando il coordinamento con il Commissario delegato per la bonifica e la tutela delle acque nella regione Campania».

5.3

SODANO, BELLINI

Al comma 1, sostituire le parole: «poste in essere» con le seguenti: «previsti dal presente decreto e che sono attuati».

5.4

STEFANI, LEONI, IZZO

Dopo il comma 1 inserire il seguente:

        «1-bis. I giovani che prestano il servizio civile ai sensi della legge 6 marzo 2001, n. 64, ed i militari di truppa che abbiano contratto ferma prefissata nelle Forze Armate e siano residenti nei comuni della regione Campania, vengono, a domanda, impiegati fino al 31 dicembre 2007, dal Commissario delegato per l'emergenza rifiuti della Campania presso i comuni di residenza».

Art. 6

6.1

IZZO, D'ALI', GIULIANO, MORRA, SCOTTI, MALVANO

Al comma 1, dopo le parole: «della regione Campania», aggiungere le seguenti: «e il sindaco di Napoli, limitatamente al proprio territorio comunale,».

6.2

D'ALI', SCOTTI, IZZO, LIBE', DE PETRIS, GIULIANO, MORRA

Al comma 1, dopo le parole: «sono nominati sub-commissari» aggiungere le parole: «a titolo gratuito».

6.3

BELLINI

Al comma 1, sostituire la parola: «attuano» con le seguenti: «esercitano la programmazione degli interventi».

6.3 (testo 2)

BELLINI

Al comma 1, sostituire le parole: «ed attuano» con le seguenti: «: essi concorrono alla programmazione ed attuano nei rispettivi ambiti provinciali».

6.4

DE PETRIS

Al comma 1, aggiungere, in fine, le seguenti parole: «con particolare riferimento all'impiantistica e alla raccolta differenziata».

6.4 (testo 2)

DE PETRIS

Al comma 1, aggiungere, in fine, le seguenti parole: «con particolare riferimento all'impiantistica e alla esigenza di incrementare la raccolta differenziata».

6.5

SODANO, BELLINI

Al comma 1, sopprimere la parola: «piena» e aggiungere, in fine, le seguenti parole: «, con particolare riferimento alla esigenza di incrementare la raccolta differenziata».

6.6

LEONI, STEFANI

Al comma 1, aggiungere, in fine, il seguente periodo: «Il Commissario delegato definisce in accordo con i presidenti delle province, i tempi, i criteri e le modalità per procedere all'attuazione della normativa vigente sulla raccolta differenziata dei rifiuti e alla riorganizzazione delle competenze in materia di gestione dei rifiuti nella regione Campania, anche al termine dello stato di emergenza».

6.7

STEFANI, LEONI

Al comma 3, aggiungere, in fine, le seguenti parole: «Alla scadenza del periodo di emergenza, il 1º gennaio 2008, decadono le gestioni commissariali nominate ai sensi dell'articolo 5 della legge 24 febbraio 1992, n. 225, e ai sensi del decreto-legge 9 ottobre 2006, n. 263, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 dicembre 2006, n. 290, e del presente decreto e la responsabilità dello svolgimento del servizio dello smaltimento dei rifiuti viene ripristinata in capo agli enti territoriali competenti».

6.8

PALUMBO

Dopo il comma 1, aggiungere il seguente:

        «6-bis. I sub-commissari di cui al comma precedente, possono assumere le iniziative volte a conseguire le finalità di cui al presente decreto-legge, nell'ambito delle direttive impartite dal Commissario delegato»

Art. 7

7.1

IZZO, D'ALI', GIULIANO, MORRA, SCOTTI, LIBE'

Sopprimere l'articolo.

7.2

D'ALI', SCOTTI

Sopprimere l'articolo.

7.3

VIESPOLI, PONTONE, PARAVIA, CORONELLA, MUGNAI, BATTAGLIA ANTONIO

Sopprimere l'articolo.

7.4

DE PETRIS

Sostituire l'articolo 7, con il seguente:

«Art. 7.

1. In raccordo con la regione e gli enti territoriali interessati, il Commissario straordinario, attraverso i sub-commissari presidenti delle province, assicura l'attivazione di misure atte a consentire il conseguimento degli obiettivi di raccolta differenziata previsti dalla legislazione vigente, anche attraverso idonee misure tariffarie di incentivazione».

7.5

SODANO, BELLINI

Al comma 1, al primo periodo, dopo le parole: «rifiuti solidi urbani» inserire le seguenti: «o della relativa tariffa» e aggiungere alla fine del periodo le seguenti parole: «indicati in appositi piani economico-finanziari redatti tenendo conto anche delle indicazioni contenute nei piani economico-finanziari predisposti dai consorzi di cui all'articolo 4 e approvati dal Commissario delegato, ad eccezione dei costi relativi agli interventi di emergenza o comunque eccedenti l'ordinaria gestione del servizio di smaltimento dei rifiuti solidi urbani.».

7.5 (testo 2)

SODANO, BELLINI

Al comma 1, sostituire il primo periodo con il seguente: «In deroga all'articolo 238 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, i comuni della regione Campania adottano immediatamente le iniziative urgenti per assicurare che, a decorrere dal 1° gennaio 2008 e per un periodo di cinque anni, ai fini della determinazione della tassa di smaltimento dei rifiuti solidi urbani e della TIA siano applicate misure tariffarie per garantire la copertura integrale dei costi del servizio di gestione dei rifiuti indicati in appositi piani economico-finanziari redatti tenendo conto anche delle indicazioni contenute nei piani di cui all'articolo 4.».

7.6

IZZO, D'ALI', GIULIANO, MORRA, SCOTTI, MALVANO

Al comma 1, primo periodo, sostituire la parola: «integrale» con la seguente: «almeno del 50 per cento».

7.7

D'ALI', SCOTTI, IZZO

Dopo le parole: «costi di gestione del servizio» inserire la parola: «ordinario».

7.8

IZZO, D'ALI', GIULIANO, MORRA, SCOTTI, MALVANO

Dopo il primo periodo, inserire il seguente: «La differenza che si determinerà tra il costo integrale di gestione del servizio di smaltimento dei rifiuti e l'incasso della tassa di smaltimento dei rifiuti solidi urbani incassata da ciascun Comune è posta a carico del commissariato, nell'ambito delle risorse disponibili sulla contabilità speciale, sino alla esistenza dello stesso e successivamente è posta a carico della regione Campania per un periodo di cinque anni, a decorrere dal 1º gennaio 2008».

        Conseguentemente, ai maggiori oneri si provvede, fino a concorrenza, mediante corrispondente riduzione di tutti gli stanziamenti di spesa corrente del bilancio dello Stato, con esclusione dei soli stanziamenti determinati direttamente per legge, della spesa obbligatoria e degli interessi sui titoli del debito pubblico.

7.9

BELLINI

Al comma 1, sostituire l'ultimo periodo con il seguente: «Nel caso in cui i comuni non provvedano nei termini previsti o non raggiungano gli obiettivi prefissati di raccolta differenziata si procede alla nomina di commissari ad acta.».

7.9 (testo 2)

BELLINI

Al comma 1, sostituire l'ultimo periodo con il seguente: «Nel caso in cui i comuni non provvedano nei termini previsti si procede alla nomina di commissari ad acta.».

7.10

SODANO

Al comma 1, al secondo periodo, dopo le parole: «nei termini previsti», inserire le seguenti: «o che non raggiungano gli obiettivi prefissati di raccolta differenziata».

7.0.1

VIESPOLI, PONTONE, PARAVIA, CORONELLA, MUGNAI, BATTAGLIA ANTONIO

Dopo l'articolo 7, aggiungere il seguente:

«Art. 7-bis.

(Misure per la raccolta differenziata)

        1. I comuni della Campania che alla data del 31 dicembre 2008 non incrementano di almeno il 10 per cento della raccolta differenziata realizzata alla data del 31 dicembre 2007, sono sciolti per grave violazione di legge, ai sensi dell'articolo 141, comma 1, lettera a), del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267.».

7.0.2

VIESPOLI, PONTONE, PARAVIA, CORONELLA, MUGNAI, BATTAGLIA ANTONIO, LIBE'

Dopo l'articolo 7, aggiungere il seguente:

«Art. 7-bis.

(Rimborsi)

        1. Nei periodi di irregolare effettuazione del servizio di spazzamento e raccolta dei rifiuti solidi urbani, la tariffa viene commisurata per i medesimi periodi al 40 per cento di quella determinata per l'anno di riferimento. L'adozione di ordinanze commissariali o sindacali costituisce prova di irregolare effettuazione del servizio.».

7.0.3

VIESPOLI, PONTONE, PARAVIA, CORONELLA, MUGNAI, BATTAGLIA ANTONIO

Dopo l'articolo 7, aggiungere il seguente:

«Art. 7-bis.

(Misure per la raccolta differenziata)

        1. I comuni della Campania che entro il 31 dicembre 2007 non hanno avviato la raccolta differenziata sono sciolti per grave violazione di legge, ai sensi dell'articolo 141, comma 1, lettera a), del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267.».

Art. 8

8.1

IZZO, D'ALI', GIULIANO, MORRA, SCOTTI, MALVANO

Sopprimere l'articolo.

8.2

IZZO, D'ALI', GIULIANO, MORRA, SCOTTI, MALVANO

Sostituire il comma 1 con il seguente:

        «1. Agli oneri derivanti dal presente decreto, pari a 100 milioni di euro, si provvede, fino a concorrenza, mediante corrispondente riduzione di tutti gli stanziamenti di spesa corrente del bilancio dello Stato, con esclusione dei soli stanziamenti determinati direttamente per legge, della spesa obbligatoria e degli interessi sui titoli del debito pubblico.».

Art. 9

9.1

IZZO, D'ALI', GIULIANO, MORRA, SCOTTI, MALVANO

Sopprimere l'articolo.

9.2

SODANO, BELLINI

Al comma 1, sostituire il primo periodo del capoverso 1-ter con il seguente: «Il Commissario delegato adotta, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente comma, d'intesa con il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e con la Consulta regionale per la gestione dei rifiuti nella regione Campania, sentito il Commissario per la bonifica, il Piano per la realizzazione di un ciclo integrato dei rifiuti per la regione Campania.».

9.2 (testo 2)

SODANO, BELLINI

Al comma 1, sostituire il primo periodo del capoverso 1-ter con il seguente: «Il Commissario delegato adotta, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente comma, d'intesa con il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, sentiti la Consulta regionale per la gestione dei rifiuti nella regione Campania e il Commissario per la bonifica, il Piano per la realizzazione di un ciclo integrato dei rifiuti per la regione Campania.».

9.3

VIESPOLI, PONTONE, PARAVIA, CORONELLA, MUGNAI, BATTAGLIA ANTONIO

Al comma 1, sopprimere le parole: «,nonchè il Commissario per la bonifica».

9.4

BELLINI

Al comma 1, al capoverso sostituire le parole: «per ciascuna provincia, ovvero per ciascuno degli ambiti territoriali interprovinciali che potranno essere individuati d'intesa fra le province interessate» con le seguenti: «in regione Campania».

9.4 (testo 2)

BELLINI

Al comma 1, al capoverso 1-ter, al secondo periodo, sopprimere le parole: « che dovranno operare per ciascuna provincia, ovvero per ciascuno degli ambiti territoriali interprovinciali che potranno essere individuati d'intesa fra le province interessate.».

9.5

DE PETRIS

Al comma 1, aggiungere, in fine, il seguente periodo: «Per le attività di cui al presente comma il Commissario delegato si avvale delle strutture operative nazionali del Servizio nazionale della protezione civile nonché del concorso delle amministrazioni e degli enti pubblici.».

9.5 (testo 2)

DE PETRIS

Al comma 1, aggiungere, in fine, il seguente periodo: «Per la redazione del Piano di cui al presente comma il Commissario delegato si avvale delle strutture operative nazionali del Servizio nazionale della protezione civile nonché del concorso delle amministrazioni e degli enti pubblici.».

9.6

DE PETRIS

Al comma 1, aggiungere, in fine, il seguente periodo: «Il Piano, oltre al conseguimento degli obiettivi di raccolta differenziata, assicura anche la piena tracciabilità del ciclo dei rifiuti, l'utilizzo delle migliori tecnologie disponibili, metodi di trattamento biologico ed un elevato livello di tutela ambientale e sanitaria».

9.7

DE PETRIS

Al comma 1, primo periodo, aggiungere, in fine, le seguenti parole: «d'intesa con la regione Campania e con il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, sentite le province ed i comuni interessati dall'emergenza».

9.8

VIESPOLI, PONTONE, PARAVIA, CORONELLA, MUGNAI, BATTAGLIA ANTONIO

Dopo il comma 1, aggiungere il seguente:

        «1-bis. Le province provvedono entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto alla individuazione delle zone idonee alla localizzazione degli impianti di smaltimento dei rifiuti, così come previsto dall'articolo 197, comma 1, lettera d), del decreto legislativo 3 aprile 2006 numero 152. Alle province che non provvedono nei termini previsti si applicano le disposizioni di cui all'articolo 141, comma 1, lettera a), del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267».

9.0.1

IZZO, D'ALI', GIULIANO, MORRA, SCOTTI, MALVANO

Dopo l'articolo, aggiungere il seguente:

«Art. 9-bis.

        Al fine di contrastare il fenomeno del traffico illecito di rifiuti è istituita una task force operativa presieduta dal Prefetto di Napoli e composta da tutte le forze dell'ordine che promuove un'operazione territoriale dedicata al pattugliamento delle aree a rischio 24 ore al giorno».

 

 


AFFARI COSTITUZIONALI    (1ª) 

 

GIOVEDÌ 17 MAGGIO 2007

115ª Seduta (antimeridiana) 

 

Presidenza del Presidente

BIANCO 

 

Intervengono il ministro per gli affari regionali e le autonomie locali Linda Lanzillotta e i sottosegretari di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri  Colonnella e per i rapporti con il Parlamento e le riforme istituzionali D'Andrea.

Interviene, ai sensi dell'articolo 48 del Regolamento, Corrado Calabrò, Presidente dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, accompagnato da Roberto Napoli, Commissario dell’Autorità, Franco Angrisani, Nicola Gaviano, Guido Stazi e Roberto Viola.          

 

La seduta inizia alle ore 10,50.

IN SEDE CONSULTIVA 

 

(1566) Conversione in legge del decreto-legge 11 maggio 2007, n. 61, recante interventi straordinari per superare l'emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella regione Campania e per garantire l'esercizio dei propri poteri agli enti ordinariamente competenti

(Parere alla 13ª Commissione, ai sensi dell'articolo 78, comma 3, del Regolamento. Esame e rinvio)

 

      Il relatore VILLONE (SDSE) illustra i motivi di necessità e urgenza del decreto-legge, recante interventi per risolvere l’emergenza dei rifiuti nella regione Campania, suscettibile di compromettere gravemente i diritti della popolazione, esposta al pericolo di pregiudizi per la salute, in particolare individuando i siti per le discariche utilizzabili ai fini del conferimento di rifiuti solidi urbani, considerato anche il rischio di incendi dei rifiuti stoccati presso gli impianti o abbandonati sul territorio e del conseguente inquinamento.

            Si riserva di svolgere alcune valutazioni circa la costituzionalità sostanziale delle disposizioni in esame, alcune delle quali sembrano incidere indebitamente sull’autonomia dei Governi regionali e locali e intanto propone di esprimere un parere favorevole sulla sussistenza dei presupposti costituzionali.

 

            Il seguito dell’esame è quindi rinviato.

 

La seduta termina alle ore 13.40.


 

AFFARI COSTITUZIONALI    (1ª) 

Sottocommissione per i pareri

 

MARTEDÌ 29 MAGGIO 2007

40ª Seduta 

 

Presidenza del Presidente  

VILLONE 

 

 

            La seduta inizia alle ore 14,20.

 

(1566) Conversione in legge del decreto-legge 11 maggio 2007, n. 61, recante interventi straordinari per superare l’emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella regione Campania e per garantire l’esercizio dei propri poteri agli enti ordinariamente competenti

(Parere alla 13ª Commissione. Rimessione alla sede plenaria)

 

      Il relatore presidente VILLONE (SDSE) ritiene opportuno che l’esame del disegno di legge in titolo sia rimesso alla Commissione in sede plenaria; avverte quindi che l’esame sarà svolto in quella sede.


AFFARI COSTITUZIONALI    (1ª) 

 

MARTEDÌ 29 MAGGIO 2007

118ª Seduta (pomeridiana) 

 

Presidenza del Presidente

BIANCO 

 

            Intervengono il ministro per gli affari regionali e le autonomie locali Linda Lanzillotta e il sottosegretario di Stato per i rapporti con il Parlamento e le riforme istituzionali D'Andrea.    

 

La seduta inizia alle ore 14,35.

 

 

IN SEDE CONSULTIVA 

 

(1566) Conversione in legge del decreto-legge 11 maggio 2007, n. 61, recante interventi straordinari per superare l'emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella regione Campania e per garantire l'esercizio dei propri poteri agli enti ordinariamente competenti

(Parere alla 13a Commissione, ai sensi dell'articolo 78, comma 3, del Regolamento. Seguito e conclusione dell'esame. Parere favorevole) 

 

            Prosegue l'esame, sospeso nella seduta antimeridiana del 17 maggio.

 

      Il relatore VILLONE (SDSE) ribadisce la proposta di esprimere un parere favorevole sulla sussistenza dei presupposti costituzionali.

 

            Accertata la presenza del prescritto numero di senatori, la Commissione approva il parere favorevole proposto dal relatore.

 


AFFARI COSTITUZIONALI    (1ª) 

 

MARTEDÌ 5 GIUGNO 2007

121ª Seduta 

 

Presidenza del Presidente

BIANCO 

 

            Intervengono i sottosegretari di Stato per i rapporti con il Parlamento e le riforme istituzionali D'Andrea e Naccarato. Interviene, ai sensi dell'articolo 48 del Regolamento, il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri Micheli.    

 

La seduta inizia alle ore 15.

 

 

IN SEDE CONSULTIVA 

 

(1566) Conversione in legge del decreto-legge 11 maggio 2007, n. 61, recante interventi straordinari per superare l'emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella regione Campania e per garantire l'esercizio dei propri poteri agli enti ordinariamente competenti

(Parere alla 13a Commissione. Esame. Parere favorevole con osservazioni)

 

      Il relatore VILLONE (SDSE) osserva che il decreto-legge si comporta un intervento sostitutivo delle competenze degli enti locali e della regione Campania, anche in deroga a discipline normative vigenti, che suscita perplessità sotto il profilo costituzionale. Analoghe riserve manifesta per alcune norme di dettaglio, che si riferiscono a territori specifici presso i quali dislocare le discariche, e per le ingerenze potenzialmente non lievi che si determinerebbero sull’attività dell’autorità giudiziaria nel caso di utilizzo, ai sensi dell’articolo 2, di impianti sottoposti a provvedimenti di sequestro.

            Rileva che secondo quanto stabilito nell’articolo 7 il costo delle iniziative urgenti ricade esclusivamente sui cittadini dei comuni campani: tale prescrizione, a suo avviso, non è irrilevante ai fini del giudizio di costituzionalità, infatti, la garanzia dei diritti fondamentali su tutto il territorio nazionale non può essere sostenuta dai residenti di una sola regione.

            Infine, esprime perplessità sulla previsione di cui all’articolo 9, in base al quale il commissario delegato adotta un piano per la realizzazione di un ciclo industriale dei rifiuti in sostituzione del piano regionale.

            Conclude, proponendo di esprimere un parere favorevole con le osservazioni appena illustrate.

 

            Il presidente BIANCO condivide la proposta di parere favorevole, con osservazioni, avanzata dal relatore.

 

            Il senatore PASTORE (FI) rileva che l’intervento sostitutivo da parte dello Stato previsto dal decreto-legge è esorbitante rispetto all’articolo 120, secondo comma, della Costituzione, che in base alla legge attuativa è soggetto a una procedura che deve garantire il rispetto dei princìpi di sussidiarietà e di leale collaborazione.

 

            Il senatore GRASSI (RC-SE) condivide la proposta di parere favorevole, con osservazioni, avanzata dal relatore. Sottolinea l’esigenza di verificare l’impatto ambientale che si determinerebbe in applicazione dell’attivazione di una discarica nel territorio del comune di Terzigno, compreso nel parco regionale del Vesuvio, e di valutare la costituzionalità della deroga alle disposizioni legislative in materia di tutela dell’ambiente e igienico-sanitaria. Inoltre, ritiene che l’utilizzo di siti sottoposti a sequestro giudiziario costituisca una deroga di cui sarebbe opportuno verificare l’utilità.

 

            Il senatore SINISI (Ulivo) ricorda la gravità della situazione che si è determinata in alcuni comuni della regione Campania, di fronte alla quale, a suo avviso, è comprensibile la scelta di sacrificare alcuni beni particolari per proteggere interessi comuni prevalenti, compresa la tutela di vite umane. In proposito, ricorda la previsione costituzionale di un potere sostitutivo dello Stato di fronte agli inadempimenti degli enti locali.

            Giudica opportuna la disposizione di cui all’articolo 7, che fa gravare sui cittadini della regione Campania il costo dell’inefficienza degli enti locali, creando così un presupposto per far valere la responsabilità politica degli amministratori.

            Al fine di non indebolire l’efficacia degli interventi di emergenza previsti nel decreto-legge, ritiene che l’autorità giudiziaria potrebbe concedere un nulla osta per l’utilizzo di siti sottoposti a sequestro giudiziario, quando ciò non pregiudichi  le indagini.

            Ritiene, in conclusione, che si debba esprimere un parere favorevole sulla costituzionalità del provvedimento, per l’incisività degli strumenti previsti, anche in funzione di contrasto alle infiltrazioni della criminalità organizzata nella gestione dello smaltimento dei rifiuti.

 

            Il senatore SAPORITO (AN) prende atto delle notazioni critiche rivolte anche da senatori dei Gruppi di maggioranza al provvedimento d’urgenza in esame. A suo avviso, si dovrebbe esprimere un giudizio severo sulle responsabilità politiche della vicenda campana.

Manifesta il dubbio che le misure recate dal decreto-legge riescano a conseguire un risultato apprezzabile.

 

Il relatore VILLONE (SDSE), quindi, risolve di adeguare la sua proposta di parere ad alcuni dei rilievi formulati nel dibattito, con particolare riguardo a quelli del senatore Sinisi.

 

Il senatore SARO (DCA-PRI-MPA) preannuncia il voto contrario del suo Gruppo sulla proposta di parere avanzata dal relatore, che non si esprime sulla responsabilità politica degli amministratori. A suo avviso, le misure emergenziali rappresentano un errore, anche perché favoriscono una precarietà persistente, funzionale alle infiltrazioni delle organizzazioni camorristiche.

 

Il senatore PASTORE (FI) preannuncia un voto contrario, osservando che il provvedimento d’urgenza finisce per protrarre senza termine la situazione di emergenza nella gestione dello smaltimento dei rifiuti in Campania, che suscita indignazione in tutti gli italiani. Ribadisce le perplessità in merito alla compatibilità costituzionale dei poteri sostitutivi previsti dal decreto-legge, a suo avviso non conformi alle norme attuative dell’articolo 120, secondo comma, della Costituzione.

 

Accertata la presenza del prescritto numero dei senatori, la Commissione approva il parere favorevole, con osservazioni, avanzato dal relatore, pubblicato in allegato al resoconto.


PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SUL DISEGNO DI LEGGE N. 1566

 

 

 

            La Commissione, esaminato il disegno di legge in titolo, esprime, per quanto di competenza, parere favorevole, essendo possibile rinvenirne un fondamento normativo non solo nell’articolo 117 della Costituzione, ma anche nell’articolo 120, in vista della necessaria tutela di diritti fondamentali, della tutela della salute pubblica e del contrasto alle infiltrazioni e pressioni della criminalità organizzata. Segnala, tuttavia, alla Commissione di merito la necessità di valutare con particolare attenzione, tendendo laddove possibile a soluzioni alternative:

- le situazioni concernenti siti collocati in aree di particolare valore paesaggistico o ambientale o specificamente a tal fine protette;

- le situazioni dei siti assoggettati a provvedimenti della magistratura per indagini penali in corso, o comunque a provvedimenti che ne abbiano inibito in tutto o in parte l’utilizzazione a fini di discarica;

- le scelte di commissariamento globale delle istituzioni regionali e locali, verificando la possibilità di recuperarne un ruolo, anche al fine di ripristinare un efficace circuito di rappresentanza delle popolazioni locali, fin qui mancato.

 

Si invita inoltre a prefigurare nei limiti del possibile fin d’ora un compiuto progetto strategico destinato ad operare anche dopo l’emergenza.

 


 

AFFARI COSTITUZIONALI    (1ª) 

 

MARTEDÌ 12 GIUGNO 2007

124ª Seduta 

 

Presidenza del Presidente

BIANCO 

 

            Interviene il sottosegretario di Stato per i rapporti con il Parlamento e le riforme istituzionali D'Andrea.   

 

            La seduta inizia alle ore 14,30

IN SEDE CONSULTIVA 

 

(1566) Conversione in legge del decreto-legge 11 maggio 2007, n. 61, recante interventi straordinari per superare l’emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella regione Campania e per garantire l’esercizio dei propri poteri agli enti ordinariamente competenti

(Parere alla 13a Commissione su emendamenti. Esame. Parere non ostativo con osservazioni) 

           

Il relatore VILLONE (SDSE) illustra un parere non ostativo sul complesso degli emendamenti, riferendo ad essi, in quanto compatibili, le osservazioni formulate in merito al testo del decreto-legge n. 61 del 2007, nel parere espresso il 5 giugno.

 

            Accertata la presenza del prescritto numero di senatori, la Commissione approva il parere non ostativo con osservazioni proposto dal relatore, pubblicato in allegato al resoconto.

 

(1566) Conversione in legge del decreto-legge 11 maggio 2007, n. 61, recante interventi straordinari per superare l'emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella regione Campania e per garantire l'esercizio dei propri poteri agli enti ordinariamente competenti

(Parere all'Assemblea su emendamenti. Esame. Parere non ostativo con osservazioni)

 

Il relatore VILLONE (SDSE) illustra un parere non ostativo sul complesso degli emendamenti, riferendo ad essi, in quanto compatibili, le osservazioni formulate in merito al testo del decreto-legge n. 61 del 2007, nel parere espresso il 5 giugno.

 

            Accertata la presenza del prescritto numero di senatori, la Commissione approva il parere non ostativo con osservazioni proposto dal relatore, pubblicato in allegato al resoconto.


 

AFFARI COSTITUZIONALI    (1ª)

Sottocommissione per i pareri

 

MARTEDÌ 19 GIUGNO 2007

44ª Seduta

 

Presidenza del Presidente

VILLONE

 

Interviene il sottosegretario di Stato per gli affari regionali e le autonomie locali Colonnella.

 

La seduta inizia alle ore 14,05.

 

(1566) Conversione in legge del decreto-legge 11 maggio 2007, n. 61, recante interventi straordinari per superare l' emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella regione Campania e per garantire l' esercizio dei propri poteri agli enti ordinariamente competenti

(Parere all'Assemblea su ulteriori emendamenti. Esame. Parere non ostativo con osservazioni)

 

      Il relatore presidente VILLONE (SDSE) illustra gli ulteriori emendamenti riferiti al disegno di legge in titolo e propone di esprimere un parere non ostativo sul loro complesso, riferendo ad essi, in quanto compatibili, le osservazioni formulate in merito al testo del decreto legge n. 61 del 2007 il 5 giugno scorso.

 

            Conviene la Sottocommissione.

 


 

GIUSTIZIA    (2ª)

Sottocommissione per i pareri

 

MERCOLEDÌ 30 MAGGIO 2007

9ª Seduta 

 

Presidenza del Presidente

CASSON 

 

 

alla 13a Commissione:

 

 

(1566) Conversione in legge del decreto-legge 11 maggio 2007, n. 61, recante interventi straordinari per superare l' emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella regione Campania e per garantire l' esercizio dei propri poteri agli enti ordinariamente competenti : parere favorevole con condizioni.


 

BILANCIO    (5ª) 

Sottocommissione per i pareri

 

MARTEDÌ 29 MAGGIO 2007

69ª Seduta (antimeridiana) 

 

Presidenza del Presidente

MORANDO 

 

            Intervengono i sottosegretari di Stato per l'economia e le finanze Casula e per il lavoro e per la previdenza sociale Montagnino.

 

 

(1566) Conversione in legge del decreto-legge 11 maggio 2007, n. 61, recante interventi straordinari per superare l' emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella regione Campania e per garantire l' esercizio dei propri poteri agli enti ordinariamente competenti

(Parere alla 13a Commissione. Esame e rinvio)

 

Il senatore LUSI (Ulivo) illustra il provvedimento in titolo, segnalando, per quanto di competenza, che l’esigenza di acquisire chiarimenti in merito alla natura delle misure compensative in favore dei comuni, di cui al comma 5 dell’articolo 1, al fine di valutarne i profili sulla finanza pubblica. Ritiene altresì necessario acquisire chiarimenti sul differimento di un anno (da 4 a 5 anni) del periodo previsto per garantire complessivamente la copertura integrale dei costi di gestione del servizio di smaltimento dei rifiuti (articolo 7, comma 1). In particolare, sarebbe opportuno acquisire chiarimenti sulle modalità di copertura dei costi di gestione del servizio di smaltimento dei rifiuti nel periodo transitorio nonché sulle modalità di finanziamento di eventuali costi non coperti da tariffe.

 

Il sottosegretario CASULA, in merito alla natura delle misure compensative in favore dei comuni di cui al comma 5, dell’articolo 1, al fine di valutare i profili sulla finanza pubblica, fa presente che l’articolo 5, comma 2-bis del decreto-legge n. 263 del 2006, convertito, con modificazioni dalla legge n. 290 del 2006, concernente "Misure straordinarie per fronteggiare l’emergenza nel settore dei rifiuti nella regione Campania" stabilisce che con Ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri è determinato l’importo da riconoscere ai comuni sede di discariche a valere sugli importi incassati con la tariffa di smaltimento, comprensiva delle quote di ristoro, dei contributi e delle maggiorazioni di cui agli articoli 1 e 3 della Ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3479 del 2005. In attuazione di quanto sopra, l’Ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3552 del 2006 all’articolo 2, comma 7, nel modificare l’articolo 2, comma 6, dell’Ordinanza n. 3529 del 2006, ha stabilito che il Commissario Delegato è autorizzato a riconoscere quote di ristoro anche per i comuni confinanti con quelli che ospitano discariche o impianti di stoccaggio autorizzati dal Commissario Delegato a seguito del decreto-legge n. 245 del 2005, convertito in legge n. 21 del 2006 e che la copertura di tali oneri è posta altresì a carico della tariffa dovuta dai soggetti conferenti.

Conclusivamente, tali quote di ristoro a favore dei comuni sede di impianti e nei comuni confinanti risultano essere espresse in un contributo in euro per chilogrammo, variabile sulla base di ciascuna tipologia di impianto, come specificate nell’articolo 3, comma 3, della citata Ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3479 del 2005.

Relativamente, poi, agli elementi di conoscenza in ordine agli oneri aggiuntivi che potrebbero determinarsi a seguito del differimento di un anno del periodo previsto per garantire complessivamente la copertura integrale dei costi di gestione del servizio di smaltimento dei rifiuti, e precisamente, per il periodo che intercorre tra la data di entrata in vigore della norma ed il termine della dichiarazione dello stato di emergenza, ritiene che gli essi graveranno eventualmente sulle risorse comunque destinate al Commissario Delegato. Per quanto concerne invece le modalità di finanziamento di eventuali costi non coperti da tariffe, evidenzia che la norma in questione determina la totale copertura dei costi citati mediante l’adozione delle misure tariffarie imposte sul servizio di smaltimento dei rifiuti, facendo inoltre obbligo ai comuni di emettere le relative cartelle esattoriali sulla base del costo effettivo del servizio stesso.

 

Il presidente MORANDO, al fine di valutare gli elementi di chiarimento offerti dal Governo, propone di rinviare il seguito dell’esame ad altra seduta.

 

La Sottocommissione conviene con la proposta del Presidente ed il seguito dell’esame viene quindi rinviato.


BILANCIO    (5ª) 

Sottocommissione per i pareri

 

MARTEDÌ 5 GIUGNO 2007

74ª Seduta 

 

Presidenza del Presidente

MORANDO 

 

            Interviene il sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze Casula.

 

 

(1566) Conversione in legge del decreto-legge 11 maggio 2007, n. 61, recante interventi straordinari per superare l' emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella regione Campania e per garantire l' esercizio dei propri poteri agli enti ordinariamente competenti

(Parere alla 13a Commissione. Seguito dell'esame e rinvio. Richiesta di relazione tecnica)

 

Riprende l’esame sospeso nella seduta antimeridiana del 29 maggio scorso.

 

Il sottosegretario CASULA, ad integrazione dei chiarimenti offerti nel corso della scorsa seduta dedicata al provvedimento in titolo, precisa che alla gestione commissariale per l’emergenza rifiuti nella Regione Campania sono stati assegnati 20 milioni di euro per l’anno 2006 (articolo 5, comma 6, della legge n. 290 del 2006), nonché l’importo stanziato dalla delibera CIPE n. 236 del 2006. Mentre le risorse previste dalla legge n. 290 del 2006 sono state trasferite sulla contabilità speciale n. 2969, intestata al Commissario delegato per l’emergenza rifiuti in Campania, le risorse relative alla citata delibera CIPE non risultano ancora trasferite alla contabilità speciale. Tuttavia, il Dipartimento della Protezione civile ha precisato che sta predisponendo un’apposita ordinanza di protezione civile, con la quale autorizza l’assegnazione per l’importo di euro 12.300.000.

 

Il senatore RIPAMONTI (IU-Verdi-Com) esprime alcune perplessità sulla clausola d’invarianza di oneri contenuta nel provvedimento. Infatti, vengono individuati quattro nuovi siti nonché misure compensative per la bonifica e la messa in sicurezza di alcuni di essi. Tali interventi determinano ingenti oneri finanziari che appaiono in contraddizione con la clausola d’invarianza degli oneri. Cita, poi, un’ordinanza del 23 maggio 2007, che prevede, per il solo sito di Serre, interventi di bonifica e messa in sicurezza per un importo di 3 milioni di euro, a carico del Ministero dell’ambiente. In assenza di una relazione tecnica, ritiene inverosimile l’invarianza di oneri.

 

Il senatore TECCE (RC-SE) rileva come la copertura integrale dei costi di smaltimento dei rifiuti, a partire dal 1° gennaio 2008 coperta attraverso le tariffe, determinerà un inasprimento del prelievo che rischia di essere socialmente insostenibile.

 

Il relatore LUSI (Ulivo) rileva che, sebbene il Sottosegretario abbia fornito informazioni sulle risorse stanziate, debba essere acquisito il dato relativo alle risorse effettivamente disponibili. Ciò soprattutto alla luce del fatto che gli oneri relativi al periodo compreso tra l’entrata in vigore del decreto ed il 1° gennaio 2008, secondo quanto previsto dall’articolo 8, saranno posti a carico della gestione commissariale. Condivide, inoltre, l’opportunità di acquisire una relazione tecnica che dia conto delle risorse disponibili sulla gestione commissariale e degli oneri che si presume dover sostenere nel periodo suddetto.

 

Il presidente MORANDO rileva che nella relazione illustrativa del provvedimento in esame viene specificato che non è predisposta la relazione tecnica in quanto il provvedimento ha una clausola d’invarianza degli oneri. Ritiene che tale argomentazione, comune a numerosi provvedimenti legislativi, non sia corretta, posto che la relazione tecnica, secondo quanto stabilito dall’articolo 76-bis del Regolamento del Senato, rappresenta il documento attraverso il quale si giustifica la presenza di una clausola d’invarianza degli oneri una volta dimostrato che il provvedimento non produce effetti finanziari per il bilancio dello Stato. In altri termini, prima viene la relazione tecnica che motiva l’assenza di oneri e, solo in un momento successivo, si giustifica l’introduzione di una clausola d’invarianza. Ritiene che questa prassi dovrebbe essere correttamente seguita in futuro. Per quanto concerne il caso specifico, raccomanda il Governo a trasmettere in tempi brevi la relazione tecnica sul provvedimento in titolo.

 

La Sottocommissione conviene con la richiesta di predisposizione della relazione tecnica ed il seguito dell’esame viene quindi rinviato.


 

BILANCIO    (5ª) 

Sottocommissione per i pareri

 

MERCOLEDÌ 6 GIUGNO 2007

76ª Seduta (pomeridiana) 

 

Presidenza del Presidente

MORANDO 

indi del Vice Presidente

LEGNINI 

 

            Interviene il sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze Casula.

(1566) Conversione in legge del decreto-legge 11 maggio 2007, n. 61, recante interventi straordinari per superare l' emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella regione Campania e per garantire l' esercizio dei propri poteri agli enti ordinariamente competenti

(Parere alla 13a Commissione. Seguito e conclusione dell'esame. Parere condizionato ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione)

 

Riprende l’esame sospeso nella seduta di ieri.

 

Il presidente MORANDO ricorda che nella scorsa seduta è stata richiesta la relazione tecnica sul provvedimento in titolo al fine di chiarire le modalità di copertura degli oneri sorti tra l'entrata in vigore del provvedimento in titolo e il termine dell'esercizio 2007. A tal fine si era ritenuto opportuno chiedere una quantificazione delle risorse disponibili sulla gestione commissariale.

 

Il sottosegretario CASULA deposita agli atti della Commissione una relazione tecnica verificata positivamente dal Ragioniere generale dello Stato, dalla quale risultano le somme disponibili della gestione commissariale.

 

            Il senatore RIPAMONTI (IU-Verdi-Com) rileva che, sebbene la relazione tecnica fornisca dei chiarimenti sulle risorse disponibili relative alla gestione commissariale, tuttavia, non viene fornito alcun chiarimento sugli eventuali oneri che il Commissario dovrà sostenere tra l'entrata in vigore del provvedimento in titolo e la fine dell'esercizio 2007. Senza una quantificazione dell'onere anche l'informazione relativa alla disponibilità delle somme non è sufficiente a risolvere le questioni finanziarie connesse al provvedimento.

 

            Il senatore TECCE (RC-SE) rileva che la relazione tecnica chiarisce alcuni quesiti emersi durante il dibattito. Inoltre, dal dibattito emerge che il differimento al 1° gennaio 2008 dell'entrata in vigore delle tariffe per la copertura integrale del costo per lo smaltimento dei rifiuti non costituisce una copertura finanziaria.

 

            Dopo che il senatore FERRARA (FI) ha chiesto alcuni chiarimenti in merito alle disposizioni contenute nel comma 2 dell'articolo 8, il relatore LUSI (Ulivo) si dichiara soddisfatto dei chiarimenti offerti dal Governo e illustra una proposta di parere del seguente tenore: "La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato il disegno di legge in titolo, esprime, per quanto di propria competenza, parere non ostativo presupposto che, come documentato dalla relazione tecnica, agli oneri aggiuntivi eventualmente sorti tra la data di entrata in vigore della norma relativa al differimento di un anno del periodo previsto per garantire complessivamente la copertura integrale dei costi di gestione del servizio di smaltimento dei rifiuti (articolo 7, comma 1) ed il termine della dichiarazione dello stato di emergenza, si farà fronte con le risorse disponibili della gestione commissariale. Il parere è altresì reso a condizione che, ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione, al comma 5 dell’articolo 1 vengano aggiunte infine le seguenti parole: "a valere sugli importi incassati con le tariffe di smaltimento".".

 

Il senatore POLLEDRI (LNP) preannuncia il proprio voto contrario in quanto, pur con le condizioni contenute nella proposta testé formulata, il provvedimento non introduce meccanismi efficaci per escludere le somme dovute dai Comuni interessati dall'emergenza dei rifiuti  e prevede un rinvio generico e inefficace alla copertura integrale dei costi di smaltimento attraverso il ricorso alle tariffe.

 

Il senatore RIPAMONTI (IU-Verdi-Com) preannuncia la propria astensione al voto.

 

La Sottocommissione approva infine la proposta di parere del relatore.


Allegato

 

 


 

BILANCIO    (5ª) 

Sottocommissione per i pareri

 

MARTEDÌ 12 GIUGNO 2007

78ª Seduta 

 

Presidenza del Presidente

MORANDO 

 

            Interviene il sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze Casula.

 

La seduta inizia alle ore 14,15.

 

(1566) Conversione in legge del decreto-legge 11 maggio 2007, n. 61, recante interventi straordinari per superare l' emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella regione Campania e per garantire l' esercizio dei propri poteri agli enti ordinariamente competenti

(Parere alla 13a Commissione su emendamenti. Esame e rinvio. Parere in parte non ostativo; in parte condizionato, ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione; in parte contrario, ai sensi della medesima norma costituzionale. Rinvio dell'esame dell'emendamento 1.100)

 

Il relatore LUSI (Ulivo) illustra gli emendamenti relativi al disegno di legge in titolo, segnalando, per quanto di competenza, le proposte 3.8, 3.9, 4.7, 7.1, 7.2, 7.3, 7.5, 7.6, 7.7, 7.0.2 e 8.1, in quanto suscettibili di determinare maggiori oneri privi della corrispondente copertura finanziaria. Rileva, poi, che occorre valutare gli effetti finanziari delle proposte 2.31 e 2.33, nonché acquisire una quantificazione degli oneri connessi alla proposta 7.8. In merito alla proposta 8.2 fa presente che non è indicata la cadenza temporale degli oneri, mentre occorre valutare se le norme contenute nella proposta 9.0.1 possano essere svolte nell’ambito dell’ordinaria attività delle amministrazioni pubbliche ivi indicate. Segnala, infine, che non vi sono osservazioni sui restanti emendamenti.

 

Il sottosegretario CASULA esprime avviso conforme al relatore sulle proposte suscettibili di determinare maggiori oneri, ad eccezione dell'emendamento 7.5. Esprime poi avviso contrario sulle proposte 2.31 e 2.33 in considerazione dei possibili oneri di personale attualmente occupato nei comuni che dovrebbe essere trasferito a carico della gestione commissariale. Esprime poi avviso contrario sulle proposte 7.8 e 8.2 in quanto dispongono norme in violazione dell'articolo 27 della legge 468 del 1978. Anche l'istituzione di una nuova task force prevista dall'emendamento 9.0.1 determina maggiori oneri per la finanza pubblica.

 

Il presidente MORANDO condivide l'avviso del relatore sulla proposta 7.5 in quanto, facendo venir meno il requisito della copertura integrale dei costi per lo smaltimento dei rifiuti, determina oneri privi di una specifica copertura. In relazione alla proposta 9.0.1 non condivide l'avviso del Governo in quanto ritiene che le disposizioni ivi contenute possano essere attuate nell'ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili qualora si escluda la corresponsione di indennità aggiuntive.

 

Il senatore TECCE (RC-SE) non condivide l'avviso del Presidente sulla onerosità dell'emendamento 7.5 in quanto comunque la proposta tiene in considerazione la copertura dei costi ordinari di smaltimento dei rifiuti. Ritiene quindi che a differenza di altri emendamenti volti a escludere completamente la copertura dei costi di smaltimento suddetti a valere sulle tariffe, la proposta 7.5 non presenti profili critici dal punto di vista finanziario. Preannuncia un voto contrario ad un parere che non sia non ostativo sull'emendamento. Per quanto concerne poi la proposta 9.0.1 condivide le considerazioni svolte dal Presidente Morando.

 

Il RELATORE si dichiara sorpreso dal parere favorevole del Governo sulla proposta 7.5 dato che essa esclude l'integrale copertura di smaltimento dei rifiuti a valere sulle tariffe. Nè vengono indicate le risorse con le quali si fa fronte ai costi eccedenti l'ordinaria gestione di smaltimento dei rifiuti. Propone pertanto di esprimere avviso contrario sulla proposta 7.5. Ove dovesse pervenire una riformulazione in grado di rispettare il vincolo dell'integrale copertura degli oneri per lo smaltimento dei rifiuti a valere sulle tariffe, potranno essere rivalutati i profili critici dell'emendamento. Condivide altresì le osservazioni del Presidente sulla proposta 9.0.1.

 

La Sottocommissione conferisce infine mandato al relatore a redigere un parere del seguente tenore: " La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminati gli emendamenti relativi al disegno di legge in titolo, esprime, per quanto di propria competenza, parere non ostativo sull’emendamento 9.0.1 a condizione, ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione, che vengano in fine aggiunte le seguenti parole: "nell’ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili. Per la partecipazione alle attività su indicate non vengono corrisposti compensi o emolumenti aggiuntivi.". Esprime altresì parere non ostativo sulle restanti proposte, ad eccezione degli emendamenti 3.8, 3.9, 4.7, 7.1, 7.2, 7.3, 7.5, 7.6, 7.7, 7.0.2, 8.1, 2.31, 2.33, 7.8 e 8.2, sui quali il parere è contrario, ai sensi della medesima norma costituzionale.".

 

Il presidente MORANDO avverte che sono pervenuti tre emendamenti dalla Commissione di merito. Si tratta delle proposte 7.5. (testo 2), 1.100 e 4.100.

 

Il relatore LUSI (Ulivo) illustra le proposte citate rilevando che la proposta 7.5 (testo 2) appare suscettibile di superare i rilievi critici dinanzi sollevati. Mentre non rileva osservazioni sulla proposta 4.100, osserva che l'emendamento 1.100, prevedendo disposizioni in deroga ad alcune normative nazionali, potrebbe determinare maggiori oneri per la finanza pubblica. Infatti, le risorse stanziate sono commisurate a quanto previsto dalla norma del testo. Qualora in realtà si preveda una deroga alle attività da svolgere se ne aggiungerebbero altre senza però aumentare le risorse stanziate.

 

Il senatore RIPAMONTI (IU-Verdi-Com) rileva che, al di là delle considerazioni di merito sulla proposta, la previsione di una deroga alle normative ambientali può essere addirittura virtuosa dal punto di vista finanziario in quanto riduce i costi complessivi degli investimenti.

 

Il senatore LEGNINI (Ulivo) condivide l'assenso di profili finanziari negativi associati all'emendamento 1.100.

 

Dopo che il sottosegretario CASULA  ha chiesto un rinvio per poter approfondire i profili finanziari dell'emendamento, il PRESIDENTE propone di rinviare il seguito dell'esame della proposta 1.100 al fine di acquisire i suddetti chiarimenti, nonché di esprimere avviso favorevole sulle proposte 7.5 (testo 2) e 4.100.

 

La Sottocommissione approva la proposta del Presidente ed il seguito dell'esame dell'emendamento 1.100 viene quindi rinviato.

 

(1566) Conversione in legge del decreto-legge 11 maggio 2007, n. 61, recante interventi straordinari per superare l' emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella regione Campania e per garantire l' esercizio dei propri poteri agli enti ordinariamente competenti

(Parere all'Assemblea su emendamenti. Esame. Parere in parte non ostativo; in parte condizionato, ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione; in parte contrario, ai sensi della medesima norma costituzionale )

 

Il relatore LUSI (Ulivo) illustra gli emendamenti trasmessi dall’Assemblea relativi al disegno di legge in titolo, segnalando, per quanto di competenza, le proposte 3.8, 3.9, 4.7, 7.1, 7.2, 7.3, 7.100, 7.5, 7.6, 7.7, 7.0.2, 8.100 e 8.1, in quanto suscettibili di determinare maggiori oneri privi della corrispondente copertura finanziaria, nonché la proposta 1.102 in quanto appare in contrasto con la condizione resa dalla Commissione sul testo. Ritiene altresì necessario valutare gli effetti finanziari delle proposte 2.31 e 2.33, nonché acquisire una quantificazione degli oneri connessi alla proposta 7.8. In merito alla proposta 8.2 fa presente che non è indicata la cadenza temporale degli oneri, mentre occorre valutare si le norme contenute nella proposta 9.0.1 possano essere svolte nell’ambito dell’ordinaria attività delle amministrazioni pubbliche ivi indicate. Rileva, infine, che non vi sono osservazioni sui restanti emendamenti.

 

Il sottosegretario CASULA conferma l'avviso già reso per l'esame degli emendamenti trasmessi dalla Commissione di merito. Esprime avviso contrario sulle ulteriori proposte 7.100 e 8.100 in quanto recanti maggiori oneri privi di copertura finanziaria ed in contrasto con quanto previsto dall'articolo 27 della legge n. 468 del 1978. Esprime altresì avviso contrario sull'emendamento 1.102.

 

La Sottocommissione conferisce infine mandato al relatore a redigere un parere del seguente tenore: "La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminati gli emendamenti relativi al disegno di legge in titolo, esprime, per quanto di propria competenza, parere non ostativo sull’emendamento 9.0.1 a condizione, ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione, che vengano in fine aggiunte le seguenti parole: "nell’ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili. Per la partecipazione alle attività su indicate non vengono corrisposti compensi o emolumenti aggiuntivi.". Esprime altresì parere non ostativo sulle restanti proposte, ad eccezione degli emendamenti 3.8, 3.9, 4.7, 7.1, 7.2, 7.3, 7.5, 7.6, 7.7, 7.0.2, 8.1, 2.31, 2.33, 7.8, 8.2, 7.100, 8.100 e 1.102 sui quali il parere è contrario, ai sensi della medesima norma costituzionale.".


 

BILANCIO    (5ª) 

Sottocommissione per i pareri

 

MERCOLEDÌ 13 GIUGNO 2007

80ª Seduta (pomeridiana) 

 

Presidenza del Presidente

MORANDO 

 

            Intervengono i sottosegretari di Stato per l'economia e le finanze Casula e per i trasporti Gentile.

 

 

(1566) Conversione in legge del decreto-legge 11 maggio 2007, n. 61, recante interventi straordinari per superare l' emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella regione Campania e per garantire l' esercizio dei propri poteri agli enti ordinariamente competenti

(Parere alla 13a Commissione su emendamenti. Seguito e conclusione dell’esame. Parere non ostativo ) 

 

 Riprende l’esame sospeso nella seduta di ieri.

 

Il presidente MORANDO ricorda che nella precedente seduta era stato rinviato l’esame della proposta 1.100. Durante il dibattito erano emerse due posizioni: da un lato, il  relatore Lusi riteneva che la previsione della deroga alle normative ambientali e alle altre materie indicate comportasse un incremento di oneri privo di copertura, mentre altri Commissari ritenevano che, a ragione della deroga, gli oneri per gli interventi ivi previsti potessero essere addirittura inferiori a quelli associati al comma 1, dell’articolo 1 del provvedimento in titolo. La Sottocommissione aveva pertanto rinviato l’esame al fine di acquisire ulteriori chiarimenti.

 

Il sottosegretario CASULA, in merito all’emendamento 1.100, fa presente che la proposta emendativa determina minori interventi tecnici rispetto a quelli necessari per la messa in sicurezza e per il rispetto degli attuali limiti previsti a legislazione vigente. In tal senso, la proposta non determina effetti negativi per la finanza pubblica.

 

Su proposta del PRESIDENTE, in sostituzione del relatore, la Sottocommissione esprime infine parere non ostativo sull’emendamento 1.100.


 

BILANCIO    (5ª)

Sottocommissione per i pareri

 

MARTEDÌ 19 GIUGNO 2007

82ª Seduta

 

Presidenza del Presidente

MORANDO

 

Intervengono i sottosegretari di Stato per l'economia e le finanze Casula e per il lavoro e per la previdenza sociale Montagnino.

 

La seduta inizia alle ore 15,10.

 

(1566) Conversione in legge del decreto-legge 11 maggio 2007, n. 61, recante interventi straordinari per superare l' emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella regione Campania e per garantire l' esercizio dei propri poteri agli enti ordinariamente competenti

(Parere all’Assemblea su ulteriori emendamenti. Esame. Parere in parte non ostativo, in parte condizionato, ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione, in parte contrario, ai sensi della medesima norma costituzionale)  

 

Il relatore LUSI (Ulivo)illustra gli ulteriori emendamenti relativi al disegno di legge in  titolo, rilevando, per quanto di competenza, le proposte 7.50/2, 7.50/3 e 7.50/4, in quanto appaiono suscettibili di determinare maggiori oneri privi di una adeguata copertura. Fa presente poi che la proposta 2.32/1 risulta analoga ad altre sulle quali la Commissione bilancio ha reso parere contrario, ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione. In relazione alla proposta 7.50/1, ritiene necessario valutare se l’esclusione della tariffa d’igiene ambientale sia idonea a garantire la neutralità finanziaria del provvedimento, tenuto anche conto che essa determina una disciplina analoga a quella prevista dal testo del disegno di legge. Per quanto concerne la proposta 3.500, posto che dall’entrata in vigore del decreto-legge fino al termine del 2007 agli oneri recati dal provvedimento si provvede nell’ambito delle risorse disponibili sulla gestione commissariale, rileva che occorre valutare gli effetti finanziari della proposta.

            Fa presente, infine, che non vi sono osservazioni sulle restanti proposte emendative.

 

            Il sottosegretario CASULA conviene con le osservazioni del relatore sulle proposte 7.50/2, 7.50/3 e 7.50/4. Esprime avviso contrario sulla proposta 2.31/2,  mentre rileva che la proposta 7.50/1 non presenta profili finanziari critici in quanto è garantita in ogni caso l’invarianza finanziaria degli oneri. Sottolinea quindi di non aver avuto il tempo di esaminare l’emendamento 3.500.

 

            Il presidente MORANDO, stante l’esigenza di esprimere il parere all’Assemblea, rileva che soltanto l’ultimo periodo dell’emendamento 3.500 presenta profili finanziari problematici.

 

            Il senatore LEGNINI (Ulivo)rileva che se gli interventi di bonifica ivi indicati fossero ricompresi tra quelli già previsti dal provvedimento, allora la proposta 3.500 non presenterebbe profili finanziari critici.

 

            Dopo l’intervento del senatore TECCE (RC-SE), volto a condividere le osservazioni svolte dal senatore Legnini, prende la parola il senatore FERRARA (FI)per segnalare che, se i suddetti interventi di bonifica fossero ricompresi tra quelli già previsti nel testo originario, non vi sarebbe necessità di introdurre questa ulteriore specificazione.

 

            Il presidente MORANDO rileva che la soppressione dell’ultimo periodo della proposta 3.500 risolverebbe, da un lato, i profili finanziari, ove sussistessero, mentre sarebbe assolutamente invariante qualora gli interventi di bonifica fossero già ricompresi tra quelli indicati nel testo originario.

 

            La Sottocommissione conferisce infine mandato al relatore a redigere un parere del seguente tenore: "La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminati gli ulteriori emendamenti relativi al disegno di legge in titolo, esprime, per quanto di propria competenza, parere contrario, ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione, sulle proposte 7.50/2, 7.50/3, 7.50/4 e 2.32/1, mentre sull’emendamento 3.500 il parere è contrario, ai sensi della medesima norma costituzionale, alla soppressione delle parole: "Successivamente alla chiusura del sito saranno avviati gli interventi di bonifica."

Esprime, infine, parere di nulla osta su tutte le restanti proposte emendative.".

 


 

BILANCIO    (5ª)

Sottocommissione per i pareri

 

MERCOLEDÌ 20 GIUGNO 2007

85ª Seduta (2ª pomeridiana)

 

Presidenza del Presidente

MORANDO

 

Intervengono i sottosegretari di Stato per i rapporti con il Parlamento e le riforme istituzionali D'Andrea e per l'economia e le finanze Casula.

 

La seduta inizia alle ore 17,25.

 

 

(1566) Conversione in legge del decreto-legge 11 maggio 2007, n. 61, recante interventi straordinari per superare l' emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella regione Campania e per garantire l' esercizio dei propri poteri agli enti ordinariamente competenti

(Parere all'Assemblea su ulteriori emendamenti. Esame. Parere in parte non ostativo, in parte condizionato ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione)

 

Il presidente MORANDO avverte che la Sottocommissione è stata autorizzata a riunirsi per esprimere il parere sulle proposte 9.6 (testo 3) e 7.800, riferite al disegno di legge in titolo, testé trasmesse dall'Assemblea.

 

Il relatore LUSI (Ulivo), per quanto concerne la proposta 7.800, rileva che non vi sono osservazioni da formulare, mentre in relazione all'emendamento 9.6 (testo 3) rileva l'esigenza di acquisire conferma da parte del Governo che la messa a norma ivi prevista di almeno uno degli impianti esistenti di produzione di combustibile da rifiuti rientri tra gli interventi del Commissario straordinario finanziati a legislazione vigente.

 

Il sottosegretario D'ANDREA rileva che la disposizione contenuta nell'emendamento 9.6 (testo 3) è compatibile con le scelte operate in passato per risolvere l'emergenza dei rifiuti in Campania.

 

Dopo gli interventi dei senatori RIPAMONTI (IU-Verdi-Com)  e MORGANDO (Ulivo) volti a rilevare che l'emendamento 9.6 (testo 3) non risulta presentare profili finanziari critici e che la previsione di messa a norma di almeno un impianto di produzione di combustibile da rifiuti potrebbe addirittura determinare risparmi di spesa, prendono la parola i senatori AZZOLLINI (FI)  e FERRARA (FI) per segnalare che, in assenza di un'asseverazione puntuale delle norme che a legislazione vigente prevedano la messa a norma degli impianti esistenti da parte del Governo, non sarebbe prudente procedere con un avviso favorevole.

 

Interviene il senatore CICCANTI (UDC) per preannunciare il proprio voto contrario ad una proposta di parere non ostativo sull'emendamento 7.800, in quanto, a suo giudizio, esso risulta suscettibile di attenuare le sanzioni inizialmente previste dal decreto-legge per la copertura integrale dei costi di smaltimento dei rifiuti. In tale prospettiva le sanzioni appaiono svolgere il ruolo di garantire l'equilibrio finanziario del provvedimento.

 

Dopo un intervento del sottosegretario CASULA volto a dichiarare che, a seguito degli approfondimenti svolti dalla Ragioneria generale dello Stato, la messa a norma di almeno uno degli impianti esistenti contenuta nell'emendamento 9.6 (testo 3) rientra nella risorse previste dalle ordinanze della protezione civile, prende la parola il sottosegretario D'ANDREA per precisare che, a seguito di approfondimenti svolti dagli Uffici, l'intervento di messa a norma in questione è stato già previsto dall'articolo 2 del decreto-legge n. 14 del 2005 e dall'articolo 6, comma 2, del decreto-legge n. 245 del 2006.

 

Il senatore FERRARA (FI) rileva che i chiarimenti del Governo non consentono di escludere che l'emendamento 9.6 (testo 3) determini un'accelerazione di spese con effetti negativi sui saldi.

 

Il presidente MORANDO fa presente che, trattandosi di interventi di messa a norma di natura discrezionale, a tutela dei profili finanziari connessi all'emendamento 9.6 (testo 3) si potrebbe introdurre una condizione volta a garantire il rispetto del limite massimo delle risorse disponibili sulla gestione commissariale. In tal modo risulterebbe superata anche al preoccupazione segnalata da ultimo dal senatore Ferrara.

 

Il senatore AUGELLO (AN) esprime forti perplessità sulla proposta del presidente Morando in quanto, con le modifiche proposte, verrebbe meno il contenuto innovativo della disposizione in esame.

 

La Sottocommissione conferisce infine mandato al relatore a redigere un parere del seguente tenore: "La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminati gli ulteriori emendamenti 9.6 (testo 3) e 7.800 trasmessi dall’Assemblea e relativi al disegno di legge in titolo, esprime, per quanto di propria competenza, sull’emendamento 9.6 (testo 3), parere di nulla osta a condizione, ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione, che dopo la parola: "assicura" siano inserite le seguenti: ", nel limite massimo delle risorse disponibili per la gestione commissariale,". Esprime quindi parere di nulla osta sull’emendamento 7.800.".

 

La seduta termina alle ore 18,05.

 

 


FINANZE E TESORO    (6ª) 

Sottocommissione per i pareri

 

MERCOLEDÌ 6 GIUGNO 2007

14ª Seduta 

 

Presidenza del Presidente

BONADONNA 

 

La Sottocommissione ha adottato la seguente deliberazione per il provvedimento deferito:

 

 

alla 13a Commissione:

 

(1566) Conversione in legge del decreto-legge 11 maggio 2007, n. 61, recante interventi straordinari per superare l'emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella regione Campania e per garantire l'esercizio dei propri poteri agli enti ordinariamente competenti : parere favorevole.


INDUSTRIA, COMMERCIO, TURISMO    (10ª) 

 

MARTEDÌ 29 MAGGIO 2007

59ª Seduta 

 

Presidenza del Presidente

SCARABOSIO 

    

 

            La seduta inizia alle ore 16.

 

IN SEDE CONSULTIVA 

 

(1566) Conversione in legge del decreto-legge 11 maggio 2007, n. 61, recante interventi straordinari per superare l' emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella regione Campania e per garantire l' esercizio dei propri poteri agli enti ordinariamente competenti

(Parere alla 13^ Commissione. Esame. Parere favorevole con osservazione)

 

Il senatore PARAVIA (AN) , introducendo l'esame del provvedimento in titolo, fa presente che il decreto-legge n. 61 del 2007 reca alcune misure straordinarie per fronteggiare l'emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella regione Campania. Si tratta di un'emergenza che risale al 1994, quando fu nominato il prefetto di Napoli come commissario delegato del Governo per la risoluzione del problema. Tralasciando i passaggi intermedi e arrivando ai nostri giorni, va ricordato che lo scorso ottobre è stato adottato il decreto-legge n. 263 del 2006, convertito dalla legge n. 290, il quale ha assegnato al Capo del Dipartimento della protezione civile della Presidenza del Consiglio le funzioni di Commissario delegato per l'emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti in Campania.

Il presente decreto individua i siti ove saranno realizzate le prossime discariche, prevedendo contestualmente misure ambientali compensative e vietando l'utilizzo di alcune zone già interessate in passato dallo smaltimento dei rifiuti e ormai sature. Sono disciplinati alcuni aspetti legati all'attività dei Consorzi di bacino, sono previste misure dirette ad incrementare la raccolta differenziata ed il conferimento di alcuni poteri a presidenti delle province e prefetti.

La norma che investe la competenza della Commissione industria è l'articolo 9, che conferisce al Commissario delegato il compito di adottare, entro novanta giorni, il Piano per la realizzazione di un ciclo industriale integrato dei rifiuti per la regione. Il Piano deve prevedere le priorità delle azioni di prevenzione nella produzione, riutilizzo, riciclaggio del materiale, recupero di energia e smaltimento e contiene l'indicazione del numero e della capacità produttiva degli impianti che dovranno operare in ciascuna provincia.

Il Relatore ricorda che già il decreto-legge di ottobre faceva riferimento al Piano regionale di gestione dei rifiuti, adottato dal precedente Commissario del Governo nel marzo 2006 del quale il nuovo Commissario doveva curare l'aggiornamento. Il provvedimento ora in esame prende atto delle difficoltà di attuare il Piano predetto e, con una modifica al decreto precedente, conferisce il compito di redigere un nuovo Piano che contenga le azioni prioritarie.

Quanto ai termini utilizzati dall'articolo 9, è opportuno menzionare che essi trovano una definizione normativa nell’articolo 218 del decreto legislativo n. 152 del 2006, recante norme in materia ambientale.

In particolare, per prevenzione si intende la riduzione della quantità e della nocività per l'ambiente degli imballaggi e dei rifiuti di imballaggio e delle materie e sostanze in essi utilizzate.

Per riutilizzo si intende qualsiasi operazione nella quale l'imballaggio è reimpiegato per un uso identico.

            Per recupero di energia si intende l'utilizzazione di rifiuti di imballaggio combustibili quale mezzo per produrre energia mediante termovalorizzazione con recupero di calore.

            A conclusione della propria esposizione, il Relatore illustra quindi una proposta di parere favorevole con una osservazione (pubblicata in allegato) concernente il fatto che i Consorzi di bacino non hanno dato alcuna positiva prova di efficienza per lo smaltimento dei rifiuti e pertanto l'obbligatorietà del ricorso ad essi, previsto nell'articolato, non appare opportuno.

 

            Si apre quindi il dibattito.

 

            Il senatore ALLOCCA (RC-SE) richiama l'attenzione sulla questione centrale della eccessiva produzione di rifiuti non tanto da parte dei cittadini, quanto a causa dei processi di produzione industriale. Esprime pertanto l'auspicio che possa essere avviata ed attuata soprattutto una nuova linea di condotta basata non soltanto sulla progressiva diminuzione del volume dei rifiuti, ma, cosa ancor più importante, che faccia leva sulla raccolta differenziata, ai fini del riciclo e del riutilizzo dei rifiuti. Esprime infine la propria netta contrarietà all'ipotesi di favorire i processi industriali per la produzione di energia dai rifiuti, e cioè i cosiddetti termovalorizzatori.

 

            Il senatore PECORARO SCANIO (IU-Verdi-Com) esprime apprezzamento per il tenore del parere proposto dal Relatore in ordine alla necessità di provvedere seriamente alla grave problematica dello smaltimento dei rifiuti. Condivide altresì il rilievo concernente l'articolo 4, esprimendo a sua volta perplessità in ordine all'affidamento obbligatorio ai Consorzi di bacino per lo smaltimento dei rifiuti. Propone quindi al Relatore di modificare la proposta di parere espungendo il giudizio di apprezzamento riferito all'articolo 9, in modo da poter addivenire ad un'ampia condivisione della proposta in esame.

 

            Non essendovi altri interventi, il PRESIDENTE chiude la discussione generale ed invita il Relatore ad esprimersi sul suggerimento testé avanzato.

 

            Il relatore PARAVIA (AN) dichiara di accogliere la proposta di modifica del senatore Pecoraro Scanio e quindi, previa verifica del numero legale, la Commissione approva all'unanimità la proposta di parere favorevole con osservazione come modificata (pubblicata in allegato).


SCHEMA DI PARERE PROPOSTO DAL RELATORE SUL

DISEGNO DI LEGGE N. 1566

 

 

La Commissione, esaminato per quanto di competenza il disegno di legge in titolo,

 

attesa la necessità di provvedere tempestivamente con norme risolutive per il grave problema dello smaltimento dei rifiuti nella regione Campania;

 

apprezzata positivamente la disposizione di cui all'articolo 9, specie con riguardo alla previsione di un Piano per il ciclo industriale integrato dei rifiuti che preveda anche la possibilità di favorire i processi di recupero dell’energia,

 

esprime parere favorevole.

 

Rileva tuttavia la necessità che nel prosieguo dell’esame di merito siano opportunamente modificate le disposizioni di cui all'articolo 4, che prevede l'obbligo per i comuni della Campania di avvalersi dei Consorzi di bacino. L’esperienza ha finora dimostrato che tali Consorzi sono privi dei requisiti di natura tecnico-economica, professionale e qualitativa richiesti dal Codice dei contratti pubblici (decreto legislativo n. 163 del 2006) e pertanto, il mantenimento della normativa nei termini proposti, rischia di incrementare il contenzioso amministrativo, allo stato attuale già notevolmente consistente.

 

PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SUL

DISEGNO DI LEGGE N. 1566

 

 

La Commissione, esaminato per quanto di competenza il disegno di legge in titolo,

 

attesa la necessità di provvedere tempestivamente con norme risolutive per il grave problema dello smaltimento dei rifiuti nella regione Campania,

 

esprime parere favorevole.

 

Rileva tuttavia la necessità che nel prosieguo dell’esame di merito siano opportunamente modificate le disposizioni di cui all'articolo 4, che prevede l'obbligo per i comuni della Campania di avvalersi dei Consorzi di bacino. L’esperienza ha finora dimostrato che tali Consorzi sono privi dei requisiti di natura tecnico-economica, professionale e qualitativa richiesti dal Codice dei contratti pubblici (decreto legislativo n. 163 del 2006) e pertanto, il mantenimento della normativa nei termini proposti, rischia di incrementare il contenzioso amministrativo, allo stato attuale già notevolmente consistente.

 


 

 

IGIENE E SANITA'    (12ª) 

Sottocommissione per i pareri

 

MERCOLEDÌ 6 GIUGNO 2007

8ª Seduta 

 

Presidenza della Presidente  

BASSOLI 

 

 

La Sottocommissione ha adottato la seguente deliberazione per il provvedimento deferito:

 

            alla 13a Commissione

 

(1566) Conversione in legge del decreto-legge 11 maggio 2007, n. 61, recante interventi straordinari per superare l' emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella regione Campania e per garantire l' esercizio dei propri poteri agli enti ordinariamente competenti : esame e rinvio.


 

IGIENE E SANITA'    (12ª) 

Sottocommissione per i pareri

 

MERCOLEDÌ 13 GIUGNO 2007

9ª Seduta 

 

Presidenza della Presidente

BASSOLI 

 

 

La Sottocommissione ha adottato la seguente deliberazione per il provvedimento deferito:

 

            alla 13a Commissione:

 

(1566) Conversione in legge del decreto-legge 11 maggio 2007, n. 61, recante interventi straordinari per superare l'emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella regione Campania e per garantire l'esercizio dei propri poteri agli enti ordinariamente competenti : rimessione alla sede plenaria.

 


 

IGIENE E SANITA'    (12ª) 

 

MERCOLEDÌ 13 GIUGNO 2007

84ª Seduta 

 

Presidenza del Vice Presidente

SILVESTRI 

 

            Interviene il sottosegretario di Stato per la salute Zucchelli. 

 

 

IN SEDE CONSULTIVA 

(1566) Conversione in legge del decreto-legge 11 maggio 2007, n. 61, recante interventi straordinari per superare l' emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella regione Campania e per garantire l' esercizio dei propri poteri agli enti ordinariamente competenti

(Parere alla 13a Commissione. Esame e rinvio)

 

      La relatrice BASSOLI (Ulivo) introduce il disegno di legge in titolo, ricordando che lo stesso è già stato posto all'esame della Sottocommissione per i pareri, che ha deciso la rimessione alla sede plenaria.

            Fa quindi presente che il decreto-legge 11 maggio 2007, n. 61, è finalizzato a fronteggiare la situazione di emergenza relativa allo smaltimento dei rifiuti in Campania. A questo fine, l’articolo 1 del provvedimento individua quattro siti per la realizzazione di discariche, posti nei comuni di Serre, Savignano Irpino, Terzigno e Sant’Arcangelo Trimonte. Tali discariche sono destinate allo smaltimento dei rifiuti solidi urbani o speciali non pericolosi. La loro attività è indicata come coincidente con lo stato di emergenza nella Regione.

            Quanto ai profili di competenza della Commissione, rileva che, ai sensi del comma 4, l’utilizzo dei siti individuati, fatto salvo il rispetto dei principi fondamentali dell’ordinamento, può avvenire anche in deroga alla normativa in materia igienico-sanitaria. Tuttavia, il Commissario incaricato ha l’obbligo di assicurare ogni misura necessaria alla tutela della salute. Il comma 1 dell’articolo 2, prosegue la relatrice, è volto alla sostituzione del comma 2 dell’articolo 3 del decreto-legge 9 ottobre 2006, n. 263, convertito dalla legge n. 290 del 2006. La disposizione in esame riguarda la facoltà del Commissario di affidare in via d’urgenza parti del processo di smaltimento a soggetti individuati dal Commissario stesso. A tale proposito la novella proposta, così come il testo vigente, vincola il Commissario ad agire nel rispetto delle necessarie garanzie sanitarie. La senatrice Bassoli precisa che la novella medesima conferisce inoltre al Commissario la facoltà di requisire e utilizzare impianti e cave: la gestione di tali siti è pertanto affidata al Commissario, il quale è tenuto ad adottare misure per la protezione della salute umana e per l’eliminazione di situazioni di pericolo.

            La relatrice procede infine all'illustrazione della propria proposta di parere con osservazioni (pubblicata in allegato al presente resoconto).

 

            Si apre la discussione generale.

 

            Il senatore POLLEDRI (LNP) ritiene che lo schema di parere appena illustrato debba essere integrato, nelle premesse, con un preciso riferimento alla necessità di dotare i territori interessati di idonei impianti di termovalorizzazione dei rifiuti. Anziché costituire un elemento al di fuori della competenza della Commissione, il riferimento auspicato è idoneo a mettere in evidenza l'importanza di una soluzione strutturale ad un problema la cui sussistenza ha di per sé rilevanza dal punto di vista igienico-sanitario, tenuto conto che l'assenza di strutture adeguate non può che determinare la ripetizione di emergenze del tipo di quella attualmente in essere.

 

            Il senatore IOVENE (SDSE), pur condividendo le ragioni di fondo espresse dal senatore Polledri, richiama l'opportunità di pervenire nel corso della seduta odierna all'espressione di un parere, che necessariamente non può contemplare riferimenti alla necessità di costruzione di termovalorizzatori, in virtù del rispetto dell'ambito di competenza della Commissione. Dichiara inoltre il proprio orientamento favorevole rispetto alla proposta di parere presentata, pur invitando ad una riflessione sull'opportunità di una riformulazione dell'osservazione di cui al punto 1), al fine di mettere maggiormente in evidenza il carattere eccezionale delle misure eventualmente disposte in deroga alla normativa igienico-sanitaria vigente, insieme ad un imprescindibile obbligo di concordare tali provvedimenti con il Ministero della salute.

 

            Nell'esprimere, a nome del proprio Gruppo, una valutazione positiva sulla proposta illustrata dalla relatrice, la senatrice BAIO (Ulivo) rileva come opportunamente il Ministro della salute, nel corso della recente audizione relativa agli aspetti sanitari della gestione dei rifiuti in Campania, abbia fatto presente il proposito di riservare alla questione un adeguato livello di attenzione, pur non risultando allo stato attuale rischi immediati per la salute delle persone.

 

            Il senatore TOMASSINI (FI) giudica favorevolmente il fatto che, grazie alla rimessione in sede plenaria, la Commissione possa esaminare il provvedimento in titolo con la necessaria ampiezza, tenuto conto della particolare rilevanza della materia. Riepiloga a tale proposito alcuni dati, elaborati dal commissariato straordinario per la gestione dei rifiuti in Campania, che indicano livelli preoccupanti di mortalità e morbilità nelle aree interessate dall'emergenza. Ricorda quindi che la questione dei rifiuti in Campania rappresenta un rischio sanitario di interesse nazionale, anche in considerazione dell'ormai imminente chiusura di una delle discariche attualmente in uso. Ritiene pertanto che le osservazioni debbano essere riformulate in maniera da porre indicazioni più precise rispetto a quelle contenute nello schema di parere proposto. In particolare, considera non sufficientemente definito l'ambito della deroga richiamata al punto 1); ritiene inoltre opportuno riformulare l'osservazione di cui al punto 2) nel senso di richiamare in maniera più stringente le istituzioni responsabili alla necessità di una soluzione strutturale del problema dibattuto.

 

            La senatrice VALPIANA (RC-SE) dopo aver sottolineato la rilevanza della questione oggetto del decreto-legge in esame per la Commissione, esprime il proprio apprezzamento nei confronti dell'operato della relatrice e rileva come la situazione di emergenza alla base del provvedimento in titolo non possa legittimare alcuna deroga rispetto ai principi posti dall'ordinamento a tutela della salute umana. Osserva quindi che proprio in tale ottica debbano essere lette le osservazioni contemplate nello schema di parere proposto. Fa inoltre presente l'improponibilità di un intervento della Commissione volto ad indicare gli strumenti tecnici atti a risolvere l'attuale situazione di emergenza nella gestione dei rifiuti, rientrando tale aspetto nella competenza della Commissione di merito.

 

            Esprime un giudizio positivo sulla proposta di parere presentata dalla relatrice il senatore BOSONE (Aut), il quale rileva inoltre la sussistenza di un oggettivo bisogno di affrontare la situazione attuale della Campania in un contesto di emergenza, restando ferma la necessità di predisporre al più presto le strutture idonee ad una soluzione definitiva. Suggerisce infine di valutare l'eventualità di inserire nello schema di parere un riferimento all'istituzione di unità di monitoraggio sui rischi sanitari.

 

            Il presidente SILVESTRI suggerisce l'integrazione dello schema di parere con un'osservazione tesa a sollecitare la predisposizione di una mappatura relativa ai rischi sanitari connessi alla gestione dei rifiuti.

 

            Dopo aver rilevato la contraddizione tra il quadro descritto dal Ministro della salute in Commissione e i dati preoccupanti resi noti dal commissariato straordinario operante in Campania, la senatrice MONACELLI (UDC) giudica congrua l'eventuale menzione dei termovalorizzatori nel parere della Commissione, in ragione degli effetti che tali impianti comportano sul piano dell'igiene pubblica, nonché dell'esigenza di fornire indicazioni aventi rilevanza nel lungo periodo. Richiama infine l'attenzione sulla necessità di indicazioni più stringenti circa la gestione degli aspetti sanitari connessi con il decreto-legge in esame.

 

            Il senatore GRAMAZIO (AN) osserva come il Ministro della salute, nel corso dell'audizione svolta in Commissione sul problema dei rifiuti in Campania, non abbia tenuto conto dei dati rilevati dal Commissario straordinario, i quali tra l'altro devono indurre ad una riflessione in merito alle responsabilità delle amministrazioni responsabili del trattamento dei rifiuti in Campania. Invita inoltre a non prescindere da un approfondito esame dei profili connessi ai rapporti tra Commissariato straordinario, Ministero della salute, Assessorato regionale alla sanità ed aziende sanitarie operanti nel territorio.

 

            Il senatore CURSI (AN) invita a sua volta a tenere conto dell'importanza, per chi ha la responsabilità di tutelare la salute pubblica, delle acquisizioni epidemiologiche rese note dal Commissario straordinario.

 

            Il seguito dell'esame è quindi rinviato.

 

            La seduta termina alle ore 16,25.


PROPOSTA DI PARERE DEL RELATORE SUL DISEGNO DI LEGGE N. 1566

 

 

            La 12a Commissione permanente Igiene e Sanità, esaminato per le parti di competenza il disegno di legge in titolo,

            premesso che l'emergenza rifiuti deve essere affrontata tenendo conto dei profili di carattere sanitario,

            alla luce delle dichiarazioni rese dal ministro Turco nell'audizione svoltasi il 5 ed il 7 giugno scorsi e delle risultanze dello studio commissionato dal Dipartimento della Protezione civile in ordine alla correlazione fra rischio ambientale da rifiuti, mortalità e malformazioni genetiche,

            tenuto conto dell'allarme reale della popolazione,

             esprime parere favorevole, con le seguenti osservazioni:

1)                  si invita la Commissione di merito a rilevare l'opportunità di valutare con attenzione l'introduzione, in via eccezionale, di norme - da concordare con il Ministero della salute - in deroga alla normativa igienico-sanitaria;

2)                  si invita la Commissione di merito a sollecitare il Governo a predisporre un piano di interventi strutturali per assicurare - nel contesto della gestione dei rifiuti in Campania - la tutela della salute.

 


Commissione parlamentare per le questioni regionali

 

SOMMARIO

 

GIOVEDÌ 31 MAGGIO 2007

 

SEDE CONSULTIVA

(omissis)

Interventi straordinari per superare l'emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella regione Campania e per garantire l'esercizio dei propri poteri agli enti ordinariamente competenti.

S. 1566 Governo.

(Parere alla 13a Commissione del Senato).

(Esame e conclusione - Parere favorevole con osservazioni).

La Commissione inizia l'esame del provvedimento in oggetto.

Il deputato Emanuele SANNA (Ulivo), relatore, riferisce che il testo del disegno di legge di conversione in legge del decreto-legge 61/2007 è volto ad attivare misure straordinarie per superare l'emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella regione Campania e per garantire l'esercizio dei propri compiti agli enti ordinariamente competenti. Evidenzia che il provvedimento d'urgenza contiene disposizioni relative ad un settore, quello della gestione e dello smaltimento di rifiuti, che rientra nell'ambito della materia ambientale, assegnata dall'articolo 117, comma 1, lettera s), della Costituzione alla competenza esclusiva dello Stato. Valuta favorevolmente le previsioni di cui all'articolo 6, che, per consentire un graduale rientro nelle competenze ordinarie, statuiscono la nomina dei Presidenti delle province quali sub-commissari per l'emergenza rifiuti, al fine di assicurare la realizzazione del ciclo di gestione e smaltimento dei rifiuti in ambito provinciale. Esprime tuttavia perplessità sui contenuti dell'articolo 9, su cui si sofferma diffusamente, sottolineando che potrebbe apparire lesiva delle competenze della regione l'attribuzione al Commissario delegato del compito di adottare un Piano per la realizzazione di un ciclo industriale integrato dei rifiuti in sostituzione del Piano regionale di gestione dei rifiuti; rileva che tale previsione potrebbe trovare giustificazione solo nel quadro di una effettiva conclusione dello stato di emergenza entro il termine del 31 dicembre 2007 fissato dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data 25 gennaio 2007. Formula quindi una proposta di parere favorevole con osservazioni (vedi allegato 2).

Leoluca ORLANDO, presidente, nel condividere le considerazioni espresse dal relatore, rileva che l'articolo 9 presenta una formulazione non chiara rispetto alle modalità attraverso cui il Commissario delegato per l'emergenza rifiuti adotta, in sostituzione del Piano regionale di gestione dei rifiuti, il Piano per la realizzazione di un ciclo industriale integrato dei rifiuti. Sostiene quindi che tale previsione rischia di configurare una lesione dell'assetto delle competenze definite ai sensi del titolo V della Costituzione.

Il deputato Domenico ZINZI (UDC) richiama l'esigenza ormai indifferibile di procedere ad un tempestivo superamento dello stato emergenziale nella regione Campania, affinché gli enti territorialmente competenti possano riappropriarsi delle proprie funzioni istituzionali in un settore particolarmente delicato quale quello ambientale e della gestione del ciclo integrato dei rifiuti.

Il deputato Emanuele SANNA (Ulivo), relatore, ribadisce che in Campania si profila un'emergenza di carattere igienico-sanitaria ormai incontrollabile. Ritiene corretta l'impostazione cui si ispira il provvedimento d'urgenza, tendente ad affermare un graduale trasferimento delle attività di gestione dei rifiuti in ambito provinciale. Ritiene al riguardo opportuno attribuire un più incisivo ruolo, con corrispondente assunzione di responsabilità istituzionale e politica, ai presidenti delle province, nominati sub-commissari per l'emergenza rifiuti ai sensi dell'articolo 6 del testo in esame.

Leoluca ORLANDO, presidente, osserva che la situazione nella regione Campania ha ormai superato il limite di guardia, al punto che si è resa addirittura necessaria una presa di posizione del Presidente della Repubblica sull'urgenza di apprestare le più idonee misure volte al tempestivo superamento della crisi ambientale.

Il senatore Claudio MOLINARI (AUT), nel ricordare che lo stato di emergenza in Campania è stato prorogato da precedenti interventi normativi del Governo fino al 31 dicembre 2007, manifesta l'auspicio che entro tale data sia possibile riprendere effettivamente l'ordinaria gestione del ciclo dei rifiuti. Rileva quindi la mancanza di una chiara ripartizione di competenze in materia ambientale tra i diversi enti preposti alla tutela del territorio, tra cui in particolare i consorzi di bacino e le province. Stigmatizza poi la circostanza che sia necessario un provvedimento d'urgenza del Governo per individuare, presso i comuni, i siti da destinare a discarica per lo smaltimento dei rifiuti. Esprime perplessità anche in riferimento alla previsione di cui all'articolo 2, che attribuisce al Commissario delegato il potere di utilizzare gli impianti, le cave e le discariche anche se sottoposti a provvedimento di sequestro da parte dell'autorità giudiziaria.

Il deputato Domenico ZINZI (UDC) evidenzia che in Campania sussiste una grave situazione di emergenza non soltanto in relazione alla vicenda dei rifiuti ma anche sul versante della sanità. Ritiene che di tali criticità sia responsabile il Governo, che non ha saputo, sin dall'inizio, individuare adeguate soluzioni e che limita la propria azione ad una ripetuta quanto inutile erogazione di risorse che non paiono certamente sufficienti a superare le predette condizioni di criticità ambientale e sanitaria.

Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione approva la proposta di parere del relatore.


ALLEGATO 2

DL 61/07 - Interventi straordinari per superare l'emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella regione Campania e per garantire l'esercizio dei propri poteri agli enti ordinariamente competenti.

S. 1566 Governo.

 

PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE

 

La Commissione parlamentare per le questioni regionali,

esaminato il testo del disegno di legge di conversione in legge del decreto-legge 61/2007, in corso di esame presso la 13a Commissione del Senato, recante interventi straordinari per superare l'emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella regione Campania e per garantire l'esercizio dei propri poteri agli enti ordinariamente competenti;

considerato che il testo contiene disposizioni in materia di gestione e smaltimento di rifiuti, settore che rientra nell'ambito della materia ambientale, assegnata dall'articolo 117, comma 1, lettera s), della Costituzione alla competenza esclusiva dello Stato;

considerato che il novero dei poteri di deroga consentiti per motivi di protezione civile deve essere inserito in un sistema di collaborazione e ripartizione delle competenze tra Stato ed enti locali, riconoscendo al primo le funzioni di promozione e coordinamento degli interventi ed ai secondi la gestione degli interventi sul territorio;

valutata favorevolmente l'impostazione del testo in esame in cui vengono previsti significativi interventi degli enti locali e della regione nella direzione di una decisione il più possibile partecipata e condivisa sulle misure volte a contrastare l'emergenza, con un maggiore coinvolgimento nel ciclo di gestione e smaltimento rifiuti della regione e dei presidenti delle province;

rilevato l'articolo 6, che prevede, per consentire un graduale rientro nelle competenze ordinarie, la nomina dei Presidenti delle province quali sub-commissari per l'emergenza rifiuti, al fine di attuare le iniziative necessarie ad assicurare la realizzazione del ciclo di gestione e smaltimento dei rifiuti in ambito provinciale;

considerato che potrebbe apparire non conforme al rispetto delle competenze della regione la previsione di cui all'articolo 9, che sembra trovare giustificazione solo nel quadro di una effettiva conclusione dello stato di emergenza entro il termine del 31 dicembre 2007 fissato dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data 25 gennaio 2007;

esprime

PARERE FAVOREVOLE

con le seguenti osservazioni:

a) occorre evidenziare, anche in considerazione della durata ultradecennale dello stato di emergenza, che si pone un'esigenza di carattere generale che i perduranti interventi commissariali in deroga alla normativa vigente non incidano sull'assetto organizzativo e sulle competenze regionali e degli enti locali costituzionalmente definite;

b) occorre altresì evidenziare l'esigenza che lo stato di emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella regione Campania possa effettivamente concludersi entro il previsto termine del 31 dicembre 2007, al fine di assicurare l'esercizio dei propri compiti agli enti ordinariamente competenti.

 

 


SENATO DELLA REPUBBLICA

------ XV LEGISLATURA ------

168a SEDUTA PUBBLICA

RESOCONTO

SOMMARIO E STENOGRAFICO

 

GIOVEDÌ 14 GIUGNO 2007

(Antimeridiana)

_________________

 

Presidenza del vice presidente CAPRILI,

indi del vice presidente CALDEROLI

 

_________________

 

N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Alleanza Nazionale: AN; Democrazia Cristiana per le autonomie-Partito Repubblicano Italiano-Movimento per l'Autonomia: DCA-PRI-MPA; Forza Italia: FI; Insieme con l'Unione Verdi-Comunisti Italiani: IU-Verdi-Com; Lega Nord Padania: LNP; L'Ulivo: Ulivo; Per le Autonomie: Aut; Rifondazione Comunista-Sinistra Europea: RC-SE; Sinistra Democratica per il Socialismo Europeo: SDSE; Unione dei Democraticicristiani e di Centro (UDC): UDC; Misto: Misto; Misto-Consumatori: Misto-Consum; Misto-Italia dei Valori: Misto-IdV; Misto-Italiani nel mondo: Misto-Inm; Misto-Partito Democratico Meridionale (PDM): Misto-PDM;Misto-Popolari-Udeur: Misto-Pop-Udeur; Misto-Sinistra Critica: Misto-SC.

 

 

Discussione del disegno di legge:

(1566) Conversione in legge del decreto-legge 11 maggio 2007, n. 61, recante interventi straordinari per superare l'emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella regione Campania e per garantire l'esercizio dei propri poteri agli enti ordinariamente competenti (Relazione orale) (ore 10,17)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge n. 1566.

Il relatore, senatore Confalonieri, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni, la richiesta si intende accolta.

Pertanto, ha facoltà di parlare il relatore.

CONFALONIERI, relatore. Signor Presidente, onorevoli senatrici, onorevoli senatori, signori del Governo, il decreto n. 61 che ci accingiamo a convertire in legge, recante interventi straordinari per superare l'emergenza rifiuti in Campania, riconferma lo sforzo che il Governo sta compiendo, attraverso il commissario delegato, per porre fine a un'intollerabile situazione di degrado ambientale e sociale che impropriamente va sotto il nome di emergenza rifiuti e che da troppo tempo si protrae, con pesanti ripercussioni sulla qualità della vita dei cittadini della Regione.

Sulla conversione in legge del decreto n. 61 si è svolto in Commissione un approfondito dibattito, al quale hanno dato il loro importante contributo tutti i commissari di maggioranza e di opposizione, e di ciò voglio qui ringraziarli in maniera assolutamente non rituale.

La Commissione ha anche avuto modo di svolgere una serie di audizioni (in particolare di rappresentanti della struttura commissariale, dei presidenti delle Province campane, dei sindaci dei Comuni individuati all'articolo 1 del decreto, del presidente della Federparchi, del direttore generale competente del Ministero dell'ambiente), che hanno ad essa consentito sia di mettere a fuoco alcuni specifici aspetti della realtà effettuale e istituzionale, sulla quale la normativa del decreto va ad incidere, sia di disporre di una visione di insieme dell'attuale situazione emergenziale, nonché delle sue prospettive di evoluzione, con particolare riferimento al percorso che dovrà da qui alla fine dell'anno portare al passaggio all'ordinarietà nella gestione del ciclo dei rifiuti.

In effetti, quello che il Presidente della Repubblica ha definito il penoso protrarsi dell'emergenza rifiuti in Campania ha ormai, a distanza di 14 anni dalla nomina del primo dei sei commissari straordinari, tutte le caratteristiche di una condizione cronica inaccettabile, priva di qualsiasi giustificazione e segnata in più punti da responsabilità specifiche e diffuse, da responsabilità locali e da sottovalutazioni istituzionali anche nazionali. Errori strategici e gravi inadempienze hanno condizionato le scelte di questi 14 anni, con il risultato che sovente il ricorso a interventi per l'emergenza ha prodotto nuova emergenza. A tutt'oggi, si deve ancora chiudere il ciclo dei rifiuti, non solo nel senso di superare definitivamente l'emergenza ma soprattutto nel pervenire alla realizzazione di un ciclo integrato nel quale ogni componente faccia la sua parte.

A tutt'oggi è forte la consapevolezza che il successo di questa intrapresa è anche legato alla capacità di resistere a quelle penetrazioni e a quei condizionamenti della criminalità organizzata che purtroppo in tutti questi anni hanno segnato e influenzato l'emergenza rifiuti in Campania.

Dunque, la gravità della situazione esige ancora oggi interventi di tipo straordinario, anche per rimuovere con assoluta celerità condizioni ambientali suscettibili di produrre nuovi effetti negativi sulla salute delle persone, ma esige altresì che la condizione di un piano di gestione integrata del ciclo dei rifiuti si ponga come condizione necessaria per chiudere l'emergenza e per superare in modo realmente definitivo l'attuale situazione di degrado.

Giustamente, pertanto, il decreto-legge in conversione salda il riconoscimento di ampi poteri al commissario delegato - nella linea già tracciata dal decreto n. 263 del 2006 - con la previsione, all'articolo 9, di un piano per il ritorno all'ordinarietà e con la nomina, all'articolo 6, dei Presidenti delle Province a subcommissari al fine di accelerare la restituzione dei poteri agli enti competenti. Quest'ultima previsione va collegata a quella, sempre all'articolo 6, secondo la quale il Presidente del Consiglio, su proposta del commissario, revoca lo stato di emergenza anche limitatamente a singoli ambiti provinciali in possesso di sufficiente dotazione impiantistica.

Siamo qui di fronte a uno dei profili cruciali del decreto: l'urgenza di taluni straordinari interventi e il relativo accentramento di competenze sono correlati e preordinati all'instaurazione dell'ordinarietà. Peraltro, sull'ordinarietà non vi è nulla da inventare in Campania; esiste un quadro legislativo sia nel nostro Paese che a livello europeo, che, laddove è stato attuato, ha prodotto - e questo vale anche per buona parte delle Regioni italiane - risultati importanti in termini di condivisione e di efficienza del ciclo integrato dei rifiuti, capace non solo di allontanare l'emergenza, ma di rendere possibili, oggi, frontiere ancora più impegnative sul terreno della riduzione dei rifiuti, della raccolta differenziata e del riuso del materiale riciclato.

Il dibattito svoltosi in Commissione ha evidenziato queste tematiche e soprattutto è valso a mettere in rilievo come questo piano, se vuole davvero segnare la chiusura dell'epoca non gloriosa dell'emergenza, deve essere un piano condiviso, un piano che nasca dalla comunicazione e dal dialogo responsabile con le istituzioni locali e con i cittadini, secondo quella logica di partecipazione e di informazione che ha caratterizzato il decreto-legge n. 263 del 2006 e che mantiene tuttora piena validità, anzi, oggi è ancora più valida di ieri.

Il combinato disposto, previsto da questo decreto, tra affidamenti impegnativi al commissario delegato per l'oggi e un piano chiaro, credibile, possibile da avviarsi contestualmente alla fine dello stato di emergenza, è anche l'unica possibilità per recuperare credibilità e fiducia tra le istituzioni, ma soprattutto tra la popolazione della Campania, in particolare tra i cittadini di quelle località dove sono previste le realizzazioni indicate in questo decreto.

Il decreto consta di 10 articoli.

L'articolo 1 stabilisce, al comma 1, che entro il termine dello stato di emergenza rifiuti - fissato al 31 dicembre 2007 - sono attivati i siti da destinare a discarica presso i seguenti Comuni: Serre in provincia di Salerno, Savignano Irpino in provincia di Avellino, Terzigno in provincia di Napoli e Sant'Arcangelo Trimonte in provincia di Benevento. Il comma 2 consente l'utilizzo del sito di Serre fino alla realizzazione di un nuovo sito idoneo per lo smaltimento dei rifiuti individuato dal Presidente della Provincia di Salerno. Il comma 3 consente l'uso del sito di Terzigno fino al completamento delle attività di collaudo ed alla messa in esercizio del termovalorizzatore di Acerra. Sempre ai sensi del comma 3, il commissario delegato assicura la ricomposizione morfologica del sito e l'adozione delle occorrenti misure di mitigazione ambientale, ivi compresa la bonifica e messa in sicurezza dei siti di smaltimento incontrollato esistenti nel medesimo territorio.

L'articolo 2 disciplina l'affidamento del servizio di smaltimento e prevede che il commissario delegato individui, anche con affidamenti diretti, le soluzioni ottimali per il trattamento e per lo smaltimento dei rifiuti. Prevede altresì che il commissario delegato possa utilizzare, previa requisizione, gli impianti, le cave dismesse o abbandonate, le discariche che presentano volumetrie disponibili, anche sottoposti a provvedimenti di sequestro da parte dell'autorità giudiziaria.

L'articolo 3 vieta la localizzazione di nuovi siti di smaltimento finale di rifiuti in assenza di interventi di riqualificazione o di opere di bonifica del territorio dell'area «Flegrea».

L'articolo 4, al comma 1, obbliga i Comuni della Regione Campania ad avvalersi, in via esclusiva, per lo svolgimento del servizio di raccolta differenziata, dei consorzi costituiti ai sensi dell'articolo 6 della legge della Regione Campania n. 10 del 1993. Ai sensi del successivo comma 3, il commissario delegato può disporre l'accorpamento, ovvero lo scioglimento, dei consorzi medesimi che non adottino le misure che saranno prescritte da una specifica ordinanza commissariale, per l'incremento significativo dei livelli di raccolta differenziata.

L'articolo 5 stabilisce che i prefetti della Regione Campania, per quanto di competenza, assumano ogni necessaria determinazione per assicurare la piena effettività agli interventi e alle iniziative poste in essere dal commissario delegato.

L'articolo 6, come precedentemente ricordato, prevede la nomina dei Presidenti delle Province della Regione Campania come subcommissari e al comma 3 stabilisce che, con appositi decreti del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del commissario delegato, si possa provvedere alla revoca delle dichiarazioni dello stato di emergenza, anche limitatamente ai singoli ambiti provinciali che presentino sufficiente dotazione impiantistica.

L'articolo 7 prevede che i Comuni campani debbano assicurare che, a decorrere dal 1° gennaio 2008 e per un periodo di cinque anni, la tassa di smaltimento dei rifiuti solidi urbani garantisca complessivamente la copertura integrale dei costi di gestione del servizio. I Consigli comunali che non provvedono nei termini previsti possono essere sciolti per grave violazione di legge.

L'articolo 8 dispone che dall'attuazione del decreto-legge non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato.

L'articolo 9 stabilisce che, in sostituzione del Piano regionale di gestione dei rifiuti, il commissario delegato, entro 90 giorni adotta, sentita la Consulta regionale per la gestione dei rifiuti nella Regione Campania e il commissario per la bonifica, il Piano per la realizzazione del ciclo industriale integrato dei rifiuti.

Infine, signor Presidente, onorevoli senatrici e senatori, nel chiedere all'Aula l'approvazione della conversione in legge del decreto-legge n. 61, segnalo che la 13a Commissione ha approvato nel suo lavoro istruttorio, tenendo conto anche dei pareri delle altre Commissioni, alcuni emendamenti al testo originario che, senza intaccare in nulla le finalità del decreto, ne rafforzano, questo è l'intendimento, la praticabilità e l'incisività. (Applausi dai Gruppi RC-SE e Ulivo).

D'ALI' (FI). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

D'ALI' (FI). Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per illustrare una questione pregiudiziale, compito che questa mattina, debbo dire, è assai facile e facilitato dai numerosi pareri espressi dalle Commissioni non di merito sul decreto-legge in esame.

La prima e più evidente constatazione è che tale provvedimento, anche se non formalmente, configura sostanzialmente una reitera, prassi costituzionale ormai assolutamente censurata nell'attività dei Governi e quindi anche nella recettività da parte del Parlamento e dello stesso Presidente della Repubblica.

Anche se dal punto di vista formale, ripeto, il decreto reca certamente una normativa diversa o presentata in modo diverso rispetto a provvedimenti precedenti, esso sostanzialmente configura una reitera che, ahimè, come ha affermato il relatore, dura da anni e che nel decreto dell'ottobre scorso, già sottoposto all'esame di quest'Assemblea, era stata posta come condizione che non si sarebbe assolutamente mai più verificata. Al contrario, ci ritroviamo invece puntualmente ad esaminare un decreto sulla cosiddetta emergenza rifiuti in Campania. Ma vi è di più.

In questo decreto vi sono contenuti che aggravano ulteriormente le caratteristiche di incostituzionalità dello stesso. Mi riferisco, innanzitutto, all'individuazione di specifici siti che deriva dall'incapacità degli organi locali a trovare un momento di sintesi e di condivisione tre le varie amministrazioni e i vari livelli di governo locale, costringendo quindi il Governo e il Parlamento, con una prassi a mio giudizio assolutamente non costituzionale ed anticostituzionale, ad intervenire sull'individuazione di singoli siti.

Naturalmente, lo si fa anche con riferimento a pressioni di carattere politico e locale; addirittura, si fa intervenire il Capo dello Stato nel corso di una visita in Campania per tamponare una protesta locale, ma poi non se ne dà neanche conto nell'ambito del decreto: ovviamente, ne parleremo anche nel corso della discussione sugli emendamenti.

Ribadisco, però, che il compito di illustrare una questione pregiudiziale su questo decreto oggi è assai facile: basta scorrere i pareri delle Commissioni che hanno fornito il loro supporto a quella di merito.

La 1ª Commissione permanente - anche se è comprensibile che, per motivi politici, dovesse esprimere parere favorevole - punta l'attenzione su alcuni passaggi estremamente delicati. Uno di essi è la collocazione dei siti destinati all'accoglimento e allo smaltimento dei rifiuti in aree di particolare valore paesaggistico e ambientale e già specificatamente protette a tal fine: si viola di sicuro, quindi, un principio costituzionalmente riconosciuto, quale quello della tutela dell'ambiente.

Inoltre, vi è la situazione dei siti assoggettati a provvedimenti della magistratura per indagini penali, che possono essere addirittura riutilizzati, violando l'autonomia di questa nell'averli sequestrati. Ecco uno dei punti d'incostituzionalità sicuramente più evidenti, ripreso anche dalla Commissione giustizia, la quale fa non solo una raccomandazione, ma una condizione della sua modifica. Il parere della Commissione, infatti, è condizionato al fatto che alla previsione del possibile utilizzo di siti già sottoposti a sequestro vi sia un preventivo nulla osta da parte dell'autorità giudiziaria procedente.

Questo, naturalmente, finisce per rendere vana la norma, entrando in perfetta contraddizione con la volontà del Governo, ma riallineerebbe dal punto di vista costituzionale la previsione. Ribadisco, infatti, che si tratta di una previsione che, tra l'altro, infrange il principio, costituzionalmente riconosciuto, dell'autonomia e della separatezza dei poteri, ma - guarda caso - in una localizzazione ben camuffata. È chiaro, infatti, che un provvedimento di questo tipo può essere assunto solamente con il retropensiero di dover interessare certamente un sito già individuato e sequestrato dalla magistratura.

Anche la Commissione industria, poi, è intervenuta sull'incostituzionalità del decreto (che però non ha citato - lo ripeto - perché chiaramente vi è la disposizione politica di procedere comunque sia), censurando in maniera molto forte il contenuto dell'articolo 4, che prevede l'intervento sui cosiddetti consorzi di bacino, là dove i Comuni vengono obbligati a servirsi di alcuni consorzi già esistenti. Ciò entra pesantemente nell'autonomia dell'ente locale, costituendo, quindi, una palese violazione costituzionale, ai sensi del Titolo V della Costituzione. Il decreto, quindi, obbliga i Comuni ad utilizzare consorzi già esistenti, pur dovendo essere quella scelta legittimamente autonoma e libera; dopodiché, consente anche al commissario delegato di entrare nel merito delle prerogative regionali, con la possibilità dello scioglimento e dell'accorpamento dei consorzi.

Quindi, la 1ª Commissione riesce ad arrampicarsi sugli specchi e addirittura - per giustificare le forzature costituzionali di questo decreto - deve riferirsi all'articolo 120 della Costituzione, sulla tutela della salute pubblica (riferimento che potrebbe essere applicabile a qualsiasi intervento stravolgente l'assetto costituzionale e l'ordinamento dei nostri enti locali e delle componenti della Repubblica). Certamente, quindi, da questo appello disperato della 1ª Commissione si evince in maniera assolutamente chiara come il decreto sia palesemente incostituzionale.

Ripeto, l'incostituzionalità ancora più evidente è proprio, come si direbbe in termini sportivi, nell'entrata a piedi uniti sulle prerogative, sull'autonomia decisionale ed anche sulla responsabilità degli enti locali. Abbiamo più volte richiamato la responsabilità soprattutto della Regione Campania e degli enti locali campani di non aver saputo affrontare adeguatamente questa vicenda. Oggi ancor di più con questo decreto li esentiamo da responsabilità di condivisione di quella gestione e, anche se ci sono dei pallidi tentativi di associarli non alle decisioni ma alle attuazioni delle future decisioni del commissario delegato, certamente questo continua a configurare una palese intromissione indebita e incostituzionale sugli assetti del governo locale e dei governi delle istituzioni in genere nella nostra Repubblica.

Ma credo che, alla fine, la parte più rilevante del problema riguardi l'articolo 81 della Costituzione, come ormai spesso accade nei provvedimenti di questo Governo. Questo decreto, infatti, è palesemente scoperto: non solo, ma anche per quanto riguarda la materia finanziaria, interviene palesemente sull'autonomia degli enti locali nella gestione della tassa per lo smaltimento rifiuti e ne impone una evidentissima lievitazione, anche se la 5a Commissione permanente ha cercato, anche in questo caso arrampicandosi sugli specchi, di giustificare un parere favorevole.

Ciò accade perché, contrariamente al regolare approccio nella copertura dei provvedimenti del Governo e del Parlamento, qui si ha una sorta di inversione dell'onere della prova, nel senso che la relazione tecnica fornita dal Governo, pur prevedendo interventi specifici su territori, su discariche e su modalità gestionali, non ci dice quanto costano quegli interventi in modo da poterne ricavare l'eventuale regolarità della copertura finanziaria, ma cita solamente la disponibilità sui capitoli di bilancio del Dipartimento della protezione civile e poi, con una norma di invarianza, naturalmente blocca la spesa. In questo modo non ci è possibile capire se quei capitoli sono sufficienti a coprire le esigenze dichiarate dal provvedimento. Ciò significa che questo provvedimento è palesemente mancante...

PRESIDENTE. Senatore D'Alì, bisogna che concluda, perché il tempo a sua disposizione è esaurito.

D'ALI' (FI). Purtroppo le argomentazioni da esporre sono molte e rilevo che avremmo potuto presentare anche più di una questione pregiudiziale.

PRESIDENTE. Capisco che gli argomenti sono tanti, ma proprio tenendo conto della complessità le sto concedendo un po' di tempo in più.

D'ALI' (FI). La ringrazio, ma, ripeto, avremmo anche potuto presentare più di una questione pregiudiziale per ottenere più tempo a disposizione. Quindi, non me ne vogliano la Presidenza e i colleghi se prenderò alla discussione qualche minuto in più.

PRESIDENTE. D'accordo.

D'ALI' (FI). Come dicevo, il provvedimento è palesemente mancante di copertura, anche in termini di evidenziazione delle sue effettive necessità. Perché il Dipartimento della protezione civile e il Governo non ci hanno detto quanto occorre effettivamente per assolvere ai compiti indicati da questo decreto-legge? Perché evidentemente quella cifra è decisamente superiore alle disponibilità sui capitoli di bilancio. La 5a Commissione ha dovuto esaminare una relazione tecnica fornita non già dal Dicastero dell'economia, ma dal Dipartimento della protezione civile, che individuava la disponibilità sui conti, senza precisare a quanto ammontassero le necessità. Quindi, mi rivolgo ai colleghi della 5a Commissione, dei quali comprendo l'imbarazzo nell'aver dovuto esaminare una relazione non proveniente dal Tesoro, perché evitino, approvando la questione pregiudiziale, che si perpetri una palese violazione dell'articolo 81 della Costituzione.

Dico questo senza ulteriormente approfondire - lo faremo certamente nel corso del dibattito - la palese violazione in ordine all'autonomia tributaria degli enti locali, che è pure materia sulla quale la 5a Commissione dovrebbe intervenire e per la verità è intervenuta con una piccola osservazione che vanifica assolutamente la previsione delle norme compensative a favore dei Comuni interessati e previsti dal decreto come oggetto dell'attività a loro carico che interessa l'intero territorio regionale. Quando le compensazioni a favore dei Comuni, per intervento della 5a Commissione, devono essere ricavate dalla tassa di smaltimento dei rifiuti imposta a tutti i cittadini, è evidente che il Governo si è voluto assolutamente tirare fuori dall'obbligo di dover intervenire in questa situazione di emergenza anche dal punto di vista economico e ha assolutamente vanificato la sua stessa norma, rendendola irridente. Così come ho suggerito - ne parleremo in discussione di merito - sarebbe molto più onesto da parte del Parlamento cassare completamente quella previsione che è palesemente inattuabile.

Per tutti questi motivi, signor Presidente, onorevoli colleghi, il decreto in esame appare assolutamente viziato di incostituzionalità, quindi proponiamo di accogliere la questione pregiudiziale. (Applausi dal Gruppo FI).

SINISI (Ulivo). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

SINISI (Ulivo). Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho ascoltato con grande attenzione le osservazioni svolte dal collega D'Alì per giustificare la mancanza dei presupposti di costituzionalità di questo decreto-legge.

In proposito devo dire, avvantaggiato dall'aver partecipato alla discussione sulla questione in Commissione affari costituzionali, che molti degli argomenti che il collega ha trattato sono stati oggetto di un approfondito esame nella Commissione competente, che ha consentito di fugare qualsiasi dubbio e riportare gli elementi che sono stati tradotti poi in osservazioni in quel parere di cui pure ha dato alcun riferimento. Deve rassicurare il collega D'Alì e l'Assemblea che quel parere assolutamente positivo non è stato espresso soltanto per un dovere politico, né per una solidarietà di parte, ma perché tutte le questioni sollevate sono state attentamente esaminate e valutate nei profili qui riportati.

Vorrei sgombrare subito il campo da ogni dubbio: la questione che ha posto in prima battuta il collega D'Alì, che è stata oggetto di una sentenza della Corte costituzionale del 1996 a proposito della non reiterabilità dei decreti-legge, faceva riferimento ad un'antica stagione di questo Paese totalmente superata, che riguardava il fatto che i decreti si susseguissero senza mai avere una conversione in legge. Come si vede, già questo sgombrerebbe il campo da ogni equivoco: non è questa la circostanza, non siamo dinanzi ad un decreto‑legge che non è stato convertito e che viene reiterato attraverso un nuovo decreto‑legge, ma una situazione che è stata regolamentata da una legislazione definita è stata poi successivamente superata da questo provvedimento, che affronta una contingenza, una nuova emergenza, e per di più la disciplina anche diversamente. Se fosse come sostiene il collega D'Alì, cari colleghi, sarebbe sempre vietata la proroga dei termini: tutte le leggi che prorogano i termini sarebbero incostituzionali. Mi rendo conto che addurre un inconveniente non è un argomento, ma la questione principale positiva rimane quella che ho detto: l'invocazione dell'incostituzionalità di una reiterazione per questo decreto-legge è del tutto inconferente.

Così come è inconferente la seconda questione che il collega ha richiamato. Ricordo al senatore D'Alì che la tutela dell'ambiente purtroppo è una delle grandi lacune dell'ordinamento costituzionale che il Parlamento farebbe bene a colmare. Però, non voglio sottrarmi attraverso una mera argomentazione di carattere formale. Non esiste nessuna norma costituzionale che si assumerebbe violata per il fatto che si individuino dei siti predeterminati attraverso un provvedimento legislativo di fonte primaria da partedel Parlamento.

Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'invocazione dell'articolo 120 della Costituzione quanto ai poteri sussidiari dello Stato è tutt'altro che infondata. Ricordo che esiste da un lato l'articolo 32 della Costituzione che impone allo Stato di tutelare la salute come bene primario dei cittadini, dall'altro l'articolo 117, secondo comma, lettera m), che prevede che debbano essere garantiti su tutto il territorio nazionale quelle condizioni di benessere e quegli standard di qualità concernenti appunto i diritti civili e sociali. La nostra Nazione non può accettare che una Regione bella e importante come la Campania versi in una condizione di disastro, non soltanto ambientale ma anche igienico-sanitario, tale da alterare in maniera gravissima le condizioni e la qualità di vita dei cittadini di quella Regione. A questo punto si giustifica pienamente l'articolo 120, che a quella norma dell'articolo 117 fa richiamo, per sostenere che, in caso di inadempimento da parte delle Regioni o degli enti locali, lo Stato non può, ma deve intervenire con i poteri sostitutivi. E così ha fatto, e bene, in questo caso.

Aggiungo che anche la censura ricordata, quella di una sorta di violazione dei poteri dell'autonomia e dell'indipendenza della magistratura, è invocata non a proposito. La possibilità data al commissario di requisire e utilizzare anche quelle discariche che sono state sequestrate dall'autorità giudiziaria, signor Presidente, ha assolutamente precedenti nel nostro ordinamento indiscutibili. Non ha nulla a che vedere con l'autonomia e l'indipendenza della magistratura, anzi, se mi è consentito esprimere una mia personale opinione, dovremmo tutti cercare di compiere uno sforzo affinché i beni oggetto di sequestro non vengano a deperire durante tutto il periodo del processo, fino a quando non interviene la confisca che li mette definitivamente nelle mani dello Stato.

I precedenti al riguardo sono numerosi e tutti sono stati assunti per superare questa situazione. Se ne discute anche in materia di confisca dei beni mafiosi. Ricordo però che esistono già molte norme che consentono persino la facoltà d'uso, senza nessuna requisizione. Cito solo le norme in materia di contrabbando, che consentono, dopo il sequestro e prima della confisca, che un bene dello Stato venga messo a disposizione dello Stato medesimo affinché ne faccia uso. Penso si tratti di una norma utile, importante e opportuna e che bene abbia fatto il legislatore a prevederla dal momento che non solo non inficia i poteri di autonomia e di indipendenza della magistratura (che farà il suo corso e compierà le sue scelte con il sequestro e la confisca), ma anzi ne agevola il compito. Certamente potranno essere ulteriormente addotte motivazioni di merito per chiarire come definire tale rapporto, ma il fatto che si utilizzi un bene sequestrato non può essere un argomento e, vivaddio, invocare addirittura l'autonomia e l'indipendenza della magistratura mi sembra in questo caso eccessivo.

Le censure fatte dalla 10a Commissione, signor Presidente, sono argomentazioni di puro merito relativamente ai consorzi di bacino.

Perquanto riguarda la questione finanziaria, vi sono alcune regole vigenti all'interno dell'Aula per cui la Commissione bilancio ha poteri assai pregnanti e maggiori rispetto a quelli delle altre Commissioni quando si parla di presupposti riguardanti la copertura finanziaria, tanto che i pareri espressi hanno la capacità di distinguere puntualmente se si tratta di pareri resi ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, che rendono impraticabile il percorsolegislativo se non con determinati requisiti, mentre gli altri, invece, possono essere superati in via ordinaria. La Commissione bilancio non ha fatto censure di questo genere e invocare addirittura la violazione dell'autonomia fiscale degli enti locali per una norma che chiede semplicemente l'adozione di tariffe che soddisfino in qualche modo la spesa mi sembra davvero l'invocazione di un precetto costituzionale che ha inteso tutelare ben altro, cioè la possibilità per gli enti locali di dotarsi di strumenti finanziari appropriati.

Signor Presidente, onorevoli colleghi, capisco tutte le osservazioni fatte dal collega D'Alì, che sono state oggetto di approfondita discussione nel corso del dibattito nella competente Commissione affari costituzionali, ma reputo che le sue osservazioni sulla reiterazione dei decreti-legge che qui non v'è, sulla violazione della sfera di autonomia della magistratura, sul fatto che si intervenga all'interno dei poteri degli enti locali, siano talmente destituite di fondamento che non meritano l'accoglimento di quest'Aula. Pertanto, invoco che l'Aula, interamente e coralmente, respinga la questione pregiudiziale così come è stata posta. (Applausi dai Gruppi Ulivo e RC-SE).

GALLI (LNP). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GALLI (LNP). Signor Presidente, anch'io intervengo a nome del mio Gruppo sulla questione pregiudiziale presentata. Per non ripetermi non intendo richiamare le motivazioni puramente formalistiche, per quanto importanti, poste dal collega D'Alì, sembrandomi importante entrare nel merito della questione ed illustrare la pregiudiziale da un punto di vista sostanziale e non formale.

Nella Regione Campania, come avviene del resto in quasi tutte le Regioni italiane o in Paesi occidentali equivalenti al nostro per stile di vita, per ovvie ragioni si produce ogni giorno un chilo di rifiuti circa a testa. Nella maggior parte delle Regioni italiane i suddetti rifiuti subiscono una serie di trattamenti e ormai da moltissimi anni gran parte di essi sono o dovrebbero essere selezionati in base alla loro riciclabilità.Nelle Regioni più avanzate, come nel caso di quelle padane, almeno il 50 per cento viene separato e quindi prende strade diverse dalla discarica o dall'inceneritore. In alcuni Comuni, come quello da cui provengo, si raggiungono punte di eccellenza - e non è un caso che da quattro legislature sia al Governo la Lega - tanto è vero che si ricicla più del 60 per cento della frazione di rifiuto urbano. Una cosa analoga accade in molti altri Comuni della Padania e in particolare in quelli che sono amministrati da anni da Giunte a guida leghista.

Tornando ai problemi della Campania, quindi, il 60 per cento dovrebbe essere riciclato e il restante 40 per cento diventare la cosiddetta frazione non recuperabile. Anche in questo caso per legge - è comunque una questione di buonsenso - i rifiuti dovrebbero seguire ormai da un certo numero di anni strade consolidate: o essere conferiti in discariche autorizzate (ma rilevo che, per un'abitudine tipicamente italiana, in base ad un provvedimento presentato una decina di anni fa da un collega presente in Aula anche in questa legislatura, in Italia in realtà le discariche avrebbero dovuto essere chiuse già molti anni addietro, anche se forse ci si arriverà con qualche anno di ritardo), oppure, come avviene da molti anni, essere conferiti in quelle strane macchine che una volta si chiamavano forni, poi inceneritori e adesso termovalorizzatori, per essere semplicemente bruciati in maniera controllata. I fumi vengono poi depurati e nei sistemi più avanzati e moderni con il calore prodotto dalla combustione dei rifiuti si produce anche energia, che può essere finalizzata alla produzione di acqua calda, di corrente elettrica e quant'altro. Questa è la normalità tecnica, ormai consolidata e non da qualche anno, ma da qualche decennio nel nostro Paese ha e probabilmente ormai da un secolo in altri Paesi che da questo punto di vista sono più avanti del nostro.

Questo è quello che fanno quasi tutte le Regioni italiane, chi meglio, chi peggio, comunque la normalità è questa. Su questo non c'è da intervenire né da un punto di vista legislativo, perché è già previsto da tempo immemorabile proprio dal punto di vista delle leggi, né da un punto di vista tecnico perché da inventare non c'è più niente; si può solo eventualmente migliorare ulteriormente i processi in atto, ma anche questo fa parte della normalità dello sviluppo tecnologico: ogni volta che si fa un inceneritore o un termovalorizzatore nuovo, raccoglie evidentemente le esperienze degli altri e viene, quindi, fatto un po' meglio del precedente. Questo è nella normalità assoluta anche sotto il profilo tecnico. Non c'è niente da inventare neanche dal punto di vista amministrativo perché cosa si deve fare, come si deve fare, quali sono le competenze, le autorità competenti, le autorizzazioni da avere è chiarissimo. Non c'è niente da inventare e da spiegare a nessuno.

Dopo le cose che ho detto in un minuto e mezzo, la domanda che ogni cittadino italiano si pone è la seguente: come mai c'è il problema rifiuti in Campania e perché non c'è a Milano, a Tradate, a Vicenza o a Roma? Evidentemente c'è qualcosa che non quadra in questo panorama elementare che ho illustrato. Allora andiamo a vedere cosa non quadra. Prima di tutto si tratta di un problema quantitativo. Se più o meno è sempre un chilo al giorno la quantità di rifiuti che i cittadini campani producono, qualcuno deve spiegare perché mentre i tradatesi differenziano sei etti ogni giorno, che vengono, quindi, mandati in altre strade che non sono la discarica o il termovalorizzatore, in Campania, invece, non si recupera praticamente niente. I dati ufficiali indicano un recupero di circa il 5 per cento, che è virtuale perché, forse, da qualche parte c'è un cassonetto dove mettono il vetro invece che la spazzatura normale; poi arriva il camion che passa a raccogliere il vetro o le lattine, poi alla prima fermata del camion quello che hanno raccolto in maniera differenziata lo ributtano insieme con la normale, per cui questo 5 o 6 per cento è, in realtà, pari a zero.

Ma supponiamo che ci fosse veramente il 6 per cento di differenziata, la domanda è: il restante 55 per cento, che gli altri cittadini italiani raggiungono, perché in Campania non viene fatto? Tralascio per un momento questo argomento per tornarci dopo. In ogni caso, se anche raccogliessero il 60 per cento, ci sarebbe sempre il problema del 40 per cento che resta. Questo problema è comune a tutti i cittadini italiani. Allora, come prevede la legge, ogni Provincia e, nel suo insieme, ogni Regione provvedono a mettere a disposizione o discariche autorizzate o termovalorizzatori.

Questa cosa evidentemente in Campania per un po' c'è stata, poi le discariche sono andate a esaurimento perché anche per i non addetti ai lavori non è difficile capire che la discarica è un buco che si riempie: se il buco è profondo ci vuole un po' a riempirlo; una volta si riempiva a raso, dopo le discariche sono diventate prima montagnole, poi collinette e colline, però quando si supera l'attrito di primo rotolamento la discarica si deve fermare. Arriva un momento in cui un buco si riempie fino alla saturazione e ad un certo punto, essendo pieno, non si può più riempire. Allora, o si fanno discariche nuove o non c'è più il buco dove mettere la spazzatura. In Campania è successo questo: le discariche prima erano dei buchi, poi sono state riempite, poi sono diventate dei pianori, poi delle collinette, delle colline e delle montagne ed a un certo punto sono finite. Termovalorizzatori non se ne fanno.

Ho solo pochi minuti, per cui apro una breve parentesi per dire che gli stessi Verdi che al mattino protestano perché c'è l'emergenza rifiuti al pomeriggio protestano per non fare i termovalorizzatori. Quindi, in Campania i temovalorizzatori non si fanno.

Il tempo a mia disposizione sta terminando e perciò arrivo alla conclusione. Le questioni sono semplici: innanzitutto, abbiamo la certezza che i campani producono la stessa quantità di rifiuti del resto degli italiani; in secondo luogo, è certo che non fanno raccolta differenziata e quindi peggiorano il problema perché metà del problema potrebbe essere risolto se la raccolta differenziata fosse fatta; infine, in ogni caso il 40 o il 100 per cento deve essere messo da qualche parte: se in Campania non ci sono le discariche e non le fanno, se non ci sono i termovalorizzatori e non li fanno, è ovvio che da qualche parte devono mettere i rifiuti e, quindi, o li portano nelle altre Regioni o li lasciano per strada.

La quarta ed ultima domanda è la seguente. Perché oggi siamo qui, nel Senato della Repubblica, rappresentanti di 59 milioni di cittadini, a discutere di un problema locale? Non si deve fare una legge nazionale per risolvere un problema locale. Non si deve mettere un commissario che in quindici anni è costato 2.000 miliardi e che ha assunto 3.000 spazzini, che si sono aggiunti a quelli già presenti per cui questi ultimi non hanno più lavorato, mentre quelli appena arrivati hanno provato a lavorare ma la camorra gli ha sparato per strada; quindi il commissario straordinario ha incaricato i poliziotti di controllare gli spazzini che si sono aggiunti agli altri, ma non hanno risolto ugualmente la questione.

La domanda finale che faccio è quindi la seguente: perché ci troviamo in questa sede a discutere di tale questione? Non bisogna mettere il commissario, che occorre finanziare o fare un provvedimento speciale. C'è da prendere il Sindaco di Napoli, il Presidente della Provincia di Napoli, il Presidente della Regione campana - tutti casualmente della sinistra - e commissariarli, perché sono incapaci di fare il mestiere per cui i cittadini li hanno eletti. (Applausi dai Gruppi LNP, FI e AN).

LIBÈ (UDC). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

LIBÈ (UDC). Signor Presidente, vorrei far notare che stiamo convertendo un decreto dopo averne convertito un altro sei mesi fa. Questa è la dimostrazione palese dell'incapacità non solo del commissariamento ma anche della politica di risolvere il problema. La reputo una questione pregiudiziale e per questo mi associo a quanto ha sostenuto il senatore D'Alì.

Desidero ricordare che il commissario, l'anno scorso, all'atto dell'insediamento, promise che in dieci giorni avrebbe risolto il problema rifiuti nelle strade della Campania. Pochi giorni fa - non so se erano 10 - ha annunciato ancora che in 20 giorni avrebbe risolto l'emergenza rifiuti in Campania.

Prima di parlare delle questioni pregiudiziali voglio dire una cosa. Dopo sei o dieci mesi non abbiamo ancora un piano rifiuti. Si tratta di una questione pregiudiziale. Quando la settimana scorsa Bertolaso e la dottoressa Di Gennaro ci hanno detto che, se non si riapre la discarica di Ariano Irpino che è un completamento, il piano regionale non sta in piedi, vuol dire che sulla Campania non si è fatto niente per sei-otto mesi. (Applausi dal Gruppo UDC).

Allora sono assolutamente contrario a ridare maggiori poteri a chi in sei-otto mesi non ha risolto il problema. E dato che non siamo qui per fare demagogia, vorrei ricordare a certi professori che il problema della Campania - qualcuno ha riso otto mesi quando l'ho detto - è nazionale, perché i rifiuti presenti in Campania arrivano da tutto il Paese, specialmente dal Nord (e io sono del Nord), da quel Nord che cerca di criminalizzare i cittadini campani e si ricorda solo alla fine che ci sono anche degli amministratori campani, perché forse qualche volta c'è stato insieme.

Venendo alle questioni più tecniche, sono convinto che il provvedimento in esame sia pieno di questioni incostituzionali, a partire dall'articolo 1 dove si parla di «deroga alle specifiche disposizioni vigenti in materia ambientale, paesaggistico-territoriale, di pianificazione per la difesa del suolo, nonché igienico-sanitaria». Dunque, il cittadino non ha più diritto alla tutela dell'ambiente e della salute, tutele sacrosante.

Lo stesso discorso vale per l'articolo 2, che è uno dei passaggi più gravi. Vorrei capire a cosa serve: se serve solo in qualche specifico caso o in uno solo. Si dice che qui della magistratura non si tiene più conto. Mi piacerebbe sapere cosa pensano di tale questione i magistrati eletti nel centro-sinistra i quali, quando c'è da inquisire qualcuno, ripetono giustamente che la magistratura deve essere rispettata. Credo che vada rispettata anche quando difende la tutela dei cittadini. Vorrei sentire la vostra parola su questo.

Lo stesso vale - l'ha già detto il senatore D'Alì - per l'articolo 4 sull'obbligatorietà dell'utilizzo dei consorzi. In Commissione ho apprezzato il tentativo di miglioramento che è stato compiuto. Tuttavia l'obbligatorietà dell'utilizzo dei consorzi, al di là delle questioni costituzionali, pone un'altra questione, quella dei costi, che va a legarsi anche all'articolo 7: chi paga i costi di queste operazioni? Li paga chi ha amministrato male una Regione, sperperando soldi e soldi, e non solo una Regione, ma anche il commissariato? Infatti, le indagini della magistratura e della Commissione di inchiesta sul ciclo dei rifiuti e sulle attività illecite ad esso connesse, di cui sono membro, sono lì, ma sembra che tutti ne parlino e nessuno ne tragga le debite conseguenze. Dunque, chi pagherà alla fine questi costi? Essi ricadranno sui cittadini onesti, presenti in grande misura, i quali già pagano la tariffa o la tassa. Credo che un Parlamento onesto e serio debba assolutamente farsi carico di questo e non possa permettere che accada quel che viene lasciato succedere, anche in buona fede, da parte di tanti parlamentari che giustamente - dico io - sostengono l'opportunità di delegare al commissario, dimenticando quel che si è verificato e si sta verificando.

Non da ultimo vi è la questione dell'articolo 8. Giustamente il senatore D'Alì ha affermato che non c'è la copertura finanziaria: ci raccontiamo frottole se diciamo che quest'operazione è a costo zero e l'unica vera questione sollevata dal decreto è quella per cui l'operazione la pagheranno i cittadini di cui dicevo prima, ossia quelli che pagano le tasse già da tempo.

In conclusione, approvo la posizione del senatore D'Alì e ritengo che tanti amici nel centro-sinistra, che hanno lavorato onestamente e giustamente per difendere la magistratura da certi attacchi anche faziosi, che hanno lavorato con serietà per difendere i cittadini dalle vessazioni verificatesi in alcune situazioni del Paese, dovrebbero oggi alzarsi e a gran voce dire «no» a questo decreto, perché è palesemente incostituzionale. (Applausi dai Gruppi UDC e FI).

GIULIANO (FI). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIULIANO (FI). Signor Presidente, il senatore D'Alì ha illustrato la sua eccezione pregiudiziale di incostituzionalità sostenendo che era assai agevole motivarla per i palesi e continui momenti di incostituzionalità che offre il provvedimento, e in effetti lo ha dimostrato illustrando in maniera rigorosa e assolutamente convincente tutti i punti in cui il provvedimento confligge con la Costituzione.

A fronte di questa facilità nell'illustrare l'incostituzionalità, devo rilevare l'imbarazzo del centro-sinistra nel sostenere la costituzionalità del provvedimento, dalle stesse dichiarazioni del senatore Sinisi, che possono essere paragonate ad una escursione sugli specchi, all'assenza del senatore Villone, che solitamente è colui il quale illustra questi provvedimenti con grande precisione e rigore: evidentemente, lo scrupolo di fine studioso e costituzionalista è prevalso sulle necessità politiche e partitiche contingenti del sostenere la costituzionalità.

Al di là di queste affermazioni di principio, signor Presidente, direi che lo stesso parere emesso dalla 1a Commissione evidenzia tra le righe, in filigrana, gli importanti motivi che giustificano la questione pregiudiziale di incostituzionalità, ad iniziare, n particolare, dalla reiterazione, cui ha fatto riferimento anche il senatore D'Alì, che vìola in maniera palese il principio secondo il quale i decreti-legge non possono essere reiterati anche se assumono una veste o un contenuto diverso, visto che nella sostanza questo provvedimento pone gli stessi momenti di difficoltà, la stessa normativa, gli stessi poteri e, nel contesto, può essere definito una sorta di fotocopia di precedenti provvedimenti.

Oltre a questo, non va dimenticato che la individuazione delle aree di particolare valore paesaggistico ambientale e protette vìola di per sé stesso questo principio; il fatto che debbano essere individuate per essere adibite a discariche o comunque a risolvere i problemi dell'emergenza evidentemente indica un altro momento di criticità. Un momento di criticità che a volte è stato risolto in maniera abborracciata, anche se a volte in maniera autorevole, come con l'ultimo - direi, con tutto il rispetto - improvvido intervento del presidente Napolitano, costretto ad intervenire per far sì che fosse liberata la strada di accesso ad una delle discariche.

Ma il motivo più rilevante, forte e scandaloso di preoccupazione è quello relativo alla utilizzabilità e possibilità da parte del commissario di disporre dei siti sequestrati o sottoposti a provvedimenti cautelari da parte dell'autorità giudiziaria. È una palese, scandalosa violazione del principio della divisione dei poteri che fa rivoltare nella tomba lo stesso Montesquieu o Locke, che fu probabilmente il primo ad individuare il momento essenziale di una vera democrazia, quello della divisione dei poteri.

Consentire la possibilità da parte del commissario di avvalersi, di disinteressarsi, di non tenere in nessun cale la misura reale adottata dal magistrato, evidentemente evidenzia questa invasione forte, preoccupante del potere legislativo nei confronti del potere giudiziario, a parte il fatto che questa possibilità concessa al commissario straordinario consente in molti casi di cancellare le tracce del reato; quindi, un procedimento penale instaurato, iniziato su determinati reati, a seguito di questa possibilità scompare nel nulla, si cancella un reato. E questo è un caso nuovo, di scuola, direi, per la sua perversione, per la sua contrarietà a princìpi elementari e fondamentali.

Ma vi è di più, Presidente, posto che l'articolo 2, al comma 1 (ultima parte), dà la possibilità al commissario di sottrarre all'adozione di misure cautelari reali fino alla cessazione dello stato di emergenza un determinato sito. Questo significa che, se in quel momento, da parte del gestore di quel sito, sia esso commissario o autorità delegata, venga commesso un determinato reato contro la salute pubblica o l'ambiente o si crei un pericolo forte, il magistrato non può intervenire per interrompere quest'azione criminosa. Penso sia la prima volta che si assiste alla emanazione di una norma così stravolgente, confliggente ma in maniera evidente. E questi sono anche i motivi per cui giustifico l'assenza di qualche persona che doveva forse appropriatamente illustrare e sottoporre all'attenzione dell'Assemblea questo momento così pericoloso.

Ma, signor Presidente, tutto il provvedimento, così come evidenziato, confligge con la sostanza dell'articolo 120 della Costituzione. Il senatore Sinisi contesta proprio questo, ma allora non c'è a questo punto che dare un risvolto politico alla situazione, posto che l'articolo 120 concede la possibilità al Governo di sostituirsi nell'esercizio di alcuni poteri regionali nel momento in cui si creino situazioni di grave emergenza, situazioni atte a provocare un pericolo grave per la incolumità, la sicurezza oppure quando lo richiedano altre impellenti ragioni derivate dall'incapacità da parte dell'ente territoriale di gestire una situazione.

È questa norma sostanzialmente un atto di accusa contro la gestione emergenziale da parte della Regione Campania e contro una persona in particolare, che è stato commissario per tanti anni, il presidente Bassolino, che ha condotto una gestione così fallimentare, scandalosa e così costosa, costata allo Stato ben 2 miliardi di euro, senza ottenere alcun risultato, ma facendo sì che questi denari fossero dissolti in consulenze, in favoritismi, in clientelismi.

Ecco, questo è uno dei motivi per cui vi è una sorta di ribellione, di pudore da dover provocare in tutti un rigurgito morale e moralistico, se volete, a far sì che ci si opponga in maniera ferma al fatto che gli stessi organi, le stesse strutture continuino in quella che è stata una dispersione enorme di danaro, ma soprattutto contro quello che ha incrinato un principio morale, proprio della politica nobile, e che ha posto a Napoli, in modo particolare, ma in tutta la Regione Campania, la questione morale da parte di coloro i quali hanno avvertito questa sensibilità e possibilità. Quindi è una norma che, se fosse costituzionale, comunque costituirebbe un atto di accusa chiaro, evidente, forte nei confronti di questa gestione.

Non dobbiamo, inoltre, dimenticare che tale situazione ci ha posto all'attenzione mondiale in senso negativo. Se prima era stato il «Times» e altri giornali europei ad evidenziare questa situazione, è stata questa scandalosa emergenza ad essere evidenziata dai giornali americani e ieri addirittura dai giornali russi, i quali non riescono a spiegarsi come possa essere accaduto questo. In effetti, è più facile far capire ad un non campano il mistero della Trinità, che non la gestione dei rifiuti in Campania. È una gestione che coloro i quali la vivono sulla propria pelle, nell'offesa della propria dignità di uomini, di cittadini e, soprattutto, di politici possono capire e avvertirne tutto il peso.

Per tutti questi motivi, signor Presidente, riteniamo che la questione pregiudiziale di costituzionalità debba essere approvata; in caso contrario si creerebbe un precedente che violerebbe i princìpi elementari del diritto, della nostra democrazia e del nostro vivere insieme. (Applausi dal Gruppo FI. Congratulazioni).

MUGNAI (AN). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MUGNAI (AN). Signor Presidente, il Gruppo di Alleanza Nazionale si riconosce pienamente nel senso e nella portata della questione pregiudiziale che è stata sollevata.

Per evidenti ragioni di economia, non ripeterò pedissequamente le argomentazioni portate dai colleghi a sostegno della fondatezza di tutte le eccezioni proposte; mi sembra però che due sottolineature si impongano. La prima, è quella relativa alla sconcertante sovrapposizione e confusione di poteri che si viene a determinare violando l'impalcatura costituzionale. Bene hanno fatto i colleghi che mi hanno preceduto a richiamare l'attenzione dei colleghi parlamentari che sono stati e sono magistrati e che oggi fanno parte dell'attuale maggioranza, in relazione a un provvedimento in forza del quale viene addirittura sospesa l'efficacia di provvedimenti adottati dall'autorità giudiziaria, determinando evidentemente una situazione di confusione tra i poteri dello Stato assolutamente inammissibile e tale da violare uno dei princìpi cardine del nostro ordinamento costituzionale.

La prima sottolineatura era stata oggetto - e bene ha fatto il collega Nania a ricordarlo - di un opportuno richiamo della 2a Commissione permanente, che non si è limitata, così, «a volo di uccello», a rammentarla, ma ne ha fatto motivo di precisa osservazione alla Commissione di merito, richiamando l'attenzione sulla circostanza che era assolutamente inammissibile, perché costituzionalmente viziato, quel passaggio in forza del quale si potevano porre nel nulla provvedimenti di tipo cautelare legittimamente adottati dall'autorità giudiziaria.

A questa sottolineatura deve necessariamente seguirne un'altra, che ritengo doveroso e indispensabile fare. Le stesse Commissioni affari costituzionali e industria hanno evidenziato nelle proprie osservazioni, condizionanti la 13a Commissione nel momento in cui era chiamata ad esaminare questo provvedimento, che l'obbligatorietà per i Comuni della Regione Campania di avvalersi in via esclusiva dei consorzi per svolgere il servizio di raccolta differenziata, introduce un obbligo che vìola i princìpi del nostro ordinamento costituzionale. Su questo, tra l'altro, in Commissione è stato fatto un approfondito tentativo di riflessione, invitando la maggioranza e il Governo, che apparentemente si è come blindato all'interno di questo testo, a comprendere che, in effetti, quella osservazione, che non era una semplice raccomandazione della Commissione affari costituzionali ma una precisa segnalazione, doveva essere integralmente recepita, altrimenti si sarebbe arrivati, di fatto, a una sorta di commissariamento improprio, determinando quindi un'altra sovrapposizione inammissibile di poteri. Purtroppo, tutto ciò è rimasto lettera morta, una sorta di dialogo fra sordi.

L'ultima fra le sottolineature che portano a non poter che suffragare la fondatezza di questa eccezione pregiudiziale in punto di costituzionalità è legata a un'altro aspetto, forse meno apparente, ma che forse sarà più di tutti quello che andrà a colpire gli incolpevoli ed onesti cittadini campani: mi riferisco al disposto dell'articolo 7. In tale articolo, Presidente, si istituisce un principio in forza del quale viene meno anche il principio della proporzionalità dell'imposizione fiscale e dell'imputabilità, perché a carico degli incolpevoli cittadini campani andrà globalmente anche il costo del risanamento dell'emergenza, violando qualunque norma di carattere fiscale in materia, per come la nostra Costituzione, tra l'altro, le delinea. Questa è l'impalcatura dell'articolo 7 e questo è ciò che i colleghi devono sapere: non pagherà chi ha la responsabilità, ma pagherà il potenziale risanamento dello stato emergenziale - e vedremo se accadrà, perché con il presente decreto sicuramente non accadrà - anche il cittadino campano e soprattutto il cittadino campano onesto; saranno così violati anche i princìpi che la Costituzione garantisce in materia di equità fiscale. Leggetelo l'articolo 7; i campani lo leggeranno e si renderanno conto di che cosa questo Parlamento si accinge a votare.

Per tali ragioni il Gruppo di Alleanza Nazionale voterà convintamente a favore della questione pregiudiziale avanzata dal senatore D'Alì. (Applausi dai Gruppi AN e FI).

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione della questione pregiudiziale.

  

Verifica del numero legale

GALLI (LNP). Chiediamo la verifica del numero legale.

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(Proteste dai banchi dell'opposizione).

Scusate, colleghi, il tempo per la verifica del sostegno è scandito dal dispositivo elettronico: è inutile che urliate.

(La richiesta risulta appoggiata).

Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico.

(Segue la verifica del numero legale). (Proteste dai banchi dell'opposizione da cui si segnala la presenza di schede disattese tra i banchi della maggioranza).

Un attimo, per cortesia, stiamo verificando. Non urlate. I senatori segretari stanno accertando la regolarità della votazione. Accanto alla senatrice Gaggio Giuliani vi è una luce accesa cui non corrisponde la presenza di un senatore. Vi prego di rimuovere la scheda. (Alcuni senatori della maggioranza fanno ingresso in Aula. Proteste dai banchi dell'opposizione). Per cortesia, colleghi, non dovete reclamare, perché stiamo verificando. Ci sono i senatori segretari e il senatore Malan che è molto attento. Nella seconda fila sotto l'orologio vi sono due luci accese ma un solo senatore. Togliete la scheda in più.

Il Senato è in numero legale.

  

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1566

PRESIDENTE. Metto ai voti la questione pregiudiziale, avanzata dal senatore D'Alì.

Non è approvata. (Applausidai banchi della maggioranza. Applausi ironici dai banchi dell'opposizione).

Dal momento che questo è il Senato della Repubblica, cerchiamo di agire secondo le regole.

Dichiaro aperta la discussione generale.

È iscritto a parlare il senatore Morando. Ne ha facoltà.

Senatore Morando, la prego di attendere qualche istante perché, come lei sa bene essendo esperto di Assemblee, tra l'altro più di me, ora ci sarà, per così dire, una fase di deflusso dall'Aula.

MORANDO (Ulivo). Signor Presidente, non accadrà niente di insopportabile, comunque la ringrazio.

Ho chiesto di intervenire subito nella discussione perché, nel corso dell'illustrazione della pregiudiziale di costituzionalità, è stata sollevata, in numerosi interventi di colleghi dell'opposizione, la questione relativa alla corretta copertura del provvedimento. Si è sostenuto, in sostanza, che una delle ragioni per le quali il provvedimento dovrebbe essere considerato contrario alla nostra Costituzione è il fatto che esso vìola, in alcune sue norme importanti, l'articolo 81, quarto comma, della Costituzione.

Signor Presidente, non ho ritenuto opportuno prendere la parola nella fase di illustrazione della pregiudiziale perché in quel momento avrei dovuto parlare come presidente della Commissione bilancio, mentre non ce n'era alcun bisogno, dato che la Commissione bilancio si è già espressa sul merito, per i profili di propria competenza, attraverso il suo parere, che è a conoscenza dei colleghi senatori e della Presidenza.

Adesso, però, in sede di discussione generale, vorrei fare alcune puntualizzazioni che derivano dalle opinioni e dalle posizioni del senatore Morando e non già del presidente della Commissione bilancio.

Vorrei far notare ai colleghi e a lei, signor Presidente, che, per quanto riguarda i profili di copertura del provvedimento, è necessario partire da una netta distinzione tra due fasi d'intervento tra di loro molto diverse, relative all'emergenza rifiuti in Campania.

Vi è una prima fase, quella dell'emergenza (e certamente non sto ad illustrare perché si possa fondatamente ritenere che esista un'emergenza rifiuti in Campania, dato che mi sembra sufficientemente provato dalle immagini che ognuno di noi ha potuto vedere in televisione nel corso degli ultimi mesi), che pone il tema di un intervento di tipo emergenziale e il provvedimento, con grande precisione, assegna tale compito al commissario.

Naturalmente questa prima fase d'intervento deve essere finanziata, e a mio giudizio lo è correttamente, a valere su risorse destinate nel bilancio agli interventi di emergenza. Infatti, nel corso dell'attenta analisi che abbiamo compiuto in Commissione bilancio, è emerso - e non è emerso immediatamente, ma solo dopo un attento approfondimento - che il volume delle risorse necessarie per l'intervento di emergenza in Campania nei prossimi giorni, sotto la gestione diretta del commissario, è disponibile e sufficiente per realizzare le operazioni di emergenza assegnate all'intervento del commissario stesso.

Risolta l'emergenza - e il provvedimento chiaramente indica, anche se indirettamente, la data di scadenza della gestione emergenziale al 1° gennaio 2008, convenendo che la soluzione dell'emergenza avvenga entro quel termine - comincia una seconda fase, quella dell'ordinaria gestione del servizio di raccolta e di smaltimento dei rifiuti in Campania.

Il provvedimento, all'articolo 7, oggetto di considerazioni che mi sembrano tecnicamente del tutto infondate, chiaramente stabilisce che, risolta l'emergenza, dal 1° gennaio 2008, all'ordinaria gestione del servizio di raccolta e di smaltimento dei rifiuti si provveda in Campania come in tutta Italia, a carico delle tariffe relative a tale servizio e, certamente, si deve provvedere al 100 per cento.

Ho sentito dire da alcuni senatori che nel provvedimento, in particolare all'articolo 7, sarebbe implicito che si porrebbero a carico delle tariffe anche attività ancora legate all'emergenza. La lettera dell'articolo 7, in verità, è molto chiara ed esclude tale ipotesi.

Naturalmente, la Commissione bilancio non si occupa del merito; abbiamo quindi semplicemente preso atto che coloro che sono competenti per il merito - la Commissione ed il Governo - hanno assicurato che tutti gli interventi di emergenza sono finanziabili nel quadro del tetto delle risorse fissate per quel che riguarda le disponibilità messe in capo al commissario, derivanti da delibere CIPE e relative ordinanze.

Per quanto concerne, quindi, la gestione dell'emergenza, escludo che si possa sostenere quanto ultimamente è stato ancora sostenuto nell'illustrazione delle pregiudiziali, e cioè che vi siano interventi di emergenza da mettere finanziariamente a carico delle tariffe. È assolutamente vero, invece, che l'articolo 7, dal 1º gennaio 2008, mette la gestione ordinaria del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti a carico delle tariffe.

Ora, signor Presidente e colleghi, mi rendo conto che vi è un problema di valutazione del realismo di questa ipotesi. Di questo, però (e me ne daranno atto anche i colleghi dell'opposizione), non credo si possa occupare la Commissione bilancio. Abbiamo un provvedimento che con grande nettezza prevede che dal 1º gennaio 2008 le tariffe debbano assicurare il pagamento integrale del servizio di raccolta e di gestione dei rifiuti: ne prendiamo atto, ma - come Commissione bilancio - se intervenissimo sul punto, mettendo in discussione tale volontà - politica e nettamente definita - che dal 1º gennaio 2008 realizza per la Campania esattamente la stessa situazione che si realizza per tutti i Comuni e le Regioni d'Italia, compiremmo un intervento di merito assolutamente ultroneo rispetto alle nostre competenze.

Quindi - e conclusivamente, signor Presidente, sul punto - credo di poter dire la mia opinione (che, naturalmente non pretendo sia condivisa, ma che ritengo fondata sui fatti): la Commissione bilancio ha condotto un esame approfondito degli aspetti di copertura relativi al provvedimento e ha concluso che sia la gestione dell'emergenza, sia, dal 1º gennaio 2008, quella dell'ordinario servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti sono finanziariamente coperte in modo corretto.

Aggiungo che, a mio avviso, un problema molto serio di profili costituzionali per gli aspetti di copertura si sarebbe posto, paradossalmente, se avessimo fatto il contrario di quanto abbiamo fatto. Mi spiego subito: gli emendamenti presentati in questo senso hanno ricevuto un parere contrario dalla Commissione bilancio, ai sensi dell'articolo 81, quarto comma, della Costituzione. Essi proponevano, in buona sostanza, che quote di attività legate all'emergenza, nella fase successiva al 1º gennaio 2008 (evidentemente ritenendo che anche in seguito a tale data si porranno problemi di emergenza), dovessero essere messe a carico delle tariffe o, viceversa, sottratte alla copertura legata alle tariffe. In entrambi i casi, quindi, tali emendamenti proponevano di uscire dal modello molto lineare presente per gli aspetti di copertura nel provvedimento.

È per questa ragione che le une e le altre ipotesi sono state considerate dalla Commissione bilancio lesive dell'articolo 81, quarto comma, della Costituzione. Se ne deduce, paradossalmente, che avremmo determinato - o determineremmo, in questo caso non come Commissione bilancio, ma come Senato - la violazione di un principio costituzionale essenziale anche sotto il profilo fiscale, se sostenessimo, colleghi, che nella Regione Campania il servizio di raccolta e smaltimento rifiuti debba essere indefinitamente messo in capo, per qualche quota, alla finanza dello Stato centrale.

Ciò non accade in alcuna parte d'Italia e a regime è sacrosanto non debba accadere nemmeno in Campania, datosi che, se questo accadesse (cioè se i cittadini della Campania, per una qualche ragione, a regime, dovessero avere il servizio di raccolta e di smaltimento dei rifiuti per una qualche quota coperto dalla finanza dello Stato centrale), si determinerebbe una grave disparità di trattamento per i cittadini italiani, giacché ci sarebbero cittadini che non debbono farsi carico di oneri che invece sono affrontati da altri cittadini in ogni altra parte d'Italia. Considero che qui si sarebbe determinato un vero vulnus costituzionale, ma è vero esattamente l'opposto, se leggiamo il provvedimento. Esso, infatti, punta a gestire l'emergenza, a chiuderla e ad aprire una fase di perfetta omologazione tra i cittadini campani e quelli del resto d'Italia per quel che riguarda gli oneri relativi alla raccolta e alla gestione dei rifiuti solidi urbani. (Applausi dal Gruppo Ulivo).

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Novi. Ne ha facoltà.

NOVI (FI). Signor Presidente, ritengo che il senatore Morando avrebbe fatto bene a impegnarsi per una causa più comprensibile ed anche migliore. Guardate che il provvedimento, in realtà, non è altro che la presa d'atto e la conseguenza normativa di quattro disastri: un disastro ambientale, un disastro finanziario, il disastro della legalità e un disastro politico.

Iniziamo dal disastro ambientale. L'emergenza rifiuti in Campania trae origine da una scelta e da una responsabilità che storicamente è soltanto della sinistra, che all'inizio degli anni Novanta mette in moto un meccanismo perverso, vale a dire la chiusura di tutte le discariche in Campania. Mette in moto quel meccanismo perché sostiene che sulle discariche vi è una sorta di accumulazione primitiva di profitti criminali e quindi, per battere il crimine organizzato, bisogna chiuderle. Quanti sostenevano che la chiusura delle discariche, in assenza di strutture alternative come i termovalorizzatori (che allora venivano definiti inceneritori), era una follia venivano accusati di collateralismo con la camorra. Questa è la responsabilità storica.

Poi c'è un'altra grande menzogna, quella che tenta di far risalire alla presidenza Rastrelli parte della responsabilità di questo disastro. La presidenza Rastrelli, in realtà, vara un piano regionale dei rifiuti che faceva perno su due termovalorizzatori (in un primo momento, sulla provincializzazione dei termovalorizzatori), ma anche qui si scontrò con la proterva opposizione degli ambientalisti della sinistra che accusavano la giunta Rastrelli del fatto che il progetto napoletano di termovalorizzatori avrebbe provocato un inserimento - anche qui - del crimine organizzato, mentre grandi investimenti per due termovalorizzatori avrebbero impedito questo tipo di infiltrazioni. Ed ecco allora che si avvia quel processo incompiuto, perché poi la sinistra si oppone anche alla realizzazione dei termovalorizzatori: non solo la sinistra ambientalista, ma anche il PDS. Una parte della responsabilità, in questa vicenda, l'hanno anche alcuni vescovi e certi rappresentanti del ceto politico e intellettuale. Questa è la verità storica.

Questo cortocircuito della razionalità politica, amministrativa e gestionale provoca un disastro ambientale. Sette milioni di tonnellate di rifiuti stoccati su siti che non presentano alcuna garanzia di impermeabilità: questi sette milioni di tonnellate di rifiuti sono infatti stoccati in discariche abusive autorizzate, i cosiddetti siti di stoccaggio. Per trasportare questi sette milioni di tonnellate di rifiuti pressati occorrerebbero 350.000 Tir: immaginate che disastro ambientale. Non solo, ma due termovalorizzatori dovrebbero essere impegnati a tempo pieno per cinque anni: ripeto, anche se costruiamo due termovalorizzatori, lo smaltimento della quantità di rifiuti stoccata li vedrebbe impegnati per cinque anni, quindi, è una emergenza da cui non si esce.

Questa tipologia di disastro ambientale ha provocato anche un disastro sanitario, perché nelle zone della Campania in cui insistono i siti di stoccaggio si è registrato un incremento del 40 per cento delle patologie oncologiche e del 26 per cento delle malformazioni. Questo è il disastro provocato dall'emergenza rifiuti in Campania. C'è di più, perché con il comma 4 dell'articolo 1 del decreto autorizzate l'apertura e l'uso - in deroga alla normativa vigente in materia ambientale, paesaggistica, territoriale ed igienico-sanitaria - di impianti e siti di stoccaggio: un'altra mostruosità. Non si era mai assistito nel Paese ed in Parlamento a qualcosa del genere: l'autorizzazione - ripeto - all'apertura di impianti in deroga alle normative sanitarie ed ambientali.

C'è poi da considerare il disastro finanziario: un miliardo di euro - cioè circa 2.000 miliardi di vecchie lire - dilapidati in dodici anni, provocando il disastro della legalità e attivando un meccanismo, quello sì, di accumulazione primitiva di profitti criminali, perché le aree di stoccaggio erano gestite dal crimine organizzato; inoltre, questa enorme quantità di denaro ha corrotto anche le coscienze che dovevano porsi a garanzia anche giudiziaria. Infatti, ci siamo trovati di fronte ad un sostituto procuratore iperambientalista che in realtà si accompagnava con imprenditori - i fratelli Orsi - camorristi legati al clan dei Casalesi, una famiglia mafiosa tra le più agguerrite della Campania.

Inoltre, c'è il disastro della legalità, che ha visto tutto il settore infiltrato e inquinato dal sistema criminale.

Infine, questo tipo di gestione dell'emergenza rifiuti, se ha permesso il consolidamento del gruppo di potere bassoliniano nella Regione, ha provocato un disastro politico non in Campania, dove grazie a questi meccanismi di potere e di corruttela diffusa bene o male il consenso arriva ancora, ma un disastro di credibilità della sinistra complessivamente nel Paese, tant'è vero che Fassino ha affermato che la sconfitta elettorale nel Nord e in altre aree dell'Italia è stata provocata anche dall'emergenza rifiuti in Campania. Quindi, questa tipologia di gestione alla fine si sta rivelando fallimentare per la stessa sinistra, che, mentre in Campania ha rafforzato il suo potere sull'emergenza rifiuti, rischia ora di essere sommersa dall'emergenza dell'immondizia. (Applausi dal Gruppo FI. Congratulazioni).

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Piglionica. Ne ha facoltà.

PIGLIONICA (Ulivo). Signor Presidente, colleghi, devo sottolineare che sono proprio gli approcci come quelli del senatore Novi a creare ulteriori problemi in Campania. Ciò che appare chiaro, infatti, è che il senatore Novi prova a spargere un po' di terrore in maniera del tutto infondata. Caro senatore Novi, glielo dico adesso, da medico: se un fattore ambientale è in grado...

NOVI (FI). Lo ha detto Bertolaso, non io.

PIGLIONICA (Ulivo). Mi perdoni, senatore Novi, mi lasci continuare.

NOVI (FI). Lo dice l'Organizzazione mondiale della sanità. Abbiamo la documentazione.

PRESIDENTE. Vada avanti, senatore Piglionica.

PIGLIONICA (Ulivo). Mi faccia prima parlare e poi dica se ho detto cose prive di senso o meno.

PRESIDENTE. Senatore Piglionica, si rivolga alla Presidenza.

PIGLIONICA (Ulivo). Mi perdoni, signor Presidente.

Stavo dicendo che se un fattore ambientale è in grado di indurre un incremento di patologie tumorali, questo non si manifesta prima di un certo numero di anni, che è compatibile tra gli otto e i dieci. Dopo Hiroshima, dove c'era l'emergenza nucleare, le prime leucemie e le prime manifestazioni tumorali in maniera diffusa cominciarono a distanza di alcuni anni. Le ecoballe sui piazzali hanno iniziato ad accumularsi sei anni fa. Lei, senatore Novi, dimentica di dire che quelli erano i territori dove la camorra sversava in maniera abusiva e illegale, inquinando i famosi laghetti del Casertano o le aree Acerrane. Se i criminali della camorra rubavano i cavi dell'elettricità per ricavarne il rame e nell'area di Calabricito bruciavano i cavi spargendo diossina sul terreno fino ad avere una incidenza di diossina 100.000 volte superiore ai livelli tollerati e le pecore brucavano l'erba di quel territorio e la diossina ricompariva nel latte delle pecore o delle bufale o delle mucche campane, cosa diavolo c'entrano le ecoballe stoccate nei siti di stoccaggio provvisorio?

NOVI (FI). È l'emergenza rifiuti. E voi l'avete aggravata autorizzando lo stoccaggio.

PIGLIONICA (Ulivo). L'emergenza rifiuti in Campania era quella della camorra che utilizzava la propria organizzazione al servizio delle attività imprenditoriali del Nord. Questa è, mi perdoni, la realtà. (Commenti del senatore Novi). Dopodiché, lei ha dimenticato di dire che il piano Rastrelli, che aveva certamente una sua logica, aveva un paio di dettagli: innanzitutto fu vinto da un'impresa che non aveva il know-how adeguato, come ha rivelato nel tempo, e nonostante il progetto dalla commissione che la Regione aveva insediato fosse stato giudicato tecnicamente inappropriato; dopodiché il progetto prevedeva che fosse il soggetto privato...

 

Presidenza del vice presidente CALDEROLI (ore 11,50)

NOVI (FI). Stai mentendo. Fu il centro-sinistra, non Rastrelli. È una menzogna. Rastrelli non c'era più ai tempi dell'appalto Impregilo.

PRESIDENTE. Senatore Novi, la prego di non interrompere. Continui, senatore Piglionica. Senatore Novi, non intendo richiamare nessuno, ma la richiamo per la prima volta. (Commenti del senatore Novi). Potrà intervenire successivamente, in dichiarazione di voto, o in altra sede, per rispondere.

PIGLIONICA (Ulivo). Dopodiché, signor Presidente, il piano prevedeva una cosa del tutto anomala, e cioè che fosse il soggetto privato ad individuare la localizzazione degli impianti da fare. Questo è il grande vulnus introdotto da quel piano, e che è stato uno degli argomenti, insieme ad alcune delle affermazioni fatte dal senatore Novi, che non sono del tutto al di fuori dalla realtà. Ma il dato storico è questo.

Mi spiace aver utilizzato parte del tempo a me concesso per provare a ripristinare un po' di realtà, perché quella dei tumori legata all'emergenza dei rifiuti solidi urbani è cosa abbastanza lontana dalla verità. L'emergenza rifiuti che ha provocato il problema in Campania è quella dei rifiuti tossici industriali smaltiti illegalmente in quel territorio.

Tornando a quanto stavo dicendo, ormai, con la ritmicità tipica di molti fenomeni, come l'alternarsi delle stagioni, le ferie estive, la denuncia dei redditi, la situazione dello smaltimento rifiuti in Campania, che già in condizioni di base appare caratterizzata da gravissime difficoltà, presenta una fase di acuzie che viene definita con il termine di «emergenza nell'emergenza». Nel documento stralcio della Commissione bicamerale d'inchiesta nel ciclo dei rifiuti, licenziato ieri a larghissima maggioranza, si è parlato di un ossimoro dell'emergenza rifiuti, in quanto definire emergenza una questione in piedi ormai da tredici anni è una contraddizione in termini.

Ora, in ognuna delle fasi di riacutizzazione dell'emergenza rifiuti, di questa emergenza nell'emergenza, ci si è sostanzialmente illusi di risolvere la questione attraverso un progressivo ampliamento ed incremento dei poteri straordinari affidati ai commissari di turno. Ricordo al riguardo che si sono alternati prefetti, presidenti di Regione, prima il commissario Catenacci e adesso il commissario Bertolaso, in quanto capo della Protezione civile.

La realtà si è incaricata di dimostrare l'inefficacia di questo approccio. Nel tempo il Commissariato ha rischiato di diventare una parte del problema più che la soluzione. Quando il costo dello smaltimento esplode nella progressività che si è notata in Campania, è facilmente comprensibile quel che accade. In una recente audizione ci è stato comunicato dal commissario Bertolaso che lo smaltimento di un certo quantitativo di rifiuti aveva richiesto una spesa di 10 milioni di euro a fronte del fatto che ne sarebbero stati sufficienti quattro per attrezzare un impianto di discarica che avrebbe potuto smaltire un quantitativo di rifiuti dieci volte superiore. Quando, in sostanza, il costo dello smaltimento si moltiplica per dieci o per quindici, è evidente che si realizzano degli extraguadagni che vanno ad alimentare soggetti che hanno tutto l'interesse a che l'emergenza rifiuti non abbia fine.

L'inefficienza della catena istituzionale campana è chiaramente all'origine di quest'emergenza e non mi sembra che ciò possa essere negato da alcuno, pur nella valutazione, però, della peculiarità della situazione regionale, piagata dal fenomeno dello smaltimento abusivo di rifiuti tossici prevalentemente provenienti da impianti produttivi del Nord del Paese e con la drammatica presenza di una criminalità organizzata fortemente pervasiva che aveva ed ha individuato nello smaltimento dei rifiuti un importante campo di attività e di elevata redditività.

In questo senso, anche una legislazione in cui il reato ambientale ha la caratteristica di contravvenzione costituisce un apparato di contrasto legislativo del tutto inadeguato a contrastare un fenomeno che ha quell'elevata redditività di cui si è parlato. Ma anche in presenza di queste specificità, non si può non riconoscere, come già detto, l'inefficienza della filiera istituzionale. A ciò si è aggiunto il manifestarsi, anche in questo caso in forma del tutto parossistica, della sindrome NIMBY, dall'acronimo anglosassone che definisce questa situazione come «Not In My Back Yard», vale a dire «non nel mio giardino».

Ci si è opposti sostanzialmente a tutto, non solo ai termovalorizzatori, ma anche a discariche, ad impianti di trattamento, di selezione, di trasferenza e perfino di compostaggio. Va riconosciuto però che negli ultimi anni alcuni fenomeni di proteste locali hanno anche il loro fondamento nel fatto che i siti verso i quali ci si approccia in casi di emergenza continuano ad essere sistematicamente gli stessi e quindi tornano i nomi di Ariano Irpino o di Parapoti, che hanno già pagato un prezzo eccessivamente alto rispetto a questa emergenza. A questo contribuisce la particolarità di un territorio in cui in un'area che rappresenta l'8 per cento del suo totale si produce il 60 per cento dei rifiuti perché la densità abitativa di Napoli è estremamente alta rispetto al resto della Regione.

Pur dette queste cose, noi riteniamo che nel decreto ci sia una possibilità di avviare una fase reale di uscita dall'emergenza grazie anche al coinvolgimento dei Presidenti di Provincia, che mostrano una nuova sensibilità: infatti, a Salerno, a Benevento, ad Avellino fioccano le proposte per ospitare impianti ed individuare siti perché tutti ci si rende conto dell'ulteriore non sostenibilità del fenomeno che sta provocando danni gravissimi all'immagine della Campania, ma anche alla sua economia. Immagino che un turista che vede quelle immagini sui giornali di tutto il mondo non voglia trascorrere le proprie vacanze in Campania o che un imprenditore non voglia fare investimenti in un territorio con quelle criticità.

Questo decreto, con tutte le sue difficoltà e criticità, prova ad avviare una fase di uscita da questa emergenza.

Sull'ordine dei lavori

BOCCIA Antonio (Ulivo). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

BOCCIA Antonio (Ulivo). Presidente, ho chiesto di avere l'elenco degli iscritti a parlare, che di norma dovrebbe essere già stato definito nella serata di ieri. Le chiedo la cortesia di farmi avere questo elenco, in maniera che si possa avere certezza sulla prosecuzione dei nostri lavori di oggi e di martedì prossimo.

PRESIDENTE. Sarà subito accontentato, senatore.

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1566 (ore 11,56)

PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Negri. Ne ha facoltà.

NEGRI (Aut). Sarò rapidissima perché ho poco tempo a disposizione. Questo decreto ha due ispirazioni; cammina su due gambe ed ha secondo il Gruppo Per le Autonomie un problema fondamentale. Il decreto ha in sé i tratti tipici della perdurante emergenza. È giusto che sia così, è drammaticamente giusto che sia così perché è un provvedimento normativo che individua i siti da destinare a discarica ed è il commissario delegato ad avere il potere di individuare - cito testualmente dall'articolo 2 - «le soluzioni ottimali per il trattamento e per lo smaltimento dei rifiuti e per l'eventuale smaltimento delle balle di rifiuti trattati dagli impianti di selezione». Il commissario straordinario può agire in deroga ai provvedimenti dell'autorità giudiziaria; inoltre, alcuni poteri attribuiti ai prefetti della Campania sono particolari perché sono molto discrezionali per assicurare la piena effettività degli interventi su input del commissario. Questa è la prima ispirazione.

La seconda ispirazione è di sfida, è il tentativo di uscire dalla fase della necessità, è il tentativo di dare alle istituzioni campane un credito, una fiducia per aprire la fase della possibilità: i Presidenti delle Province vengono nominati subcommissari ed è previsto un ruolo del Presidente del Consiglio dei ministri perché su sua proposta il commissario delegato può revocare la dichiarazione di stato di emergenza anche a singoli ambiti provinciali che presentano sufficiente dotazione impiantistica.

Il vero problema e la vera sfida, però, stanno nell'articolo 9. (Il microfono non funziona correttamente). Cos'è questo rumore? Non lo so. Non sto scoppiando. Le minacce sono state mandate con le pallottole soltanto ieri a Bassolino e alla Iervolino! È finito il rumore, per fortuna.

L'articolo 9 stabilisce che entro 90 giorni sia ritirato il vecchio Piano regionale di gestione dei rifiuti e sia adottato il Piano per la realizzazione di un ciclo industriale integrato dei rifiuti per la Regione Campania. Qui entrano in carico molti problemi perché l'articolo 9 assegna alle Province compiti specifici di individuazione degli smaltimenti, degli impianti, delle discariche, delle cave, degli impianti di CDR e anche delle possibilità di completare l'utilizzazione dei termovalorizzatori.

È del tutto evidente che l'ordinarietà prevista dalla prima parte del decreto si sposa e determina la possibilità prevista nell'articolo 9. Se non c'è un credibile piano entro tre mesi, la stessa ordinarietà crolla. Se non funzionano i termovalorizzatori, se non sono messe in sicurezza le cave, se non ci sono gli strumenti per il compostaggio, se non si sa che cosa fare del CDR vero e di quello meno vero; se tutte queste cose non si integrano, l'ordinarietà salta.

Il problema che vogliamo sottolineare - abbiamo ascoltato l'intervento del senatore Morando e la sua consueta precisione - è che tutto questo sta però a carico delle tariffe e ciò vuol dire che una grande affluenza di risorse sarà dovuta - come, ad esempio, si valutava nella Commissione bicamerale sui rifiuti - ai fondi di sviluppo regionale europeo, al fondo aree sottoutilizzate, a risorse nazionali di cofinanziamento. Se non è così, il tutto non si tiene. Se non è così, non si sa dove mettere i rifiuti ordinari, non si sa come trattare il CDR, non si riesce a costruire e a mettere in funzionamento i termovalorizzatori. Se non è così, riprende la spirale impazzita degli ultimi anni.

Allora - come diceva giustamente il collega Morando - è la questione della totale sostenibilità a carico della comunità campana e dell'insieme dell'operazione, della possibilità di attivare fondi europei e fondi nazionali ma in tempo utile, coerente e sincrono che dà credibilità o meno a tutta l'operazione. È la questione che dà anche sostenibilità nazionale a tutta l'operazione.

Per questo motivo - a parere nostro - occorre un migliore approfondimento della sostenibilità finanziaria prevista non solo all'articolo 7 ma anche nel collegato all'articolo 9. Se non funziona l'articolo 9, infatti, crollano tutti i precedenti articoli. (Applausi dal Gruppo Aut).

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Girfatti. Ne ha facoltà.

GIRFATTI (DCA-PRI-MPA). Signor Presidente, signor rappresentante del Governo, onorevoli colleghi senatori, con questo decreto‑legge il Governo ha posto il sigillo ufficiale a quella che è stata nell'ultimo decennio l'assoluta inefficienza e la pessima gestione, da parte di Bassolino e delle Giunte di centro-sinistra, dello smaltimento dei rifiuti solidi della Regione Campania, cioè del disastro ecologico più imponente degli ultimi decenni.

Ancora una volta ci troviamo in presenza di un provvedimento che, con interventi straordinari, dovrebbe far superare l'emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti in Campania e dovrebbe garantire l'esercizio dei propri poteri agli enti ordinariamente competenti.

Ma come è possibile, signor Presidente, che si possa superare l'emergenza proponendo e approvando norme che, senza il coinvolgimento degli enti locali, possano essere corroborate per il perfezionamento del piano dei rifiuti? Come è possibile, signor Presidente, che si possono individuare i siti per le discariche provinciali scegliendo in alcuni casi parchi o aree naturalistiche oppure cave abbandonate, anche sottoposte a sequestro giudiziario?

Ma come è possibile che i Verdi, gli ambientalisti e il ministro Pecoraro Scanio abbiano potuto avallare questo ulteriore disastro ecologico? Certamente con il loro silenzio sottoscrivono ancora una volta il loro attaccamento alle poltrone e al potere a tutti i costi.

Ma come è possibile, signor Presidente, pensare che un piano per un'emergenza così importante possa essere portato a compimento senza aggravio di spesa? Ma il Governo lo sa che il superamento dell'emergenza richiede una combinazione di varie misure come l'utilizzo delle discariche, il compostaggio e il riciclaggio di rifiuti, la realizzazione di un combustibile da rifiuti di qualità nonché l'impiego degli impianti di termovalorizzazione? In parole povere, signor Presidente, come si può realizzare e portare a compimento il piano di smaltimento dei rifiuti solidi senza un vero e proprio piano rifiuti?

Signor Presidente, per chi abita a Napoli, per i campani, devo evidenziare in questa sede, perché gli italiani lo sappiano, anche qual è la presa in giro che viene effettuata dall'amministrazione regionale di Bassolino e dall'amministrazione comunale di Napoli della Iervolino nei confronti di tutti i cittadini della Campania.

Tre domeniche or sono a Napoli è stata celebrata la «Giornata ecologica», con il blocco delle auto dalle ore 9 del mattino alle ore 13. Se lei in quel momento si fosse trovato a Napoli avrebbe passeggiato tra migliaia di cumuli di spazzatura, sentendo un odore acre della spazzatura che, tra l'altro, veniva bruciata. Così a Napoli viene celebrata, signor Presidente, la «Giornata ecologica»!

Non so come e con quanta amarezza, Totò, Eduardo De Filippo e Massimo Troisi oggi avrebbero descritto, vivendole, le ore di quella domenica a Napoli. Credo che questa immagine sia la rappresentazione fotografica di come si amministra la cosa pubblica a Napoli, di come si tiene conto della vita, effettiva e sostanziale, dei napoletani e dei campani, in dispregio a qualunque norma morale e, soprattutto, di vivibilità, signor Presidente.

A parte queste argomentazioni, che comunque sono una cruda verità, noi che viviamo questi esempi di quotidianità ogni giorno dobbiamo assolutamente esprimere la nostra contrarietà al decreto-legge in esame, che non possiamo condividere non solo perché rappresenta semplicemente un tampone all'emergenza rifiuti in Campania, ma anche perché significa un ulteriore disastro ecologico annunziato in Campania, dato che non è con questi provvedimenti che si risolve l'emergenza in Campania. È questa la denunzia che noi campani rivolgiamo non solo in quest'Aula ai colleghi senatori, ma a tutta l'Italia, affinché si predisponga veramente, con serietà, un piano di intervento e si smetta di imbrogliare i campani e i napoletani. (Applausi dal Gruppo FI).

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Leoni. Ne ha facoltà.

LEONI (LNP). Signor Presidente, il decreto-legge in esame è stato discusso nella Commissione di competenza, di cui sono membro, ed ho cercato di portare un contributo sulla base del pensiero federalista che mi contraddistingue nel mondo della politica.

È da tempo che fuori dal Palazzo si parla con ferocia contro il mondo della politica e i comportamenti dei politici. Per di più, 15 giorni fa, per lavoro, sono dovuto andare a Napoli e posso dire di essere rimasto fortemente impressionato per quel che ho colto lungo le strade di quella città.

Penso che il decreto in esame poteva essere redatto diversamente, poteva essere riscritto o poteva anche non arrivare qui, dato che continuo a non capire, sempre per il mio spirito federalista, perché Roma debba intervenire in una vicenda prettamente locale, regionale. Mi sono chiesto cosa c'entri, ad esempio, il corpo non elettorale di Napoli con il grande disastro di quella città; e qui il mio pensiero va ai ragazzi di Napoli, che vivono anche in mezzo alle strade e che devono sopportare una situazione di indecenza nel rapporto con la politica della propria città.

Quando ho visto quel disastro - non entro nel merito dei tempi necessari per risolverlo poiché penso, comunque, che il mondo della politica ha risolto ben altri problemi e, quindi, la buona volontà permetterà di risolvere anche queste situazioni - è scattato in me il concetto federalista della gestione di un'emergenza e mi sono chiesto perché nei Presidenti o nei Governatori regionali non è scattato un concetto federalista nello stabilire che la regola del federalismo è uno per tutti e tutti per uno. Penso che spettasse proprio ai Governatori delle varie Regioni attivarsi da subito per prendere in carico, ad esempio, 100 tonnellate; mi riferisco alla Sicilia, ma lo stesso discorso vale per la Puglia, per le Marche, per la Lombardia, per il Piemonte, per il Veneto in un concetto di federalismo vero e di aiuto a questa emergenza, che poi andrebbe ovviamente controllata, bypassando Roma, intesa nel concetto tradizionale di centralismo, che non ha nulla a che fare con una vera politica federalista.

Se vogliamo davvero arrivare alla riforma di uno Stato centralista, con un pensiero fortemente federalista, proprio dalla base devono partire questi segnali. E ve lo dice un senatore della Repubblica che non dimentica che nello stadio di Napoli era stato affisso uno striscione con la scritta «Bossi crepa». Non lo dimenticherò mai, ma la mia coscienza cristiana e cattolica mi dice di andare incontro ad emergenze che vergognosamente sono a discapito di tutta la nostra classe politica che i giornali continuano ad accusare di incapacità di governare il mondo.

Stamattina poi sulla rassegna stampa del TG1, di cui ho preso nota, ho ascoltato il giornalista Mario Adinolfi - oggi la classe politica è diventata il bersaglio di tutti - che a piene voci criticava il nostro mondo, dicendo che la politica è nel caos e non riesce a risolvere i problemi del Paese. Non riesco a capire perché i giornalisti non guardino nel loro interno: le informazioni che comunicano al mondo ed al nostro Paese sicuramente non vanno bene per certe emergenze che, invece, noi stiamo vivendo.

Dopo il mio intervento di ieri in Commissione altri colleghi mi hanno seguito poiché la coscienza ci invita ad avere un comportamento diverso nella gestione della politica. Anzi, vorrei dare un segnale di primavera di una politica, dove ci sono dei problemi che riguardano non la salvaguardia del Governo che - sono il primo a dirlo - deve andare a casa, ma quei bisogni per migliorare la qualità della vita. Nell'intervento per la città di Napoli, città in cui - lo ripeto - mi sono vergognato di essere un politico, un rappresentante di un Paese che non riesce a risolvere i problemi, ho suggerito a tutti voi la necessità di una iniziativa federalista che auspico ancora, visto che da adesso in poi seguiremo concetti federalisti nella gestione del territorio.

Così, collaborando in Commissione, sono stati ritirati degli emendamenti, migliorando il migliorabile in un decreto ed in una situazione in cui si hanno i numeri, laddove ci sono, da risolvere. Ma penso che vi è tanto da fare. Ad esempio, ci sono tanti programmi di televisione-spazzatura, ma penso sia venuto anche il momento giusto, tramite l'informazione, per far crescere una cultura ecologica.

Nel decreto parliamo anche di raccolta differenziata. Sono pienamente convinto che la raccolta differenziata non la si possa fare per decreto. La raccolta differenziata deve entrare nell'animo delle persone, è un fatto di civiltà. Questa situazione l'abbiamo vissuta al Nord. La mia Provincia si vanta di aver conseguito un livello di raccolta differenziata pari al 70 per cento del totale, però tutto questo non è cominciato con un decreto; da anni i consorzi istituiti per la raccolta differenziata avevano iniziato a programmare e a cercare di inculcare il concetto nella nostra gente. Ad esempio, mia moglie deve gestire in casa quattro-cinque sacchi di immondizia: quello verde per il vetro, quello giallo per la carta, quello rosso per la plastica, il bidone per l'umido eccetera. Non sono cose che si possono inventare per decreto. La popolazione va educata. Non possiamo nemmeno pensare che a Napoli dal 1° settembre si effettui la raccolta differenziata, perché è impossibile conseguire tali obiettivi nel giro di pochi mesi. Penso che occorrano degli sforzi da parte di tutti.

Mi auguro che da Roma riusciremo a fare delle verifiche su come saranno impiegati i fondi che ancora una volta dovremo dare a questa città, che ci auguriamo saranno ben spesi. Lasciatemelo dire ancora una volta, mi sono sentito impotente davanti alla situazione disastrosa di una città che all'estero è una delle più invidiate, sia per l'architettura, che per il calore dei suoi abitanti che per le bellezze naturali che il Padreterno le ha donato. Dunque, come vi ho detto, c'è un impegno anche da parte della Lega a risolvere un problema e ciò verrà evidenziato anche dai colleghi in sede di dichiarazione di voto.

La questione pregiudiziale del collega Galli è condivisibile: egli ha voluto portare in superficie numeri e vergogne di gestione di questo momento di emergenza della città, che non possiamo dimenticare. Come politici, non possiamo fare come gli struzzi e mettere la testa sotto la sabbia, perché così non andremmo poi tanto lontano e sicuramente al di fuori del palazzo continuerebbero a dire che la politica è impotente anche nelle questioni che riguardano le persone. Occorre in particolar modo guardare anche a quella parte dell'elettorato che non può esprimere ancora il suo giudizio con un voto e che deve subire un disastro amministrativo che va condannato.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Zanone. Ne ha facoltà.

ZANONE (Ulivo). Non è normale, signor Presidente e signori senatori, che si ricorra a una legge dello Stato per stabilire, Comune per Comune, i siti delle discariche di immondizia e i siti di quei Comuni dove le discariche sono precluse. Se vogliamo dirla tutta, non è nemmeno normale, signor rappresentante del Governo, che ad occuparsi in prima persona di tale questione debba essere il Presidente del Consiglio e che un decreto‑legge in materia ambientale non porti la firma del Ministro dell'ambiente. La sola giustificazione plausibile è che nell'emergenza sulla quale interviene questo ennesimo decreto di normale non c'è più nulla.

Il decreto sfiora appena la gravità di un'emergenza a tempo indefinito che a volte viene richiamata anche nel testo con allusioni rassegnate. Come all'articolo 2, dove si incarica il commissario delegato di individuare le soluzioni - si fa per dire - ottimali per «l'eventuale» (qui la cautela è d'obbligo) «smaltimento delle balle di rifiuti trattati dagli impianti di selezione», che ammontano ormai a milioni di tonnellate di cui non si sa cosa fare, salvo continuare a buttare soldi nel costo degli stoccaggi.

Intervengo, signor Presidente, soltanto per toccare una questione, una sola, che è oggetto costante di interdizione politica e che riguarda l'incenerimento dei rifiuti che residuano dalla raccolta differenziata, nei casi in cui si procede a differenziarla e anche nei casi in cui esiste quantomeno una forma di raccolta. Degli inceneritori capaci di recupero energetico, gli innominabili termovalorizzatori, è interdetto anche il nome: ad esempio, la Regione Campania ha approvato, in data recentissima, un ponderoso corpus legislativo che disciplina in ogni particolare il futuro desiderabile di una Campania a rifiuti zero. Ma io non ho trovato - forse sarà stata una mia distrazione nel leggere il testo, datane la complessità - che in quel corpus legislativo della Regione si dica qualcosa di preciso sull'impiantistica terminale.

Posso capire - come è facile per chiunque - che un termovalorizzatore sul proprio territorio non sia una decisione popolare per la comunità locale. Ma i signori senatori mi permettano di mettere a confronto la condizione ambientale della Campania - quale tragicamente conosciamo - con quella dell'Emilia quale ci è stata descritta, pochi giorni fa, nel corso di un'audizione della Commissione d'inchiesta bicamerale sul ciclo dei rifiuti: i dirigenti dell'Agenzia regionale per la protezione ambientale dell'Emilia ci hanno informato che l'Emilia produce circa 2 milioni di tonnellate di rifiuti urbani l'anno, ne ricicla circa il 40 per cento con la raccolta differenziata e brucia il restante 60 per cento in otto inceneritori (uno per Provincia, credo che manchi soltanto quello di Parma). Questi inceneritori non sono ubicati in contrade irraggiungibili e remote; quello di Bologna è a una decina di chilometri dal centro della città, mentre quello di Forlì è a quattro chilometri.

Cosa ne risulta circa la qualità dell'ambiente e dell'atmosfera? La situazione emiliana per l'opera di questi otto termovalorizzatori - o inceneritori che dir si voglia - è forse peggiore di quella campana? Gli standard di presenze turistiche delle coste emiliane e romagnole sono forse danneggiate rispetto a quelle della Campania dove - a quanto si dice - quest'anno c'è una vera e propria caduta delle prenotazioni turistiche per effetto degli spettacoli mediatici derivanti dai rifiuti lasciati in mezzo alla strada?

La produzione alimentare dell'Emilia con punti di eccellenza che circolano per il mondo è forse inferiore a quella di una Campania dove non si può più produrre la mozzarella e non si possono più mangiare le fragole a rischio di inquinamento di diossina, una diossina presente quando i termovalorizzatori non ci sono ancora?

Bisognerebbe operare dei raffronti, ma credo che non sarebbe giusto per non mancare di rispetto soprattutto alla popolazione dell'area metropolitana di Napoli (perché è di quella che parliamo, non di tutta la Campania), una cittadinanza che viene offesa ogni giorno nei suoi diritti più elementari. Vorrei sommessamente invitare i colleghi ambientalisti (ne vedo qualcuno in circolazione nell'emiciclo) a considerare quello che a me appare un pregiudizio - sbaglierò nella mia valutazione - non giustificato dal criterio empirico che si deve usare in questi giudizi.

Come si valutano questi problemi? Essenzialmente per comparazione. A tal fine possiamo far riferimento al bollettino della Commissione europea del marzo 2007, tratto da «Spazio Europa», che ho qui con me. In un articolo dal titolo «Un'Europa dei rifiuti», sono riportati, Paese per Paese, i dati, espressi in chilogrammi, relativi ai rifiuti solidi urbani prodotti ogni anno pro capite nei 27 Paesi dell'Unione, con l'indicazione di quanti di essi sono smaltiti nelle discariche e quanti negli inceneritori. Si tratta di dati ufficiali, richiamando i quali desidero fare un breve raffronto, confrontando soltanto quelli relativi ad Italia, Svezia e Romania.

L'Italia produce 538 chilogrammi di rifiuti urbani annui pro capite e ne elimina negli inceneritori - quasi tutti concentrati nel Centro-Nord - 61 chilogrammi; la Svezia ne produce 464 e ne brucia 217, mentre la Romania ne produce 378 e non ne brucia nessuno. Personalmente spero che la condizione ambientale della Campania riesca, una buon volta, ad avvicinarsi alla Svezia, anziché restare uguale a quella della Romania.

Signori senatori, con la fine dell'anno la gestione commissariale avrà termine. Se dovessi esprimere una previsione personale, avrei qualche dubbio sul fatto che tra 90 giorni, cioè alla vigilia della scadenza del suo mandato, il commissario - sentiti tutti coloro che devono essere sentiti - riesca ad adottare il piano per il ciclo industriale dei rifiuti in Campania, comprensivo di tutta l'impiantistica necessaria che oggi, come abbiamo appena finito di dire, manca del tutto.

Comunque, con il nuovo anno, la gestione del ciclo dei rifiuti in Campania non sarà più commissariale e ritornerà alla normalità istituzionale con un accordo di programma - e concludo, signor Presidente - che richiami tutte le istituzioni ad assumersi le responsabilità di rispettiva competenza e, come si è soliti dire nel linguaggio corrente, c'è da incrociare le dita, visti i precedenti. Alla fine dell'anno, però, mancano oltre sei mesi, nel corso dei quali il compito di far fronte al disastro resta affidato al commissario, titolare di un'impresa improba, che trova più resistenze critiche ed ostacoli che sostegno proporzionato alla difficoltà dell'impresa. A lui credo vada rinnovata, anche in questa sede, la fiducia già manifestata comunque nei suoi confronti dal Governo che ne ha respinto per due volte le dimissioni.

Occorre un'azione risoluta che non ceda alla disinformazione, alla demagogia, alle resistenze cieche e agli illegalismi palesi. La mia, signor Presidente, non è un'opinione, è una citazione: sono le parole con cui il 22 maggio il presidente Napolitano ha esortato, dovrei dire ammonito, il Governo ad attuare il precedente decreto, gli amministratori locali a non capeggiare contestazioni, i cittadini a non ostacolare le misure indispensabili per evitare il disastro che insieme è economico, ambientale e sanitario, nonché lo Stato a far sentire la propria autorità a tutela dell'immagine del Paese. C'è nelle parole del nostro Presidente un accento che sembrerebbe severo, se non fosse probabilmente accorato.

Credo che il Senato debba fare proprie le parole del Capo dello Stato e tradurle nelle decisioni necessarie. (Applausi dal Gruppo Ulivo e della senatrice Negri).

Sull'ordine dei lavori

BOCCIA Antonio (Ulivo). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

BOCCIA Antonio (Ulivo). Signor Presidente, ho ricevuto l'elenco degli iscritti a parlare con l'indicazione dei minuti assegnati a ciascuno. In base alla decisione assunta della Presidenza, dunque, la seduta terminerebbe prima delle ore 14.

Dal momento che vi è una fase di rapporto tra la maggioranza e l'opposizione in cui quest'ultima, da un paio di giorni, sta cercando di non far votare alcunché all'Assemblea, facendo praticamente ostruzionismo legittimo, è evidente che la questione della distribuzione dei tempi diventa funzionale per evitare che si continui con questo andamento. Ora, quando vi è un'attività ostruzionistica, il rispetto degli orari del Regolamento deve essere assolutamente rigoroso, al fine di dare certezza all'andamento dei lavori e ai ruoli di maggioranza ed opposizione.

Pertanto, cosa accadrà? Martedì pomeriggio l'attività ostruzionistica impedirà il voto del provvedimento, sicché quasi certamente questo slitterà a mercoledì mattina e poi, se il Presidente vorrà concedere ulteriore tempo, magari anche a giovedì, e via discorrendo.

Signor Presidente, si tratta di un decreto-legge, che - come sa - avrebbe dovuto essere discusso e approvato dal Senato già nella giornata di ieri, secondo le nostre previsioni regolamentari e l'annuncio della convocazione dell'Assemblea. Ci troviamo, quindi, in una circostanza particolare, nel senso che siamo consapevoli di avere già un giorno di ritardo: posso comprendere, allora, che l'opposizione abbia interesse a prolungare i tempi, ma certamente non ce l'abbiamo noi della maggioranza.

Capisco anche che in tal modo potrebbe sembrare che, di fatto, stia contribuendo ad allungare i tempi, ma desidero farlo, signor Presidente, per una questione strategica (dovrebbe essere un comportamento ordinario, da qui alla fine della sessione di luglio). È bene chiarire subito come stanno le cose, perché altrimenti corriamo il rischio di avere una gestione dei lavori d'Assemblea che favorisce una delle due strategie che si pongono in essere. Compito della Presidenza è sicuramente tutelare anzitutto le opposizioni, ma anche la maggioranza: vorrei pertanto pregarla, signor Presidente, di fare in modo che tutti e due i ruoli - di maggioranza e di opposizione - siano tutelati nel rispetto degli orari previsti per la seduta, che prevedono appunto la chiusura alle ore 14.

PRESIDENTE. Senatore Boccia, potremmo restare noi due a svolgere un bel dibattito sul Regolamento e tirare comunque avanti fino alle ore 14 per raggiungere il risultato.

La decisione non è stata assunta dalla Presidenza, ma dal Presidente, dopo aver contattato tutti i Gruppi: è quindi pensabile che il capogruppo del suo Gruppo, senatore Boccia, non glielo abbia comunicato.

Credo che il ritardo del decreto-legge sia conseguente non all'ostruzionismo, ma ad un lavoro svolto in Commissione e che quel giorno in più - che ha consentito al provvedimento di arrivare in Aula con un relatore - sia stato ben speso.

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1566 (ore 12,33)

PRESIDENTE. Proseguiamo con gli interventi. È iscritto a parlare il senatore Molinari. Ne ha facoltà.

MOLINARI (Aut). Signor Presidente, esprimo apprezzamento per lo sforzo riassuntivo compiuto dal relatore e riconosco l'impegno profuso da tutta la Commissione per integrare il testo nei suoi numerosi punti di imprecisione.

Il Gruppo Per le Autonomie assumerà, prima del voto, una decisione definitiva; tuttavia, a titolo personale, non posso ritenermi convinto o soddisfatto: sono troppe le contraddizioni di questo decreto e ancora di più le domande che restano inevase alla conclusione del suo iter in Commissione.

In premessa, non condivido affatto l'idea che debba essere addirittura il Parlamento nazionale ad indicare puntualmente la localizzazione di discariche, aree di stoccaggio e rispettive esenzioni o alternative. Ancora una volta, abbiamo trasformato la Commissione in una sorta di Consiglio comunale o regionale alternativo a quelli legittimati e obbligati, a mio avviso, in merito. Il Parlamento si trova caricato di una responsabilità per la quale è impossibile invocare la sussidiarietà.

Mi sembrano ovvie alcune considerazioni, intorno alle quali, però, si fatica a trovare un riscontro di sistema nel testo. È certo, per esempio, che chi produce rifiuti li deve anche smaltire. È certo che i costi di una gestione ordinaria devono essere totalmente coperti dalla tariffa (nel testo, peraltro, si parla ancora di TARSU, per di più come fosse una novità a venire dopo il primo gennaio prossimo venturo). È certo che qualunque ulteriore intervento straordinario, dopo il fatidico primo gennaio 2008, a mio avviso dovrebbe avere costi a carico del bilancio della Regione Campania. È certo che, nella attuale emergenza, i poteri del commissario o ci sono, e sono tutelati dallo Stato nel loro esercizio, o non ci sono, e allora vanno integrati in quanto tali e non sostituendo il Parlamento al commissario (che, dopo un decreto come questo, dovrebbe essere esautorato dal suo compito, nonostante egli stesso possa averlo indotto, per coprire ulteriormente il proprio agire).

Vorrei, poi, capire - tra l'altro - come l'articolo 4 possa "coerenziarsi" con il disegno di legge n. 772 sui servizi pubblici locali. Delle due l'una: o si elimina l'articolo 4 o si emenda il disegno di legge n. 772 per tutto il resto d'Italia, secondo quanto proposto per la Campania in materia di raccolta differenziata e indifferenziata.

Grande preoccupazione desta la previsione dell'articolo 2, con riferimento ai rapporti della gestione commissariale con i provvedimenti dell'autorità giudiziaria.

Per tutte queste considerazioni sembra infine assurdo che si possa passare da una gestione straordinaria ad una ordinaria, come il testo del decreto prevede, in brevissima prospettiva. Dobbiamo ragionevolmente e istituzionalmente prendere atto della circostanza, palesata nelle numerose audizioni in Commissione, della incomunicabilità fra commissario, Regione, Province, Comuni: nessuno di questi livelli sembra in grado di impostare atteggiamenti utili per passare da un "oggi" di emergenza a un "domani" di normalità. E non si parla mai di camorra, che è il convitato di pietra a questo tavolo.

Per tutelare la dignità dello Stato, credo sarebbe molto più opportuno che il Governo operasse con decisione tramite il commissario, che ha già poteri (e deve avere anche la forza per esercitarli) in base alle norme vigenti. Se lo Stato vuole o deve intervenire, lo faccia sino in fondo, ciascun livello istituzionale esercitando i propri poteri: individuare i singoli siti, in questo senso, non mi pare compito né del Parlamento nazionale, né (spero di poterlo dire) del Presidente della Repubblica. Il commissario ha un ruolo e poteri: se del caso, li possiamo integrare, ma non possiamo sostituirci a lui. Questi poteri il commissario li deve esercitare; meglio, li deve poter esercitare e in questa precisazione sta il grave compito dello Stato, oggi - forse - carente. Li eserciti, dunque, o rinunci all'incarico.

Comprendo perfettamente l'emergenza, ma non credo sia possibile che in quest'Aula si scarichino le mille contraddizioni di quelle istituzioni locali (nonché talune incomunicabilità interne al Governo nazionale), coinvolgendo il Parlamento - a mio avviso - oltre il necessario.

Ribadisco la mia personale difficoltà a sostenere la conversione in legge di questo decreto-legge. (Applausi dal Gruppo Aut e dei senatori Palumbo e Confalonieri).

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Scotti. Ne ha facoltà.

SCOTTI (FI). Signor Presidente, colleghi, signor Sottosegretario, dopo oltre 13 anni di inarrestabile emergenza rifiuti in Campania e lo sperpero di quasi 2.000 miliardi di vecchie lire, come ha ricordato il senatore Novi, con finanziamenti dello Stato a fondo perduto, ci ritroviamo drammaticamente ingigantito lo stesso problema. Benché sia tristemente nota l'endemica complessità sociale e territoriale in questo settore è doveroso rimarcare e stigmatizzare le responsabilità politiche, regionali e locali, e ben si sa chi ha governato e governi in questi luoghi.

I contenuti del disegno di legge, stranamente non firmato da un Ministro dell'ambiente impareggiabile campione del non fare, infischiandosi del danno economico che procura all'Italia (come nel caso di termovalorizzatori, TAV, Ponte sullo Stretto, centrali elettriche di ogni tipo, perfino idroelettriche), ma bene attento a non disturbare i delfini e il passo di cicogne e quaglie, dimostrano del fallimento di alcuni capisaldi della visione velleitariamente ecoambientalista del Governo e soprattutto del Ministro che lo condiziona laddove, articolo uno comma quattro e articolo due comma uno, nel disegno di legge si impongono interventi in deroga a specifiche disposizioni vigenti in materia ambientale, paesaggistico‑territoriali, di pianificazione per la difesa del suolo, nonché igienico‑sanitarie e si sospendono provvedimenti di sequestro di siti da parte dell'autorità giudiziaria.

Mi sorge spontanea l'ironia, a fronte delle dichiarazioni del Ministro e dei suoi ambientalisti per esempio nel rispetto del cosiddetto principio di precauzione sbandierato in convegni e simposi per casi ove il temuto danno ambientale, di salute, e quant'altro non è neppure dichiarato dal mondo scientifico, come per esempio l'inquinamento elettromagnetico, per poi tranquillamente approvare le deroghe sopra ricordate, tra l'altro con i chiari profili di incostituzionalità sollevati nelle pregiudiziali che abbiamo presentato.

Ciononostante, fors'anche non totalmente in linea con alcuni colleghi della mia parte politica, sono favorevole in varie parti al disegno di legge, specie per quanto attiene ai riferimento ai poteri e alle deleghe del commissario nominato, al quale anche in Commissione ho espresso solidarietà e fiducia per avere accettato l'arduo compito. Mi preoccupa che, anche questa volta, i politici regionali e comunali possano nascondere le loro responsabilità dietro l'operato del commissario, ma contemporaneamente non siano favorevoli a taluni poteri a lui stesso attribuiti.

Alcuni vincoli disposti dal disegno di legge non mi trovano totalmente d'accordo: per esempio, l'obbligo di utilizzare i consorzi (articolo 4), pure con il potere di accorpamento o scioglimento (comma 3); velleitario l'articolo 8, che prevede che non devono derivare nuovi oneri a carico dello Stato.

Vorrei però rimarcare che il disegno di legge sembra non tener conto dei numeri, che sono l'essenza vera dell'emergenza in Campania. Il Governo indica quattro siti da utilizzare come discarica: a parte i problemi di incompatibilità territoriale (confinanza con aree protette), ben note sia per la stampa, sia per manifestazioni incomprensibili (anche per la partecipazione di esponenti politici aventi il dovere di risolvere e non creare problemi), ricordo che c'è stato l'impegno per l'ordine pubblico di oltre 800 operatori di polizia per vari mesi nel caso della costruzione dell'inceneritore di Acerra.

L'emergenza rifiuti in Campania va però considerata sotto due aspetti. Il primo, considerato nel disegno di legge, è l'emergenza relativa ai rifiuti nuovi e recenti, quelli sparsi per le strade o mal depositati senza trattamento in luoghi assolutamente inadeguati e non ambientalmente protetti, che quando termineranno i lavori indispensabili per la bonifica, impermeabilizzazione e protezione, sia pure con le deroghe sopra ricordate, ammonteranno a circa 600.000 tonnellate, come dichiarato dalla relazione del Ministero; il secondo, ben più impegnativo, è relativo ai famosi 7 milioni di tonnellate di ecoballe: i quattro siti potranno contenere al massimo 2,4 milioni di tonnellate di rifiuti, il che significa che a fine 2007 la capacità residua sarà di 1,5 milioni di tonnellate che potrà servire forse fino al 2008 per la quantità dei rifiuti solidi urbani normali quotidiani. Dove andranno i 7 milioni di tonnellate?

È quindi irrinunciabile una forte sinergia tra tutti i sistemi di smaltimento, partendo dalla raccolta differenziata, che il cittadino deve predisporre a monte e della quale deve responsabile il Comune e non i consorzi, per passare al riciclo, ai termovalorizzatori, al compostaggio ed anche alla produzione di CDRQ, come già evidenziato nel mio ordine del giorno approvato all'epoca della nomina del commissario.

Signor Presidente, vedo amaramente che il problema potrà essere risolto quando, oltre al trasporto quotidiano già esistente, altri 350.000 camion, ciascuno con 20 tonnellate di rifiuti, avranno ingloriosamente percorso le strade, purtroppo non solo campane, alla ricerca di improbabili luoghi di smaltimento. (Applausi dal Gruppo FI).

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Paravia. Ne ha facoltà.

PARAVIA (AN). Signor Presidente, io le porto molta simpatia, per cui conto sulla sua benevolenza per richiamare l'attenzione del presidente Marini sul fatto che numerose interrogazioni parlamentari presentate, alcune delle quali proprio su questa materia, non hanno trovato ancora risposta. È un problema che mai come in questa legislatura sta diventando sempre più ingombrante.

Intendo dire qualcosa a proposito del Governo Prodi e mi rivolgo ai pochi presenti: siamo qui in Aula una ventina di senatori e a me piace rimarcare il numero dei presenti visto che né la televisione SKY né Radio radicale quando trasmettono le sedute del Parlamento consentono a chi ci ascolta di prendere nota di questo non poco rilevante aspetto che caratterizza i lavori parlamentari. Ebbene, il Governo Prodi, che ha battuto ogni record della storia per numero di Ministri, vice Ministri e Sottosegretari, si presenta nel rapporto con il Parlamento in modo arrogante, saccente e presuntuoso, come abbiamo avuto modo di verificare anche dallo sguardo, tra l'ironico e l'offensivo, del ministro Padoa-Schioppa nella recente esperienza sulla "telenovela" Visco, trattata in quest'Aula. E dunque, vedere che un tale numero di Ministri, vice Ministri e Sottosegretari non si prende cura di rispettare una delle prime prerogative dei parlamentari, quella che fa riferimento alle azioni di sindacato ispettivo, qualifica come non mai questo Governo. E non aggiungo altro, per carità di Patria.

Venendo ora all'esame del provvedimento in questione, vorrei innanzitutto sottolineare che in Campania non si parla più di emergenza rifiuti. Siamo oramai da anni alla catastrofe dei rifiuti e tutto ciò è stato determinato da un malgoverno - mi sia consentito il termine - malavitoso della Regione Campania che è sotto gli occhi di tutti. Ne conosciamo gli sperperi, sappiamo quanto è costato e sappiamo che molti esponenti, tra l'altro di questa maggioranza, che oggi di fronte a questo decreto-legge da convertire avrebbero dovuto porre l'attenzione sulle eccezioni di incostituzionalità sollevate (vista la presenza di ottimi magistrati ed avvocati tra le sue fila), in realtà hanno votato per partito preso, per posizione preconcetta, con uno scarso rispetto di questo ramo del Parlamento. In altri termini, noi stessi senatori rispettiamo poco le regole, perché ogni qual volta vengano presentati aspetti di incostituzionalità sarebbe opportuno che venissero trattati e votati in piena coscienza, non per ordine e per interessi di scuderia o di partito.

Questo provvedimento è contraddittorio come la maggioranza che lo ha votato in Consiglio dei ministri. È un provvedimento che, dal mio punto di vista, presenta rilievi di incostituzionalità che comunque quest'Aula poche ore fa non ha voluto riconoscere. Contiene, tra l'altro, alcuni aspetti assurdi. Mi riferisco in particolare a quanto previsto all'articolo 4. In Commissione industria abbiamo discusso di questo decreto-legge e abbiamo ascoltato un autorevole esponente della maggioranza, il senatore Pecoraro Scanio, il quale ha affermato che l'articolo 4, che obbliga i Comuni alla raccolta attraverso i consorzi di bacino, è assolutamente da rivedere. Si tratta di dichiarazioni rese a verbale ed incluse anche nel parere che, come Commissione, abbiamo licenziato. Ebbene, in Commissione ambiente altri esponenti dello stesso raggruppamento Verdi-Comunisti Italiani non hanno voluto sentire ragioni e quindi alcuni emendamenti presentati sono stati respinti.

Con questo provvedimento stiamo penalizzando in Campania i comuni virtuosi che hanno messo in atto la raccolta differenziata, che si trovano oggi di fronte alla spada di Damocle, se questo decreto-legge sarà convertito in legge, di non poter continuare a gestire i servizi di raccolta attraverso le attuali società, affatto malavitose ma che anzi stanno ben lavorando, ma saranno obbligati a rivolgersi a quei consorzi di bacino che, secondo quanto emerso dai servizi mandati in onda dalla trasmissione "Report" domenica sera su RAI 3 - canale televisivo di Stato abbastanza "rosso" -impiegano centinaia di persone, forse anche più di mille, che percepiscono uno stipendio anche senza lavorare.

Evoi, colleghi della maggioranza, pensate veramente che la situazione si risolva schioccando le dita e approvando questo provvedimento, che oltre ad essere - lo ribadisco - contraddittorio ed inconcludente, come al solito non mostra alcuna apertura all'opposizione e all'accoglimento di eventuali suggerimenti? In realtà, alla fine decidete sempre e soltanto come vi pare per tutelare i vostri uomini. Mi riferisco in particolare ad Antonio Bassolino, governatore della Campania, e a donne inutili come la sindaco di Napoli Iervolino.

In questa situazione è francamente difficile prendere la parola e dire qualcosa di significativo. La situazione è così tragica in Campania (non so se i pochi colleghi presenti sanno o hanno prestato attenzione alla notizia diffusa da alcuni organi di informazione) che gli stessi Vigili del fuoco, uno dei Corpi in divisa sui quali persino i no global non penso abbiano recriminazioni da fare - chi di noi da bambino non ha sognato di fare il pompiere da adulto? - perché interviene a rischio della vita per salvare le vite altrui, quando a Napoli e provincia intervengono per spegnere i cumuli di rifiuti che arrivano ormai al secondo piano degli edifici, vengono presi a sassate. È una vicenda inqualificabile, ma che dimostra che non si può parlare di emergenza rifiuti. Bisogna piuttosto parlare di catastrofe rifiuti in Campania.

Questa mattina - consentitemi di fare un'altra annotazione un po' spiritosa - si parlava dell'incontro promosso oggi alle ore 18,30 dal governatore Bassolino - viene impropriamente utilizzato il termine «governatore» quando si dovrebbe parlare piuttosto dello «sgovernatore» Bassolino, a Palazzo Santa Lucia, sede del governo regionale campano. Mai santo fu più improvvido, considerato che Santa Lucia è la santa protettrice dei ciechi. Sfortunatamente i ciechi politici sono esclusi dalla protezione visti i risultati. Come dicevo, questa mattina il presidente della Commissione ambiente Sodano ha annunciato che non parteciperà. Lui, infatti, ha in più di un caso partecipato alle rivolte popolari che si sono svolte in Campania. A questa riunione, forse molto tardiva, egli era stato invitato come il sottoscritto ed altri parlamentari della Campania. Per rispetto delle istituzioni, personalmente, insieme ad altri colleghi del centro-destra, parteciperò per ascoltare cosa ha da dirci lo «sgovernatore», ma certamente è una situazione che dimostra le profonde contraddizioni che esistono all'interno di una maggioranza che non riesce ad essere concludente.

Detto ciò, per quanto possibile il centro-destra si opporrà e voterà contro il provvedimento in esame, ma mi permetta, signor Presidente, un'ultima battuta. Negli ultimi giorni ho sentito alla buvette e nei corridoi del Senato un'espressione che a Napoli è ben conosciuta perché utilizzata calcisticamente dai tempi di Sivori e fino agli anni in cui giocava Maradona: «facci sognare». Questa espressione negli ultimi giorni è stata utilizzata per altre ragioni, penalmente non rilevanti, tra i colleghi della maggioranza nel commentare uno dei loro leader: D'Alema. Penso che in questo momento, se in Campania c'è un sogno, non è tanto calcistico, ma è quello di pensare «Facci sognare» che possano d'un colpo scomparire il governatore e il Sindaco di Napoli che sono fra i principali artefici di questo disastro ambientale.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Morra. Ne ha facoltà.

*MORRA (FI). Signor Presidente, l'11 febbraio 1994 era la data della prima ordinanza commissariale con la quale si delegava il prefetto di Napoli quale commissario straordinario per l'emergenza rifiuti in Campania; il 31 dicembre 2007 è il termine entro il quale è prevista la cessazione dello stato di emergenza, almeno così prevede il disegno di legge all'esame dell'Aula: 14 anni di gestione commissariale che coincidono con 14 anni di fallimenti. 14 anni di fallimenti che meritavano da questo decreto e da questo disegno di legge ben altra risposta e ben altro coraggio da parte del Governo e della maggioranza nel prefigurare una via chiara di uscita dall'emergenza. 14 anni di sprechi, inefficienza, poca trasparenza; 14 anni che hanno visto bruciare 2 miliardi di euro e che hanno visto dall'altro lato un aggravamento dello stato emergenziale.

Parlo di aggravamento dello stato emergenziale perché nulla è cambiato in materia di politica dello smaltimento: lo sversamento in discarica è la politica con la quale si affrontò la prima emergenza del 1994, lo stesso sversamento in discarica è la soluzione proposta oggi con il disegno di legge all'esame dell'Aula per affrontare l'ultima emergenza in ordine di tempo. Si registra, però, un forte aggravamento e una variante inusuale nel metodo di individuazione dei siti da adibire a discarica.

Vi è stato un forte aggravamento perché 14 anni di politica dello sversamento hanno comportato di fatto l'esaurimento in Campania delle volumetrie disponibili. Parlo di esaurimento delle volumetrie disponibili in Campania perché sin dal primo commissariamento, quello del 1994, tutto i commissari che si sono succeduti nel tempo hanno praticamente fatto ricorso sempre e comunque alle stesse discariche: Tufino, Villaricca, Difesa Grande, eccetera. Ricorrendo sempre ai soliti siti si sono esaurite le volumetrie disponibili per questa strategia di smaltimento.

Quando qualche volta si è pensato o si pensa ancora di ricorrere a qualche nuova e originale individuazione, queste hanno finito o finiscono comunque con l'interessare aree limitrofe alle discariche già esistenti e utilizzate sin dal 1994. Un esempio per tutti è la recente individuazione di Savignano Irpino, compreso nel decreto-legge all'articolo 1, che dista solo qualche chilometro in linea d'aria dalla discarica di Difesa Grande. Se questi siti verranno tutti e due utilizzati, alla fine avremo un intero territorio trasformato in una vera e propria pattumiera.

Aggravamento perché si è ricorso e si ricorre sempre agli stessi siti, determinando così di fatto l'esaurimento della capacità di recepimento di rifiuti. Tutto come prima, con una sola variante.

La variante consiste - come dicevamo - nella modalità di individuazione dei siti, modalità di individuazione che passa dalla titolarità del commissario delegato al Parlamento. Con questo disegno di legge, se approvato, di fatto non si capisce quale ruolo debba svolgere il commissario appunto commissariato da questo Parlamento.

L'intervento del Parlamento nell'individuazione dei siti deriva dal fatto che, non avendo più il commissario delegato la forza di imporre i soliti siti, l'onere di individuare i siti di discarica passa al Parlamento stesso il quale, dal momento che alcuni dei siti da sempre utilizzati sono sotto sequestro giudiziario (uno per tutti Difesa Grande), votando questo disegno di legge autorizza addirittura il commissario delegato ad utilizzare le solite discariche, anche se nel frattempo sono state sottoposte a provvedimenti giudiziari.

Signor Presidente, colleghi, è fallita l'attuazione del ciclo integrato in Campania e ci dobbiamo interrogare sul perché è fallito entrando nel merito, perché dobbiamo dire le cose fino in fondo: termovalorizzatori non realizzati, 7 CDR che - ormai è dimostrato - non producono combustibile per i termovalorizzatori; li possiamo chiamare rifiuti aggiungendoci qualche aggettivo (rifiuto nobile), li mettiamo in ecoballe, casomai li sistemiamo diversamente dai rifiuti solidi, ma sono qualcosa di diverso dal combustibile che può essere bruciato nei termovalorizzatori, i quali ultimi comunque non ci sono.

Il ciclo integrato è fallito anche - anzi, togliamo l'anche - soprattutto per l'infiltrazione mafiosa e camorristica, infiltrazione favorita da un regime commissariale che si è protratto per così lungo tempo. Un regime commissariale di così lunga durata porta inevitabilmente, oltre alla istituzionalizzazione del commissariamento che non pensa più forse a svolgere i propri compiti ma semplicemente ad autosostenersi nel tempo, alla deresponsabilizzazione del territorio. Attraverso questa deresponsabilizzazione del territorio, attraverso la deresponsabilizzazione delle istituzioni, dei Sindaci, dei Presidenti di Provincia e di Regione, della classe politica dirigente, attraverso il controllo che è venuto a mancare da parte del territorio, la criminalità ha avuto vita facile ad inserirsi nelle varie fasi del ciclo integrato, determinando di fatto il collasso del ciclo integrato stesso.

Allora - mi spiace non sia ora presente il collega Piglionica - bisogna tornare, e da subito, a responsabilizzare il territorio. Lo dovevamo fare attraverso questo decreto-legge, il quale doveva avere il coraggio di prefigurare una via d'uscita chiara coinvolgendo il territorio e le sue istituzioni in maniera definita e puntuale. Il collega Piglionica ha detto che questo decreto-legge lo fa. In verità, non me ne sono accorto, e penso neanche la Commissione, perché non basta allo scopo la nomina a vice commissario dei Presidenti di Provincia. Non basta questo provvedimento all'interno di un decreto-legge dove manca una strategia complessiva per poter uscire dalla fase di emergenza.

Nel decreto-legge in esame si dice tutto e il contrario di tutto. Ho partecipato, pur non facendone parte, saltuariamente ai lavori della Commissione e ho visto lo sforzo che hanno compiuto i commissari per cercare di raccordare fra di loro i vari articoli del decreto-legge, perché molto spesso fra di loro in contrasto.

Non si può uscire, né si può prefigurare una via di uscita all'interno di un decreto-legge quando le norme dello stesso sono in buona parte o quasi totalmente in contrasto con un piano regionale, quello della Campania, che non è stato preso in alcuna considerazione dal Governo.

Per questo motivo voteremo contro il provvedimento. Non ci saremmo aspettati, da questo decreto, la solita proroga al 31 dicembre, perché al 31 dicembre 2007 farà seguito il 31 dicembre 2008; ci aspettavamo previsioni per pochi mesi, con il coinvolgimento del territorio, ed un disegno che ci avrebbe portati alla gestione ordinaria. Questo non è, non c'è stato il coraggio, non c'è stata la determinazione, continueremo con le fasi emergenziali e per questa ragione il nostro voto sul provvedimento in esame sarà contrario.

PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Rubinato. Ne ha facoltà.

*RUBINATO (Aut). Signor Presidente, onorevoli colleghi, la disastrosa situazione ambientale venutasi a creare in una parte soprattutto della Campania, Napoli e dintorni, legata alla gestione dei rifiuti non è notizia di oggi, ma data da un tempo lungo almeno quanto l'abbandono al degrado e al sottosviluppo di Napoli e del Mezzogiorno.

Fin dal secondo dopoguerra, le discariche campane sono state oggetto di attenzioni e collusioni da parte della camorra e nessuna istituzione o amministrazione fino ad oggi è stata in grado di risolvere il problema.

Si è tenuta incancrenita una situazione in cui si sottraggono miliardi di euro allo Stato, ai cittadini, alla sanità, ai servizi sociali, alle politiche occupazionali per un servizio che non è un servizio e che produce profitti enormi solo per chi con l'emergenza ci guadagna.

È di aprile la relazione della Corte dei conti che parla di un flop per i rifiuti con la gestione dei commissari al Sud di 1,8 miliardi: 400 milioni solo per stipendi e sede.

È impietosa l'analisi sulle gestioni commissariali della Corte dei conti, ma oggettiva; descrive un sistema che ha messo l'emergenza nelle mani di imprese pubbliche o società miste pubblico-private spesso non competitive, inefficienti, polverizzate, in un intreccio difficilmente districabile tra interessi pubblici e privati.

Ancora, la Corte dei conti sostiene che la gestione commissariale, attribuendo competenze straordinarie agli organi ordinari (perché il più delle volte sono stati gli stessi Presidenti di Regione a rivestire la funzione di commissario), ha creato un circolo vizioso perfetto in cui l'inefficienza del regime commissariale ha assicurato a sé stesso la sopravvivenza.

Mentre i commissari si impegnavano a sopravvivere, in tutte le Regioni interessate la produzione dei rifiuti è aumentata, la raccolta differenziata è rimasta al palo e i limiti minimi fissati dalla legge - vorrei ricordare che la finanziaria sogna un 50 per cento a fine 2007 - sono del tutto chimerici.

Ancora, la Corte dei conti afferma che sul fronte degli impianti i commissari hanno dato il peggio di sé: invece di accelerare i tempi degli affidamenti e della costruzione di nuove strutture, l'emergenza ha paradossalmente paralizzato la gestione, sotto il peso crescente di ricorsi ed inchieste, contabili e penali, che hanno coinvolto molti vertici delle strutture. I progetti sono rimasti sulla carta, i poteri speciali sono stati usati soprattutto per affidare il servizio aggirando i vincoli di gara in contesti ambientali - cito testualmente - «difficili per la presenza di una radicata criminalità economica».

Per di più, agli operatori è stata spesso data carta bianca su tutte le decisioni fondamentali, con il risultato che, priva del cappello dell'autorità pubblica e dell'accordo con le comunità, ogni iniziativa è incappata nelle barricate delle popolazioni, spesso spalleggiate dagli amministratori locali per motivi elettorali.

Risultati che fanno a pugni con la montagna di risorse impiegate e gestite, secondo i magistrati, in un intreccio perverso fra sciatteria amministrativa, assenza di controlli e gestione allegra di stipendi e consulenze.

E tutto questo è, fra l'altro, accaduto anche perché le varie autorità centrali incaricate di vigilare non si sono dimostrate particolarmente attente.

Vorrei anche citare il rapporto sull'ecomafia di Legambiente per il 2007 in un suo passaggio, che, a mio avviso, è drammatico. Vi si afferma che non esiste soluzione di continuità tra il ciclo dei rifiuti smaltiti legalmente e la camorra, che detiene interamente il business. I rifiuti sono il nuovo oro per la camorra, che ha deciso di investire tutto su questo anziché sul traffico di droga, perché ci sono meno rischi e i guadagni sono maggiori. I rischi sono minori perché le organizzazioni criminali di stampo mafioso godono delle complicità di imprenditori e di amministratori senza scrupoli.

Ebbene, di fronte a questa analisi impietosa ed oggettiva, io credo che il problema che andiamo ad affrontare non possa e non sarà certamente risolto dalla conversione del presente decreto. Per fare un salto di qualità sul fronte della gestione dei rifiuti, non basta una soluzione tecnica e tanto meno legislativa. Non si tratta di fornire automezzi e cassonetti, né basta stabilire per legge dove collocare una discarica, ma bisogna portare avanti un'azione incisiva di controllo del territorio, di rispetto della legalità. Occorre inoltre interrompere il flusso di risorse pubbliche che va a costituire i profitti della camorra. Occorre responsabilizzare gli amministratori locali; occorre la vigilanza delle autorità centrali, occorre il coinvolgimento delle popolazioni nelle scelte più delicate.

Ho difficoltà per questo a sostenere la conversione di questo decreto-legge, anche perché ho appena visto una notizia di agenzia, di cui do lettura - e qui concludo il mio intervento ringraziando il Presidente che mi dà la possibilità di spendere qualche secondo in più - secondo cui oggi è accaduto ad Avellino che, al grido di «Buffone, vattene via», centinaia di persone hanno circondato e colpito con calci e pugni l'auto del commissario straordinario per l'emergenza rifiuti in Campania, Guido Bertolaso, giunto ad Ariano Irpino, in provincia di Avellino, per proporre agli amministratori e alle associazioni ambientaliste la possibilità di riaprire la discarica di Difesa Grande. Il corteo di auto è stato bloccato dai manifestanti in Piazza Plebiscito. Ci sono stati momenti di tensione. Bertolaso, senza poter scendere dall'auto, è stato costretto ad andare via da Ariano, scortato dalle auto della Polizia e dei Carabinieri.

 

Presidenza del vice presidente CAPRILI (ore 13,12)

(Segue RUBINATO). Credo, purtroppo, che quest'ultima notizia di cronaca confermi i dubbi sul fatto che questo provvedimento, nonostante le buone intenzioni e le buone norme, ivi formulate, sia idoneo e adeguato a superare effettivamente l'emergenza. (Applausi dal Gruppo LNP).

 (omissis)

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1566 (ore 13,17)

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Bellini. Ne ha facoltà.

BELLINI (SDSE). Signor Presidente, colleghe senatrici, colleghi senatori, queste brutte notizie allarmano perché creano un ulteriore clima di preoccupazione, perfino di disagio. Penso che occorrerebbe invece ritornare a costruire tutti insieme un clima di distensione e di serenità, perché ne va della credibilità complessiva delle istituzioni. Siamo qui oggi a discutere il terzo decreto speciale in due anni per la Campania; francamente, avremmo voluto farne a meno, perché dal febbraio del 1994, l'anno della prima dichiarazione dell'emergenza, ad ora sono passati ben quattordici anni e dopo tutto questo tempo non può esserci più nulla di straordinario.

Del resto, la permanenza in carica di un commissario straordinario è la conferma di un segnale di grave sofferenza. L'emergenza ancora una volta non è stata risolta e l'obiettivo categorico di riconsegnare il potere di decisione agli organismi democratici è nuovamente posticipato nel tempo.

La prima osservazione che viene da fare è che alla scadenza del 31 dicembre 2007, prevista dal precedente decreto, data in cui scadrà la nomina del commissario straordinario, occorrerà un cronoprogramma che accompagni e preceda tutte le azioni che si decide di compiere; un cronoprogramma chiaro, fattibile, credibile (come si è anche chiesto direttamente al commissario durante la sua audizione), dove le scadenze siano frutto di concertazione con gli enti locali e di intese con la popolazione, che è sempre più allarmata ed esasperata, come abbiamo visto dai brutti avvenimenti accaduti questa mattina, e che per certi aspetti si trova a volte anche indifesa innanzi agli effetti negativi dell'emergenza e anche alle scelte improvvisate che, a volte, sono state compiute.

Per dare credibilità al processo per uscire da questa interminabile fase di crisi è necessario che chi governa la Regione Campania si dia da fare, torni ad essere un protagonista, per sollecitare una data finale certa e improrogabile di approvazione di un nuovo piano regionale dei rifiuti. Questo è importante perché non è pensabile immaginare che, fissata una scadenza, scatti un'ora «x» che faccia immediatamente e automaticamente transitare da una fase di emergenza ad una di normalità. Ma è importante che chi ha la titolarità costituzionale acquisisca nuovamente un ruolo di riferimento istituzionale e politico che dia fiducia a chi effettivamente in questo periodo ha molto sofferto.

D'altronde, alcuni segnali vanno nella giusta direzione. La recente approvazione della legge regionale sui rifiuti della Regione Campania, che ha indicato la costituzione degli ATO per quando si tornerà a regime, è un buon auspicio per lavorare in tale direzione. Anche il suggerimento formulato dalla Commissione speciale e interparlamentare sui rifiuti di arrivare a una forma di transizione ordinata attraverso un accordo di programma fra Comune, Regione, Provincia e Ministero dell'ambiente, dovrebbe essere utilmente perseguito e messo in pratica dagli enti locali della Campania.

Dopo il fallimento del piano Rastrelli, che è stato ricordato semplicemente come una misura utile per la soluzione dei problemi della Campania (ma così non è stato), sappiamo tutto sulla produzione e sui costi dei rifiuti e sulle tecnologie che dovrebbero essere adottate. Sappiamo molto sulle ecomafie e sul pericolo che c'è nell'intreccio fra queste ultime e la gestione dello smaltimento dei rifiuti. Sappiamo di una delicata situazione in cui vari interessi si scontrano anche fuori dalla legalità. Basta ricordare un dato che è stato ampiamente citato: quando il costo per lo smaltimento dei rifiuti passa in pochi anni da 14-15 euro a tonnellata a 140‑160 euro a tonnellata, ci sono tutte le premesse e le condizioni affinché il malaffare si possa approfittare di questi facili guadagni.

A questo punto occorre tornare a decidere democraticamente, a rimettere nelle mani dei Comuni, delle Province e delle Regioni ciò che un commissario non può fare, ma può solo aiutare a fare: questo deve essere il suo ruolo. Certo, non possiamo ignorare le responsabilità politiche di chi, in questi 13 anni di commissariamento, non ha saputo evitare l'incancrenirsi della situazione, dovuta essenzialmente al grave errore iniziale, del 1996, datato al piano Rastrelli, quello di avere consegnato alla FIBE del gruppo Impregilo l'appalto unico nella costruzione di sette impianti di CDR e di un impianto di termovalorizzazione per la raccolta dei rifiuti solidi urbani. Era un piano che ignorava l'impegno per la raccolta differenziata e per una gestione integrata dei rifiuti e che, nonostante le opposizioni e i richiami (anche da parte del Ministero dell'ambiente di allora), non è stato mai fermato.

Ci sono responsabilità politiche anche in questo, di chi ha intrapreso quel piano e di chi ne ha perseguito la disastrosa gestione. C'è voluto il disastro attuale che è sotto gli occhi di tutti per giungere finalmente, nel 2005, alla rescissione del contratto con la FIBE, ma affrontiamo adesso una pesante eredità: più di 5 milioni di metri cubi di ex CDR - le cosiddette ecoballe - stoccati in Campania e gli impianti, che dovevano essere il fulcro del sistema di smaltimento dei rifiuti, declassati da produttori di CDR, cioè da combustibile per termovalorizzatori, a frazione secca, e la FOS (frazione organica stabilizzata) declassata a semplice frazione umida da porre in discarica.

Da qui nascono inquietanti interrogativi su come sarà alimentato allora anche il prossimo impianto, il termovalorizzatore di Acerra, la cui messa in opera è prevista per il prossimo ottobre, anche se permangono pesanti giudizi tecnici sull'affidabilità ambientale dell'impianto. Peggio ancora, nascono interrogativi sull'utilizzazione del delicato sito di Terzigno, collocato nel Parco nazionale del Vesuvio, in mancanza di un prodotto compatibile con quell'ambiente che possa essere impiegato limitandosi a una ricomposizione morfologica di quel sito. L'assenza del suddetto prodotto metterebbe nuovamente in crisi un accordo raggiunto alcuni mesi fa tra il presidente del Parco e lo stesso commissario al fine di intervenire nell'ambito dello stesso Parco attraverso una ricomposizione riqualificata ambientale delle cave e delle discariche, utilizzando esclusivamente del FOS.

Per tutto questo siamo preoccupati, ma siamo anche responsabilmente impegnati a trovare le migliori soluzioni per uscire dall'emergenza in atto che, autorevolmente, il Presidente della Repubblica ha definito tragica, ponendola così all'attenzione di tutta l'opinione pubblica nazionale, delle forze politiche e del Parlamento.

Il Parlamento è oggi chiamato, in definitiva, a decidere ciò che non è stato possibile decidere localmente. Non si tratta di nominare un nuovo commissario, che già c'è e si dà da fare, anche se magari poi sarebbe giusto che assumesse atteggiamenti sempre più sobri, tali da non lasciare adito ad interpretazioni che possano provocare tensioni, anche istituzionali, come a volte capita quando si rilasciano dichiarazioni. In verità siamo qui chiamati, con una certa sofferenza - del resto la decisione sin dal primo momento non appariva scontata - a scegliere siti provvisori da destinare a discariche per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani e dei rifiuti speciali non pericolosi della Campania. Il Parlamento assume, dunque, una decisione importante, sostituendosi a compiti propri del commissario, nonché degli enti locali e della Regione Campania.

Credo che l'individuazione di quattro siti non sia un compito semplice per un'Aula parlamentare: ne abbiamo discusso molto a lungo all'interno della Commissione, trattandosi di una decisione sofferta e non scontata. Ci ha convinto il fatto che tale scelta è accompagnata da un buon lavoro preparatorio della struttura del Commissariato, nonché dalla presentazione poi, da parte del Ministero dell'ambiente, di relazioni tecniche con l'obiettivo, per quanto possibile, di tranquillizzare le tante preoccupazioni che venga assicurato il rispetto della procedura prevista dalla normativa europea e nazionale in tema di rifiuti e in tema ambientale e, in particolare, della procedura di valutazione di incidenza per i siti appartenenti alla rete ecologica europea di «Natura 2000», oltre naturalmente alla sicurezza degli impianti, alla salute dei cittadini, all'inquinamento del territorio e delle falde acquifere che saranno salvaguardate.

Le correzioni apportate in Commissione, che sono state sostenute dai Gruppi parlamentari dell'Unione e che, per certi aspetti, hanno trovato anche un conforto da parte dei colleghi della minoranza, hanno delineato un risposta ai tanti interrogativi iniziali che riguardavano, innanzitutto, il rafforzamento del ruolo delle Province attraverso l'istituzione dei subcommissari, affidando cioè al Presidente della Provincia compiti che, per la prima volta, vengono individuati. Si tratta di un riconoscimento al ruolo degli enti locali e ancora, in modo più stringente, ai poteri, anche di scioglimento, riconosciuti al commissario per mettere i famigerati consorzi obbligatori per la raccolta differenziata dei Comuni nella condizione di operare con efficacia su questo piano, nonché nell'istituzione di una contabilità che sappia distinguere i costi sostenuti, in modo tale che gli abitanti della Campania, al pari degli abitanti di tutto il resto del Paese, possano pagare la TARSU o la TIA solo per il servizio effettivamente ricevuto.

Quindi, per tali ragioni, salutiamo con favore un intervento che vuole essere davvero di ripristino della legalità, una legalità che tutti insieme ci impegniamo a portare a compimento con l'approvazione di questo decreto. (Applausi dal Gruppo RC-SE e del senatore Ferrante).

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Pionati. Ne ha facoltà.

PIONATI (UDC). Signor Presidente, colleghi, signor Sottosegretario, il decreto oggi all'esame del Senato vede la ferma opposizione dell'UDC.

È un provvedimento non solo inutile, ma controproducente che amplia e non restringe la crisi dei rifiuti in Campania e rivela, purtroppo, una sintonia di fondo tra le pessime scelte della Giunta Bassolino e quelle del Governo Prodi.

In Campania l'emergenza c'è ed è gravissima, ma questo decreto la esaspera ed è destinato - questa purtroppo è la mia previsione - a trasformare l'emergenza rifiuti in un'emergenza di ordine pubblico e le notizie che arrivano da Ariano Irpino confermano tale preoccupazione. Quello di Ariano, un Comune importante della mia Provincia e dell'Irpinia, è un caso che va studiato con attenzione e di cui parlerò fra poco.

I motivi di un giudizio così negativo sono molti e complessi: il principale è che questo decreto non rappresenta alcuna inversione di tendenza rispetto al passato e non cambia alcunché rispetto a quello che lo ha preceduto pochi mesi fa. In quell'occasione espressi voto contrario, differenziandomi dal Gruppo dell'UDC, che invece aveva aperto una linea di credito, astenendosi. Oggi, l'orientamento contrario di tutto il Gruppo testimonia, purtroppo, che le mie preoccupazioni erano fondate e che nemmeno l'intervento di Bertolaso - ridotto a fare la foglia di fico dell'irresponsabile gestione Bassolino - è servito a cambiare le cose.

Il dato politico più importante è che il decreto non risolve, ma cronicizza l'emergenza rifiuti: il clima in Campania è esplosivo. Ieri abbiamo letto addirittura, con grandissima preoccupazione, che i vigili del fuoco di Napoli, a fine turno, vengono sottoposti ad un processo di decontaminazione, come in un film di fantascienza. Inoltre, le evidenze epidemiologiche illustrate ieri in Commissione, qui al Senato, testimoniano dati raccapriccianti sull'aumento delle malformazioni neonatali, dei tumori e dell'inquinamento ambientale della Campania.

Il presidente Bassolino passerà alla storia come il responsabile di un arretramento pauroso della qualità della vita nella Regione, avendola portata agli ultimi posti in Europa. Infatti, non vi è solo l'emergenza rifiuti, ma anche quella sanitaria, occupazionale e criminale: la Campania, un tempo definita Regione felix, oggi fa il giro del mondo come un avamposto dell'Africa nell'Europa comunitaria, con conseguenze pesanti anche sul piano economico, se è vero - com'è vero - che più di un terzo delle prenotazioni turistiche per la stagione estiva appena cominciata sono state annullate nelle principali località della Regione, già a corto di risorse economiche.

Altro dato assolutamente negativo del decreto è l'insistenza su una politica che si è rivelata fallimentare: quella delle discariche. La conduzione dell'emergenza rifiuti può essere efficacemente raffigurata come l'atteggiamento della massaia che cerca di nascondere la polvere sotto il tappeto: il problema, però, è che l'altissima densità di popolazione della Regione rende impossibile nascondere sotto il tappeto‑discarica tonnellate di polvere.

È proprio questo - cioè la sproporzione tra i rifiuti prodotti e quelli smaltiti - che ha mandato in tilt, ormai da decenni, il sistema in Campania e qui sta la responsabilità politica e morale del centro-sinistra che ha amministrato la Regione negli ultimi quindici anni: aver ignorato l'evidenza e chiuso gli occhi di fronte alla realtà, omettendo di realizzare un piano organico di uscita dalla crisi.

Regione e commissariato hanno rinunciato al proprio dovere d'indirizzo, ed è questa una colpa grave: vedere che oggi questa scriteriata linea di condotta viene avallata e sostenuta anche dal Governo nazionale rende tutto più difficile.

Quando ci si interroga sul perché delle reazioni delle comunità locali - come quella verificatasi questa mattina ad Ariano Irpino alla riapertura delle discariche - vi è più di una risposta: l'esasperazione, la legittima reazione a inganni e malgoverno e, soprattutto, la certezza di essere governati da una classe dirigente che per quindici anni non è stata in grado di affrontare e risolvere il problema alla radice.

Le popolazioni della Campania hanno sempre dimostrato, nella loro storia, solidarietà e spirito di sacrificio: se oggi non ne possono più, è perché si sentono giustamente prese in giro da un potere politico che si è preoccupato di sperperare milioni di euro per realizzare le Notti bianche a Napoli piuttosto che togliere i cumuli di rifiuti che ne ostruiscono le strade.

Oggi si pagano la miopia e l'incompetenza - e forse qualcos'altro - della classe dirigente del centro‑sinistra, che cerca di scaricare sugli altri le proprie responsabilità. L'onorevole De Mita, uno dei due diarchi della Regione, in una recente intervista a «Il Mattino», ha dichiarato che non è il momento di ricercare le responsabilità: invece, io dico che solo la ricerca e l'identificazione di queste possono costituire la premessa per uscire dalla crisi, altrimenti irreversibile.

È troppo comodo, oggi, invocare solidarietà generiche: dov'era l'onorevole De Mita quando il centro-destra - e non solo, per la verità - proponeva di affrontare in altro modo la crisi dei rifiuti in Campania? Dov'era il suo alleato Bassolino, quando l'UDC chiedeva nella Regione di recuperare il piano rifiuti della Giunta Rastrelli, attraverso la realizzazione di una serie di termovalorizzatori, per consentire ad ogni singola provincia della Campania di smaltire i propri senza gravare sul resto della Regione? È in questa palese assenza di responsabilità che si nasconde, la causa profonda della crisi in atto: una crisi di sfiducia, prima che tecnica; una crisi di valori, che sta allontanando i cittadini dalle istituzioni locali.

In Campania - lo ribadisco - la situazione è esplosiva e chi la conosce può confermarlo. Voglio ricordare, in proposito, le parole del sindaco di Montecorvino Pugliano, sottoposto a molte sollecitazioni per la riapertura della discarica: ha affermato che gli chiedono di riaprirla per venti giorni, ma sa che l'emergenza durerà vent'anni.

Questo è il clima di sfiducia in cui si muove la Campania, un clima che il decreto oggi all'esame del Senato contribuirà ad accrescere, perché - come ho ricordato poc'anzi - una politica dei rifiuti basata solo sui piani-discariche avrà due effetti: la non soluzione del problema e l'esasperazione delle comunità locali.

È questa la ragione principale della nostra ferma e motivata opposizione. I rifiuti in Campania - lo sanno anche i bambini - non possono essere accumulati, ma devono essere distrutti. Ed era, quindi, logico programmare una filiera che cominciasse con la raccolta differenziata e si concludesse con la realizzazione dei termovalorizzatori. In quindici anni tutto questo si poteva e si doveva fare; quindici anni - nell'Europa comunitaria e nel mondo civilizzato - sono un tempo sufficiente per risolvere il problema rifiuti di una intera Nazione. E invece quindici anni, nella Campania di Bassolino, Iervolino e De Mita non sono bastati, non dico per risolvere il problema, ma nemmeno per avviarlo a soluzione.

I rifiuti in Campania non li hanno portati gli alieni, il loro accumulo è il risultato di scelte politiche scellerate che hanno precise paternità, scelte che, fortunatamente, cittadini ed elettori della Campania cominciano ad attribuire ai veri responsabili. Chi ha sbagliato, finalmente, comincia a pagare; chi ha pensato di autoassolversi o addirittura di attribuire ad altri le proprie responsabilità, oggi sa che il tentativo è fallito e che il re è nudo.

Altro punto debole del decreto è lo stesso che ha impedito finora la soluzione del problema: per sintetizzare, la mancanza di una exit strategy. Quando si chiede ad una popolazione di sopportare sacrifici - il che determina la reazione violenta delle comunità locali - per essere credibili bisogna dire quanto dureranno i sacrifici, quando finiranno, e come si uscirà dall'emergenza. È questa la condizione per coinvolgere e responsabilizzare amministrazioni e comunità locali. Ed è esattamente questo, invece, che manca nella filosofia del decreto, che rende vana ogni prospettiva di soluzione del problema. Con una battuta, direi che noi cattolici siamo inclini al perdono, ma il perdono, per essere tale, deve essere accompagnato dalla coscienza del peccato commesso e da un pentimento sincero. E a noi pare che nessun segnale di pentimento sia emerso in tutti questi anni all'interno della classe dirigente che ha provocato il disastro rifiuti, così come nessun serio segnale di inversione di tendenza e nessuna presa di coscienza della gravità della situazione sono contenuti in questo decreto.

Altro punto fondamentale che non convince è l'impostazione del rapporto con le amministrazioni e le popolazioni locali. Né il governo regionale, né il commissariato né i governi provinciali - che sono tutti in mano al centro-sinistra - hanno saputo dialogare e concertare con le comunità locali per identificare i siti delle discariche: attraverso un irresponsabile scaricabarile, si è cercato al contrario di utilizzare un principio di autorità, salvo poi scappare (come è successo a Bertolaso) dinanzi alle inevitabili reazioni dell'opinione pubblica. I vertici regionali e provinciali sono stati soltanto in grado di scaricare sulle comunità locali il peso della crisi.

Il Senato deve sapere che il presidente della Provincia di Avellino, l'ex onorevole De Simone, dopo un esame lungo, complesso e costoso, all'interno di una apposita Commissione creata all'interno della Provincia, ha proposto a Bertolaso, come discarica per l'Irpinia, un'area, nel Comune di Savignano, classificata da un organismo pubblico per il controllo del territorio come franosa: vale a dire, una discarica in un'area franosa. È davvero un atto privo di qualunque logica, tragico negli effetti, ma ridicolo nella premessa: un atto che ci trasforma in una barzelletta agli occhi dell'Europa.

Con questo decreto - altra inaccettabile assurdità - si arriva (ed è qui la reazione di Ariano) ad autorizzare la riapertura anche di discariche sottoposte a sequestro da parte dell'autorità giudiziaria, come la discarica di Ariano. Vorremmo sapere cosa ne pensano gli autorevoli colleghi senatori giuristi della sinistra, se sia, cioè, possibile scavalcare e sterilizzare iniziative e decisioni dell'unico potere dello Stato - quello giudiziario - che in molte aree della Campania, si oppone con coraggio e determinazione all'illegalità diffusa e alle infiltrazioni della camorra nella gestione del ciclo dei rifiuti. A nostro giudizio è un atteggiamento irresponsabile, che non può essere in alcun modo avallato. Questo elemento costituisce un'ulteriore, gravissima ombra sulle scelte del Governo nazionale e di quello regionale e, in conseguenza, anche su quello che è contenuto nel decreto all'esame del Senato.

In Campania oggi c'è un'anomalia in più, che non può essere sottovalutata e che questo decreto non corregge affatto: il rapporto tra attività della camorra e gestione del ciclo dei rifiuti.

Voglio essere chiaro: la sinistra, con sforzi che apprezzo, si è sempre battuta contro la criminalità organizzata ed ha anche pagato per questo un tributo di sangue; però in Campania questa stessa sinistra, che definisco finto ambientalista, impedendo da quindici anni la realizzazione di termovalorizzatori e quindi la soluzione definitiva del problema, ha di fatto, anche se in modo involontario, creato le condizioni oggettive perché la camorra si infiltrasse in questo tipo di movimento economico. Quindi, c'è una contraddizione in termini sulla quale prego i colleghi di riflettere.

Se si vuole combattere la criminalità sul piano tecnico occorre impedire che la gestione del territorio, delle cave e delle discariche sia parzialmente ed indirettamente nelle mani della camorra: questo è un punto fondamentale e può avvenire soltanto attraverso la realizzazione di termovalorizzatori che portino a compimento il ciclo dei rifiuti, altrimenti la camorra avrà sempre la capacità di infiltrarsi, come dimostrano purtroppo le indagini giudiziarie che a Caserta hanno portato all'arresto del vice di Bertolaso.

I cittadini, le amministrazioni e le comunità locali della Regione Campania, a cominciare da quella di Ariano, sappiano di poter contare in questo quadro sul sostegno e la solidarietà dell'UDC nella difesa dei propri diritti e nella tutela di una dignità di vita che oggi viene loro negata. Per il nostro partito l'emergenza rifiuti in Campania è questione nazionale e come tale deve essere affrontata, trattata e divulgata. (Applausi dai Gruppi UDC e AN).

PRESIDENTE. Rinvio il seguito della discussione del disegno di legge in titolo ad altra seduta.

 


SENATO DELLA REPUBBLICA

------ XV LEGISLATURA ------

170a SEDUTA PUBBLICA

RESOCONTO

SOMMARIO E STENOGRAFICO

 

MARTEDI’ 19 GIUGNO 2007

(Antimeridiana)

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Presidenza del presidente MARINI,

indi del vice presidente ANGIUS

 

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N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Alleanza Nazionale: AN; Democrazia Cristiana per le autonomie-Partito Repubblicano Italiano-Movimento per l'Autonomia: DCA-PRI-MPA; Forza Italia: FI; Insieme con l'Unione Verdi-Comunisti Italiani: IU-Verdi-Com; Lega Nord Padania: LNP; L'Ulivo: Ulivo; Per le Autonomie: Aut; Rifondazione Comunista-Sinistra Europea: RC-SE; Sinistra Democratica per il Socialismo Europeo: SDSE; Unione dei Democraticicristiani e di Centro (UDC): UDC; Misto: Misto; Misto-Consumatori: Misto-Consum; Misto-Italia dei Valori: Misto-IdV; Misto-Italiani nel mondo: Misto-Inm; Misto-Partito Democratico Meridionale (PDM): Misto-PDM;Misto-Popolari-Udeur: Misto-Pop-Udeur; Misto-Sinistra Critica: Misto-SC.

 

 

Seguito della discussione del disegno di legge:

(1566) Conversione in legge del decreto-legge 11 maggio 2007, n. 61, recante interventi straordinari per superare l'emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella regione Campania e per garantire l'esercizio dei propri poteri agli enti ordinariamente competenti (Relazione orale) (ore 17,15)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del disegno di legge n. 1566.

Ricordo che nella seduta antimeridiana del 14 giugno il relatore ha svolto la relazione orale ed ha avuto inizio la discussione generale.

È iscritto a parlare il senatore Pontone. Ne ha facoltà.

PONTONE (AN). Signor Presidente, a soli sette mesi di distanza dall'approvazione di un decreto-legge sulla stessa materia, sulla stessa situazione e con la stessa, anzi gravemente peggiorata, emergenza rifiuti, ci ritroviamo di nuovo in quest'Aula ad approvare un disegno di legge di conversione che non convince nessuno. Un altro decreto-legge da convertire che non ha spostato per nulla la grave condizione in cui è costretta la Campania.

Con il precedente provvedimento il dottor Bertolaso, nella sua qualità di capo della Protezione civile, veniva nominato commissario per l'emergenza. Oggi esaminiamo questo provvedimento per ribadire che il dottor Bertolaso è commissario per l'emergenza rifiuti, solo con più ampi poteri. La verità è che, oggi come oggi, vi è una indiscussa e grave responsabilità dell'amministrazione regionale, che incassa, noncurante, l'ennesimo avviso di fallimento.

In tutti questi anni, infatti, l'amministrazione regionale non è riuscita a superare l'emergenza, non ha avviato alcuna credibile forma di gestione dei rifiuti, non ha dato il via alla realizzazione degli impianti previsti per trattare i rifiuti. Ha lasciato insomma che il caos rifiuti crescesse a tal punto che ci vorranno molti anni per smaltire i milioni di tonnellate di spazzatura accumulata, mentre i cittadini campani hanno continuato a vivere in una situazione a dir poco offensiva per la dignità umana.

Il decreto-legge ora all'esame costituisce una vera e propria denuncia dell'incapacità di gestire il problema rifiuti in Campania. L'emergenza non è un fatto temporaneo e contingente, ma ormai un fatto strutturale che, per essere risolto, ha bisogno di un vero e proprio mutamento di passo che porti alla responsabilizzazione di tutti gli attori, in primis degli enti pubblici territoriali. Tutto questo il decreto-legge n. 61 non lo fa o lo fa molto timidamente.

Entrando nello specifico del testo, dobbiamo sottolineare come esso desti numerose perplessità. In particolare, sono molto discutibili le norme che individuano, senza alcuna previa consultazione con gli enti locali, i siti delle discariche provinciali, scegliendo persino, in alcuni casi, parchi o aree naturalistiche. Il sito di Terzigno, all'interno del Parco del Vesuvio, è addirittura un sito nazionale di bonifica su cui sono stati già avviati interventi.

Inoltre, l'articolo 2, al comma 1, prevede anche che si possono utilizzare come discariche provvisorie cave dismesse ed abbandonate, anche sottoposte a sequestro giudiziario. Oltre ad un'anomala sovrapposizione di ordinanze del potere legislativo e di quello giudiziario, si ricorda che le cave sequestrate, nella maggior parte dei casi, risultano molto spesso colme di rifiuti, anche pericolosi. Sarebbe quindi molto rischioso dal punto di vista ambientale aggiungere altri rifiuti in siti già compromessi.

Non parliamo poi dell'articolo 7, che giudichiamo quantomeno improponibile per la parte che prevede la possibilità di aumentare per cinque anni l'importo della tassa di smaltimento dei rifiuti solidi urbani per garantire la copertura integrale dei costi di gestione del servizio di smaltimento dei rifiuti. Questo il trattamento riservato ai cittadini campani, che vedranno aumentare in maniera rilevantissima il tributo da pagare per un servizio che non ricevono o ricevono in maniera a dir poco discutibile.

L'articolo 9 delinea il nuovo piano per il ciclo integrato dei rifiuti e riproduce alcuni articoli del decreto legislativo n.152 (Codice dell'ambiente), senza però assicurare tutte le garanzie di tutela dell'ambiente, di trasparenza, di tracciabilità dei rifiuti, così come si evince ed assicura il codice.

Questo decreto ci fa comprendere come la strada da percorrere per superare l'emergenza rifiuti in Campania sia ancora lunga e travagliata. Non servono, per tornare alla normalità, gli escamotages, riproposti in questi giorni, di portare la spazzatura in altre Regioni o addirittura all'estero, in particolare in Romania, un Paese che già fatica a smaltire la propria correttamente.

Dopo tredici anni di regime commissariale, in Campania la raccolta differenziata è ancora al palo, mentre si può dire che il 30 per cento di raccolta differenziata, e anche più, raggiunto in alcuni Comuni, dovrebbe far riflettere che se c'è una volontà politica ed amministrativa i risultati, effettivamente, si ottengono.

Non esiste un piano per le discariche; mancano ancora gli impianti di termovalorizzazione, impianti che chiudono il ciclo di smaltimento corretto dei rifiuti. I termovalorizzatori, che bruciano rifiuti e producono energia, presenti in quasi tutte le Regioni d'Italia, in Campania ancora non ci sono e se uno - quello di Acerra - sta per essere completato, lo si deve all'azione determinante del Governo di centro-destra. È poi paradossale che si contesti un inceneritore che brucia rifiuti in sicurezza, quando si accendono per le strade della Campania continui roghi di spazzatura, che diffondono diossine nell'aria e, cosa ancor più grave, nelle falde acquifere.

Proprio l'emergenza rifiuti ha determinato un allarme sanitario in tutta la rete della Regione. Una ricerca commissionata dal Dipartimento della protezione civile ad esperti internazionali ha, infatti, evidenziato un aumento della mortalità in Campania da mettere in relazione allo smaltimento illegale dei rifiuti e alle discariche abusive.

A Napoli e in tutta la Campania la crisi non è soltanto di natura igienico-sanitaria, ma anche e soprattutto istituzionale, perché in tali situazioni i cittadini non possono più avere fiducia nella Regione, nella Provincia e nel Comune. Allo stato, la popolazione esasperata ha preso l'iniziativa di rappresentarsi direttamente, occupando piazze, ferrovie e sedi istituzionali locali, oppure rivolgendosi direttamente al Capo dello Stato per avere garanzie e certezze, come hanno fatto a Parapoti o al comune di Quarto.

Il comune di Ariano Irpino ha chiesto l'intervento del Senato per l'approvazione di un emendamento che garantisca, dando la massima certezza, che il conferimento dei rifiuti avvenga solo per venti giorni e che non possano essere ulteriormente localizzati nuovi siti di smaltimento finale nel territorio del comune di Ariano Irpino; il sito di Difesa Grande deve essere definitivamente chiuso. Ormai siamo alle ultime battute ed il testo che ora esaminiamo non è più quel decreto-legge approvato dal Consiglio dei ministri, perché è stato svuotato completamente della sua essenza; lo stesso commissario Bertolaso ha detto chiaramente che ora si procederà a rate e senza alcuna programmazione.

Il consensoche potevamo dare al provvedimento era legato alla convinzione che fosse un passaggio necessario per tornare alla normalità.

Trovarsi ora in Aula con l'emergenza ancora in corso ci dà pieno diritto di chiederci di cosa stiamo parlando. Ci troviamo in una situazione gravissima e pertanto abbiamo l'impressione che il meccanismo di solidarietà e credibilità creato con il decreto rischi completamente di saltare. (Applausi dal Gruppo AN).

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Coronella. Ne ha facoltà.

CORONELLA (AN). Signor Presidente, onorevoli senatori, il provvedimento al nostro esame è l'ennesimo intervento del Governo sull'emergenza rifiuti in Campania. Tutti i colleghi, anche del mio Gruppo, si chiedono come mai in Campania non si riesca a risolvere una problematica che in ben tredici anni di emergenza si è trasformata, come vediamo tutti i giorni dai servizi televisivi, in una vera e propria catastrofe. Proviamo quindi a fare chiarezza, con la speranza e l'auspicio che questo sia l'ultimo provvedimento e che si riesca a risolvere definitivamente questo annoso e spinoso problema.

Innanzi tutto, voglio assicurare i colleghi che i cittadini della Campania, anche se sui giornali e nei servizi televisivi appaiono come un popolo in ribellione, non hanno alcuna responsabilità se non quella di avere dei rappresentanti istituzionali locali sui quali pesa tutta intera la responsabilità di una mala gestio.

Queste mie affermazioni trovano sostegno nella stessa relazione del collega senatore Confalonieri, quando parla di errori istituzionali, di responsabilità degli enti locali e, in particolare, quando fa un chiaro riferimento al commissario straordinario Presidente della Regione Campania.

Anzi, queste mie affermazioni trovano pieno riscontro anche nella relazione sulla Campania della Commissione parlamentare d'inchiesta sui rifiuti della precedente legislatura. Lo scenario che descrive la Commissione nella sua relazione, soprattutto per gli anni 1999-2004, è infatti sconcertante. Il giro di soldi sperperati, signor Presidente, è spaventoso: si tratta di migliaia di milioni di euro sperperati tra spese generali, progetti, consulenze, convenzioni con professionisti, commissioni di gara, commissioni di collaudo. Sintomatico è l'esempio delle spese generali, che subiscono una lievitazione pazzesca: nel 1998 siamo a oltre 16.000 euro di spese generali; nel 1999 passiamo a 106.000 euro, che poi diventano 250.000 euro nel 2000, per arrivare a quasi 700.000 euro nel 2001 e a 1.130.000 euro nel 2002 e nel 2003. Si tratta di un esempio calzante del modo in cui si è amministrata questa problematica e del motivo per cui si è poi incancrenita.

Un riferimento va fatto anche alle tantissime società miste che si sono costituite solo per coprire poltrone, per dare incarichi, con consigli di amministrazione sempre composti di sette o otto persone, con revisori dei conti e consulenti. La Campania è già una Regione notissima per le sue commissioni, poiché ve ne sono cinque o sei permanenti e - pensate - 23 speciali, ma sui rifiuti veramente si è superato ogni limite. Emblematica è la vicenda sulla società mista PAN: in Campania era così importante, signor Presidente, costituire una società che avesse il compito di installare un call center per informare i cittadini sul disagio ambientale e su quello dei rifiuti?

Insomma, l'attività del commissariato dal 1999 al 2004 è stata concentrata solo sulla gestione dell'emergenza e non sul programmare il superamento dell'emergenza. Questo è scritto, in sintesi, nella relazione finale della competente Commissione di inchiesta e sono qui ipotizzate tutte le responsabilità.

Intanto, i rifiuti continuano a girare in Campania, facendo la felicità, signor Presidente, delle organizzazioni criminali. Voglio leggere una dichiarazione del prefetto Catenacci, ex commissario per l'emergenza rifiuti in Campania, perché lo merita: «La criminalità organizzata» - dichiara il prefetto Catenacci il 15 marzo 2005 - «sorride per l'andamento odierno della situazione in Campania; infatti, sono aumentati i trasporti (...) ed il ritardo della costruzione delle discariche e dei siti di smaltimento determina l'aumento dei viaggi in direzione di altre località. Le indagini delle forze di polizia e della magistratura rilevano sospetti di collusione o di condizionamento tra imprese di trasporto e criminalità organizzata».

Basta quindi leggere i risultati della Commissione parlamentare di inchiesta; lì sono indicate tutte le responsabilità. Basta osservare le cose che ha lasciato scritta la Commissione per vedere come risolvere il problema.

Se si aggiunge che nulla è stato fatto, né si sta facendo, per incentivare la raccolta differenziata e per gli interventi di bonifica ambientale, allora si comprende veramente e seriamente il disagio e l'esasperazione dei cittadini della Regione Campania.

Va ricordato che in Campania sono stati individuati moltissimi siti di cui alla legge n. 426 del 1998, e che in quella Regione c'è un'anomalia tutta campana: c'è un commissario per l'emergenza rifiuti, il dottor Bertolaso, e un commissario per l'emergenza bonifiche e tutela delle acque, il quale, benché sia noto a tutti il disagio ambientale e che gli interventi di bonifica non sono stati fatti, rimane ancora lì imperterrito e senza timore di alcuno. Non ha timore di alcuno: continua imperterrito a rivestire la carica di commissario per l'emergenza bonifiche!

Questo modo perverso di gestire ha creato, secondo noi, le tensioni tra i Sindaci e i Presidenti delle Province, da una parte, e il Presidente della Regione, dall'altra, che impartiva, in maniera solitaria, disposizioni ai vari Governi che si sono succeduti.

Veda, signor Presidente, abbiamo a cuore le sorti della nostra Regione e in tal senso ci siamo posti con spirito costruttivo. Con l'altro provvedimento indicammo una strada, quella di individuare i Presidenti delle Province, affinché si assumessero una responsabilità. Signor Presidente, mi è stato trasmesso un atto deliberativo del Comune di Ariano Irpino; ebbene, leggendo questo atto provo amarezza. Voglio dire, non si può immaginare tra i diversi Comuni un meccanismo di solidarietà? E chi può farlo se non i Presidenti delle Province? Siamo contenti che in questo provvedimento, per esempio, sia stata raccolta una nostra preoccupazione, chiediamo però all'Aula anche di dare un messaggio a fronte di un altro emendamento che abbiamo presentato e che riguarda la tariffa che i cittadini pagano. I cittadini sono vessati da un servizio che non ricevono e da una tariffa che è aumentata in maniera vertiginosa. (Applausi dai Gruppi AN e FI).

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore D'Onofrio. Ne ha facoltà.

D'ONOFRIO (UDC). Signor Presidente, onorevoli rappresentanti del Governo, l'UDC è particolarmente impegnata su questa vicenda per un insieme di ragioni.

Il Gruppo UDC voterà contro la conversione in legge di questo decreto-legge perché sostanzialmente lo riteniamo non soltanto fortemente incostituzionale - e di questo parlerò dopo - ma radicalmente inutile rispetto a quanto avvenuto fino ad ora in Campania.

Ho ritenuto necessario, prima dell'intervento oggi al Senato, acquisire gli ultimi orientamenti del Consiglio di comunale di Napoli (pur sapendo ovviamente che la questione riguarda non soltanto la "capitale", ma anche altri Comuni). Con mia notevole sorpresa - lo dico ai colleghi di centro-sinistra - ho dovuto prendere atto che nella seduta del Consiglio comunale di Napoli di qualche giorno fa, espressamente dedicata alla questione rifiuti, non era presente un solo parlamentare del centro-sinistra. Mi chiedo quindi sulla base di quale orientamento della "capitale" della Campania e dell'Italia meridionale si possa oggi seriamente parlare.

Dico questo perché la maggioranza, molto stancamente, ha approvato un ordine del giorno molto lungo, che spiega perché noi votiamo contro questo decreto‑legge. Questa maggioranza ha avuto anche la ragionevole volontà (stavo per dire l'ardire) - lo chiedo al collega relatore nell'esprimere il senso dell'ordine del giorno di Napoli - di chiedere al Governo, nell'ultimo punto dell'ordine del giorno, di abrogare gli articoli 7 e 8 di questo decreto-legge, i quali prevedono che il gigantesco costo aggiuntivo per far finta di completare lo smaltimento dei rifiuti venga sopportato dai cittadini della Campania: non dico che Speciale sarebbe stato contrario (e si capisce perché è stato mandato via), ma è una cosa che neanche Visco avrebbe potuto immaginare.

Il Governo cioè prende atto della propria incapacità di far fronte ai problemi dell'emergenza, prende atto del fatto che non vi è stata la risposta ai problemi dell'emergenza da parte degli enti locali della Campania, e chi fa responsabile del pagamento? I cittadini della Campania. Quando poi si parla della gente che reagisce, insulta e grida e si dice che questo è contro la democrazia, ci si rende conto che questo decreto è un continuo incitamento alla reazione popolare contro questo Governo e contro le amministrazioni regionali e locali della Campania? Questo è un decreto‑legge che suona insulto alle popolazioni della Campania. Fanno bene a dire che il Governo se ne deve andare il più presto possibile.

Occorre capire che non è un problema della Campania, legato a un fatto quasi antropologico dei campani rispetto al problema dell'immondizia: è un problema del Governo della Repubblica, del Presidente della Regione Campania e dei Sindaci, in particolare di Napoli, rispetto a questo provvedimento. (Applausi dai Gruppi UDC, FI e del senatore Calderoli). La cacciata di queste persone non avrebbe risolto i problemi dello smaltimento, ma sarebbe stata almeno un gesto comprensibile di responsabilità politica e amministrativa.

Vorrei allora avanzare una richiesta al relatore, se mi fa la cortesia di ascoltare. Chiedo formalmente che il relatore, come la maggioranza nel Comune di Napoli, chieda formalmente lui l'abrogazione degli articoli 7 e 8 di questo decreto-legge; chieda cioè che i cittadini della Campania non siano chiamati essi stessi a far fronte alle spese di questo fantomatico risanamento di Napoli. Lo chiedo formalmente al relatore. Occorre che il relatore, anziché rivolgersi al Governo per ottenere la grazia, abbia la dignità di dire al Governo: questo decreto non può rimanere tale perché è contro il principio fondamentale in base al quale si paga a fronte di servizi resi, non a fronte di servizi non resi.

La TARSU è un'imposta, un tributo, una tassa (a seconda dei criteri che si vogliono usare) da corrispondere a fronte di un minimo ragionevole smaltimento dei rifiuti. Ma se questo non è avvenuto, a fronte di che cosa i cittadini dovrebbero pagare questo di più? Ci si rende conto che si chiede una cosa impossibile?

Da questo punto di vista l'UDC voterà contro questo decreto se dovesse malauguratamente mantenere la previsione secondo cui i cittadini della Campania devono pagare una TARSU che, come riportato nel provvedimento stesso, dev'essere tale da garantire le spese aggiuntive. Cioè, non sappiamo neanche di che entità è: una cosa mostruosa! I cittadini della Campania dovrebbero essere chiamati a pagare cifre pazzesche per un risanamento che non è stato realizzato.

Inoltre, questo decreto contiene un altro fatto istituzionale molto preciso (lo dico al Presidente del Senato perché se ne faccia carico, anche se capisco che il Presidente del Senato non può entrare nel merito degli atti legislativi). In questo decreto-legge vi è un articolo, il 2, che contiene una previsione di tecnica eversiva costituzionale. Infatti, in esso vi si afferma (credo per la prima volta nella storia repubblicana, non so se vi siano precedenti) che un provvedimento giurisdizionale di sequestro di una discarica può essere posto nel nulla dall'autorità amministrativa. Cioè, un decreto-legge, per la prima volta, afferma che gli atti del giudice passati in giudicato possono essere messi da parte dall'autorità amministrativa.

In Commissione giustizia abbiamo considerato questo come un fatto di stretta eversione costituzionale, quindi chiedo formalmente al Governo di presentare un proprio, volontario emendamento nel quale si impedisca di dire che l'autorità amministrativa può superare il sequestro della discarica.

Non è una questione generica; quando, qualche giorno fa qualcuno ha chiesto cosa stanno facendo ad Ariano Irpino: ebbene, stanno facendo una cosa dovuta anche a questo decreto, perché la discarica di Ariano Irpino era chiusa per provvedimento giurisdizionale esecutivo ed è stata riaperta per volontà dall'autorità amministrativa. Mi sembra che, rispetto agli atti di eversione costituzionale, l'unica tutela sia quella di impedire una violazione della Costituzione così clamorosa. Non lo dico per legittimare la protesta degli amici di Ariano, ma per far capire che li avete portati all'esasperazione politica e costituzionale.

Non è mai avvenuto in questo Paese che si sia immaginato di porre una questione del genere! Chiedo quindi formalmente che l'articolo 2 di questo decreto-legge, che espressamente prevede che il commissario delegato, in questo caso Bertolaso ma un commissario delegato in generale, possa disattendere anche l'ordine dall'autorità giudiziaria, che quindi viene messo da parte, cioè viene cancellato.

Così come prima chiedevo e chiedo, a nome all'UDC, che non siano i cittadini della Campania a pagare per questo disastro, ora chiedo che l'autorità amministrativa, fosse anche quella del Governo Prodi (che tutti sappiamo essere quasi divina, dotata di poteri straordinari), non possa disattendere provvedimenti giurisdizionali.

Lo chiedo ai colleghi magistrati che sono nel centro‑sinistra: si rendono conto che è la prima volta che un decreto-legge prevede una cosa simile? Tra l'altro non è contro Berlusconi, perché questo sarebbe considerato normale dai «girotondini», forse da "Micromega", dal collega Furio Colombo, perché contro Berlusconi ogni cosa sarebbe consentita. No: questa cosa è stata fatta contro i cittadini dalla Campania, contro i magistrati, anche quelli che hanno deciso che dev'essere chiusa una discarica perché esiste il sospetto di infiltrazioni camorristiche. Che cosa dobbiamo pensare allora? Che l'autorità amministrativa tutela le infiltrazioni camorristiche, le difende se l'autorità giudiziaria gli si è messa contro? Vogliamo capire che stiamo parlando di queste cose, e non di un decreto-legge che cerca di consentire finalmente, dopo molti anni, che in Campania da questa vicenda drammatica si possa cominciare ad avere un minimo di speranza di uscita?

Dopo questo chiedo: ma è la prima volta che si interviene? Sembra quasi che fino ad ora siamo stati inerti. Non è così. Non molto tempo fa chiedevo al collega Libè, che con estrema solerzia si sta occupando dell'insieme della vicenda ambientalista posta in essere da questo decreto: quando abbiamo approvato un altro decreto-legge che dava poteri straordinari e, sembrava, risolutivi, al commissario Bertolaso? 500 anni fa? 200 anni fa? Durante il fascismo? No: lo abbiamo fatto nel 2006, cioè addirittura poco più di un anno fa! Allora cos'è successo nel frattempo? Dobbiamo fare un nuovo decreto-legge per legittimare l'incapacità del Governo a fare ciò cui doveva provvedere prima? Noi siamo, quindi, contro la finzione della non reiterazione di un decreto, perché di questo si tratta, dal momento che i poteri erano già stati dati e non sono stati esercitati. Di fronte a questa nequizia specifica occorre capire di che cosa stiamo trattando.

Ho chiesto, quindi, due cose molto precise: che siano formalmente cancellati gli articoli che prevedono che i cittadini paghino per questa iniziativa del Governo e che non si consenta che l'autorità amministrativa venga posta in vantaggio rispetto all'autorità giurisdizionale.

Ma vi è un ultimo punto, che mi sta molto a cuore. Questo decreto-legge sembrava quasi volere in qualche misura individuare finalmente per autorità i luoghi della discarica: ebbene sì, decidiamo noi dove c'è la discarica e come la si deve fare. Il primo luogo previsto è Serre, ma ovviamente è accaduto che la discarica non si farà. Dunque, il decreto-legge è già saltato. Perché la discarica di Serre non poteva essere fatta? Mi dividono tante cose dal collega Pecoraro Scanio, ma credo di essere perfettamente d'accordo con lui sul fatto che non sia possibile istituire il Parco naturale del Vesuvio prevedendovi contemporaneamente una discarica. È possibile una cosa del genere? (Applausi dai Gruppi UDC e FI). Serre, dunque, è stata giustamente messa da parte.

Cosa rimane di questo decreto-legge? Serre è molto famosa, Terzigno molto di meno, ma anch'esso è nel Parco del Vesuvio ed è prevista come località obbligatoria. Si aggiunge che verrà utilizzata fino a quando non si farà qualche altra cosa. Ma a chi dobbiamo credere? Ad un Governo che dopo tanti anni non è riuscito a far nulla, al riguardo, e che fa credere ai cittadini una cosa del genere? Dunque: Serre non c'è, Terzigno è una presa in giro, di Ariano Irpino abbiamo detto, vi è un'autorità amministrativa che supera quella giurisdizionale. Onestamente, non conosco personalmente Sant'Arcangelo Trimonte in Provincia di Benevento. Ritengo che, da questo punto di vista, essendo l'ultima delle località della Campania, non possa essere quella che subisce il divieto generalizzato di discarica in tutto il resto della Campania. La domanda è quindi la seguente: siete stati in grado di proporre delle alternative?

Signor Presidente, noi non ci limitiamo a dire di no a questa che è un'autentica oscenità costituzionale e politica, e una dissennatezza che merita una reazione popolare selvaggia, altro che storie, soprattutto se da parte del relatore non si dice che questo decreto contiene nefandezze costituzionali, politiche e popolari. (Applausi dal Gruppo FI). Noi abbiamo fornito indicazioni alternative: le abbiamo date a Napoli con Lanzotti al Comune di Napoli; in campo nazionale ne abbiamo date con il collega Libè e ne fornirà ancora quest'ultimo nella sua dichiarazione di voto.

Mi avvio rapidamente a concludere. Riteniamo che la pretesa di decidere i luoghi della discarica senza procedere ad una idonea consultazione locale e senza realizzare il pieno coinvolgimento delle popolazioni locali sia una nefandezza che non può essere consentita.

L'UDC è contro il principio per cui il decreto-legge contenga l'indicazione dei luoghi della discarica, impedendo che questi siano decisi Provincia per Provincia, luogo per luogo, piccolo comprensorio per piccolo comprensorio. Questa sarebbe l'alternativa reale, credibile, che la gente tollererebbe. La gente di quattro o cinque Comuni provvede alla discarica che riguarda quegli stessi Comuni, non certo l'intera Regione Campania. Volete capire, una volta per tutte, che questa pretesa di autorità nazionale totale è la prima ragione che determina quella reazione popolare diffusa? Da questo punto di vista, cerchiamo di frenarle costituzionalmente, ma comprendiamo che, di fronte a questa nefandezza, la reazione popolare è l'unico strumento di reazione possibile. (Applausi dai Gruppi UDC, FI, AN e LNP).

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Sodano. Ne ha facoltà.

SODANO (RC-SE). Signor Presidente, innanzitutto rilevo che in Commissione si è svolto un ottimo lavoro e che il relatore, senatore Confalonieri, ha qui riportato molti dei miglioramenti che sono stati il frutto di un lavoro importante, di ascolto di moltissime audizioni, per cercare anche di comprendere un fenomeno che mi rendo conto sia difficile comprendere fuori dalla Regione Campania.

In molti degli interventi svolti, compreso l'ultimo del senatore D'Onofrio, ci si interroga del motivo per cui questo avvenga solo in Campania. Credo che dobbiamo partire da qui, dal motivo per cui il Parlamento italiano, per la quarta volta, sia costretto, nel giro di pochi mesi, di pochi anni, a tornare su questo argomento. Un commissariamento che dura dal febbraio 1994 e passato attraverso commissari prefetti, Presidenti della Regione, di nuovo prefetti, fino ad arrivare al dottor Bertolaso, in qualità di capo del Dipartimento della protezione civile, quasi a dimostrazione del fatto che siamo giunti ad una grande emergenza, ad un cataclisma: proprio in questi casi, infatti, interviene la Protezione civile, mentre in Regione Campania questa interviene per i rifiuti.

Credo che sia importante - proverò a farlo in pochi minuti - ricordare le tappe che hanno portato all'emergenza di questi giorni.

In un bando di gara del 1998 si ipotizzava che l'aggiudicatario della gara, il gestore unico, avrebbe dovuto occuparsi dell'intera filiera dello smaltimento dei rifiuti. L'impianto della normativa prevedeva che l'aggiudicatario della gara avrebbe scelto i siti dove collocare gli impianti. Questa è la prima aberrazione - da cui sono discese poi molte delle proteste - rispetto ad una materia che, comunque ci si voglia rivolgere alle tecnologie più innovative, comporta degli impatti sull'ambiente. Ripeto, prevedere che chi si aggiudica la gara sceglie i luoghi è il primo errore, che porta poi l'aggiudicatario a scegliere di costruire a distanza di 15 chilometri due inceneritori all'interno di una Regione di circa 6 milioni di abitanti. Se vi fosse stata una pianificazione pubblica, dello Stato o della Regione, non si sarebbe mai presa la decisione di costruire gli inceneritori a distanza di 15 chilometri, oltretutto in siti di bonifica di interesse nazionale: il Comune di Acerra e il Comune di Santa Maria la Fossa, lungo i Regi Lagni.

Questo è un primo elemento di comprensione e anche di incomprensione rispetto al fenomeno per chi non vive in Regione Campania, le motivazioni delle proteste da parte dei Comuni di Acerra e Santa Maria la Fossa: la scelta dei luoghi.

C'è un secondo elemento molto importante da considerare, che porta all'emergenza di questi giorni. Nel bando di gara si disponeva che l'aggiudicatario, ove mai - come poi è successo - gli inceneritori fossero stati realizzati in un tempo diverso dalla costruzione degli impianti di combustibile derivato dai rifiuti (CDR), avrebbe dovuto smaltire a proprie spese fuori da quella Regione negli impianti a ciò destinati.

Siccome l'emergenza crea emergenza e con i poteri commissariali straordinari si può derogare alle norme, come avviene anche in questo decreto, con un'ordinanza - una delle molteplici emanate in Regione Campania durante la gestione commissariale - si decide che, considerata l'emergenza dell'aprile 2001, non essendo neanche ancora avviato il cantiere dell'inceneritore, per fare chiaramente un favore a chi si è aggiudicato la gara, le famose ecoballe, che nel frattempo si è cominciato a produrre negli impianti di CDR, possono essere stoccate nel territorio della Regione Campania.

Ebbene, dal 2001 ad oggi si sono depositate 6 milioni di tonnellate di ecoballe ed ogni mese che passa continuano a mangiare territorio: vi è la necessità ogni mese di circa 40.000 metri quadrati per nuove aree dove depositare le ecoballe.

Allora, si comincia a comprendere il motivo dell'emergenza. Non voglio discutere nel merito, ognuno di noi ha la propria convinzione, non è questo il tema; se però la scelta era l'incenerimento, non si poteva autorizzare lo stoccaggio senza disporre previamente del forno in cui bruciare i rifiuti, invece in Regione Campania si è stoccato, per cui il territorio è stato consumato dalle ecoballe che non è stato possibile bruciare, e questa storia continua ogni giorno, anche mentre stiamo parlando.

A cosa servono le discariche? Nel 1998 si era deciso di chiudere le discariche perché c'era un piano industriale, che prevedeva impianti di CDR e inceneritori; nel frattempo, invece, le discariche non sono state chiuse perché servivano di supporto. A tutto ciò va aggiunto che gli impianti non funzionano a norma, tant'è che il Parlamento è dovuto intervenire nel novembre scorso stabilendo che occorreva rescindere il contratto con la FIBE del gruppo Impregilo perché non operava bene.

Quindi, si è rescisso il contratto, si è deciso di approntare un nuovo piano, ma nel frattempo gli impianti continuano a generare un prodotto derivato dai rifiuti che non è combustibile. Ciò significa - e dobbiamo saperlo nel momento in cui andiamo a votare il decreto - che ad ottobre o a novembre, quando entrerà in funzione la prima linea dell'inceneritore, in Regione Campania non ci sarà combustibile per l'inceneritore - ci sarebbe da sorridere se la situazione non fosse drammatica - perché il famoso CDR che si sta producendo non è a norma e stiamo continuando a produrre un combustibile non a norma, che continuiamo stoccare in aree che consumano ogni mese 40.000 metri quadri.

In tutto ciò, è di oggi la notizia che si apre finalmente la discarica di Ariano Irpino per la frazione organica stabilizzata, che dovrebbe essere, secondo la norma, un prodotto da utilizzare per la ricomposizione morfologica o naturalistica delle cave, del paesaggio montano, delle aree dismesse; diventa invece un pesoulteriore, diventa rifiuto perché gli impianti non funzionano bene.

Questa è la storia recente, dei decreti che si sono susseguiti.

In Commissione si è affrontato il tema dell'emergenza, ma è evidente che una regione come la Campania e la città di Napoli non possono essere oltremodo oltraggiate dalla presenza di cumuli di immondizia per strada: questo non è possibile! Ebbene, per rimuovere tali cumuli, bisogna agire in due direzioni.

Da un lato, occorre intervenire sull'emergenza e quindi siamo tutti costretti - e credo non piaccia a nessuno - a convincere le popolazioni ad aprire le discariche. Oggi credo sia stato svolto un lavoro importante dalla Commissione ambiente del Senato e da tutti i Gruppi parlamentari per convincere quella comunità, con un impegno assunto insieme al Governo affinché si possa aprire una discarica per 20 giorni. Ma 20 giorni passeranno in fretta, poi ci sarà un altro sito che avrà due mesi di autonomia.

Allora, con il decreto in esame, in Commissione abbiamo compiuto lo sforzo, che dovremo proseguire accogliendo alcuni emendamenti della Commissione e altri che si renderanno necessari, di tentare di stabilire che oggi sia l'ultima volta che interveniamo in emergenza e che nei 90 giorni di tempo che diamo al commissario Bertolaso si metta seriamente mano ad un piano strutturale che, a partire dal gennaio 2008, dia la tranquillità alla Regione Campania di poter dire «mai più in emergenza».

Su questo punto siamo intervenuti, agevolando fino al limite possibile l'azione del Governo, perché sappiamo bene che vi sono molti aspetti su cui il senatore D'Onofrio, ma non solo lui, un po' tutti i Gruppi e lo stesso relatore, sollevavano dei problemi. Abbiamo quindi posto alcuni paletti rispetto all'uso delle aree protette: a Terzigno, nel Parco del Vesuvio, si andrà solo per una ricomposizione morfologica, per chiudere alcune cave che sono state negli anni sversatori della camorra e per dire che lì possiamo compiere un'operazione importante, portandoci una frazione organica, per richiudere questi buchi e poter ricomporre il paesaggio vesuviano.

Questo potevamo fare: certo, non si può aprire una discarica all'interno del Parco nazionale del Vesuvio. Se avessimo deciso di aprire una discarica tal quale all'interno del Parco nazionale del Vesuvio, ciò avrebbe creato problemi, infrazioni comunitarie e avrebbe fatto ribellare la comunità internazionale.

Interveniamo sugli aspetti che evidenziava il senatore d'Onofrio, quelli che riguardano le aree sequestrate, cercando di mitigare il danno prodotto dall'articolo così com'era stato scritto. Così come interveniamo sull'esigenza di un piano, dato che non si può scrivere in un decreto che si fa un piano industriale: dobbiamo comunque rispettare la legge, le normative nazionali ed europee, per cui diciamo che il piano deve essere effettuato, ma deve essere un piano di ciclo integrato dei rifiuti e su questo abbiamo lavorato e bisognerà - e chiederemo - che ogni mese il commissario Bertolaso riferisca al Parlamento sullo stato di attuazione, per evitare di trovarci alla scadenza, a dicembre, di nuovo in una situazione di emergenza, con i rifiuti per strada e il Parlamento ad occuparsi di questo.

Infine, voglio concludere con alcune osservazioni che riguardano la tariffa. Riteniamo che il costo dell'emergenza non possa essere pagato dai cittadini e che, così come avviene in altre Regioni d'Italia, i cittadini debbano pagare e i Comuni debbano applicare tariffe e tasse che devono coprire il costo dello smaltimento, ma pensiamo che i cittadini e i Comuni debbano pagare esclusivamente il costo ordinario, ossia quello di una gestione ordinaria. Riteniamo che non si possano caricare le irresponsabilità, o responsabilità, del passato o una situazione di emergenza sulla tariffa o sulla tassa a carico dei cittadini.

In tal senso abbiamo presentato alcune proposte emendative che saranno sottoposte alla discussione e all'attenzione dell'Aula. Questo pensiamo che sia corretto anche nei confronti di alcune sollecitazioni che venivano da colleghi della Lega Nord: non si afferma che l'emergenza campana debba andare a carico di altre Regioni o altri cittadini, però è evidente che se si ritiene che la Regione Campania sia in una situazione emergenziale tale da richiedere l'intervento del Parlamento, non si può dire che tutto deve andare a carico dei cittadini di quella Regione, che non hanno neanche usufruito di un servizio adeguato, efficiente, efficace e degno di questo nome. In tal senso abbiamo presentato alcuni elementi di correzione.

Credo questo decreto, una volta approvato con le sofferenze e le difficoltà che, vi posso assicurare per averlo constatato in Commissione, sono trasversali, darà la possibilità al commissario di intervenire per l'emergenza, ma ponendo anche vincoli certi: vorremmo, nel giro di 90 giorni, risposte di tipo strutturale.

A livello di produzione, citerò solo questo dato: in Campania, ogni giorno, si producono 7.200 tonnellate di rifiuti. Di queste, ogni giorno ne restano 3.500 come ecoballe e 2.300 come FOS.

Tutto ciò va stoccato, va in discarica. È evidente che a questo ritmo di produzione non c'è sistema che tenga. Come è stato testé evidenziato dal collega della Lega Nord, nessun Paese in Europa e nessuna Regione italiana manda in discarica o all'incenerimento più del 35-40 per cento dei rifiuti; se noi pensiamo di mandarne il 90 per cento, non c'è soluzione che tenga. Questo è il vero tema dell'emergenza presente in Campania.

Al riguardo, con alcune proposte emendative serie, di merito, tecniche, pensiamo di fornire due risposte: quella all'emergenza, senza quindi mettere piombo sulle ali del commissario Bertolaso, e nello stesso tempo quella di dare garanzie per la tutela dell'ambiente, la salute dei cittadini, la salvaguardia delle aree protette, la salvaguardia dell'autonomia e dei poteri di altri organi dello Stato e delle autonomie locali.

Noi abbiamo lavorato con questo spirito e con questo stesso spirito ci impegneremo affinché alcune proposte emendative, con l'appoggio ed il sostegno del Governo, possano migliorare il provvedimento in esame e dare finalmente la speranza che non si parli più della Regione Campania in relazione al tema dell'emergenza rifiuti. (Applausi dai Gruppi RC-SE,SDSE, IU-Verdi-Com e Ulivo).

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Mugnai. Ne ha facoltà.

MUGNAI (AN). Signor Presidente, onorevoli colleghi, vi confesso che, dopo aver ascoltato l'intervento del presidente D'Onofrio, sarei tentato di chiedere di poterlo fare mio e riproporlo integralmente a quest'Assemblea. Sarebbe peraltro un peccato di pigrizia e quindi, al di là della stima nei confronti del presidente D'Onofrio e dell'assoluta condivisione di tutto ciò che ha affermato, credo che qualche telegrafica riflessione comunque si imponga, anche alla luce di alcune considerazioni svolte con grande pacatezza dal presidente della 13a Commissione Sodano.

Proprio partendo dall'aspetto dei dati, che forse sfugge esattamente all'attenzione di questa Assemblea, credo sia opportuno illuminare cosa sta accadendo ed è accaduto in Campania: vi sono circa sette milioni e mezzo di tonnellate di rifiuti non smaltiti; vi è un territorio che viene divorato quotidianamente nella misura di circa 40.000 metri quadrati al giorno per il deposito delle ecoballe; vi è una produzione giornaliera di circa 7.500 tonnellate di rifiuti, di cui solo una minima parte rientra nel ciclo della raccolta differenziata, perché la restante e prevalente parte, sia pure divisa in circa 3.300 tonnellate di teorico combustibile derivato da rifiuto (CDR) e in circa 2.200 tonnellate di teorica frazione organica stabilizzata (FOS), è di fatto ugualmente non smaltibile. Infatti, quegli impianti, che dovevano essere realizzati, oggi non sono ancora pronti oppure non sono assolutamente in grado di assicurare quel ciclo che permetterebbe di trattare correttamente le circa 6.000 tonnellate giornaliere di rifiuti.

Allora, non me ne vorranno i colleghi della maggioranza, ma devo sottolineare che non possiamo esimerci al riguardo, e non soltanto per sterile gusto di polemica, ma perché necessariamente ancora una volta in quest'Aula vi è un grande assente: la Regione Campania e chi l'amministra. Purtroppo, ancora una volta il Parlamento è costretto a prendere atto del totale fallimento della politica di trattamento e smaltimento dei rifiuti da parte della Regione Campania, la quale chiede ancora una volta la più iniqua delle soluzioni.

Il presidente D'Onofrio ha usato termini durissimi per stigmatizzare la portata e i vizi genetici del provvedimento in esame; credo, però, ve ne sia uno che più di ogni altro rappresenta esattamente la natura di questo provvedimento: si tratta di un'oscenità di fondo che non soltanto si traduce in oscenità di tipo costituzionale, ma si riflette oltre tutto sulla più iniqua delle sanzioni.

Ai cittadini campani, che vivono realmente in una condizione che è al di sotto di quello che è il minimo di dignità che qualunque comunità deve assicurare ai propri figli, si vuole oggi addirittura imporre di farsi carico delle vergognose inefficienze che hanno caratterizzato la politica della regione Campania negli ultimi anni, caricando sulla tariffa il costo teorico dello smaltimento dei rifiuti; teorico perché tanto teoria rimane, perché in pratica questo provvedimento (e traspariva addirittura dalle accurate preoccupazioni del presidente Sodano) non risolverà assolutamente nulla, perché non ci sono i tempi e non ci sono gli impianti e ci troviamo a fare una copia a carta carbone di un provvedimento già preso sette mesi fa e che ha dimostrato di per sé, proprio in relazione a quella assoluta mancanza di una politica regionale di smaltimento dei rifiuti, di essere completamente fallimentare.

Nel contesto di questo ragionamento, che è sì politico da un lato, ma è parimenti operativo dall'altro, non possiamo non tornare per un attimo, signor Presidente, onorevoli colleghi, su tre punti che sono stati mirabilmente trattati - ripeto - in quell'intervento che certamente vorrei fare mio, anche perché certamente espresso con ben altre parole.

Il primo è relativo a questa sorta di peccato mortale che dal punto di vista giurisdizionale andiamo a compiere nel momento stesso in cui si prevede addirittura di sostituirsi a quello che è il legittimo potere esercitato dalla magistratura nell'adempimento delle proprie funzioni, addirittura in relazione a discariche che sono oggetto di provvedimenti giudiziari legittimamente adottati nel corso di indagini tuttora pendenti, con tutto quello che è il corollario che ne discende, in una società già profondamente degradata e inquinata dalle interrelazioni esistenti fra criminalità organizzata e ciclo di smaltimento dei rifiuti.

Il secondo è legato all'obbligo, e non alla semplice facoltà, per i Comuni della Regione Ca